Fontamara

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(4903)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 259 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000063358 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un romanzo che tutti dovremmo leggere almeno una volta. Storie vecchie, ma sempre attuali e sempre odierne. Non sono tutti contadini e non si occupano tutti di agricoltura, ma la massa dei "cafoni" es ...continua

    Un romanzo che tutti dovremmo leggere almeno una volta. Storie vecchie, ma sempre attuali e sempre odierne. Non sono tutti contadini e non si occupano tutti di agricoltura, ma la massa dei "cafoni" esiste anche oggi e le ingiustizie di cui si narra in questo testo continuano a riproporsi. Quel che è stato è stato, ma tutto sempre torna...

    ha scritto il 

  • 4

    La storia del povero paesino di Fontamara ai tempi del fascismo

    Il libro, ambientato all'epoca della dittatura fascista, narra delle vicende del paese di Fontamara, situato vicino alla piana del Fucino, in Abruzzo. La località è abitata da cafoni, gente estremanen ...continua

    Il libro, ambientato all'epoca della dittatura fascista, narra delle vicende del paese di Fontamara, situato vicino alla piana del Fucino, in Abruzzo. La località è abitata da cafoni, gente estremanente povera ed isolata dal mondo, dedita alla coltivazione dell' arida terra. Qui la vita trascorre immutata da secoli. Le cose però cambiano all'arrivo dell'Impresario, uomo senza scrupoli , che lentamente aquisisce un grande potere nella zona. Una sera giunge a Fontamara un uomo di città al servizio dell'Impresario che, con un inganno, fa firmare ai Fontamaresi una petizione con la quale si richiede che venga deviato verso le terre dell'Impresario l'unico corso d'acqua che irriga le terre di Fontamara. Il giorno seguente un gruppo di cantonieri è già al lavoro per deviare il corso d'acqua. In assenza degli uomini, intenti al lavoro nei campi, le donne, che si erano accorte dell'inganno, si recano al capoluogo per parlare con il podestà, Don Circostanza e qui apprendono che il nuovo podestà è l'Impresario. Così si recano a casa dell'Impresario, dove con un altro inganno tessuto da Don Circostanza, si fa loro credere di avere risolto la questione dell'acqua. In seguito a Fontamara vengono applicati i provvedimenti che il fascismo aveva esteso a tutta Italia, come il divieto di parlare di politica in luoghi pubblici, anche se tali divieti risultano incomprensibili ai Fontamaresi , data la loro ignoranza. Emerge anche la figura di Berardo Viola, il protagonista : giovane forte e autoritario, è perseguitato da una sorte avversa, che non gli permette di coltivare nessuna terra e quindi di prendere in sposa la donna da lui amata, la bella Elvira. Alla fine di giugno, i Fontamaresi sono convocati ad Avezzano per ascoltare le decisioni del nuovo governo di Roma riguardo alla piana del Fucino. I cafoni sono speranzosi di poter ricevere giustizia circa l'assegnazione delle terre del Fucino e la distribuzione dell'acqua , ma sono ancora una volta ingannati e utilizzati come strumenti di una grande manifestazione fascista. Delusi, ritornano al loro paese.
    Una sera, mentre gli uomini non sono ancora tornati dal lavoro, giungono a Fontamara delle truppe fasciste, che dopo aver interrogato le donne sul fascismo, si danno ad ogni tipo di violenza e di ruberie. Intanto giungono gli uomini, che vengono interrogati ad uno ad uno. Ad un certo punto Berardo, preso dall' ira, aggredisce un soldato. La situazione è risolta da Elvira, che appare sul campanile facendo suonare le campane e che viene scambiata per la Madonna. In questo modo le truppe fasciste fuggono dal paese spaventate. Non aggiungo altro per non fare ulteriori spoiler alla trama.

    Questo libro, scritto da Silone negli anni '30 , durante il suo esilio all'estero, appartiene alla corrente del neorealismo. Il linguaggio utilizzato rispecchia il parlato e vuole ricalcare quello utilizzato dal popolo. Silone avrebbe desiderato scrivere il racconto nel dialetto del luogo, in modo da renderlo ancora più realistico, ma affinché esso fosse comprensibile al grande pubblico, è costretto a servirsi dell' italiano, senza ricorrere ad espressioni dialettali, se non nei nomi propri. Lo stile è costruito su periodi semplici, privo di riflessioni psicologiche o di accurate descrizioni. Queste spesso non vengono espresse con lunghi discorsi teorici, ma portando un esempio concreto, stile tipico del linguaggio parlato. Alto elemento caratterizzante il parlato sono le iperboli e le esagerazioni popolaresche, che spesso compaiono nel racconto. Spesso la narrazione esprime le riflessioni e le credenze del popolo. Tipici dei cafoni protagonisti del libro, ad eccezione di Berardo, sono il fatalismo, la rassegnazione davanti alle sventure, che si ritiene siano provocate dal destino e quindi immutabili. Ne è un esempio il passato di Berardo, che, a causa del destino, non ha mai potuto possedere terra propria e che muore, come aveva voluto il destino per suo nonno e suo padre, in modo diverso dagli altri cafoni.
    Proprio come disse l’autore del romanzo, Ignazio Silone, questo libro è scritto per testimoniare la condizione del popolo italiano all’epoca del regime fascista. Dalla narrazione, quindi, è possibile conoscere perfettamente lo stampo ideologico dell’autore, un convinto antifascista che sempre lottò in favore della classe operaia e contadina. Egli infatti, dapprima aderì al partito comunista, distaccandosi poi da esso, in modo da non appoggiare il regime sovietico di Stalin. Peccato che l'autore non abbia utilizzato il dialetto del paese abruzzese, sarebbe stato davvero un romanzo all'altezza delle cinque stelle, ma capisco anche il perché non l'abbia fatto, cioè per far giungere tale denuncia verso tutti e non solo verso una ristretta elite culturale.
    Opera consigliatissima a tutti e dalle tematiche contemporanee (purtroppo, come lo sfruttamento dei povero da parte dei potenti di turno, fascisti nel passato, politici oggi).

