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Fontamara

Di

Editore: Mondadori (Oscar Narrativa 132)

3.9
(4714)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 259 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Una lettura fondamentale.... per persone mature

    Il romanzo, scritto nel 1930 da Ignazio Silone mentre si trovava in esilio in Svizzera, parla di un un piccolo villaggio sulle montagne abruzzesi, Fontamara, durante il ventennio fascista. Nel villagg ...continua

    Il romanzo, scritto nel 1930 da Ignazio Silone mentre si trovava in esilio in Svizzera, parla di un un piccolo villaggio sulle montagne abruzzesi, Fontamara, durante il ventennio fascista. Nel villaggio vivono dei poveracci, i cosiddetti "cafoni", che contano meno di niente e che lavorano alla giornata costretti da sempre a sottostare ai soprusi dei più forti, che mirano esclusivamente al proprio interesse.

    "In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il padrone della terra. Poi vengono le guardie del padrone. Poi vengono i cani delle guardie del padrone. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch'è finito."

    La loro condizione è quasi disperata, perché non c'è nessuno che li protegga, nessuno che li aiuti. L'unico che cerca di ribellarsi alla sua condizione è Berardo Viola, il protagonista, il cui entusiasmo viene però spento dagli eventi, delle responsabilità famiglia che vorrebbe formare e dal numero crescente dei soprusi subiti. Alla fine si sacrificherà per i “cafoni”, che tenteranno di ribellarsi.

    Tanti sono i temi sollevati nel libro:

    - l’importanza di estendere l’istruzione a tutti in modo uguale, per evitare che le persone più ignoranti siano manipolate da quelle più acculturate;
    - il contrasto spesso esistente tra poveri e benestanti o tra chi ha potere e chi non ce l'ha;
    - la rassegnazione davanti alle sventure, ritenute immutabili a causa del destino;
    - la critica al fascismo, violento e sopraffattore, e alla Chiesa, corrotta e ingiusta.

    Inutile dire altro sul libro, che immagino sia noto quasi a tutti.

    Il romanzo, anche se abbastanza lento, è certamente fondamentale per la nostra cultura e mirabile per scrittura, valore sociale, attualità ed interesse, anche se a mio parere richiede una certa maturità per poterlo comprendere ed apprezzare a fondo.

    Il libro ha attirato la mia attenzione a causa dello sguardo affranto e annoiato dei miei figli e dei relativi compagni, obbligati a leggerlo sia nella scuola media che al liceo (dove è ritenuto una lettura fondamentale, probabilmente per l'importanza sociale dei temi trattati). Ho quindi deciso di leggerlo per capire la ragione di tanta noia; e mi sono accorto infatti che la sua lettura è relativamente ostica e poco interessante, per una persona poco "matura".

    Mi domando quanto sia utile "obbligare" i ragazzi a leggere questo genere di opere; secondo me il risultato è una disincentivazione alla lettura tant'è che i ragazzi s'ingegnano in ogni modo per evitare il supplizio della lettura (perché così viene visto) raffazzonando riassunti copia-incolla da internet.
    Ho l'impressione che moltissimi romanzi di indubbio valore siano erroneamente bollati nella nostra testa come "scolastici", ossia noiosi (penso alla coscienza di Zeno, al deserto dei tartari, ai promessi sposi, a Fontamara etc.) a causa della lettura forzata e precoce (con riassunti, riassuntini, sintesi, analisi dei personaggi, analisi del colore della copertina etc).

    In questo modo forse perdiamo sia lettori che il piacere di leggere opere meravigliose.

    ha scritto il 

  • 4

    8/10

    Ultimamente i libri che ho letto riguardanti il punto di vista dei poveri durante il fascismo non mi sono piaciuti molto.
    Questo libro, invece, non solo rende bene l'idea ma è anche scritto in maniera ...continua

    Ultimamente i libri che ho letto riguardanti il punto di vista dei poveri durante il fascismo non mi sono piaciuti molto.
    Questo libro, invece, non solo rende bene l'idea ma è anche scritto in maniera tale da farti immedesimare e comprendere al meglio la storia. L'utilizzo del flashback mi piace sempre, in più il raccontare dalla voce della gente stessa è stato davvero ben congeniato.
    Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 5

