Follia !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: Adelphi

4.1
(7069)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000027645 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda DOPPIA, da non aggiungere nella propria libreria.

La scheda corretta dell'edizione Adelphi, dotata di codice ISBN, si trova qui:

http://www.anobii.com/books/Follia/9788845913600/017e357686a026a9a0/
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  • 5

    The best

    Lui è il mio autore preferito e questo è il libro che più ho amato, in assoluto. Cos'altro aggiungere? Ben poco, sarei poco oggettiva. Ciò che è incontestabile è lo stile inconfondibile di Mc Grath, s ...continua

    Lui è il mio autore preferito e questo è il libro che più ho amato, in assoluto. Cos'altro aggiungere? Ben poco, sarei poco oggettiva. Ciò che è incontestabile è lo stile inconfondibile di Mc Grath, sempre innovativo, cangiante, misterioso, sorprendente. Dunque, come potrebbe essere Follia?? Follemente bello

    ha scritto il 

  • 4

    Quando l'amore diventa ossessione

    Stella Raphael è una donna di buona famiglia, sposata con un medico e madre del piccolo Charlie. Una donna a cui sembra non mancare nulla. Cosa ci può trovare una donna simile in Edgar Stark, paziente ...continua

    Stella Raphael è una donna di buona famiglia, sposata con un medico e madre del piccolo Charlie. Una donna a cui sembra non mancare nulla. Cosa ci può trovare una donna simile in Edgar Stark, paziente del marito, uxoricida, artista, che momentaneamente si occupa di fare dei lavori a casa dei coniugi Raphael? Una storia d’amore che riesce a sconvolgere una vita. E così Stella si trova invischiata in una relazione pericolosa con un assassino, una relazione in cui finalmente si sente viva. Stella decide di fuggire con Edgar, di andare nel suo mondo, un mondo di artisti e di miseria, un luogo a cui lei non appartiene. Stella è una donna fondamentalmente infelice e sola, per lei Edgar diventa una vera ossessione. E il solo a pagare il tutto sarà Charlie. Ed Edgar? Probabilmente idealizza Stella come aveva già idealizzato la moglie e ne diventa morbosamente geloso, ritrae l’amante, ne modella la testa, cerca di darle forma. Figura interessante e ambigua è il narratore, Peter Cleave, collega del marito di Stella e suo concorrente per il ruolo di direttore del manicomio, freddo osservatore della vicenda. E se quello che ci ha raccontato non fosse la verità? Se Peter non fosse stato del tutto sincero? E se avesse avuto un proprio fine? È difficile descrivere questo romanzo, è una di quelle storie da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto, mi ha inquietata molto...la psiche umana è, a volte, davvero fragile e sottilissimi sono i confini tra normalità e alterazioni....tutto è soggettivo, a seconda da che parte ci si trova. ...continua

    Mi è piaciuto, mi ha inquietata molto...la psiche umana è, a volte, davvero fragile e sottilissimi sono i confini tra normalità e alterazioni....tutto è soggettivo, a seconda da che parte ci si trova. La follia non ha risparmiato neppure il medico che si è preso cura di Stella ed Edgar...

    ha scritto il 

  • 3

    Chi è il vero "folle"?

    Una storia folle, di dipendenza assoluta, carnale, inspiegabile. Un amore nudo e crudo, animale. Della serie "quello che ami finisce per ucciderti". Il libro è ben scritto, a mio avviso non proprio sc ...continua

    Una storia folle, di dipendenza assoluta, carnale, inspiegabile. Un amore nudo e crudo, animale. Della serie "quello che ami finisce per ucciderti". Il libro è ben scritto, a mio avviso non proprio scorrevole in alcuni punti ma comunque capace di trasportare facilmente il lettore in questa giostra di amore-ossessione. A libro finito, però, mi chiedo chi sia il vero "folle" tra chi si perde nelle sue ossessioni e chi, invece, le soffoca giorno dopo giorno.

    ha scritto il 

  • 5

    Il disordine dell'Eros

    In una Londra vittoriana, ordinata e laboriosa, vi è un luogo, una torre d’avorio, dove è più gelosamente custodita la Norma sociale: è il manicomio, con il compito di classificare in profili psichiat ...continua

