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Book Details
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(55)
- English Books
- Paperback 160 Pages
- Edition: Reprint
- ISBN-10: 014009623X
- ISBN-13: 9780140096231
- Publisher: Penguin (Non-Classics)
- Pub date: Jan 05, 1988
- Dimensions: 1290 mm x 839 mm x 65 mm Just how big is that?
- Also available as: Hardcover and Others
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Un capolavoro post-colonialista
Un masterpiece nel filone delle riscritture post-colonialiste delle grandi opere del passato che esalta le potenzialità della narrativa post-modernista.
Coetzee riesce a riscrivere la celeberrima avventura di Robinson Crusoe, nata dalla penna di Daniel Defoe - padre del romanzo borghese - utilizz ... (continue)
Un masterpiece nel filone delle riscritture post-colonialiste delle grandi opere del passato che esalta le potenzialità della narrativa post-modernista.
Coetzee riesce a riscrivere la celeberrima avventura di Robinson Crusoe, nata dalla penna di Daniel Defoe - padre del romanzo borghese - utilizzando tecniche narrative tradizionali e sperimentali (la descrizione, il carteggio, il flusso di coscienza) e punti di vista completamente differenti per decostruire e ricostruire una storia che riesce a diventare altro da sé, altro dall’originale.
La parola è data alle voci non ascoltate dalla storia ufficiale (e non soltanto narrativa) e cioè alla donna, Susan Barton, protagonista borderline del romanzo, e al servo Venerdì, muto e mutilato, simbolo di tutti gli schiavi a cui è stato negato il diritto di raccontare la propria verità.
Ed è proprio la storia di Venerdì, segreta e perturbante, ed il suo assordante silenzio a costituire il nucleo centrale del romanzo, tanto da diventare un’ossessione per Susan, sia durante che dopo la permanenza sull’isola. Cruso (il Crusoe di Defoe) non è più l’uomo-simbolo del positivismo inglese, l’uomo che si fa da sé, l’uomo della fede e del progresso… ma è un uomo senza più memoria, in cui verità e menzogna si confondono, in cui sono sovrane solitudine e smarrimento.
Coetzee spalanca gli orizzonti del lettore in ogni senso, allargando anche il teatro della scena e i suoi attori: non c’è più solo l’isola con i suoi due attanti, ma spazi diversi, comparse enigmatiche e fugaci, colpi di scena, misteri che sembrano irrisolvibili.
La fiction diventa storia, lo stesso Daniel Defoe diventa personaggio narrativo. Si perdono i contorni degli eventi, tutto viene messo in discussione, viene annebbiata persino la capacità stessa del lettore di discernere il vero dal falso.
Ma nel caos narrativo che crea Coetzee, il silenzio di Venerdì brilla come un diamante grezzo ed inafferrabile. Splende in sottofondo come tutte quelle verità disarmanti e spaventose che aspettano solo di essere riportate alle luce, interpretate con coscienza da chi legge oltre la superficie.
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