Follia

di | Editore: CDE
Voto medio di 7735
| 1.106 contributi totali di cui 972 recensioni , 129 citazioni , 1 immagine , 4 note , 0 video
Kate R.
Ha scritto il 07/02/18
Il lato straordinario dell'essere umano sta nelle sue profondità ancora inesplorate. Cerchiamo di razionalizzare condotte e reazioni nel tentativo umano di controllare, ordinare, dimensionare ... e invece ... FOLLIA è l'esempio di quanto complesse e...Continua
Giulia Primavera
Ha scritto il 31/01/18
Stella: vittima e artefice della sua stessa distruzione
Adulterio, omicidio, sessualità e maternità: sono i temi trattati da Patrick Mcgrath in "Follia", romanzo a mio parere molto originale che racconta la storia sconvolgente di Stella, donna, madre e moglie, la cui vita viene dominata da una passione am...Continua
Francesca666
Ha scritto il 30/01/18
Certo l'amore può indurre a fare follie, ma la follia insana che ha travolto Stella è davvero inaccettabile! Un romanzo molto particolare ed originale, una lettura appassionante ed impegnativa; solo, poco emozionante perché narrata in modo quasi clin...Continua
tiziana -scambio...
Ha scritto il 27/01/18
"Non poteva non chiedersi se, avendolo fatto una volta, l'avrebbe fatto di nuovo  , e benchè in realtà non si ponesse il problema in questi termini(li avrebbe respinti con sdegno  se si fossero affacciati alla sua coscienza), sapeva con certezza, la...Continua
Claudio75 solo...
Ha scritto il 17/01/18
SPOILER ALERT
Amare non è già una follia ?
Molto bello, un romanzo che affronta tematiche e sentimenti "importanti". Il vero cardine della vicenda, a mio giudizio, sta nel continuo sovrapporsi di "amore" e "follia" soprattutto nella figura di Stella, che per amore in pratica annienta quello...Continua

Yle
Ha scritto il Nov 19, 2017, 11:10
"in cosa credi consista il tradimento? (....) Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l'atto in sé è insignificante".
Pag. 44
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 08, 2017, 06:45
Come me, come tutti noi era stato folgorato dalla sua bellezza, ma lui era andato più a fondo di noi, l'aveva idealizzata e poi aveva dovuto lottare contro il caos delle sue stesse passioni quando si era ritrovato nell'impossibilità di nutrire l'imma...Continua
Pag. 293
  • 1 commento
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 08, 2017, 06:44
Dietro il suo sguardo vedevo ribollire un tumulto di pensieri, malati e no.
Pag. 281
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 07, 2017, 20:52
«No. Penso che ci si possa innamorare di qualcuno solo se non si è già innamorati di qualcun altro».
Pag. 248
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 07, 2017, 20:51
La cena era stata consumata con tetra compitezza.
Pag. 180

