For Esme-With Love and Squalor, and Other Stories

Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(1557)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , French , Italian , Spanish , Latvian , Catalan , Portuguese , Japanese , Russian , Galego

Isbn-10: 0140092056 | Isbn-13: 9780140092059 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Library Binding , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    Non ho amato il Giovane Holden e invece ho tratto lezioni di vita fisica e letteraria dai Nove racconti. "Il giorno ideale per i pesci banana" è un capolavoro assoluto del non detto, che consiglierei ...continue

    Non ho amato il Giovane Holden e invece ho tratto lezioni di vita fisica e letteraria dai Nove racconti. "Il giorno ideale per i pesci banana" è un capolavoro assoluto del non detto, che consiglierei di cuore a tutti quelli che scrivono sproloquiando e guardandosi in continuazione l'ombelico. L'autore adotta un tipo di narrazione che sceglie la focale esterna (detto in parole povere, non esprime mai i pensieri dei protagonisti, li fa agire e attraverso questi atti o gesti ci informa sul come stanno, su quello che provano, rimane sempre con loro senza mai essere onniscente) - a mio avviso uno dei metodi narrativi più difficili usato magistralmente da Holden, che raggiunge in questo modo i vertici della perfezione. In questi racconti Salinger mantiene in equilibrio perfetto lo humor, la spietatezza, la grazia e la tragedia. La sua attenzione è tutta verso i bambini, i più innocenti e i più puri tra gli esseri e per questo più vicini alla verità. Le vicende degli adulti vengono spesso viste con gli occhi dei più piccoli e ugualmente comprese, cosa che invece non accade ai grandi. Dialoghi senza una sbavatura, didascalie centellinate ma quando ci sono diventano dei veri e proprio strali che incidono la carne del lettore, impedendogli di allontanarsi dal personaggio, costringendolo a condividere tutto con lui. Per questo e per altro ancora, metto i Nove racconti tra i miei memorabili

    said on 

  • 5

    la perfezione nove volte

    la perfezione fatta racconto (nove volte), capolavoro assoluto della letteratura di tutti i tempi, manuale per aspiranti scrittori, altro che scuole di scrittura creativa!!!

    said on 

  • 3

    Io e Salinger

    Il mio rapporto con Salinger continua a non essere dei migliori.Certo,siamo lontani anni luce dalla mia personalissima stroncatura del giovane Holden. Qui la sua scrittura semplice mi piace,ma il live ...continue

    Il mio rapporto con Salinger continua a non essere dei migliori.Certo,siamo lontani anni luce dalla mia personalissima stroncatura del giovane Holden. Qui la sua scrittura semplice mi piace,ma il livello dei racconti non è,a mio parere, costantemente alto.
    "Un giorno ideale per i pescibana" è però fra i racconti più belli e strani mai letti.
    Nota di merito a "Bella bocca e occhi miei verdi".Bellissimo anche questo.

    said on 

  • 5

    That you will become way less concerned with what other people think of you when you realize how seldom they do.

    Nel lontano pianeta Krell e, curiosamente, pure nel continente perduto di Mu, un'atroce consuetudine talmente radicata che gli Arconti deliberarono come legge, regolava la vita di milioni di esseri. A ...continue

    Nel lontano pianeta Krell e, curiosamente, pure nel continente perduto di Mu, un'atroce consuetudine talmente radicata che gli Arconti deliberarono come legge, regolava la vita di milioni di esseri. A un certo punto della loro esistenza, dovevano muoversi per appartenere al regno Grande e compiere una certa azione, tanto indiscutibile quanto indispensabile che li avrebbe dovuti accogliere come uomini e dischiudere loro le opportune retributive sue delizie:
    uccidere un bambino.

    Terribile vero? Eppure questo, a tutta evidenza, è quello che spinse Salinger a fuggire, isolandosi per decenni. Fuggire l'ira degli Arconti perché nel momento supremo, a lui tremò la mano e lo risparmiò.

    Naturalmente il bambino è ognuno di noi, al passaggio verso l'adolescenza.
    I racconti, mai didascalici, sono visibilmente intrisi di autobiografia. Il potere salvifico della para-logica infantile (o il tormento infernale che colpisce chi ne intuisce la potenza sparita quindi irrecuperabile) è qui declinato con una chiarezza e una classe forse ineguagliate.

    Il bambino, in pittura, è un soggetto molto difficile. Fior di pittori, tecnicamente ineccepibili, già in grado di arruffianarsi una corte intiera dando grazie di Venere a ordinarie regine o erculeo leonidesco cipiglio a molli e vili regnanti, crollano restituendoci dei Gesù ritratti come vecchietti lisci o nani o adulti liofilizzati, ma non veri bambini. Sempre cadono sul cliché del bambino come "da meno" come "minore", quasi handicappato. In letteratura pare la stessa cosa, ma non per Salinger, cui riesce sempre l'arte di dar vita a un essere diverso, spesso nuovo.

