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Fondamenta degli incurabili

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 259)

4.1
(603)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 108 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845908089 | Isbn-13: 9788845908088 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gilberto Forti

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Mr Brodsky aveva questo meraviglioso dono di mostrarci che tutto è importante, le nostre parole, i nostri pensieri, i nostri antenati, la nostra mortalità, ci rendono ciò che siamo e ciò che siamo esi ...continua

    Mr Brodsky aveva questo meraviglioso dono di mostrarci che tutto è importante, le nostre parole, i nostri pensieri, i nostri antenati, la nostra mortalità, ci rendono ciò che siamo e ciò che siamo esiste in un eterno presente. Ogni suo scritto è un viaggio attraverso le benedizioni accattivanti della grandezza dello spirito, ho amato ogni parola, ogni metafora, lettera e titolo che ha scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    per me Brodskij è un amico.
    per intenderci: quelli che vorresti chiamare di tanto in tanto al telefono, per chiedergli come gli gira il mondo in testa, da quale parte lo stanno vedendo per quale parte ...continua

    per me Brodskij è un amico.
    per intenderci: quelli che vorresti chiamare di tanto in tanto al telefono, per chiedergli come gli gira il mondo in testa, da quale parte lo stanno vedendo per quale parte hanno deciso di andare.
    egli amò venezia prima di vederla, come tutti i grandi poeti, prima di averla negli occhi se la ricostruì nella mente, campo dopo campo, canale dopo canale. Non la fotografò perché preferì sovraccaricare l'inconscio della sua bellezza. DI Venezia ringrazia le cose minime: la nebbia, le onde contro le finestre, lo sciabordio delle imbarcazioni, le alghe marine sotto zero. Di Venezia conosce tutto e tutto dimentica per assaporarla come un fantastico relitto della memoria. Gioca con il romanticismo della sua perdita perché oltre a essere un puro cristallo, Brodskij sa che Venezia è un crepuscolo, un oscuro fondale che ruba la scena a tutti e da sola rimane, per sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un poeta resta un poeta anche quando scrive prosa

    "Se c'è qualcosa che può salvare questo film da un fiasco tremendo, sarà la luce invernale."
    La ricerca della bellezza che ho già trovato in tanti autori russi
    La vita all'estero e quello che si prova ...continua

    "Se c'è qualcosa che può salvare questo film da un fiasco tremendo, sarà la luce invernale."
    La ricerca della bellezza che ho già trovato in tanti autori russi
    La vita all'estero e quello che si prova attraversando una città che amiamo che non è quella in cui siamo nati
    la ricerca della comprensione dei sentimenti umani... il tempo, lo spazio, il dolore, la morte
    l'inverno e la sua magia incomprensibile ai più
    e la luce... la luce dell'occhio che appartiene alla varietà senape e miele

    ha scritto il 

  • 5

    ma che diavolo ho scritto... mai recensire con 39 di febbre....

    l'autore si piace mentre scrive, di solito chi si piace troppo non mi piace, ma all'autore piace anche la città e piacendosi mentre descrive la città che gli piace mi sembra quasi che gli piaccia più ...continua

    l'autore si piace mentre scrive, di solito chi si piace troppo non mi piace, ma all'autore piace anche la città e piacendosi mentre descrive la città che gli piace mi sembra quasi che gli piaccia più questa città di quanto non si piaccia scrivendone: e sembra che sia una città bella, e non servirebbe dire altro ma lui lo dice e così uno io
    va a finire che si innamora di un posto mai visto e mai liberamente immaginato e questo
    posto adesso mi piace voglio emulare subito lo scrittore l'altro innamorato e conoscerla ora d'inverno e da solo ma solo non si può non si dice tra i pochi lettori ce n'è una più attenta e mi dirà domani sera ah preferisci andarci da solo e io ma no la ricordi Joyce è un gioco scrivo così per dare un colore com'è che diceva in quinto la stefanolo lo stream of consciousness ma tu forse non c'eri eri fuori con lui anzi è certo dovresti sentirti ancora in colpa non per me ma per Joyce e byron e shelley che lui non
    ti sarebbe piaciuto percy b ma lei oh
    ancora è lassù tra i best seller e mi sa che solo wilde te lo sei sentito tutto e ora che ho distolto l'attenzione da

