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Fondazione

La quadrilogia completa (1953-1983)

Di

Editore: Mondadori (I Massimi della Fantascienza, 1)

4.5
(2460)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 742 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804429194 | Isbn-13: 9788804429197 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Illustrazione di copertina: Karel Thole

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
1a edizione ottobre 1983
L'ISBN compare a partire dalla 10a edizione (1995)
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  • 5

    4 volumi in 1, uno più bello dell'altro.
    Tutta la fantascienza gli deve qualcosa al suo ciclo quasi tutti riprendono qualcosa da questa Bibbia ed è incredibile scoprire come le sue opere sono per la m ...continua

    4 volumi in 1, uno più bello dell'altro.
    Tutta la fantascienza gli deve qualcosa al suo ciclo quasi tutti riprendono qualcosa da questa Bibbia ed è incredibile scoprire come le sue opere sono per la maggior parte concatenate.
    Per chi ama la fantascienza o il fantastico é una lettura obbligatorio. Importante da non ritenerla esclusivamente una lettura di evasione perché non è solo questo. Da leggere con attenzione ci sono dei concetti filosofici piuttosto interessanti.
    Consiglio Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 3

    4,75/10

    Leggendo i quattro romanzi che compongono questa raccolta tutti di fila, salta all'occhio il notevole miglioramento di Asimov nel corso degli anni: si va da un primo romanzo banale e moscio, nel quale ...continua

    Leggendo i quattro romanzi che compongono questa raccolta tutti di fila, salta all'occhio il notevole miglioramento di Asimov nel corso degli anni: si va da un primo romanzo banale e moscio, nel quale i pregi vanno cercati col lanternino, a un quarto costruito con mestiere e soprattutto pieno di idee originali. Nel complesso, comunque, l'ultimo romanzo è IMO l'unico degno di nota: due interi volumi su quattro sono nient'altro che raccolte di raccontini disomogenei e privi di inventiva, schiaffati insieme sotto lo stesso titolo solamente perché accomunati dal medesimo universo narrativo, da protagonisti e situazioni che sono di volta in volta la fotocopia di se stessi e da una passione malsana per gli spiegoni e le ricapitolazioni a oltranza – una cosa già pesante in un racconto a puntate, figuriamoci quando ci si ritrova a leggere tutto di fila in una raccolta.
    Asimov è innamorato delle buone idee più che dei buoni personaggi o delle buone trame: gli spunti anche interessanti e intelligenti che propone vengono intessuti in una serie di storielle-fotocopia tutte sul genere di “eroe anticonformista salva l'umanità andando contro l'ordine costituito brutto e kattivo”, non esattamente il canovaccio più nuovo sul mercato. Fedele alla propria creazione psicostorica, Asimov mostra tanto interesse e tanta cura nel lavorare sulle masse e attraverso i secoli quanto si dimostra frettoloso e pigro nel plasmare i singoli personaggi, tutti maschi bianchi caucasici etero cis dall'intelligenza brillante e dal temperamento indomito (i perfetti self-made man americani insomma), eredi di una lunga serie di eroi tali e quali a loro, che spiccano per contrasto nella massa di coglionazzi senza speranza che li circondano e che risolvono crisi interplanetarie prendendosi il potere con la forza al momento giusto, ovviamente in nome di un bene superiore. La situazione, tragica come l'ho appena esposta nei primi racconti, migliora man mano che la serie prosegue e nel quarto romanzo è decisamente più sfumata e sfaccettata di così; nondimeno, l'unico antieroe che Asimov propone, l'unica cultura non occidentale e quei due o tre personaggi femminili importanti per lo sviluppo delle vicende restano nel complesso eccezioni che confermano la regola, folklore fine a se stesso – tant'è che le loro (presunte) idiosincrasie vengono esaltate per il puro gusto di aggiungere colore alla storia: così l'episodio in cui i due uomini caucasici si meravigliano della bontà del cibo simil-asiatico e del modo intelligente di porzionarlo, o quello in cui una ragazza mente sul proprio peso arrotondandolo per difetto ma l'esperto casanova la sgama al volo, la sputtana pubblicamente e lei non può fare altro che arrossire.
    Dove può, Asimov si adagia su comodi stereotipi che plasmano i personaggi e le sottotrame al posto suo: ad esempio, la donna dell'eroe che viene puntata dal kattivo come oggetto sessuale e deve venire salvata; o il conquistatore di mondi il cui punto debole è l'affetto che prova per una donna; o i contadini che sono sporchi, puzzano e ragionano tutti come dei subumani... le donne in particolare compaiono più e più volte nei classici ruoli di “mogli/amanti di” manipolatrici, pericolose civette che si rigirano gli uomini intorno a un dito, isteriche che scoppiano in lacrime appena messe sotto stress, mentecatte che è possibile comprare con bigiotteria luccicante, ochette infantili o puri e semplici eye candy. Anche quando si parla di personaggi relativamente importanti, lo sforzo di Asimov per diversificarle dallo stereotipo genera nelle migliore delle ipotesi una discriminazione positiva: le donne eccezionali lo sono in genere perché qualcuno le ha rese così, si distinguono a colpo d'occhio dalle altre perché camminano “con la sicurezza di un uomo”, sono più intelligenti delle altre e partecipano ai dibattiti con gli uomini ma quando il discorso si fa serio vengono zittite con una mano sulla bocca, sono ambiziose e spregiudicate ma questa è una minaccia per il loro futuro marito (che “farebbe meglio a suicidarsi”), risolvono la situazione a colpi di intuizione e sentimento, oppure sono utili alla trama solo in quanto menti semplici (e la loro complessità viene deliberatamente soppressa a questo fine).
    Per quel che riguarda le trame in sé, specialmente nella prima parte Asimov mostra una deprecabile tendenza a far succedere di tutto e di più, quindi a far piovere di punto in bianco la risoluzione di tutti i problemi dal cielo e a uccidere il finale sotto una carrettata di spiegazioni a posteriori (non manca nemmeno il discorsone finale dell'Evil Overlord, per dire... ). Perfino nell'ultimo volume, che pure nel suo complesso ha una struttura molto più solida dei primi, Asimov mostra la sua malsana predilezione per le chiacchiere rispetto all'azione trasformando uno scontro epico che pareva inevitabile in una battaglia di pippozzi e castelli in aria, vuota e deludente come neanche il finale di Breaking Dawn.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto diverso da ciò che mi aspettavo

