Fondamenta degli incurabili

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 259)

4.1
(697)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 108 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845908089 | Isbn-13: 9788845908088 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gilberto Forti

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Viaggiare sull'acqua, anche per brevi distanze, ha sempre qualcosa di primordiale

    L'ho letto con una lentezza assurda, in quattro giorni di visita a Venezia. Prestato da un amico per l'occasione, l'ho acquistato subito dopo il rientro. Denso di concetti, pieno di significato, un c ...continua

    L'ho letto con una lentezza assurda, in quattro giorni di visita a Venezia. Prestato da un amico per l'occasione, l'ho acquistato subito dopo il rientro. Denso di concetti, pieno di significato, un cento/duecento passi da sottolineare e rileggere. Brodskij intreccia la sua vita e l'infatuazione irresistibile per Venezia con la storia del mondo, lo scorrere del tempo, delle acque, trasponendo li tutto su un piano astratto che probabilmente è il ricordo che resta impresso nella mente di tutti che fa di Venezia la città che è.

    ha scritto il 

  • 3

    ODE O TRIBUTO A VENEZIA

    Chi sono gli incurabili per Brodskij?
    Sono coloro i quali ils n’arrivent pas a ce laisser de Venise, lo scrivo in francese scusatemi non perché sono snob, ma perché in italiano non riesco a trovare ...continua

    Chi sono gli incurabili per Brodskij?
    Sono coloro i quali ils n’arrivent pas a ce laisser de Venise, lo scrivo in francese scusatemi non perché sono snob, ma perché in italiano non riesco a trovare l’equivalente perfetta efficace espressione, che traduca la parola incurabili: coloro che non arrivano mai a stancarsi di qualcosa, nonostante quel qualcosa, e pur ripetendolo all’infinito.
    Quegli incurabili che devono ritornare a quelle fondamenta marcescenti, galleggianti sull’acqua che sorreggono palazzi dalle facciate verticali rivestite di pizzi e trine, in un gioco di mattoni e marmo.

    Così l’incurabile Brodskij, una volta all’anno e per diciassette anni, continua a ritornare a Venezia, come una droga, un richiamo, un mal di Venezia, Circe che incanta..

    Una Venezia sempre nella sua veste invernale che non genera né luce o calore dove il baltico Brodskij scorge come una proiezione o un prolungamento della sua San Pietroburgo, ma ad una latitudine migliore, una Venezia crepuscolare finalmente un po’ più sgombra dalle

    mandrie in pantaloncini (che gli danno i nervi) specialmente quelle che nitriscono in tedesco: per l'inferiorità della loro anatomia rispetto a quella delle colonne, delle lesene, delle statue; perché la loro mobilità e tutto ciò che essa esprime stride troppo con la stasi del marmo

    Venezia con la sua laguna come nera incerata d’acqua dove l’elemento acquatico tra calli ponti, piazze, rii, campi campielli e sestieri non si limita a lambire le sponde, come banale città costiera affacciata a un mare o a un lago, ma è acqua che penetra Venezia impunemente, quando sale ed è alta la allaga fin nei suoi recessi più intimi

    la stessa acqua che ha portato i crociati, i mercanti, le reliquie di san Marco, i turchi, galee, galeoni, galeotte, galeazze, navi da carico, da guerra, da diporto; e, soprattutto, ha riflesso l'immagine di chiunque abbia vissuto o anche solo soggiornato in questa città, di chiunque sia andato a zonzo o a guado per queste strade, come tu stai facendo adesso. Non stupisce che di giorno si colori di verde, come il fango, e diventi nera come la pece di notte, quando fa concorrenza al firmamento

    Venezia con la sua nebbia che la trascina fuori dal tempo, inghiotte rendendola città metafisica cancellata da ogni sua forma

    Re Nebbia entrò al galoppo nella piazza, tirò le redini del suo stallone e cominciò a sciogliere il suo grande turbante bianco. Aveva gli stivali umidi, come i ricchi finimenti del cavallo; il suo mantello era tempestato degli scialbi gioielli miopi di lampadine accese. Vestiva a quel modo perché non aveva idea di che secolo fosse, tanto' meno di che anno. Ma poi, essendo nebbia, non poteva proprio

    Venezia la città che più di ogni altra stimola la capacità visiva, dove ci dice Brodskij, si possono fare solo sogni belli perché

    si è ciò che si guarda - be', almeno in parte. La credenza medioevale secondo cui una donna incinta doveva guardare solo cose belle se voleva avere un bel bambino non è poi così ingenua se si considera la qualità dei sogni che si sognano in questa città. Nelle notti veneziane si registra una scarsa frequenza di incubi

    Allora dunque frotte di insonni, dalla notti devastate dai deliri più scuri, la vostra cura forse è qui tra queste fondamenta fragili e robuste degli incurabili, dove il bello genera solo sogni buoni e belli.

