Fontamara

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Narratori italiani n.3)

3.9
(4777)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 5

    A buona ragione Fontamara è un classico della nostra letteratura e, a cattiva ragione, è stato relegato nel dimenticatoio molto a lungo da parte della critica italiana.
    Ho trovato questo romanzo sulla ...continua

    A buona ragione Fontamara è un classico della nostra letteratura e, a cattiva ragione, è stato relegato nel dimenticatoio molto a lungo da parte della critica italiana.
    Ho trovato questo romanzo sulla povertà dei contadini abruzzesi incredibilmente veritiero e ottimamente scritto. La penna di Silone scorre tra ingiustizie e soprusi atavici, dovuti anche all'ignoranza dei "cafoni" di Fontamara. Si prova rabbia leggendo questo romanzo, che non viene stemperata dalla farsa teatrale che pervade l'opera, anzi aumenta l'amarezza.
    Nulla di nuovo sotto il sole. I prepotenti usano il potere con cavilli linguistici, facendo leva sull'ignoranza altrui, e intorno si ritrova una folla di personaggi ignavi e vili. Spicca tra le varie figure quella del cafone Berardo Viola, un eroe pensante in una massa di agnelli al massacro.
    Silone ci descrive una commedia tragica in realtà, che sembra farci scivolare nel senso dell'impotenza, ma la storia è sempre uguale a sé stessa. Vico parlava di corsi e ricorsi storici, gli eventi si susseguono sempre con un certo ordine, e dopo grandi miserie seguono necessariamente delle rivolte di popolo. La storia è piena di queste altalene. Silone ha il pregio di utilizzare una prosa scorrevole e precisa come un bisturi, per vivisezionare ed esporre allo sguardo esistenze sfruttate e dileggiate, come accade in molti altri luoghi d'Italia.
    Forse mi sarà utile come raffronto leggere "Gente in Aspromonte" di Alvaro, dal momento che proprio Silone afferma che l'umanità è sempre uguale in qualunque luogo, lì dove ci sono oppressori e oppressi (che non sono in grado di ribellarsi all'oppressione).
    Lo consiglio

    ha scritto il 

  • 4

    Per ordine del Podestà sono proibiti tutti i ragionamenti

    Questa frase racchiude un pò il succo di tutto il romanzo. Siamo a Fontamara paesino della Marsica abruzzese, il periodo è quello del fascio, gli abitanti sono i cosiddetti cafoni, contadini per lo pi ...continua

    Questa frase racchiude un pò il succo di tutto il romanzo. Siamo a Fontamara paesino della Marsica abruzzese, il periodo è quello del fascio, gli abitanti sono i cosiddetti cafoni, contadini per lo più poveri se non poverissimi, e i piccoli proprietari che però non subiscono nessun tipo di sopruso e violenza. Soprusi e violenza raggiri e chi più ne ha più ne metta sono riservati solo a loro, ai cafoni a chi si spezza la schiena e alla fine non vale più della zolla di terra che solleva. Al di sopra di tutti c'è l'Impresario, colui che con l'aiuto delle banche si è comprato terreni e raccolti, si è fatto le leggi a modo suo (mi ricorda qualcuno) e con l'inganno riesce a far deviare anche il corso del fiume riducendo alla fame l'intera popolazione. C'è un eroe, Berado, un vero eroe, quello coraggioso che affronta di petto le situazioni e si scaglia contro le ingiustizie. Ci sono le figure femminili che dovrebbero essere di contorno ed invece sono importanti se non predominanti in alcuni casi. Potrei definirlo un romanzo corale poichè a raccontare questa triste storia è un intera famiglia, madre padre e figlio e vorrei tanto sapere se poi alla fine sono rimasti li dove erano. Consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    Che fare?

    Silone descrive con notevole semplicità la disastrosa condizione dei "cafoni" e dei continui soprusi che caratterizzano la loro vita. Una volta è il prezzo del grano. Poi la porzione di acqua da desti ...continua

    Silone descrive con notevole semplicità la disastrosa condizione dei "cafoni" e dei continui soprusi che caratterizzano la loro vita. Una volta è il prezzo del grano. Poi la porzione di acqua da destinare a Fontamara. Poi ci sono le camicie nere. Della serie ogni giorno ce n'è una! Pochi sono gli elementi che legano il libro dall'inizio alla fine, ma essenziali. E' un libro che tutti dovrebbero leggere, ma non prendendolo alla leggera. Non è certo un libro scorrevole, anzi, a tratti ripetitivo. In ogni pagina si sottolinea la condizione di miseria e ignoranza dei "cafoni", ma si legge anche la loro voglia di riscatto nei confronti di chi, amico del popolo o meno, si prende gioco di loro. Un racconto a tre voci sicuramente travolgente che non dovrebbe passare inosservato, dove a regnare non è più il Dio del cielo ma, bensì, il Dio Denaro.

    ha scritto il 

  • 2

    Una delle solite letture per la scuola.

