Follie di Brooklyn

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(3888)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 265 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi tradizionale , Catalano , Francese , Portoghese , Galego , Olandese , Tedesco , Svedese , Chi semplificata , Sloveno

Isbn-10: 8806186205 | Isbn-13: 9788806186203 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Follie di Brooklyn?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Raggiunta ormai l'età della pensione, Nathan Glass ritorna a Brooklyn, la città dov'è nato e che ha lasciato quasi sessant'anni prima. Trasloca a Brooklyn con l'intenzione precisa di cercare un buon posto per morire. Ma il caso ha deciso per lui diversamente. Gli amori infelici del nipote Tom, le avventure del libraio-falsario Harry Brightman, l'apparizione improvvisa della piccola Lucy, che rifiuta di svelare dove si trova sua madre, sorella di Tom. Nathan pensava di dedicarsi a un progetto, la scrittura di un Libro della follia umana, ma le follie sono lí, appena fuori dalla porta, nel piú vivo e colorato angolo di New York. Come in Smoke e in Blue in the Face, la città e un suo quartiere, Park Slope, diventano straordinari protagonisti. Paul Auster scrive, con Follie di Brooklyn, una commedia dalla trama apparentemente spensierata. Una commedia che termina però la mattina dell'11 settembre 2001, data oltre la quale i lieto fine diventeranno di colpo piú amari e difficili.
Ordina per
  • 4

    Stavo cercando un posto tranquillo per morire. Qualcuno mi raccomandò Brooklyn…
    Comincia così, con un incipit che prelude la fine, Follie di Brooklyn, di Paul Auster.
    Nathan Glass ha 59 anni e una pro ...continua

    Stavo cercando un posto tranquillo per morire. Qualcuno mi raccomandò Brooklyn…
    Comincia così, con un incipit che prelude la fine, Follie di Brooklyn, di Paul Auster.
    Nathan Glass ha 59 anni e una prognosi infausta per tumore ai polmoni, decide così di ritirarsi in un posto adatto a nascondersi in attesa della fine. Brooklyn è il luogo in cui è cresciuto e lui ne ha un buon ricordo, alle spalle ha un matrimonio trentennale fallito, una situazione professionale priva di soddisfazione, un rapporto con la figlia amata che fa acqua da tutte le parti e rapporti sentimentali e sociali inesistenti.
    Vorrebbe chiudersi in casa e scrivere un libro sulle follie e stranezze della vita, situazioni di gaffes, scelte fallimentari, sue ed altrui, le ha raccolte e archiviate mentalmente e pensa di suddividerle in verbali e agite, risibili e tragiche. E’ un progetto che non si avvierà mai, perché diviene chiaro, fin dalla prima passeggiata nel quartiere, che la follia è tutta intorno a lui, nei luoghi, nelle persone, negli accadimenti e non gli permetterà di nascondersi nella sua tana per aspettare la morte anzi, come spesso accade, quando ci si pone nella modalità “non ho più nulla da perdere” la vita assume tutt’altra prospettiva e colore, riverberando effetti benefici sulla sua precaria situazione di salute.

    Paul Auster è uno scrittore davvero unico, ogni volta che lo leggo mi dico: “ma dove sta andando, cosa vuol dirmi, perché continuo a leggere?” Perché continuo a leggere anche se mi propone situazioni incredibili, fatte di coincidenze, divagazioni, talvolta slegate e con salti temporali e di luoghi, introduzione di fatti e personaggi che non hanno a che vedere con la storia di partenza? eppure tu lettore, non solo ci stai ma entri sempre più a fondo nel racconto, nei racconti, perché ogni pagina, ogni personaggio è un racconto nel racconto e lui è un maestro della narrazione. Ha l’abilità di rendere tragica la commedia e sdrammatizzare la tragedia, una capacità incredibile di entrare nella profondità dell’animo umano e di raccontarti la semplicità e la quotidianità banale rendendola avvincente e intrigante, ogni volta sul filo del deragliamento.
    ...e quando una persona è abbastanza fortunata da vivere all’interno di una storia, da vivere in un mondo immaginario, i dolori di questo mondo svaniscono. Perché fino a quando la storia continua, la realtà non esiste più.
    L’impressione è quella di assistere ad una partita di biliardo all’americana: le palline ben sistemate dal triangolo ricevono il colpo della palla battente e si sparpagliano casualmente e caoticamente sul tavolo e da quel momento aspetti che il giocatore perda la mano ma lui non sbaglia un colpo, ogni dichiarata va immancabilmente in buca, anche quando pare impossibile: diretta, di sponda, a volte col salto delle biglie e improbabile piroetta di effetto. Sempre in buca, senza falli, fino alla fine.
    Questa volta, nelle pagine finali, ho inarcato il sopracciglio e impostato il sorriso obliquo: “Ecco qua, mi cadi sul lieto fine!” ma sono le nove di mattina, splende il sole e si esce per attraversare il ponte verso Manhattan. E’ l’11 settembre 2001. La follia è nell’aria.