    In una Londra vittoriana, ordinata e laboriosa, vi è un luogo, una torre d’avorio, dove è più gelosamente custodita la Norma sociale: è il manicomio, con il compito di classificare in profili psichiatrici ogni disagio umano, con lo scopo di sopire qualsiasi increspatura s’alzi nel mare immobile come uno specchio del conformismo sociale.
    Ma il vento urticante delle passioni umane può scardinare gli infissi di qualsiasi istituzione che sebbene ben murata sarà attraversata e gonfiata da un vortice intrusivo e irrefrenabile e allora tutta la sua salda costruzione gemerà come i legni di una nave nella tempesta.
    Sarà la presenza di Edgar, un paziente animato dalla brace di una follia artistica anarcoide, da una vitalità animale e da un pene irrequieto a gettare lo scompiglio in quel microcosmo concentrazionario.
    Basterà un ballo frusciante, un contatto fugace e l’emergere di un’attrazione istintuale, perché in Stella, moglie del vicedirettore del manicomio e ancella di un matrimonio bianco, si desti in modo rovinoso tutta la sua sensualità sopita.
    Poi la narrazione correrà sul filo del precipizio e Stella si spoglierà di ogni autodifesa, calpestando la sua rispettabilità sociale che aveva fatto di lei un’infelice donna di rango, diventando prigioniera di un’ossessione sessuale che la degraderà a femmina e preda, precipitando nel vortice di un bovarismo disperato,
    La sua anima si trascinerà greve sotto un cielo londinese basso di fuliggini impalpabili come limature di grafite.
    Una narrazione superba e angosciosa che non lascia alcuno scampo al lettore, lanciato “in un viaggio a fari spenti nella notte”, lungo un interminabile sorpasso in curva.
    Chi si avventurerà in queste pagine non pensi di cavarsela, di uscirne indenne, al fondo dell’ultima vertiginosa accelerazione il crash finale ci sarà e doloroso.

    ha scritto il 

  • 5

    Asylum (Follia) è figlio diretto della paura inglese dei sentimenti, che quando non sono adeguatamente controllati, sono capaci di vincere sulla ragionevolezza, i valori morali, il senso di sé e sopra ...continua

    Asylum (Follia) è figlio diretto della paura inglese dei sentimenti, che quando non sono adeguatamente controllati, sono capaci di vincere sulla ragionevolezza, i valori morali, il senso di sé e soprattutto sono in grado di sovvertire l’ordine sociale, senza il quale gli inglesi sono convinti non si possa vivere.
    Edgar, l’artista, è la personificazione di queste paure: ha talento, intelligenza, charme. Ma è vittima di una gelosia ossessiva che non riesce a dominare e per la quale è pronto ad uccidere. Quasi che la follia non sia che l’altra faccia del talento creativo.
    McGrath usa l’espediente del narratore “neutro”, uno psichiatra che ha in cura entrambi i protagonisti del libro, e che, come uno scrittore, è in grado di descriverne nel dettaglio la psiche. Il risultato è un racconto avvincente, che si legge con il cuore in gola, almeno per me, sperando sempre in un epilogo positivo per Stella. Ma così non è, perché Stella non riesce mai a liberarsi del suo ruolo di donna oggetto protetto, dipendente dall’uomo che la ama. La donna oggetto protetto non ha valore di per se: assume il valore dell’uomo con cui sta. E’ moglie, madre, nuora, compagna, musa ispiratrice. Ma quando prova a essere sé, a uscire da questi ruoli, distrugge se stessa e tutti coloro che la circondano.

    Questo epilogo, che colgo oggi alla seconda lettura con più forza che non la prima volta, sembra indicare che le donne è meglio controllarle, così che rimangano entro i ruoli loro assegnati, che altrimenti sono pericolose. Sembra insomma la giustificazione del millenario controllo delle donne da parte di ogni cultura e ogni religione. Del resto, anche se ci racconta la psiche di una donna, McGrath è un uomo. Ma è bravo e Stella risulta del tutto credibile nella sua ineluttabile autodistruttività. Per fortuna oggi la letteratura è ricca di voci femminili che ci raccontano un’altra storia.

    ha scritto il 

  • 0

    [...]

    Le donne romantiche, riflettei: non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.