    Storia carina ma ripetere per dieci capitoli che i cafoni sono ignoranti, sono sempre quelli che ci prendono sotto, non ottengono mai giustizia, i potenti si prendono gioco di loro mi ha proprio demor ...continua

    Storia carina ma ripetere per dieci capitoli che i cafoni sono ignoranti, sono sempre quelli che ci prendono sotto, non ottengono mai giustizia, i potenti si prendono gioco di loro mi ha proprio demoralizzato. Okay, è una storia tutt'ora reale ma l'ho trovato molto piatto come racconto, non tanto la storia in se, quanto più come viene raccontata.

    ha scritto il 

  • 2

    da quando ho letto questo libro

    mi chiedo se contrariamente ai fontamaresi

    tutti sappiano le frazioni al giorno d'oggi

    credo però che i 2/3 della metà del doppio del 150% delle persone

    abbia qual ...continua

    da quando ho letto questo libro

    mi chiedo se contrariamente ai fontamaresi

    tutti sappiano le frazioni al giorno d'oggi

    credo però che i 2/3 della metà del doppio del 150% delle persone

    abbia qualche problema

    geometrico

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura fondamentale.... per persone mature

    Il romanzo, scritto nel 1930 da Ignazio Silone mentre si trovava in esilio in Svizzera, parla di un un piccolo villaggio sulle montagne abruzzesi, Fontamara, durante il ventennio fascista. Nel villagg ...continua

    Il romanzo, scritto nel 1930 da Ignazio Silone mentre si trovava in esilio in Svizzera, parla di un un piccolo villaggio sulle montagne abruzzesi, Fontamara, durante il ventennio fascista. Nel villaggio vivono dei poveracci, i cosiddetti "cafoni", che contano meno di niente e che lavorano alla giornata costretti da sempre a sottostare ai soprusi dei più forti, che mirano esclusivamente al proprio interesse.

    "In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il padrone della terra. Poi vengono le guardie del padrone. Poi vengono i cani delle guardie del padrone. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch'è finito."

    La loro condizione è quasi disperata, perché non c'è nessuno che li protegga, nessuno che li aiuti. L'unico che cerca di ribellarsi alla sua condizione è Berardo Viola, il protagonista, il cui entusiasmo viene però spento dagli eventi, delle responsabilità famiglia che vorrebbe formare e dal numero crescente dei soprusi subiti. Alla fine si sacrificherà per i “cafoni”, che tenteranno di ribellarsi.

    Tanti sono i temi sollevati nel libro:

    - l’importanza di estendere l’istruzione a tutti in modo uguale, per evitare che le persone più ignoranti siano manipolate da quelle più acculturate;
    - il contrasto spesso esistente tra poveri e benestanti o tra chi ha potere e chi non ce l'ha;
    - la rassegnazione davanti alle sventure, ritenute immutabili a causa del destino;
    - la critica al fascismo, violento e sopraffattore, e alla Chiesa, corrotta e ingiusta.

    Inutile dire altro sul libro, che immagino sia noto quasi a tutti.

    Il romanzo, anche se abbastanza lento, è certamente fondamentale per la nostra cultura e mirabile per scrittura, valore sociale, attualità ed interesse, anche se a mio parere richiede una certa maturità per poterlo comprendere ed apprezzare a fondo.

    Il libro ha attirato la mia attenzione a causa dello sguardo affranto e annoiato dei miei figli e dei relativi compagni, obbligati a leggerlo sia nella scuola media che al liceo (dove è ritenuto una lettura fondamentale, probabilmente per l'importanza sociale dei temi trattati). Ho quindi deciso di leggerlo per capire la ragione di tanta noia; e mi sono accorto infatti che la sua lettura è relativamente ostica e poco interessante, per una persona poco "matura".

    Mi domando quanto sia utile "obbligare" i ragazzi a leggere questo genere di opere; secondo me il risultato è una disincentivazione alla lettura tant'è che i ragazzi s'ingegnano in ogni modo per evitare il supplizio della lettura (perché così viene visto) raffazzonando riassunti copia-incolla da internet.
    Ho l'impressione che moltissimi romanzi di indubbio valore siano erroneamente bollati nella nostra testa come "scolastici", ossia noiosi (penso alla coscienza di Zeno, al deserto dei tartari, ai promessi sposi, a Fontamara etc.) a causa della lettura forzata e precoce (con riassunti, riassuntini, sintesi, analisi dei personaggi, analisi del colore della copertina etc).

    In questo modo forse perdiamo sia lettori che il piacere di leggere opere meravigliose.

    ha scritto il 

  • 4

    8/10

    Ultimamente i libri che ho letto riguardanti il punto di vista dei poveri durante il fascismo non mi sono piaciuti molto.
    Questo libro, invece, non solo rende bene l'idea ma è anche scritto in maniera ...continua

    Ultimamente i libri che ho letto riguardanti il punto di vista dei poveri durante il fascismo non mi sono piaciuti molto.
    Questo libro, invece, non solo rende bene l'idea ma è anche scritto in maniera tale da farti immedesimare e comprendere al meglio la storia. L'utilizzo del flashback mi piace sempre, in più il raccontare dalla voce della gente stessa è stato davvero ben congeniato.
    Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 5

    La Weltanschauung dei contadini d'Abruzzo

    Capolavoro di Ignazio Silone, maestro nel descrivere la realtà delle campagne abruzzesi (ma sarebbe lo stesso in qualunque altra zona del Sud Italia) e la vita dei "cafoni".
    Non perdetevi la straordin ...continua

    Capolavoro di Ignazio Silone, maestro nel descrivere la realtà delle campagne abruzzesi (ma sarebbe lo stesso in qualunque altra zona del Sud Italia) e la vita dei "cafoni".
    Non perdetevi la straordinaria visione del mondo dei cafoni di Fontamara, in cui descrivono la loro ipotetica classifica di chi conta di più nel mondo.
    Non vado oltre per non rovinare la sorpresa a chi non conoscesse il libro; dico solo che il triplice "niente" spiega le cose mille volte meglio di qualsiasi trattato storico-sociologico.

    ha scritto il 

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