Ladyoceano
Ha scritto il Nov 25, 2016, 10:28
Stella, moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico, vive quieta in un matrimonio spento,  senza né lode né infamia. Sotto quella quiete apparente e di facciata, però si sta scavando una voragine tanto e da far vacillare i convenzionali confini fra sanità e follia.   S'innamora di un "detenuto" , un artista,  accusato di uxoricidio: fra i due nasce una relazione sordida che si annida e si alimenta dei loro bisogni più ancestrali,   i quali,  però,  non vengono mai soddisfatti veramente. Un rapporto  che, nelle loro teste , diventa assoluto, totalizzante, ma che solo apparentemente colma le loro voragini, rendendole, in realtà,  più profonde ; che li sazia solo per alcuni istanti, ma che in realtà poco dopo li lascia ancora più famelici, in un crescendo di bestialità e violenza, fino alla conclusione....
Una scrittura sapiente e ben dosata, inizialmente, tranquillizza il lettore e lo  incoraggia a inoltrarsi nei meandri della psiche dei protagonisti,  dando l'idea rassicurante che i confini fra bene e male,  fra sano e patologico, restino netti, sicuri, per poi,  piano piano, abituare il lettore che confini certi, in realtà,  non esistono. Tutti i protagonisti sono fragili,  cedono ai loro bisogni,  seguono la loro follia.  Letta l'ultima pagina, ci si rende conto che anche chi sta dalla parte dei "sani" , in realtà, veramente sano non è; si comprende che la follia a volte diventa una possibile via di fuga da una realtà che non sappiamo plasmare, e che quando si abbandona il piano della realtà e ci si consegna all'irrazionale , campo interdetto all'azione della ragione,  nulla più può sorprenderci.  Ed allora l'amore diventa veramente un demone potente, che non redime ma condanna, che si insinua subdolamente, sotto mentite spoglie in vittime fragili e cresce fino a prendere campo, annientando volontà,  razionalità,  legami,  valori,  amor proprio, sane paure, capacità di giudizio e di discriminazione, divorando come un parassita tutto ciò che della persona ancora resta: diventa follia. Ma nonostante ciò, il lettore,  secondo me,  si trova a sospendere ogni giudizio etico nei confronti dei protagonisti,  forse perché tutti,  in un modo o nell'altro, si presentano vittime inermi dell'unica vera protagonista che li guida ciecamente persino contro loro stessi: la follia! !!
Un libro difficile da valutare,  che non riesco a considerare né bello né brutto, perché bello o brutto sono categorie estetiche  qui non  applicabili.  Un libro che ti prende per mano e ti introduce nel labirinto costituito da tutte le possibilità dell'Io, dandoti inizialmente l'illusione di essere una fredda un'analisi  clinica,  un po' come una gita allo zoo,  dove è chiaro chi siano gli animali e chi le persone.  Poco a poco, però,  le certezze iniziano a vacillare,  lasciandoti  in balia della sensazione che la strada che separa la follia dalla sanità non sia molta,  e che, comunque, sia percorribile "a piedi" da qualsiasi essere umano.  Una storia d'amore, infine,  perversa, malata,  che nasce dal bisogno,  da una necessità così indigente da sfumare nella follia..... d'altro canto Platone ci insegna che Eros viene partorito da Penia, la Povertà,  pertanto vive in un continuo stato d'indigenza,  alla continua ricerca di qualcosa che manca, e quando questo qualcosa diventa troppo grande perché la ragione umana possa gestirla,  ecco che consegnarsi ad una follia più o meno lucida,  diventa una via possibile.
Stella, moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico, vive quieta in un matrimonio spento, senza né lode né infamia. Sotto quella quiete apparente e di facciata, però si sta scavando una voragine tanto e da far vacillare i convenzionali confini fra sanità e follia. S'innamora di un "detenuto" , un artista, accusato di uxoricidio: fra i due nasce una relazione sordida che si annida e si alimenta dei loro bisogni più ancestrali, i quali, però, non vengono mai soddisfatti veramente. Un rapporto che, nelle loro teste , diventa assoluto, totalizzante, ma che solo apparentemente colma le loro voragini, rendendole, in realtà, più profonde ; che li sazia solo per alcuni istanti, ma che in realtà poco dopo li lascia ancora più famelici, in un crescendo di bestialità e violenza, fino alla conclusione.... Una scrittura sapiente e ben dosata, inizialmente, tranquillizza il lettore e lo incoraggia a inoltrarsi nei meandri della psiche dei protagonisti, dando l'idea rassicurante che i confini fra bene e male, fra sano e patologico, restino netti, sicuri, per poi, piano piano, abituare il lettore che confini certi, in realtà, non esistono. Tutti i protagonisti sono fragili, cedono ai loro bisogni, seguono la loro follia. Letta l'ultima pagina, ci si rende conto che anche chi sta dalla parte dei "sani" , in realtà, veramente sano non è; si comprende che la follia a volte diventa una possibile via di fuga da una realtà che non sappiamo plasmare, e che quando si abbandona il piano della realtà e ci si consegna all'irrazionale , campo interdetto all'azione della ragione, nulla più può sorprenderci. Ed allora l'amore diventa veramente un demone potente, che non redime ma condanna, che si insinua subdolamente, sotto mentite spoglie in vittime fragili e cresce fino a prendere campo, annientando volontà, razionalità, legami, valori, amor proprio, sane paure, capacità di giudizio e di discriminazione, divorando come un parassita tutto ciò che della persona ancora resta: diventa follia. Ma nonostante ciò, il lettore, secondo me, si trova a sospendere ogni giudizio etico nei confronti dei protagonisti, forse perché tutti, in un modo o nell'altro, si presentano vittime inermi dell'unica vera protagonista che li guida ciecamente persino contro loro stessi: la follia! !! Un libro difficile da valutare, che non riesco a considerare né bello né brutto, perché bello o brutto sono categorie estetiche qui non applicabili. Un libro che ti prende per mano e ti introduce nel labirinto costituito da tutte le possibilità dell'Io, dandoti inizialmente l'illusione di essere una fredda un'analisi clinica, un po' come una gita allo zoo, dove è chiaro chi siano gli animali e chi le persone. Poco a poco, però, le certezze iniziano a vacillare, lasciandoti in balia della sensazione che la strada che separa la follia dalla sanità non sia molta, e che, comunque, sia percorribile "a piedi" da qualsiasi essere umano. Una storia d'amore, infine, perversa, malata, che nasce dal bisogno, da una necessità così indigente da sfumare nella follia..... d'altro canto Platone ci insegna che Eros viene partorito da Penia, la Povertà, pertanto vive in un continuo stato d'indigenza, alla continua ricerca di qualcosa che manca, e quando questo qualcosa diventa troppo grande perché la ragione umana possa gestirla, ecco che consegnarsi ad una follia più o meno lucida, diventa una via possibile.

Yle
Ha scritto il Nov 19, 2017, 11:07
"Già, l'amore" dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?". Qui Stella fece un'altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: "Se non lo sai non posso spiegartelo". "Allora non si può definire? Non se ne p...Continua
Katia
Ha scritto il Oct 12, 2016, 16:24
Pagina 69 http://www.liberolibro.it/follia-di-patrick-mcgrath/
Biblioteche...
Ha scritto il Apr 18, 2016, 09:33
823.9 MCG 17049 Letteratura Inglese
Crisalidea
Ha scritto il Feb 28, 2016, 14:51
"Stella mi disse di aver capito in quel momento che in ciascuno di noi c'è come l'anelito a gridare al mondo la verità, a qualsiasi costo. O a distruggersi."
Pag. 67

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