Fondamenta degli incurabili

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 259)

4.1
(633)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 108 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845908089 | Isbn-13: 9788845908088 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gilberto Forti

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    Ho aspettato di visitare Venezia prima di leggere questo libro. A parte per avere un'immagine mentale quando leggevo di Brodskij fuori dalla stazione o quando veniva nominato Rialto, però, potevo anch ...continua

    Ho aspettato di visitare Venezia prima di leggere questo libro. A parte per avere un'immagine mentale quando leggevo di Brodskij fuori dalla stazione o quando veniva nominato Rialto, però, potevo anche non aspettare: la Venezia di questo libro ha poco a che vedere con quella reale che ho vissuto io, quella chiassosa e strapiena di turisti; mi ha ricordato piuttosto quella letteraria di Non voltarti e de Il carteggio Aspern, una Venezia che dal vivo sono riuscito a intravedere solo in qualche angolo tranquillo e isolato.
    Brodskij, ritornando spesso sull'acqua e sul riflesso degli edifici, descrive una Venezia onirica. Direi, quindi, che non è poi così importante aver visitato Venezia per leggere e apprezzare Fondamenta degli incurabili. Quel che conta è avere salda in mente una Venezia immaginaria, fatta di suggestioni, altrimenti la differenza tra le due nuocerebbe sia la città ideale che quella reale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il rapporto che l'A. ha con la città lagunare - acquatico regno di specchi profondi, di pizzi, di vicoli, esperienza della vista innanzitutto con i suoi palazzi su cui sfavilla questa luce quasi astra ...continua

    Il rapporto che l'A. ha con la città lagunare - acquatico regno di specchi profondi, di pizzi, di vicoli, esperienza della vista innanzitutto con i suoi palazzi su cui sfavilla questa luce quasi astratta, che vibra nel freddo decembrino come una rivelazione - è meraviglioso. Lo stesso Brodskij ricorda che "La vita viene vissuta con una buona percentuale di noia." E' la condizione esistenziale dell'uomo, che oscilla fra sensazioni forti come anche il dolore e sensazioni deboli come la noia. L'immagine che ne viene fuori di Venezia è stupenda, quasi come una nebulosa che non puoi identificare con esattezza che sfugge a qualsiasi cliché, in una tensione di pacata gioia, di memorabile dolore e di imprecisabile noia.

    ha scritto il 

  • 3

    Brodskij è poeta, e si sente. La scrittura è pregevole e raffinata, quasi un merletto, i pensieri sono suggestivi, sottili, corrono sul pelo dell'acqua. Però non mi convince, mi pare che giri attorno ...continua

    Brodskij è poeta, e si sente. La scrittura è pregevole e raffinata, quasi un merletto, i pensieri sono suggestivi, sottili, corrono sul pelo dell'acqua. Però non mi convince, mi pare che giri attorno al punto senza arrivarci mai, che costruisca una struttura delicata e preziosa senza un centro di gravità. Soprattutto, non ci ho riconosciuto tanto la "mia" Venezia quotidiana. Brodskij dice, giustamente, che sarebbe sbagliato fare della città un museo, ma poi si sforza per renderla astratta, eterea, rimarca lo stereotipo di una Venezia che è bella solo quando è ferma, svuotata e sospesa (e per farlo esagera sugli effetti di nebbia e acqua alta). Tutto il contrario di quello che Venezia deve essere se vuole sopravvivere come città. Non lo so, sarà che questo libretto è stato scritto su commissione, ma c'è qualcosa che non mi torna.
    "Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo.", diceva Marco Polo nelle Città invisibili di Calvino. Forse aveva ragione. Alla fine del libro di Brodskij, che resta comunque una lettura bella e piacevole, mi pare di aver trattenuto solo un pugno di nebbia.

    p.s. è un problema di traduzione, il povero Brodskij non c'entra, ma non si può leggere "le fondamenta". Non sono le fondazioni degli edifici, a Venezia le strade che costeggiano i canali sono le fondamentE (sing. la fondamenta).

    ha scritto il 

  • 4

    Mr Brodsky aveva questo meraviglioso dono di mostrarci che tutto è importante, le nostre parole, i nostri pensieri, i nostri antenati, la nostra mortalità, ci rendono ciò che siamo e ciò che siamo esi ...continua

