Follia !! SCHEDA DOPPIA !!

Voto medio di 7.600
| 1.083 contributi totali di cui 950 recensioni , 128 citazioni , 1 immagine , 4 note , 0 video
Scheda DOPPIA, da non aggiungere nella propria libreria.

La scheda corretta dell'edizione Adelphi, dotata di codice ISBN, si trova qui:

http://www.anobii.com/books/Follia/9788845913600/017e357686a026a9a0/
Ha scritto il 12/09/17
Il romanzo gira intorno alle sfumature emotive dei quattro protagonisti. La follia è l'atmosfera che si respira, ma Stella ed Edgar non sono gli unici a presentare connotati patologici, con la loro giostra di passione e distruzione. Anche Max, ..." Continua...
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Ha scritto il 22/08/17
Chiariamolo: non è un romanzo sulle conseguenze dell’amore ma sulle mille sfumature della malattia mentale.
(Post completo qui: https://rosebiancheecaffe.wordpress.c...)Patrick McGrath è uno scrittore inglese contemporaneo, figlio di uno psichiatra che lavorò per molti anni presso manicomi criminali e che pertanto respirò a fondo, fin dalla prima ..." Continua...
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Ha scritto il 16/08/17
Complessivamente un bel libro, scivola in maniera soft. Pensavo che avesse un ritmo più serrato e invece è molto tranquillo.
Ha scritto il 04/08/17
gin, caffè, sigarette, sesso e rock and roll......
Per ora è una gran boiata!!!!!! e continua ad esserlo fino alla fine.Sa l'autore che chi prende psicofarmaci non può bere alcolici? invece il medico "curante" offre gin and tonic a Stella....Per essere un libro psicologico, manca totalmente di ..." Continua...
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Ha scritto il 20/07/17
Un personaggio femminile così odioso (e quindi ben scritto) non lo incontravo dai tempi di Catherine in "Cime Tempestose".
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Ha scritto il Jun 08, 2017, 06:45
Come me, come tutti noi era stato folgorato dalla sua bellezza, ma lui era andato più a fondo di noi, l'aveva idealizzata e poi aveva dovuto lottare contro il caos delle sue stesse passioni quando si era ritrovato nell'impossibilità di nutrire ... Continua...
Pag. 293
Ha scritto il Jun 08, 2017, 06:44
Dietro il suo sguardo vedevo ribollire un tumulto di pensieri, malati e no.
Pag. 281
Ha scritto il Jun 07, 2017, 20:52
«No. Penso che ci si possa innamorare di qualcuno solo se non si è già innamorati di qualcun altro».
Pag. 248
Ha scritto il Jun 07, 2017, 20:51
La cena era stata consumata con tetra compitezza.
Pag. 180
Ha scritto il Jun 07, 2017, 20:50
Nei giorni successivi andai spesso a trovarla, e Stella mi parlò in modo molto esplicito dei rapporti con suo marito. A quanto pareva, Max provava una specie di sinistro compiacimento nel vederla subire il contraccolpo del suo adulterio, e il ... Continua...
Pag. 175