    Mi sono avvicinata ad Asimov con qualche riserva, aspettandomi battaglie interstellari ed effetti speciali invecchiati insieme alle sue galassie: la fantascienza di Asimov non è nulla di tutto questo. ...continua

    Mi sono avvicinata ad Asimov con qualche riserva, aspettandomi battaglie interstellari ed effetti speciali invecchiati insieme alle sue galassie: la fantascienza di Asimov non è nulla di tutto questo. I contenuti filosofici e sociologici sono predominanti, donando all'opera un più ampio respiro rispetto ad altre saghe fantascientifiche ed impedendole perciò di accumulare polvere. In un impero lontano, in cui l'umanità ha conquistato la galassia, le dinamiche sociali descritte sono paragonabili alle attuali, e stimolano riflessioni approfondite sulla società per come la conosciamo e sulla sua possibile evoluzione (etica, politica ed economica) futura.
    Anche la mancanza di un protagonista e di un'unica trama (ogni racconto è ambientato in un'epoca successiva al precedente), che inizialmente mi aveva spiazzata, è stata una piacevole sorpresa, sebbene l'ultimo libro non sia all'altezza dei precedenti. La protagonista principale di questa saga è, infatti, l'umanità stessa, con i suoi difetti, le sue capacità e le sue meraviglie.
    Non amo i generi di nicchia di per sé, tranne quando la loro qualità li eleva da cult per pochi fanatici a qualcosa di diverso: credevo di trovare una lettura leggera, affrontata con curiosità e qualche dubbio, e invece mi sono trovata davanti della letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    I tempi corrono

    Di Asimov sono pieni gli scaffali delle librerie, dei supermercati, delle bancarelle. Se chiedete a qualcuno di citarvi un nome di uno scrittore di fantascienza state pur certi che citeranno Asimov.
    E ...continua

    Di Asimov sono pieni gli scaffali delle librerie, dei supermercati, delle bancarelle. Se chiedete a qualcuno di citarvi un nome di uno scrittore di fantascienza state pur certi che citeranno Asimov.
    Ed è per questa ragione che viene definito il classico della fantascienza, per il fatto che essendo onnipresente è entrato nell'immaginario delle persone poco avvezze alla letteratura di genere come icona della fantascienza. Asimov scrive male, anzi malissimo. I punti di vista non vengono rispettati, le ridondanze sono onnipresenti, i riassuntini degli antefatti fastidiosi. Il suo modo di scrivere e le sue avventure procedono per interminabil dialoghi tra personaggi senza spessore.Questo poteva essere giustificabile per i primi tre romanzi della saga, che sono stati scritti negli anni cinquanta, dove il meraviglioso sense of wonderful della fantascienza doveva incantare i brufolosi lettori di pulp magazine, con mondi e galassie lontani.
    Dopo molti anni, nell' ottantaquattro, viene chiesto ad Asimov di continuare il ciclo, e lui scrive l'orlo della fondazione. E da quest'orlo si può scagliare questo sequel in un baratro temporale. Dopo trent'anni Asimov scrive come si scriveva negli anni cinquanta. Stessi madornali errori, stessi dialoghi, una noia mortale, un personaggio che si chiama Pelorat (ma con un nome così come ti fa ad essere simpatico). Insomma per Asimov non è passato il tempo, neanche la pigrizia di leggere i suoi contemporanei per migliorare il suo stile. Purtroppo per finire la saga dovrò leggere anche l' ultimo capitolo "Fondazione e terra", poi confido nei racconti dei Robot. Tre stelle ai primi tre romanzi del ciclo. Una e mezzo all' orlo della fondazione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Trilogia della Fondazione ★★★★★
    E' stato semplicemente il libro giusto al momento giusto.
    Quando, nei momenti in cui ci si fa un po' di "seghe mentali", si pensa al senso di tutto e al futuro, lontano ...continua