    ha scritto il 

  • 4

    Mai sottovalutare il potere dei libri

    Parola di Paul Auster, che riesce a passare con maestria dalla risata al suscitare commozione, senza mai perdere la brillantezza che la narrazione dimostra fin dalle prime pagine.

    Il resto della recen ...continua

    Parola di Paul Auster, che riesce a passare con maestria dalla risata al suscitare commozione, senza mai perdere la brillantezza che la narrazione dimostra fin dalle prime pagine.

    Il resto della recensione, qui: https://thegrowingupchronicle.wordpress.com/2017/02/09/follie-di-brooklyn-paul-auster/

    ha scritto il 

  • 4

    Ho affrontato questo libro con un po' di preoccupazione perché di recente ho letto Sunset Park e mi aveva deluso sul finale. Questa volta no, promuovo Auster a pieni voti.
    Mi piace molto il suo stile, ...continua

    Ho affrontato questo libro con un po' di preoccupazione perché di recente ho letto Sunset Park e mi aveva deluso sul finale. Questa volta no, promuovo Auster a pieni voti.
    Mi piace molto il suo stile, la scrittura scorrevole e gradevole da leggere. Ho apprezzato l'analisi dei personaggi, delle loro motivazioni e dei loro conflitti. Sono uomini e donne "condannati" all'errore eppure così umani e pronti a correggersi e a risollevarsi dalle sconfitte.
    Mi è piaciuta anche la scelta di raccontare le storie in modo realistico con tutti i rovesci in cui ci getta la vita quando ci sembra di stare andando alla grande. In questo caso, c'è un lieto fine, ma con 'riserva', della serie... la realtà è sempre dietro l'angolo. Non posso dirvi cos'è perché sarebbe uno spoiler troppo grosso caso mai decidiate di leggerlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Le follie nella vita di ogni giorno

    Un libro che ha un tono leggero, molto diverso dagli altri due (bellissimi) che ho letto : Trilogia e Il paese delle ultime cose…eppure, anche questo mi ha entusiasmato.
    Sicuramente migliore e più in ...continua

    Un libro che ha un tono leggero, molto diverso dagli altri due (bellissimi) che ho letto : Trilogia e Il paese delle ultime cose…eppure, anche questo mi ha entusiasmato.
    Sicuramente migliore e più intensa la prima parte.
    Nathan Glass, pensionato, torna nella sua amata Brooklyn da cui ci era allontanato quando era ragazzino, per cercare "un posto tranquillo per morire" e nel frattempo scrive Il libro della follia umana… il racconto di tutti gli svarioni e i capitomboli, i pasticci e i pastrocchi, le topiche e le goffaggini” un insieme di storie semplici, mai banali che sono la nostra quotidianità. Lettura molto piacevole e scorrevole che presenta momenti di ilarità alternati a riflessioni sulla vita, sulla morte e sull’amicizia.
    Mi piace trascrivere alcune splendide riflessioni:
    “...leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa...” ,
    “Desidero parlare della felicità e del benessere, di quei momenti rari e inaspettati in cui la voce dentro la tua testa tace e ti senti tutt’uno con il mondo”.

