Follia

Di

Editore: CDE

4.1
(7434)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000006986 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Matteo Codignola

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    recensione a cura di LUNATICAMENTE.COM

    Link alla recensione: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/82-follia-di-patrick-macgrath.html

    Mcgrath mi deve ancora deludere e con questo libro mi ha totalmente conquistata.
    Scritto ...continua

    Link alla recensione: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/82-follia-di-patrick-macgrath.html

    Mcgrath mi deve ancora deludere e con questo libro mi ha totalmente conquistata.
    Scritto benissimo e scorrevole, le pagine si sfogliano che è un piacere.
    Suscita curiosità dall'inizio alla fine e appena decidi di chiudere il libro per poterti riposare, ecco che capita qualcosa che ti fa cambiare idea.
    E' un libro un po' crudo dove l'amore ossessivo, malato e paranoico arriva a livelli inimmaginabili, dove la morte di un caro viene surclassata dall'assenza dell'amore perduto.
    Un crescere di ansia, erotismo velato di cose non dette, caduta lenta verso l'oblio, il buio e i meccanismi irrazionali dell'anima.
    I personaggi sono ben definiti, ho trovato facile immedesimarmi e capire perché ognuno si comportasse in modo apparentemente strano.
    Come ha detto qualcuno in altre recensioni, questo libro è difficile da digerire perché si parla di un amore malato, un amore estremo, un amore in cui niente ha confine, non ha un'etica ne spiegazione.
    Lo consiglierei a chi volesse addentrarsi nell'oscurità della psiche e provare angoscia per le cose che Mcgrath non si ferma a spiegare, perché lui ama lasciare le cose in sospeso.

    ... Ed è uno di quei libri che ti fa sentire come se avessi l'anima sporca.

    ha scritto il 

  • 5

    una storia che si ricorda

    Meraviglioso, brillante, feroce, chirurgico nella descrizione dei moti dell'animo. Ricorda McEwan ma è più romantico e intenso. Una storia bellissima e struggente, con personaggi perfettamente caratte ...continua

    Meraviglioso, brillante, feroce, chirurgico nella descrizione dei moti dell'animo. Ricorda McEwan ma è più romantico e intenso. Una storia bellissima e struggente, con personaggi perfettamente caratterizzati, che rimangono dentro.
    E anche oggi che scrivo qui, dopo diverso tempo che ho finito questo libro, ripenso ai personaggi e quella follia travolgente.

    ha scritto il 

  • 3

    Non c'è da stupirsi che la principessa del Galles fosse così triste

    Book Challenge iRead 2017: 6/40 – “Una storia d'amore”
    Inkbooks Reading Challenge 2017: 6/50 – “Un libro proposto da uno/una youtuber”

    Com'è difficile commentare questo libro, incasellarlo in un giudi ...continua

    Book Challenge iRead 2017: 6/40 – “Una storia d'amore”
    Inkbooks Reading Challenge 2017: 6/50 – “Un libro proposto da uno/una youtuber”

    Com'è difficile commentare questo libro, incasellarlo in un giudizio, si può forse mettere in gabbia la follia e pensare così di addomesticarla? Stella è sposata con uno psichiatra a cui è stato offerto il posto di vice-direttore di un ospedale; è lì che conosce Edgar, uno scultore accusato di aver ucciso la moglie. Tra i due nasce una passione destinata a trasformarsi in odio e a trascinarli in un baratro che coinvolgerà anche il marito e il figlio di lei.
    Non è la trama del romanzo a colpire ma lo stile; anche nelle pagine più cupe – in particolare quelle ambientate nel Galles, dove Stella si trasferisce con la famiglia e dove l'ambientazione fredda e ostile del posto e dei suoi abitanti fa da sfondo agli animi dei personaggi e, in un certo senso, ne segna le vite – c'è la voglia di addentrarsi nell'animo umano, di capire fino a che punto ci si può abbandonare alla follia senza preoccuparsi delle ferite e dei feriti. McGrath era figlio di uno psichiatra criminale, le sue riflessioni sulla psicologia e sulle ossessioni fanno di questo romanzo un'indagine ben riuscita sulla psiche e i suoi segreti.