    Venezia

    non l'avevo detto ci andiamo insieme tranquilla e con le bambine come no mica quando è freddo no e a piazza San Marco ci sarà un fottio di piccioni e così posso poi cantare Paolo Conte e vieni facciamo ancora un'altra foto col colombo in man, eh sì, ma scherzo su, è scarica

    ha scritto il 

  • 2

    Poetico, immaginifico... troppo... nebbioso

    Scrittura narrativa con uno stile poetico per narrare sensazioni e immagini di una bella Venezia invernale. Di trama non c'è praticamente nulla ma la lettura è facilitata da capitoli brevissimi di due ...continua

    Scrittura narrativa con uno stile poetico per narrare sensazioni e immagini di una bella Venezia invernale. Di trama non c'è praticamente nulla ma la lettura è facilitata da capitoli brevissimi di due pagine l'uno.
    Tuttavia nel mio caso lo trovo troppo pesante, cioè non mi prende, questo stile è troppo fumoso seppur bello per chi lo sa apprezzare (non per nulla la poesia in genere non riesco ad apprezzarla, purtroppo). Potrei forse leggere un capitoletto al giorno, non di più, ma non ha molto senso e quindi lo abbandono verso metà. Sufficit.

    ha scritto il 

  • 3

    Venezia. Per diciassette anni consecutivi Brodskij vi trascorre un periodo di vacanza durante l'inverno. Non è certo la miglior stagione dell'anno per visitarla: freddo, nuvole, nebbia, buio precoce, ...continua

    Venezia. Per diciassette anni consecutivi Brodskij vi trascorre un periodo di vacanza durante l'inverno. Non è certo la miglior stagione dell'anno per visitarla: freddo, nuvole, nebbia, buio precoce, acque nere. Eppure Brodskij vi fa ritorno, anno dopo anno. Arriva a Natale, o qualche giorno dopo, e vi si intrattiene per diverse settimane, straniero ricorrente consapevole che mai potrà dire di farne parte. Lui, russo esule a New York, in quelle della laguna riconosce le acque baltiche della sua patria che dall'Atlantico del nord, girando attorno all'Europa, penetrano nel Mediterraneo e risalgono malinconicamente l'Adriatico. La città, i palazzi, i suoi abitanti e i suoi ospiti, i tesori nascosti, ma è l'acqua la protagonista. L'acqua che cambia la percezione del movimento, modifica quella dell'occhio, amplifica la bellezza offrendo un doppio alle cose belle che vi si riflettono. E se la scrittura è lo specchio di uno scrittore, l'acqua, Venezia, offrono a Brodskij l'opportunità di specchiarsi doppiamente e al lettore quella di seguire quest'occhio dotato di inchiostro e visione poetica mentre si avventura nei canali, sulle facciate dei palazzi, nei corridoi e nelle stanze di quelli disabitati per effetto di bisticci tra ereditieri, sulle fondamenta, uscendo e rientrando dal suo corpo come un'anima che abbandona e ritrova il corpo prima e dopo un'esperienza intensa. L'acqua è il tempo. Venezia risulta così la città che viene da un passato lontano, fatto di miti e vita primordiale, bellezza assoluta che prosegue in un sogno futuro e inafferrabile, ma che dà senso all'esistenza del mondo. Brodskij, che ogni volta inevitabilmente l'ha persa e altrettanto inevitabilmente l'ha ritrova, è consapevole di essere condannato, un giorno, dalla sua finitezza, a non potervi più fare ritorno. E invita tutti noi a goderne finchè siamo in tempo.

    "Ripeto: acqua è uguale a tempo, e l'acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d'acqua, serviamo la bellezza allo stesso modo. Toccando l'acqua, questa città migliora l'aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell'universo. Perchè la città è statica mentre noi siamo in movimento. La lacrima ne è la dimostrazione. Perchè noi andiamo e la bellezza resta. Perchè noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è l'eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza all'uomo. Lo stesso vale per l'amore, perchè anche l'amore è superiore, anch'esso è più grande di chi ama".

    ha scritto il 

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