    Un ricordo : “ti guarderai intorno e ti accorgerai che sono tutti pazzi”… e in un mondo di follie forse non val la pena complicarsi ulteriormente la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di tutto questo romanzo resterà per sempre nella mia memoria perché è stato il primo vero libro (cioè non ridotto, non adattato) che ho letto totalmente in inglese. Sull'applicazone kindle per t ...continua

    Prima di tutto questo romanzo resterà per sempre nella mia memoria perché è stato il primo vero libro (cioè non ridotto, non adattato) che ho letto totalmente in inglese. Sull'applicazone kindle per tablet, comodo per il dizionario che ho consultato meno spesso di quanto avrei immaginato. È stata una grande soddisfazione. Desidero leggere un libro in lingua originale da sempre ma solo ora ho vinto la mia paura di rovinarmi il piacere della lettura a causa delle parole che non capivo. Invece non è successo, anzi mi sono divertita molto e ho anche scelto un bel libro, abbastanza semplice alla fine perché non è troppo descrittivo.
    Il romanzo mi è piaciuto molto, il narratore mi è risultato subito piacevole e l'autore è stato bravissimo a farmi affezionare a tutti i personaggi. La saggezza di Nathan mi ha trasmesso calma e serenità, una sorta di accettazione della vita che sarebbe bello arrivasse prima dei 60 anni. Nathan che finché lavorava ha reso la vita impossibile a chi lo circondava e a se stesso si è ritrovato in pensione, ammalato, a migliorare la vita di tutti quelli che incontrava per la prima volta, o dopo molto tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro saggio, sulla saggezza. Maturo, e che parla di maturità. come l'autore riesce a rendere le atmosfere e gli stati d'animo, in questo libro dalla storia non scontata ma allo stesso tempo verosimil ...continua

    Libro saggio, sulla saggezza. Maturo, e che parla di maturità. come l'autore riesce a rendere le atmosfere e gli stati d'animo, in questo libro dalla storia non scontata ma allo stesso tempo verosimilmente attuale, è una piccola magia. Il lettore si trova catapultato in una dimensione che è tutta corporea, in quanto i personaggi sono veri esseri cui Auster riesce a dare carnalità e più umanità di quanta se ne possa trovare in un vagone della metropolitana oggigiorno. Straniante il paragone con altre opere di Auster, che sottolinea la grandissima padronanza della scrittura di questo autore, capace di salti di registro che riescono a pochi. Il libro è ottimamente scritto, ben bilanciato, misurato, senza ridondanze, e di grandissima efficacia nel raggiungere la chiara idea letteraria che chi lo ha scritto si è posto come traguardo, asciutto al punto giusto senza risultare oscuro. Efficace nelle metafore, intelligente nello stile colloquiale, tale da far sentire il lettore parte del mondo di cui sta leggendo.

    ha scritto il 

  • 3

    Harry a pezzi...

    ...ma i pezzi delle follie di Harry, ex truffatore, ex libraio, ex marito, ex padre, ex amante, hanno provocato una cascata di effetti positivi sulle persone a lui vicine, che ne hanno beneficiato in ...continua

    ...ma i pezzi delle follie di Harry, ex truffatore, ex libraio, ex marito, ex padre, ex amante, hanno provocato una cascata di effetti positivi sulle persone a lui vicine, che ne hanno beneficiato in modi e tempi diversi, concretizzandosi in vere e proprie svolte esistenziali.
    Lettura dai buoni sentimenti, ma non stucchevole, che infonde un senso di serenità, nei contenuti e nella sua scorrevolezza che sancisce, una volta di più, la notevole abilità narrativa di Auster.
    Buono da tre stelle e mezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Nathan alla ricerca di un posto tranquillo per morire

    Prima opera che leggo di Auster. In questo romanzo l'autore ci narra la storia di Nathan Glass, che torna a Brooklyn dopo cinquantasei anni di assenza dalla zona di New York in cui i suoi genitori lo ...continua

