Inghilterra, 1959.
Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael
...Continua
Lan Mistress
Ha scritto il 21/10/18

Madonna che libro. Letto in un giorno tutto d’un fiato. Spettacolare ed agghiacciante.

Chiarinaa
Ha scritto il 06/10/18
Follia è un libro che ti porti dentro, che ti obbliga a riflettere sulle debolezze degli esseri umani, sui lati più oscuri di ognuno. Il comportamento di Stella è assolutamente agghiacciante, l'ho amata e odiata, inguaribile sognatrice, ma di una vig...Continua
Pierale77
Ha scritto il 21/09/18

non mi ha preso per niente.
complice anche il punto di vista del narratore che racconta del passato, dando anticipazioni di ciò che è poi accaduto più avanti.

___
Ha scritto il 07/09/18

Molto credibile, scritto bene anche se un po' lento nella parte centrale. Rapisce ma non appassiona. Il colpo di scena finale è nascosto tra le righe.

wuale
Ha scritto il 23/08/18

Un romanzo bestiale. McGrath scrive in maniera pulita,lineare e travolgente.


Antle26
Ha scritto il Apr 05, 2018, 11:59
“... la fiducia, e la speranza e l’amore sono tali in quanto nascono e crescono a dispetto della ragione”.
Yle
Ha scritto il Nov 19, 2017, 11:10
"in cosa credi consista il tradimento? (....) Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l'atto in sé è insignificante".
Pag. 44
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 08, 2017, 06:45
Come me, come tutti noi era stato folgorato dalla sua bellezza, ma lui era andato più a fondo di noi, l'aveva idealizzata e poi aveva dovuto lottare contro il caos delle sue stesse passioni quando si era ritrovato nell'impossibilità di nutrire l'imma...Continua
Pag. 293
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 08, 2017, 06:44
Dietro il suo sguardo vedevo ribollire un tumulto di pensieri, malati e no.
Pag. 281
Davide Giandonato
Ha scritto il Jun 07, 2017, 20:52
«No. Penso che ci si possa innamorare di qualcuno solo se non si è già innamorati di qualcun altro».
Pag. 248