    ha scritto il 

  • 5

    Un testo fondamentale

    In questo libro c'è tutto: scrittura semplice ma superlativa, dialoghi acuti, personaggi vivi, vicenda emozionante, coinvolgente, profonda, malinconica e, allo stesso tempo, ironica, realtà vista in t ...continua

    In questo libro c'è tutto: scrittura semplice ma superlativa, dialoghi acuti, personaggi vivi, vicenda emozionante, coinvolgente, profonda, malinconica e, allo stesso tempo, ironica, realtà vista in tutta la sua crudezza, ma che, in alcuni tratti, assume la forma di una fiaba. Insomma, un capolavoro da leggersi d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi son sentito un cafone...

    Cambiano i tempi, cambiano i governi, cambiano gli interpreti ma questo libro è e rimarrà sempre attuale. Soprattutto nella nostra Italia dalle mille leggi e dagli altrettanti cavilli.
    Un libro scritt ...continua

    Cambiano i tempi, cambiano i governi, cambiano gli interpreti ma questo libro è e rimarrà sempre attuale. Soprattutto nella nostra Italia dalle mille leggi e dagli altrettanti cavilli.
    Un libro scritto in maniera semplice, dal punto di vista dei cafoni, ma proprio per questo efficace e commovente...e terribilmente frustrante! Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggersi per dovere morale

    Non si fa fatica a capire perché Silone era un personaggio scomodo e che questo suo capolavoro, uscito in Italia molti anni dopo la prima pubblicazione in Svizzera, sia rimasto nell'ombra. Il fascismo ...continua

    Non si fa fatica a capire perché Silone era un personaggio scomodo e che questo suo capolavoro, uscito in Italia molti anni dopo la prima pubblicazione in Svizzera, sia rimasto nell'ombra. Il fascismo è caduto, la guerra è finita ma più le cose vengono taciute o le sanno in pochi e meglio è. E' un romanzo di denuncia contro i soprusi ai danni dei più deboli la cui ignoranza viene prima sfruttata per realizzare i raggiri dei ricchi e potenti e viene poi derisa in un meccanismo che tende a degradare i poveri cafoni al di sotto del livello di umanità. A mio parere l'inizio del libro è caratterizzato da una sottile vena ironica con questi personaggi e situazioni macchiettistici e grotteschi ma ben presto il tono cambia quando vien fuori la verità e la gravità dei fatti ai danni dei fontamaresi. E quando finalmente essi acquisiscono la piena consapevolezza di tutto ciò, quando il velo che ricopriva i troppi imbrogli è definitivamente caduto, una domanda resta aperta, prepotente e disperata: "Che fare?".

    ha scritto il 

  • 4

    Fontamara di Ignazio Silone

    Il 10 agosto 2016 ho terminato "Fontamara" di Ignazio Silone. Un libro bello, interessante, importante. Ho amato la sua lettura e le scene che lo scrittore ha saputo pormi agli occhi con maestria. Que ...continua

    Il 10 agosto 2016 ho terminato "Fontamara" di Ignazio Silone. Un libro bello, interessante, importante. Ho amato la sua lettura e le scene che lo scrittore ha saputo pormi agli occhi con maestria. Questi "cafoni" descritti sono diventati una parte di me, o meglio, mi sono sentita vicino a loro, ho tifato per loro fino alla fine, accanto a Berardo, il loro portavoce, un eroe al contrario, un brigante con il cuore onesto, rappresentante delle vittime dell'ingiustizia, quella stessa che lui aveva provato a combattere, ma niente, i "cafoni" non sanno difendersi, non possono, la "legge" si muove per terrirori e strade inesplorate, li batte, si dimentica dei bisognosi ed esalta gli antagonisti, i prepotenti. Un libro che sembra un film tanto mi sono immersa in quelle realta', tanto mi e' sembrato di viverle con loro. Ho pensato ai miei ipotetici bisnonni, forse nati e cresciuti in simili circostanze, che vita, che persone dure, davvero, piene di voglia di lavorare per riscattare se stessi, ma con la corrente del fiume contraria, anzi ad un certo punto proprio a "secco" di risorse, tutto va contro di loro, la legge, le istituzioni, il governo... una nuova Italia tinta di nero e di prepotenza gli si presenta all'improvviso e fa cadere le certezze del vecchio mondo nell'oblio; ora vige solo lo sconcerto, che si veste di arroganza e di vilta', a scapito della ricerca della vera giustizia e della liberta', quella che farebbe dei cafoni dei "cristiani" anche loro, ma niente. Rispetto per il povero Berardo, rispetto per il libero, grande intelletuale Iganzio Silone, rispetto per questa grande testimonianza abbruzzese antifascista. CE

    ha scritto il 

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