    La Weltanschauung dei contadini d'Abruzzo

    Capolavoro di Ignazio Silone, maestro nel descrivere la realtà delle campagne abruzzesi (ma sarebbe lo stesso in qualunque altra zona del Sud Italia) e la vita dei "cafoni".
    Non perdetevi la straordin ...continua

    Capolavoro di Ignazio Silone, maestro nel descrivere la realtà delle campagne abruzzesi (ma sarebbe lo stesso in qualunque altra zona del Sud Italia) e la vita dei "cafoni".
    Non perdetevi la straordinaria visione del mondo dei cafoni di Fontamara, in cui descrivono la loro ipotetica classifica di chi conta di più nel mondo.
    Non vado oltre per non rovinare la sorpresa a chi non conoscesse il libro; dico solo che il triplice "niente" spiega le cose mille volte meglio di qualsiasi trattato storico-sociologico.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo che si fonda sui flashback di tre cittadini di Fontamara (marito, moglie e figlio). Descrizione tutt'altra che approssimativa di come si viveva sotto la dittatura fascista: specialmente per ch ...continua

    Romanzo che si fonda sui flashback di tre cittadini di Fontamara (marito, moglie e figlio). Descrizione tutt'altra che approssimativa di come si viveva sotto la dittatura fascista: specialmente per chi era contadino, ignorante (nel romanzo vengono chiamati cafoni). Scritto in modo leggero ma che non manca di quella tragicità che ha fatto parte del ventennio del secolo scorso.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo.Penso che questo libro possa essere annoverato fra i capolavori della letteratura italiana.Scritto dall'autore durante il suo esilio è una aperta denuncia sullo sfruttamento del l'uomo sul ...continua

    Bellissimo.Penso che questo libro possa essere annoverato fra i capolavori della letteratura italiana.Scritto dall'autore durante il suo esilio è una aperta denuncia sullo sfruttamento del l'uomo sul l'uomo,ma ci fa anche capire come tale soprusi possono essere fronteggiati con l'onestà e la dignità della gente semplice.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto in esilio nel 1930, è l'opera più conosciuta ed apprezzata ed allo stesso tempo più politicamente e socialmente impegnata di Ignazio Silone. E' la storia della miseria, dello sfruttamento e d ...continua

    Scritto in esilio nel 1930, è l'opera più conosciuta ed apprezzata ed allo stesso tempo più politicamente e socialmente impegnata di Ignazio Silone. E' la storia della miseria, dello sfruttamento e dei soprusi a cui sono costretti a soggiacere gli abitanti, soprattutto contadini, di Fontamara in Abruzzo. In questo paese della Marsica la vita scorre nella più stagnante quotidianità ed è scandita dalla durezza delle abitudini consuete: alzarsi presto la mattina e trascorrere l'intera giornata nei campi ad arare, seminare, raccogliere ecc. Una continua ed estenuante lotta per la sopravvivenza che solo il robusto ed irruento Berardo Viola tenterà di cambiare, ribellandosi con la forza alle ingiustizie. Ma anche il suo tentativo si rivelerà vano, soffocato, in una conclusione tragica e amara, da una inesorabile repressione della milizia fascista che farà strage di cafoni. Un libro bellissimo e godibile, scritto con registro ed un linguaggio semplici ed incisivi, un romanzo di forte impatto e di dura denuncia delle angherie e delle iniquità che sono costretti a subire “gli ultimi” di ogni periodo storico.

    ha scritto il 

  • 4

    capolavoro

    Un libro che rimane forte e asciutto, irresistibile e coinvolgente come quando fu scritto. Il mondo dei braccianti abruzzesi ignari dei primi trionfi del fascismo viene ritratto al di fuori di qualsia ...continua

    Un libro che rimane forte e asciutto, irresistibile e coinvolgente come quando fu scritto. Il mondo dei braccianti abruzzesi ignari dei primi trionfi del fascismo viene ritratto al di fuori di qualsiasi retorica o tronfia agiografia. Lo stile è leggero e scorrevole, in molti tratti ironico. Un libro che dovrebbe rientrare nelle aule scolastiche, dove suona oggi ingiustamente superato e "commemorativo".

    ha scritto il 

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