Ha scritto il Nov 25, 2016, 10:28
Stella, moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico, vive quieta in un matrimonio spento,  senza né lode né infamia. Sotto quella quiete apparente e di facciata, però si sta scavando una voragine tanto e da far vacillare i convenzionali confini fra sanità e follia.   S'innamora di un "detenuto" , un artista,  accusato di uxoricidio: fra i due nasce una relazione sordida che si annida e si alimenta dei loro bisogni più ancestrali,   i quali,  però,  non vengono mai soddisfatti veramente. Un rapporto  che, nelle loro teste , diventa assoluto, totalizzante, ma che solo apparentemente colma le loro voragini, rendendole, in realtà,  più profonde ; che li sazia solo per alcuni istanti, ma che in realtà poco dopo li lascia ancora più famelici, in un crescendo di bestialità e violenza, fino alla conclusione....
Una scrittura sapiente e ben dosata, inizialmente, tranquillizza il lettore e lo  incoraggia a inoltrarsi nei meandri della psiche dei protagonisti,  dando l'idea rassicurante che i confini fra bene e male,  fra sano e patologico, restino netti, sicuri, per poi,  piano piano, abituare il lettore che confini certi, in realtà,  non esistono. Tutti i protagonisti sono fragili,  cedono ai loro bisogni,  seguono la loro follia.  Letta l'ultima pagina, ci si rende conto che anche chi sta dalla parte dei "sani" , in realtà, veramente sano non è; si comprende che la follia a volte diventa una possibile via di fuga da una realtà che non sappiamo plasmare, e che quando si abbandona il piano della realtà e ci si consegna all'irrazionale , campo interdetto all'azione della ragione,  nulla più può sorprenderci.  Ed allora l'amore diventa veramente un demone potente, che non redime ma condanna, che si insinua subdolamente, sotto mentite spoglie in vittime fragili e cresce fino a prendere campo, annientando volontà,  razionalità,  legami,  valori,  amor proprio, sane paure, capacità di giudizio e di discriminazione, divorando come un parassita tutto ciò che della persona ancora resta: diventa follia. Ma nonostante ciò, il lettore,  secondo me,  si trova a sospendere ogni giudizio etico nei confronti dei protagonisti,  forse perché tutti,  in un modo o nell'altro, si presentano vittime inermi dell'unica vera protagonista che li guida ciecamente persino contro loro stessi: la follia! !!
Un libro difficile da valutare,  che non riesco a considerare né bello né brutto, perché bello o brutto sono categorie estetiche  qui non  applicabili.  Un libro che ti prende per mano e ti introduce nel labirinto costituito da tutte le possibilità dell'Io, dandoti inizialmente l'illusione di essere una fredda un'analisi  clinica,  un po' come una gita allo zoo,  dove è chiaro chi siano gli animali e chi le persone.  Poco a poco, però,  le certezze iniziano a vacillare,  lasciandoti  in balia della sensazione che la strada che separa la follia dalla sanità non sia molta,  e che, comunque, sia percorribile "a piedi" da qualsiasi essere umano.  Una storia d'amore, infine,  perversa, malata,  che nasce dal bisogno,  da una necessità così indigente da sfumare nella follia..... d'altro canto Platone ci insegna che Eros viene partorito da Penia, la Povertà,  pertanto vive in un continuo stato d'indigenza,  alla continua ricerca di qualcosa che manca, e quando questo qualcosa diventa troppo grande perché la ragione umana possa gestirla,  ecco che consegnarsi ad una follia più o meno lucida,  diventa una via possibile.
Stella, moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico, vive quieta in un matrimonio spento, senza né lode né infamia. Sotto quella quiete apparente e di facciata, però si sta scavando una voragine tanto e da far vacillare i convenzionali confini fra sanità e follia. S'innamora di un "detenuto" , un artista, accusato di uxoricidio: fra i due nasce una relazione sordida che si annida e si alimenta dei loro bisogni più ancestrali, i quali, però, non vengono mai soddisfatti veramente. Un rapporto che, nelle loro teste , diventa assoluto, totalizzante, ma che solo apparentemente colma le loro voragini, rendendole, in realtà, più profonde ; che li sazia solo per alcuni istanti, ma che in realtà poco dopo li lascia ancora più famelici, in un crescendo di bestialità e violenza, fino alla conclusione.... Una scrittura sapiente e ben dosata, inizialmente, tranquillizza il lettore e lo incoraggia a inoltrarsi nei meandri della psiche dei protagonisti, dando l'idea rassicurante che i confini fra bene e male, fra sano e patologico, restino netti, sicuri, per poi, piano piano, abituare il lettore che confini certi, in realtà, non esistono. Tutti i protagonisti sono fragili, cedono ai loro bisogni, seguono la loro follia. Letta l'ultima pagina, ci si rende conto che anche chi sta dalla parte dei "sani" , in realtà, veramente sano non è; si comprende che la follia a volte diventa una possibile via di fuga da una realtà che non sappiamo plasmare, e che quando si abbandona il piano della realtà e ci si consegna all'irrazionale , campo interdetto all'azione della ragione, nulla più può sorprenderci. Ed allora l'amore diventa veramente un demone potente, che non redime ma condanna, che si insinua subdolamente, sotto mentite spoglie in vittime fragili e cresce fino a prendere campo, annientando volontà, razionalità, legami, valori, amor proprio, sane paure, capacità di giudizio e di discriminazione, divorando come un parassita tutto ciò che della persona ancora resta: diventa follia. Ma nonostante ciò, il lettore, secondo me, si trova a sospendere ogni giudizio etico nei confronti dei protagonisti, forse perché tutti, in un modo o nell'altro, si presentano vittime inermi dell'unica vera protagonista che li guida ciecamente persino contro loro stessi: la follia! !! Un libro difficile da valutare, che non riesco a considerare né bello né brutto, perché bello o brutto sono categorie estetiche qui non applicabili. Un libro che ti prende per mano e ti introduce nel labirinto costituito da tutte le possibilità dell'Io, dandoti inizialmente l'illusione di essere una fredda un'analisi clinica, un po' come una gita allo zoo, dove è chiaro chi siano gli animali e chi le persone. Poco a poco, però, le certezze iniziano a vacillare, lasciandoti in balia della sensazione che la strada che separa la follia dalla sanità non sia molta, e che, comunque, sia percorribile "a piedi" da qualsiasi essere umano. Una storia d'amore, infine, perversa, malata, che nasce dal bisogno, da una necessità così indigente da sfumare nella follia..... d'altro canto Platone ci insegna che Eros viene partorito da Penia, la Povertà, pertanto vive in un continuo stato d'indigenza, alla continua ricerca di qualcosa che manca, e quando questo qualcosa diventa troppo grande perché la ragione umana possa gestirla, ecco che consegnarsi ad una follia più o meno lucida, diventa una via possibile.

Ha scritto il Oct 12, 2016, 16:24
Pagina 69
http://www.liberolibro.it/follia-di-patrick-mcgrath/
Ha scritto il Apr 18, 2016, 09:33
823.9
MCG 17049
Letteratura Inglese
Ha scritto il Feb 28, 2016, 14:51
"Stella mi disse di aver capito in quel momento che in ciascuno di noi c'è come l'anelito a gridare al mondo la verità, a qualsiasi costo. O a distruggersi."
Pag. 67

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