    [...]

    ha scritto il 

  • 2

    Un'occasione persa

    E' il mio primo approccio a questo autore e, non avendone mai sentito parlare prima, non avevo né aspettative né pregiudizi.
    Francamente dal figlio di uno psichiatra che, seppur non direttamente della ...continua

    E' il mio primo approccio a questo autore e, non avendone mai sentito parlare prima, non avevo né aspettative né pregiudizi.
    Francamente dal figlio di uno psichiatra che, seppur non direttamente della materia, poteva ben documentarsi, mi aspettavo di imparare qualcosa sull'argomento. E non sarebbe stato difficile visto che ho studiato e fatto tutt'altro nella vita e invece...nulla!
    Resta un romanzo scritto bene e abbastanza scorrevole, ma niente di più. Per questo, e solo per questo gli do la sufficienza.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia di una dipendenza parossistica

    Ambientato in un manicomio criminale inglese, alla fine degli anni cinquanta, il romanzo racconta la storia di una passione cupa e conturbante tra Stella Raphael, moglie di uno psichiatra, ed Edgar St ...continua

    Ambientato in un manicomio criminale inglese, alla fine degli anni cinquanta, il romanzo racconta la storia di una passione cupa e conturbante tra Stella Raphael, moglie di uno psichiatra, ed Edgar Stark, un paziente recluso in semilibertà per aver ammazzato sua moglie in un raptus di follia. La relazione tra i due amanti nasce nella serra fatiscente di un giardino vittoriano, situata all'interno del manicomio stesso, i cui lavori di restauro vengono affidati ad Edgar per le sue capacità artistiche. Da quel momento gli incontri e gli scambi di sguardi tra l'uomo e la donna danno origine ad una relazione pervasa di coinvolgimento erotico che tramuta in uno statico sentimento morboso e delirante. Simile ad un thriller psicologico la scrittura di McGrath avanza, sin dalle prime battute, con rapida e meravigliosa andatura cinematografica, capace di proiettare sulle pagine, le scene febbrili, i luoghi silenziosi e le fattezze dei personaggi. La grazia inquietante della bionda protagonista potrebbe ricordare i tratti di Kim Novak, l'attrice che Alfred Hitchcock scelse per la pellicola de "La donna che visse due volte". Un libro straordinario in cui ogni situazione è narrata con uno stile elegante e diretto, un linguaggio ricercato e suggestivo grazie al quale l'autore costruisce atmosfere ricche di sorprendente suspense. Ma soprattutto, alla fine, considerando le dinamiche che prendono vita e si consumano in modo inspiegabile, al lettore restano alcuni interrogativi: può davvero una persona lasciarsi coinvolgere in maniera totale da un'altra e annientarsi? Legare la propria esistenza in modo indissolubile ad un'altra, è amore o dipendenza parossistica?

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di parlare di questo libro ho lasciato trascorrere una notte, nella speranza che un po' di tempo avrebbe permesso alle idee di sedimentare e guadagnare concretezza.
    Non sono sicura di essere riu ...continua

    Prima di parlare di questo libro ho lasciato trascorrere una notte, nella speranza che un po' di tempo avrebbe permesso alle idee di sedimentare e guadagnare concretezza.
    Non sono sicura di essere riuscita nell'intento, ma metterò qui, nero su bianco, le impressioni che questo libro mi ha lasciato.

    Comincio con il dirvi che questo libro mi è piaciuto nella sua interezza: ho trovato intrigante l'accostamento tra lo stile piatto (passatemi il termine) e asciutto ed il fervore delle passioni che sono forse le reali protagoniste.
    La lettura è accompagnata da un ragionevole sentimento di inquietudine, che a volte tende a trasformarsi in orrore: ragionevole perchè l'atmosfera ovattata, di giustificazione, che viene descritta non fa mai spuntare nel lettore quel gusto pungente delle emozioni forti e incontrollabili.

    Chi dialoga con noi è un medico, lo psichiatra Cleave, che illustra ogni situazione ponendola sotto una lente d'ingrandimento con la presunzione e la pretesa di raccontarla senza includervi alcun sentimento personale.
    Riesce nell'intento? Io credo di no, ma questa è una riflessione che mi sento di fare soltanto a romanzo concluso.

    La storia scorre piacevolmente, alcuni punti della trama sono prevedibili, altri meno, ma durante la lettura non ho mai perso la curiosità nè tanto meno il desiderio di comprendere meglio i personaggi e le loro motivazioni.
    Certo, la figura di Stella è tratteggiata con maggior accuratezza, mentre quella di Edgar risulta essere poco più di una bozza dai contorni sfumati. Credo che queste differenze siano volute, che siano il frutto del tentativo di porre l'accento su qualcos'altro, su una domanda che si insinua qua e là tra le pagine: chi è realmente il matto? Quali pulsioni sono insane, chi è libero dalle ossessioni?

    A questa domanda ho trovato una mia risposta, che sarei ben felice di condividere e confrontare con quella di altri.

    ha scritto il 

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