    *Che gran voglia devo avere di essere beccata, pensò; ma non era un pensiero allarmante, solo la calma, tranquilla voce della verità. Stella mi disse di aver capito in quel momento che in ciascuno di noi c'è come l'anelito a gridare al mondo la verità, a qualsiasi costo. O a distruggersi.

    *Le donne romantiche, riflettei: non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.

    *Per la prima volta Stella sentiva che era valsa la pena di saltare nel vuoto, perché alla fine avrebbero trovato il posto sicuro dove amarsi senza paura. E fu in quello spirito che fecero l'amore: senza paura, liberamente, mentre i treni rombavano sul viadotto nella notte. E Stella lo fece ridendo, gridando, urlando al magazzino intero tutta la vita che aveva dentro.

    *Era come se l'avessero rubata, quella felicità, anzi come se l'avessero trovata per caso e se la fossero portata via di corsa, perché in realtà apparteneva a qualcun altro e loro non ne avevano alcun diritto.

    *Stella si rese conto che l'infelicità di Charlie aveva fatto di lui un escluso, proprio come era successo a lei, e ne trasse una mesta sensazione di conferma; avrebbe dovuto saperlo, la gente è fatta così, seleziona con fiuto infallibile le proprie vittime fra chi avrebbe più bisogno di calore.

    ha scritto il 

  • 4

    3.5

    “Follia” mi ha lasciata un po’ spiazzata.
    Siamo a Londra, fine anni 50 e si parla di una grande storia d’amore fra Stella, moglie di uno psichiatra, ed Edgar, uno dei pazienti dell’ospedale dove ...continua

    3.5

    “Follia” mi ha lasciata un po’ spiazzata.
    Siamo a Londra, fine anni 50 e si parla di una grande storia d’amore fra Stella, moglie di uno psichiatra, ed Edgar, uno dei pazienti dell’ospedale dove lavora il marito, un paranoico internato per aver ucciso brutalmente la moglie.
    Le premesse già non sono buone, e infatti il romanzo sarà un crescendo di ansia e disperazione. Dà un senso ancora più straniante il punto di vista da cui la storie ci viene raccontata: quello dello psichiatra che ha in cura Edgar. Un punto di vista che all’inizio ci sembra scientifico, clinico, ci presenta l’amore come un insieme di turbe mentali, riduce sentimenti a fatti cause e conseguenze, un’invenzione dell’uomo che ha chiare spiegazioni scientifiche.
    Se non che questa affascinante impostazione si perde un po’ via via che la storia avanza. Caduta di stile o scelta consapevole che ci porta agli inaspettati ultimi colpi di scena? Non saprei dirlo, per questo dicevo che mi sento un po’ spiazzata, forse un po’ delusa perché il romanzo poteva decollare in modo diverso.

    Comunque un bel romanzo, forse storia non originalissima ma che comunque tiene inchiodati alle pagine senza cadere nel banale, né nella leggera letturina da spiaggia, perché intrattiene ma fa anche pensare: all’amore, ai punti di vista, alla morale che è molto soggettiva.

    "Ma scusa, provai a dirle, in cosa credi che consista il tradimento? Nell'andare a letto con qualcuno, o nella possibilità di distruggere, andandoci, la felicità di qualcun altro?"

    ha scritto il 

  • 5

    Amore e malattia

    Un libro bellissimo a tal punto da non riuscire a trovare le parole per descriverlo. Intenso, passionale, ossessivo, crudo, tormentato: queste le sensazioni che, dal mio punto di vista, più lo rappres ...continua

    Un libro bellissimo a tal punto da non riuscire a trovare le parole per descriverlo. Intenso, passionale, ossessivo, crudo, tormentato: queste le sensazioni che, dal mio punto di vista, più lo rappresentano. Tra i miei preferiti di sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione "pura" e semplice.