    Un libretto che si legge veloce, nulla di eccezionale sia chiaro, ma leggere di Venezia per me è sempre un privilegio e una gioia innanzitutto, in ogni caso con Iosif Brodskij ho letto un Nobel e la cosa non mi lascia mai mai indifferente.

    ha scritto il 

  • 4

    Svela l’anima di una città di vicoletti che si aprono all’improvviso su antiche piazzette; e di canali la cui acqua “fa pensare alla carta da musica”. Mi ha aiutato ad amare la Venezia invernale. (Ita ...continua

    Svela l’anima di una città di vicoletti che si aprono all’improvviso su antiche piazzette; e di canali la cui acqua “fa pensare alla carta da musica”. Mi ha aiutato ad amare la Venezia invernale. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • 3

    Un inno a Venezia

    Un viaggio letterario, poetico, oltre che reale, ricco di suggestioni e di misteri attraverso le calli, i ponti, i labirintici palazzi di Venezia, città acquatica e, dunque, per definizione, inafferra ...continua

    Un viaggio letterario, poetico, oltre che reale, ricco di suggestioni e di misteri attraverso le calli, i ponti, i labirintici palazzi di Venezia, città acquatica e, dunque, per definizione, inafferrabile, fascinosa come nessun'altra, da gustare con gli occhi lasciandosi travolgere dai suoi colori e dalla sua malia.

    "Poiché la bellezza è la dove l'occhio riposa - nella bellezza l'occhio ha la sua pace. Il senso estetico è gemello dell'istinto di conservazione ed è più attendibile dell'etica. L'occhio - principale strumento dell'estetica - è assolutamente autonomo. Nella sua autonomia è inferiore soltanto a una lacrima."
    "L'unico punto in cui non vado d'accordo con Dante è il modo in cui descrive l'Inferno. Per me l'Inferno è freddo, freddissimo. Io conserverei i cerchi, ma li farei tutti di ghiaccio, con la temperatura che scende a ogni giro. L'inferno è l'Artico."

    ha scritto il 

  • 0

    Isif Brodskij scrive bene. La sua prosa è arguta, raffinata e lievemente ironica. Questo libro è una dichiarazione d'amore per Venezia, città che lui colloca "tra Erode e Il Faraone", nella quale ha t ...continua

    Isif Brodskij scrive bene. La sua prosa è arguta, raffinata e lievemente ironica. Questo libro è una dichiarazione d'amore per Venezia, città che lui colloca "tra Erode e Il Faraone", nella quale ha trascorso tanti inverni (a suo dire, la stagione migliore per goderla pienamente) ed è anche un viaggio metafisico nelle viscere più segrete di questa meravigliosa "città narcisista".

    ha scritto il 

  • 5

    Quest'uomo mi innamora un pò per volta. Piano piano mi innamora. Sarà che e' "tutt'occhi". Sarà questa prosa poetica forse non cercata. Sarà il riflesso dell'acqua immaginata in una Venezia che non sa ...continua

    Quest'uomo mi innamora un pò per volta. Piano piano mi innamora. Sarà che e' "tutt'occhi". Sarà questa prosa poetica forse non cercata. Sarà il riflesso dell'acqua immaginata in una Venezia che non sarà più la stessa. Viottolo per viottolo, "la bellezza e' eterno presente"

    ha scritto il 

  • 3

    Se la parola calligrafia può avere un significato positivo, questo è un esercizio di calligrafia di alto livello. E' un libro che va letto lentamente, cinque pagine alla volta, massimo dieci. Allora s ...continua

    Se la parola calligrafia può avere un significato positivo, questo è un esercizio di calligrafia di alto livello. E' un libro che va letto lentamente, cinque pagine alla volta, massimo dieci. Allora si apprezza in pieno l'inventiva di Brodskij, pur su un tema così frequentato (Venezia), la sua malinconia (a Venezia non insolita, ma raccontata in modo spesso spiazzante), il suo distacco, la sua ironia. Metafore e iperboli sorprendenti e a volte stupefacenti, come queste: "Di tanto in tanto, dall'altra parte di un canale, due o tre grandi finestre ad arco ben illuminate [...] rivelano un lampadario simile a un polipo, la pinna laccata di un pianoforte a coda, doviziose scaglie di bronzo intorno a quadri fulvi o rubescenti, la lisca dorata delle luci sul soffitto - e allora hai la sensazione di guardare dentro un pesce attraverso le sue squame, ed è un pesce che dà una festa".

    ha scritto il 

  • 4

    Poesia in forma di prosa dedicata a Venezia. E agli occhi senape-e-miele.

    "In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione dell ...continua

    Poesia in forma di prosa dedicata a Venezia. E agli occhi senape-e-miele.

    "In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, una lacrima è il modo in cui la retina - come la lacrima stessa - ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza. In generale, l'amore arriva con la velocità della luce; la separazione con quella del suono. Ciò che inumidisce l'occhio è questo deterioramento, questo passaggio da una velocità superiore a una inferiore."
    [...]
    "La lacrima [...] è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza all'uomo. Lo stesso vale per l'amore, perché anche l'amore è superiore, anch'esso è più grande di chi ama."

    ha scritto il 

  • 2

    Inutile. C'è poco di Venezia (e troppo di B.) se non lo stupore normale di chiunque la veda e la viva. Non aggiunge nulla all'esperienza e alla comprensione.
    Avrà aggiunto qualcosa al conto in banca d ...continua

    Inutile. C'è poco di Venezia (e troppo di B.) se non lo stupore normale di chiunque la veda e la viva. Non aggiunge nulla all'esperienza e alla comprensione.
    Avrà aggiunto qualcosa al conto in banca di B. visto che gli era stato commissionato.

    ha scritto il 

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