    Trilogia della Fondazione ★★★★★
    E' stato semplicemente il libro giusto al momento giusto.
    Quando, nei momenti in cui ci si fa un po' di "seghe mentali", si pensa al senso di tutto e al futuro, lontano, dell'umanità, credo che un po' tutti ci immaginiamo, in linea generale, un universo come quello descritto da Asimov in questa trilogia.
    Premettendo che personalmente ho pochi dubbi sull'esistenza di altri mondi vivibili in altre galassie, il grande dilemma è: saremo davvero in grado di svilupparci tecnologicamente in modo da "scappare" e colonizzare nuovi pianeti prima che questo nostro mondo collassi e noi con lui?... Ansia xD

    Oltre all'ambientazione e le tematiche davvero affascinanti, trovo sia un capolavoro anche la trama (psicostoria, crisi Seldon, Fondazioni..tutto) e seppur non ci sia un vero e proprio protagonista, come lo si intende normalmente, ci si affeziona a tutti i personaggi principali che si succedono nel corso di centinaia di anni: Hari Seldon, Salvor Hardin (il mio preferito), Hobert Mallow, i Darell, Han Pritcher, il Mule (forse il più figo oggettivamente) e Preem Palver (o Primo Oratore).
    E forse una delle cose più belle è che non ci sia molto di così fantascientifico..potenzialmente.

    L'orlo della Fondazione ★★★★☆
    Scritto molti anni dopo rispetto la Trilogia. Infatti ha una struttura più convenzionale, a romanzo, e abbiamo un protagonista vero, Golan Trevize, un tipo spaccone che ha l’abilità innata di prendere le decisioni giuste partendo da basi pressochè inesistenti..si potrebbe altrimenti definire un tizio con grandi botte di culo.. e che per questa sua dote ha il compito di decidere le sorti dell’Universo.
    Subito dopo la lettura, l’ho trovato molto bello (anche se meno della trilogia precedente), però a posteriori, dopo aver letto anche l’altro sequel “Fondazione e Terra”, un pochino l’ho rivalutato, perché getta le basi per allontanarsi dalla trama principale, quella del Piano Seldon e delle due Fondazioni.

    Quindi sostanzialmente, per me, Trevize ha sbagliato: tra l’individualità degli umani e la prospettiva di una umanità “fusa” in un’unica, armoniosa, entità con tutto l’universo, avrebbe dovuto scegliere la prima e non la seconda! Soprattutto perché così nell’ultimo sequel si sarebbe di nuovo tornati al Piano Seldon e alla costituzione del Secondo Impero Galattico, tralasciando quella figlia dei fiori di Gaia e la sua Galaxia (molto meno interessanti).

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro romanzi molto piacevoli da leggere. La fantascienza di Asimov si concentra sui contenuti psicologici e sociologici piuttosto che sulla tecnologia o esplorazione spaziale.

    Ne risulta un'opera p ...continua

    Quattro romanzi molto piacevoli da leggere. La fantascienza di Asimov si concentra sui contenuti psicologici e sociologici piuttosto che sulla tecnologia o esplorazione spaziale.

    Ne risulta un'opera profondissima dal punto di vista dei contenuti, le dinamiche sociali ed economiche sono verosimili e soprattutto possono essere rapportare al mondo di oggigiorno regalando insegnamenti morali di pregevolissima fattura.

    I difetti sono pochi e per lo più trascurabili: la vastità di un impero galattico e l'omogeneità dei vari mondi che compongono la galassia fanno un poco storcere il naso, sono abbastanza improponibili.
    Le previsioni tecnologiche e alcune riflessioni sono figlie come è naturale del periodo in cui è stata scritta l'opera quindi non sono, a ben vedere, ascrivibili a veri e propri difetti.

    Dei quattro romanzi sicuramente l'ultimo è il più interessante e completo dal punto di vista dell'intrattenimento e del messaggio veicolato. Gli altri comunque non sono nè noiosi nè superficiali.

    Lettura molto consigliata.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente un capolavoro

    Non esistono parole per celebrare il genio e le capacità di Asimov. A non leggere questa quadrilogia, si perde tanto, tanto, tanto. Se potessi aggiungerei altre cinque stelle.

    ha scritto il 

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