    Mr Brodsky aveva questo meraviglioso dono di mostrarci che tutto è importante, le nostre parole, i nostri pensieri, i nostri antenati, la nostra mortalità, ci rendono ciò che siamo e ciò che siamo esiste in un eterno presente. Ogni suo scritto è un viaggio attraverso le benedizioni accattivanti della grandezza dello spirito, ho amato ogni parola, ogni metafora, lettera e titolo che ha scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    per me Brodskij è un amico.
    per intenderci: quelli che vorresti chiamare di tanto in tanto al telefono, per chiedergli come gli gira il mondo in testa, da quale parte lo stanno vedendo per quale parte ...continua

    per me Brodskij è un amico.
    per intenderci: quelli che vorresti chiamare di tanto in tanto al telefono, per chiedergli come gli gira il mondo in testa, da quale parte lo stanno vedendo per quale parte hanno deciso di andare.
    egli amò venezia prima di vederla, come tutti i grandi poeti, prima di averla negli occhi se la ricostruì nella mente, campo dopo campo, canale dopo canale. Non la fotografò perché preferì sovraccaricare l'inconscio della sua bellezza. DI Venezia ringrazia le cose minime: la nebbia, le onde contro le finestre, lo sciabordio delle imbarcazioni, le alghe marine sotto zero. Di Venezia conosce tutto e tutto dimentica per assaporarla come un fantastico relitto della memoria. Gioca con il romanticismo della sua perdita perché oltre a essere un puro cristallo, Brodskij sa che Venezia è un crepuscolo, un oscuro fondale che ruba la scena a tutti e da sola rimane, per sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un poeta resta un poeta anche quando scrive prosa

    "Se c'è qualcosa che può salvare questo film da un fiasco tremendo, sarà la luce invernale."
    La ricerca della bellezza che ho già trovato in tanti autori russi
    La vita all'estero e quello che si prova ...continua

    "Se c'è qualcosa che può salvare questo film da un fiasco tremendo, sarà la luce invernale."
    La ricerca della bellezza che ho già trovato in tanti autori russi
    La vita all'estero e quello che si prova attraversando una città che amiamo che non è quella in cui siamo nati
    la ricerca della comprensione dei sentimenti umani... il tempo, lo spazio, il dolore, la morte
    l'inverno e la sua magia incomprensibile ai più
    e la luce... la luce dell'occhio che appartiene alla varietà senape e miele

    ha scritto il 

  • 5

    ma che diavolo ho scritto... mai recensire con 39 di febbre....

    l'autore si piace mentre scrive, di solito chi si piace troppo non mi piace, ma all'autore piace anche la città e piacendosi mentre descrive la città che gli piace mi sembra quasi che gli piaccia più ...continua

    l'autore si piace mentre scrive, di solito chi si piace troppo non mi piace, ma all'autore piace anche la città e piacendosi mentre descrive la città che gli piace mi sembra quasi che gli piaccia più questa città di quanto non si piaccia scrivendone: e sembra che sia una città bella, e non servirebbe dire altro ma lui lo dice e così uno io
    va a finire che si innamora di un posto mai visto e mai liberamente immaginato e questo
    posto adesso mi piace voglio emulare subito lo scrittore l'altro innamorato e conoscerla ora d'inverno e da solo ma solo non si può non si dice tra i pochi lettori ce n'è una più attenta e mi dirà domani sera ah preferisci andarci da solo e io ma no la ricordi Joyce è un gioco scrivo così per dare un colore com'è che diceva in quinto la stefanolo lo stream of consciousness ma tu forse non c'eri eri fuori con lui anzi è certo dovresti sentirti ancora in colpa non per me ma per Joyce e byron e shelley che lui non
    ti sarebbe piaciuto percy b ma lei oh
    ancora è lassù tra i best seller e mi sa che solo wilde te lo sei sentito tutto e ora che ho distolto l'attenzione da

    Venezia

    non l'avevo detto ci andiamo insieme tranquilla e con le bambine come no mica quando è freddo no e a piazza San Marco ci sarà un fottio di piccioni e così posso poi cantare Paolo Conte e vieni facciamo ancora un'altra foto col colombo in man, eh sì, ma scherzo su, è scarica

    ha scritto il 

  • 2

    Poetico, immaginifico... troppo... nebbioso

    Scrittura narrativa con uno stile poetico per narrare sensazioni e immagini di una bella Venezia invernale. Di trama non c'è praticamente nulla ma la lettura è facilitata da capitoli brevissimi di due ...continua

    Scrittura narrativa con uno stile poetico per narrare sensazioni e immagini di una bella Venezia invernale. Di trama non c'è praticamente nulla ma la lettura è facilitata da capitoli brevissimi di due pagine l'uno.
    Tuttavia nel mio caso lo trovo troppo pesante, cioè non mi prende, questo stile è troppo fumoso seppur bello per chi lo sa apprezzare (non per nulla la poesia in genere non riesco ad apprezzarla, purtroppo). Potrei forse leggere un capitoletto al giorno, non di più, ma non ha molto senso e quindi lo abbandono verso metà. Sufficit.

    ha scritto il 

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