Chiara
Ha scritto il Aug 27, 2018, 10:17
veritá...
veritá...
veritá...
Ladyoceano
Ha scritto il Nov 25, 2016, 10:28
Stella, moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico, vive quieta in un matrimonio spento,  senza né lode né infamia. Sotto quella quiete apparente e di facciata, però si sta scavando una voragine tanto e da far vacillare i convenzionali confini fra sanità e follia.   S'innamora di un "detenuto" , un artista,  accusato di uxoricidio: fra i due nasce una relazione sordida che si annida e si alimenta dei loro bisogni più ancestrali,   i quali,  però,  non vengono mai soddisfatti veramente. Un rapporto  che, nelle loro teste , diventa assoluto, totalizzante, ma che solo apparentemente colma le loro voragini, rendendole, in realtà,  più profonde ; che li sazia solo per alcuni istanti, ma che in realtà poco dopo li lascia ancora più famelici, in un crescendo di bestialità e violenza, fino alla conclusione....
Una scrittura sapiente e ben dosata, inizialmente, tranquillizza il lettore e lo  incoraggia a inoltrarsi nei meandri della psiche dei protagonisti,  dando l'idea rassicurante che i confini fra bene e male,  fra sano e patologico, restino netti, sicuri, per poi,  piano piano, abituare il lettore che confini certi, in realtà,  non esistono. Tutti i protagonisti sono fragili,  cedono ai loro bisogni,  seguono la loro follia.  Letta l'ultima pagina, ci si rende conto che anche chi sta dalla parte dei "sani" , in realtà, veramente sano non è; si comprende che la follia a volte diventa una possibile via di fuga da una realtà che non sappiamo plasmare, e che quando si abbandona il piano della realtà e ci si consegna all'irrazionale , campo interdetto all'azione della ragione,  nulla più può sorprenderci.  Ed allora l'amore diventa veramente un demone potente, che non redime ma condanna, che si insinua subdolamente, sotto mentite spoglie in vittime fragili e cresce fino a prendere campo, annientando volontà,  razionalità,  legami,  valori,  amor proprio, sane paure, capacità di giudizio e di discriminazione, divorando come un parassita tutto ciò che della persona ancora resta: diventa follia. Ma nonostante ciò, il lettore,  secondo me,  si trova a sospendere ogni giudizio etico nei confronti dei protagonisti,  forse perché tutti,  in un modo o nell'altro, si presentano vittime inermi dell'unica vera protagonista che li guida ciecamente persino contro loro stessi: la follia! !!
Un libro difficile da valutare,  che non riesco a considerare né bello né brutto, perché bello o brutto sono categorie estetiche  qui non  applicabili.  Un libro che ti prende per mano e ti introduce nel labirinto costituito da tutte le possibilità dell'Io, dandoti inizialmente l'illusione di essere una fredda un'analisi  clinica,  un po' come una gita allo zoo,  dove è chiaro chi siano gli animali e chi le persone.  Poco a poco, però,  le certezze iniziano a vacillare,  lasciandoti  in balia della sensazione che la strada che separa la follia dalla sanità non sia molta,  e che, comunque, sia percorribile "a piedi" da qualsiasi essere umano.  Una storia d'amore, infine,  perversa, malata,  che nasce dal bisogno,  da una necessità così indigente da sfumare nella follia..... d'altro canto Platone ci insegna che Eros viene partorito da Penia, la Povertà,  pertanto vive in un continuo stato d'indigenza,  alla continua ricerca di qualcosa che manca, e quando questo qualcosa diventa troppo grande perché la ragione umana possa gestirla,  ecco che consegnarsi ad una follia più o meno lucida,  diventa una via possibile.
Stella, moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico, vive quieta in un matrimonio spento, senza né lode né infamia. Sotto quella quiete apparente e di facciata, però si sta scavando una voragine tanto e da far vacillare i convenzionali confini fra sanità e follia. S'innamora di un "detenuto" , un artista, accusato di uxoricidio: fra i due nasce una relazione sordida che si annida e si alimenta dei loro bisogni più ancestrali, i quali, però, non vengono mai soddisfatti veramente. Un rapporto che, nelle loro teste , diventa assoluto, totalizzante, ma che solo apparentemente colma le loro voragini, rendendole, in realtà, più profonde ; che li sazia solo per alcuni istanti, ma che in realtà poco dopo li lascia ancora più famelici, in un crescendo di bestialità e violenza, fino alla conclusione.... Una scrittura sapiente e ben dosata, inizialmente, tranquillizza il lettore e lo incoraggia a inoltrarsi nei meandri della psiche dei protagonisti, dando l'idea rassicurante che i confini fra bene e male, fra sano e patologico, restino netti, sicuri, per poi, piano piano, abituare il lettore che confini certi, in realtà, non esistono. Tutti i protagonisti sono fragili, cedono ai loro bisogni, seguono la loro follia. Letta l'ultima pagina, ci si rende conto che anche chi sta dalla parte dei "sani" , in realtà, veramente sano non è; si comprende che la follia a volte diventa una possibile via di fuga da una realtà che non sappiamo plasmare, e che quando si abbandona il piano della realtà e ci si consegna all'irrazionale , campo interdetto all'azione della ragione, nulla più può sorprenderci. Ed allora l'amore diventa veramente un demone potente, che non redime ma condanna, che si insinua subdolamente, sotto mentite spoglie in vittime fragili e cresce fino a prendere campo, annientando volontà, razionalità, legami, valori, amor proprio, sane paure, capacità di giudizio e di discriminazione, divorando come un parassita tutto ciò che della persona ancora resta: diventa follia. Ma nonostante ciò, il lettore, secondo me, si trova a sospendere ogni giudizio etico nei confronti dei protagonisti, forse perché tutti, in un modo o nell'altro, si presentano vittime inermi dell'unica vera protagonista che li guida ciecamente persino contro loro stessi: la follia! !! Un libro difficile da valutare, che non riesco a considerare né bello né brutto, perché bello o brutto sono categorie estetiche qui non applicabili. Un libro che ti prende per mano e ti introduce nel labirinto costituito da tutte le possibilità dell'Io, dandoti inizialmente l'illusione di essere una fredda un'analisi clinica, un po' come una gita allo zoo, dove è chiaro chi siano gli animali e chi le persone. Poco a poco, però, le certezze iniziano a vacillare, lasciandoti in balia della sensazione che la strada che separa la follia dalla sanità non sia molta, e che, comunque, sia percorribile "a piedi" da qualsiasi essere umano. Una storia d'amore, infine, perversa, malata, che nasce dal bisogno, da una necessità così indigente da sfumare nella follia..... d'altro canto Platone ci insegna che Eros viene partorito da Penia, la Povertà, pertanto vive in un continuo stato d'indigenza, alla continua ricerca di qualcosa che manca, e quando questo qualcosa diventa troppo grande perché la ragione umana possa gestirla, ecco che consegnarsi ad una follia più o meno lucida, diventa una via possibile.

Yle
Ha scritto il Nov 19, 2017, 11:07
"Già, l'amore" dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?". Qui Stella fece un'altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: "Se non lo sai non posso spiegartelo". "Allora non si può definire? Non se ne p...Continua
Katia
Ha scritto il Oct 12, 2016, 16:24
Pagina 69 http://www.liberolibro.it/follia-di-patrick-mcgrath/
Biblioteche...
Ha scritto il Apr 18, 2016, 09:33
823.9 MCG 17049 Letteratura Inglese
Crisalidea
Ha scritto il Feb 28, 2016, 14:51
"Stella mi disse di aver capito in quel momento che in ciascuno di noi c'è come l'anelito a gridare al mondo la verità, a qualsiasi costo. O a distruggersi."
Pag. 67

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