    Questo è uno dei thriller psicologici più profondi e macabri degli ultimi anni e che ha anche riscosso un successo internazionale che ha dato vita anche ad un’opera cinematografica ma che purtroppo no ...continua

    Questo è uno dei thriller psicologici più profondi e macabri degli ultimi anni e che ha anche riscosso un successo internazionale che ha dato vita anche ad un’opera cinematografica ma che purtroppo non ha avuto affatto la stessa intensità e profondità del romanzo.
    In questo libro entriamo nel limbo e negli inferi della mente di due personaggi principali che vengono raccontati attraverso la freddissima analisi dello psichiatra che ne racconta gli avvenimenti dall’inizio fino al macabro finale dove troviamo nelle sue ultime righe forse la vera follia di tutto il libro.
    Scritto magistralmente dallo scrittore inglese Patrick McGrath questo libro ci porta essenzialmente alla scoperta e alla descrizione dello sviluppo di un amore ossessivo e auto-distruttivo da parte di Stella, la protagonista, che pur di sfuggire dall’avversione che ha verso il marito (un odio molto celato ma presente) si innamora di un artista uxoricida molto violento ma carico di fascino che incontra in un manicomio criminale: Edgar Stark. Con quest’uomo Stella avrà una relazione amorosa basata essenzialmente sugli istinti primari della carne, fatta essenzialmente di sesso con dei retroscena ai limiti della morbosità che saranno magistralmente analizzati dallo psichiatra che ha in cura Stella.
    Ma a chi appartiene la vera follia in tutto questo romanzo? Vedremo la protagonista completamente persa ed avvolta nel suo mondo interiore alla ricerca disperata di un amore fondamentalmente illusorio e inesistente se non dentro di lei che la porterà a compiere un atto oltremodo peggiore di quello del semplice tradimento. Ma alla fine Stella tradirà anche l’amore per la personalità e l’ego abnorme di Edgar Stark e successivamente ancora vedremo come prima di ogni altra persona presente nel libro tradirà essenzialmente se stessa attraverso un atto tragico che compirà su stessa.
    Giungeremo così attraverso labirinti di macabre ossessioni ad un epilogo finale in cui non ci potrà essere nessun punto di ritorno per ogni protagonista incontrato lungo la lettura del libro e soprattutto per lei che vedremo tornare nel luogo da dove forse era venuta e da dove forse aveva preso il nome e cioè nel buio più profondo e oscuro della notte.
    Ma tutto il romanzo ci lascia un interrogativo fondamentale: tutta questa “follia” è davvero all’interno della mente di Stella e di Edgar, oppure è altrove e cioè nella mente di chi gestisce tutte le marionette del circo? Lo psichiatra che narra la storia è davvero un medico sano, responsabile e completamente adattato al mondo oppure anche lui nasconde qualcosa? Cosa si cela in quelle sue ultime righe macabre e oscure che chiudono il libro?
    Finito di leggerlo non potrete non porvi domande e restare affascinati dai labirinti che la mente di ogni uomo e donna può nascondere e celare al mondo della luce.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Recensione n. 2

    Ad una seconda lettura il mio parere nei confronti dei personaggi è cambiato. I folli sono tre e a loro modo vivono la propria follia a seconda del mondo in cui vivono. Stella vuole cambiare il suo e ...continua

    Ad una seconda lettura il mio parere nei confronti dei personaggi è cambiato. I folli sono tre e a loro modo vivono la propria follia a seconda del mondo in cui vivono. Stella vuole cambiare il suo e vivere in quello di Edgar e finisce di perdere completamente la testa. Vedevo in lei all'inizio un personaggio quasi romantico, adesso mi accorgo che non lo è stato affatto. Il suo era un amore veramente morboso e malato nei confronti di un uomo che non ha neanche mai davvero conosciuto, ha amato l'idea dell'amore che poteva incarnare l'artista Edgar e questa arte che si incarnava in quest'uomo per lei rappresentava nient'altro che la fuga dal marito che è l'unica cosa che davvero desidera: in realtà Stella non ha mai amato Stark, ma ciò che lui poteva rappresentare: la libertà, la fuga, un altro mondo. A riprova di questo c'è il fatto che lo tradisce con il suo migliore amico: Nick. Questa illusione la porta a lasciare morire anche il figlio: Charlie. Ma il vero paziente si scopre alla fine ed è lo psichiatra di Stella. Lui è un vero psicopatico che ha manipolato e considerato di sua proprietà sia Stella che Edgar insieme come due esemplari dell'umanità che lui ha posseduto pienamente nella sua vera follia personale.