    Prima opera che leggo di Auster. In questo romanzo l'autore ci narra la storia di Nathan Glass, che torna a Brooklyn dopo cinquantasei anni di assenza dalla zona di New York in cui i suoi genitori lo avevano cresciuto prima di trasferirsi altrove. Si sta riprendendo da un cancro ai polmoni ed è alla ricerca di "un posto tranquillo per morire". È in pensione, ha divorziato dalla moglie Edith e fatica a mantenere una buona relazione con la figlia Rachel. Vince la sua battaglia con il cancro e decide di annotare, per un libro da pubblicare in futuro, momenti, impressioni, eventi, storie ed incontri delle sue giornate a Brooklyn. Il titolo provvisorio è "The Book of Human Folly". Il progetto si sviluppa mentre Nathan, inizialmente privo di stimoli e quasi arresosi all'eventualità della morte, incontra Tom Wood, l'amato nipote con cui ritrova una gradevole consuetudine di confidenza. Lo seguirà nella sua passione per i libri e nelle sue difficoltà a costruirsi una carriera d'insegnante come sarebbe stato suo desiderio. Affronterà con lui le incertezze dell'esistenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Il Libro della follia umana.

    «Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le p ...continua

    «Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberate dentro la tua testa.»
    Una passione, come quella della lettura, confluisce nella tesi di laurea del giovane Tom: brillante, con una cultura da fare invidia, un ragazzo che fa essere orgogliosi di essere suoi parenti, con un futuro già scritto, senza dubbio promettente. Una tesi su Poe e Thoreau, che, se da un lato mostra le capacità e la sensibilità del giovane, dall'altro costituirà la sua condanna; troppa carne buttata al fuoco, troppo materiale per quello che diventerà un cantiere infinito.
    Agli occhi della società, l’individuo è quello che è o quello che ottiene nella vita?
    Probabilmente la seconda opzione.
    Inizia così il declino di una persona fuori dal comune, che finisce per «scimmiottare il gergo del suo passato accademico» e non essere più preso in considerazione da chi lo stimava, fino a lasciarsi andare completamente anche dal punto di vista fisico.
    Questo e altri aneddoti andranno a comporre il Libro della follia umana di Nathan Glass, zio di Tom, che ritorna dopo molti anni a Brooklyn, la sua città natale, per consumare la fine della propria vita. Il tema principale del libro è quello della morte (o del fallimento) della persona, con la successiva rinascita.
    È davvero possibile cambiare? Oppure «è tutto un trucco»? È sempre vero che non è mai troppo tardi o talvolta ci si deve rassegnare a far pace con se stessi, qualunque errore si sia commesso?
    Il Libro della follia umana non è altro che il racconto di vite di persone comuni, persone non destinate a lasciare il segno nella storia dell’umanità. Persone che passano parte della propria esistenza a rimpiangere i tempi più rosei e a sognare un’alternativa di vita... ma poi, nel momento in cui questa può essere realizzata, si trovano spiazzate. La ricerca del proprio Hotel Esistenza si rivelerà fallimentare per alcuni personaggi e produttiva per altri; a volte si identificherà con l’amore, distruttore nel caso di Aurora e David, costruttore per Tom e Honey.
    È un romanzo molto scostante, molto eterogeneo... A parti caratterizzate da interessanti riflessioni se ne accompagnano altre di pura narrazione, scorrevoli, ma che non lasciano il segno.
    Il cerchio si chiude, ma neanche perfettamente: sembra che il significato – spiegato da Nathan nelle ultime pagine – sia un po' improvvisato rispetto al significante, insinuando il dubbio che sia stato aggiunto a posteriori e non fosse già contemplato durante la scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Il sapore della buona lettura

    Non è semplice lasciare ai protagonisti di un romanzo tutto il tempo di cui hanno bisogno per maturare ed evolvere, occorre una grande padronanza tecnica, una sensibilità tale da non allagare le pagin ...continua

    Non è semplice lasciare ai protagonisti di un romanzo tutto il tempo di cui hanno bisogno per maturare ed evolvere, occorre una grande padronanza tecnica, una sensibilità tale da non allagare le pagine con mille rivoli utili esclusivamente a gonfiare l'ego dello scrittore o con momenti così minimali da annoiare il lettore. E poi occorre una storia che abbia un certo spessore, dei personaggi che hanno qualcosa da dire e un autore capace di amalgamare tutto questo con la grazia e la tecnica degne di un gran pasticciere. Se Paul Auster si apre una pasticceria io vado fino in New Jersey per assaggiare le sue prelibatezze!

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per