    ha scritto il 

  • 5

    una storia di passione devastante, una passiono vera folle , che bene o male tutti noi abbiamo vissuto con la sola differenza che lei ha preso, al momento del bivio,la strada della follia. é forse sta ...continua

    una storia di passione devastante, una passiono vera folle , che bene o male tutti noi abbiamo vissuto con la sola differenza che lei ha preso, al momento del bivio,la strada della follia. é forse stata se stessa? senza vincoli, senza "ma", "se".. Straordinario, duro, intenso, ma così vero nelle emozioni , nei sentimenti. cosi forti e travolgenti..

    ha scritto il 

  • 4

    “La psichiatra”, Wulf Dorn. Il gioco dell’oca, solo meno avvincente.

    “Follia” aveva un titolo ed una copertina troppo accattivanti perché si potesse lasciarlo sullo scaffale di quella libreria. Inoltre avevamo un disperato bisogno di riconciliarci con il thriller psico ...continua

    “Follia” aveva un titolo ed una copertina troppo accattivanti perché si potesse lasciarlo sullo scaffale di quella libreria. Inoltre avevamo un disperato bisogno di riconciliarci con il thriller psicologico, dopo la pessima esperienza de “La psichiatra” (leggi l’articolo a riguardo). Ci siamo riusciti? Si, senza alcun dubbio.

    Si tratta del nostro primo incontro con Patrick McGrath, inglese, figlio di uno medico del manicomio criminale, cresciuto a pane e psichiatria. Biografia che spiega perché riesca a muoversi a proprio agio negli ambienti descritti in questo che è il suo quarto romanzo.

    La storia in poche righe, senza anticipazioni

    La cornice è quella di una clinica psichiatrica inglese che accoglie criminali con disturbi mentali, sul finire degli anni ‘50. Un contesto che, secondo gli usi dell’epoca, si concretizza in una vera e propria comunità, nella quale i medici e le loro famiglie vivono con continuità e presenza, profondendosi in un coinvolgimento che oggi faticheremmo a comprendere e soprattutto ad accettare. Ecco così che i protagonisti della narrazione sono gli psichiatri, le loro famiglie e i malati, in un intreccio di vicende inatteso e continuamente in bilico tra razionalità e patologia.

    Io narrante psichiatra

    Il tratto stilistico caratterizzante è costituito dalla presenza di un “io narrante” particolarmente interessante: il vice-direttore della struttura ospedaliera. Il dottor Peter Cleave non è solo protagonista attivo (passivo?) delle vicende narrate. Il dottor Peter Cleave è soprattutto uno psichiatra, intento a ricostruisce a posteriori la successione degli eventi.

    Il risultato di questa combinazione è una narrazione glaciale, al limite del referto medico. Ogni comportamento di ogni protagonista è filtrato, in modo tanto involontario quanto inevitabile, dalla lente deformante del medico. Perfino le descrizioni degli ambienti e della natura dei paesaggi inglesi, ricche, dettagliate ed evocative, sembrano giacere sotto un velo di opacità che ne mette in dubbio in qualche modo la spontaneità.

    Sensazione inattesa

    La lettura ci ha restituito una sensazione del tutto inattesa di coinvolgimento e distacco allo stesso tempo. Cronaca, emozioni, analisi ed emozioni sembrano tutte raccontate utilizzando un unico registro: quello scienitifico.

    Straniante, spiazzante. E convincente, ammaliante.

    PS:
    Non vorrei rigirare il coltello nella piaga, ma herr Wulf Dorn qualche ripetizione dal suo collega inglese la potrebbe prendere senza vergogna alcuna.

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    Questa e altre recensioni su www.amityexaminer.com

    ha scritto il 

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