    Non che li ami indipendentemente dalle loro qualità, la pestifera Blooper ad esempio, ma sono bambini, non ometti, non pupi o donnine.
    Perspicaci spugne di consapevolezza e desiderio - paralogici e giocosi, pieni di trovate.

    Come forse fu lui.

    Immagino la ferocia colla quale reagì quando scoprì - partì poco più che ventenne per la guerra - quali magnificenze gli spettavano per esser stato creduto capace d'aver ucciso un bambino e di quale himalayana truffa imputare la società per l'oscena richiesta. E dopo la guerra una corte dei miracoli di venditori d'auto usate, donnacce, mestatori, apprendisti stregoni o ipocriti spacciatori di polizze d'assicurazione contro il rischio vita per amori in saldo o speranze a tassametro.

    Forse sì forse fu un bimbo assai perspicace. Ma crebbe senza guscio. L'estrema capacità di rendere mondi e caratteri, quarantennali storie personali evocandole con pochi paragrafi, pochissimi racconti sono densi come questi, fa immaginare un essere che abbia assorbito terabyte di nozioni sui più diversi aspetti umani nei pochissimi anni in cui non si era ancora ritirato dal mondo. Evoca, e basta.

    Non si può avere un tale livello di assorbimento attraverso un guscio o un cranio o una cotica. Si deve deambulare senza vestiti, senza occhiali, senz'ossa e pelle, senza difese.
    Non si dura.

    Non scappò quindi, cercò solo di salvarsi. Non è vile chi non è in grado di esprimere coraggio perché gli mancano gli organi appositi.

    Si capisce Holden molto meglio, Holden è ritratto esattamente nel momento in cui solitamente ad un ragazzo si fa fretta perché sta scadendo il termine entro cui vibrare il colpo.

    Non desta meraviglia quindi che uno degli aspetti umani che più hanno turbato chi ne serba memoria, pochi ma non pochissimi, e che è molto probabilmente la sorgente del mito orientale della reincarnazione, la piccola morte dell'adolescenza per rinascere in seguito, come pupa e crisalide, abbia generato uno dei racconti.

    E si intende molto bene anche perché a tante persone colte, intelligenti, sensibili perspicaci e di mondo, questi racconti, al di la della palese maestrìa assoluta di scrittura, non dicano molto.

    Essi non serbano memoria; non sono quindi imputabili.

    Non fa onore a Bret Easton Ellis l'esultanza per la sua morte. Tanto più che anche adesso che l'ingombrantissimo concorrente è scomparso, non appare minimamente in grado d'insidiarne fama e ruolo. Serie differenti, campionati differenti, sport differenti.

    E si capiscono tante, moltissime altre cose, con questa porta oramai alle spalle.

    Colonna sonora:

    Enrico Rava Q. - New York Years
    Stefano Bollani Q. - Stone in the water
    Rolling Stones - Sticky fingers
    Rolling Stones - Exile on main street
    Vasco Rossi - Tracks 2cd
    Pino Daniele - Studio Collection
    Pino Daniele - Amore senza fine

    said on 

  • 4

    «Si ricorda di quella mela che Adamo mangiò nel giardino dell’Eden, di cui parla la Bibbia? – chiese. – Lo sa cosa c’era dentro quella mela? La logica. La logica e la mania intellettuale. Ecco cosa c’ ...continue

    «Si ricorda di quella mela che Adamo mangiò nel giardino dell’Eden, di cui parla la Bibbia? – chiese. – Lo sa cosa c’era dentro quella mela? La logica. La logica e la mania intellettuale. Ecco cosa c’era. Così, è questo il mio principio, se uno vuole vedere le cose come sono veramente, deve vomitarla, liberarsene.»

    said on 

  • 1

    a parte "giù col dinghy", sono tutti racconti totalmente trascurabili: nessuna utilità, nessuna sottotraccia, nessun interesse per i personaggi e per i loro problemi.

    otto volte no.

    said on 

  • 5

    Un giorno ideale per i pesci banana

    《 Sembrano dei pesci qualunque, quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una ...continue

    《 Sembrano dei pesci qualunque, quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la bellezza di settantotto banane 》

    “Un giorno ideale per i pesci banana” non è un racconto, “Un giorno ideale per i pesci banana” è il racconto. Dieci pagine (circa) in cui non succede apparentemente nulla, fino alla fine. O almeno a noi sembra che non accada nulla fino a che il finale non ci viene sbattuto in faccia così, lasciandoci attoniti. Il finale è annunciato eppure, ci sconvolge. Ed ecco che siamo lì, col libro in mano e dobbiamo chiuderlo per un’oretta buona, sconvolti. Col passare delle ore però il racconto si riverbera dentro di noi e ci tormenta, costringendoci a prendere in mano di nuovo il volume, rigorosamente bianco, per leggere nuovamente quelle pagine. Così iniziamo a cogliere in quell’insieme di fatti insignificanti, forse, e scollegati una serie di elementi: la superficialità della moglie evidente dal dialogo frammentato e dalla vacuità degli argomenti affrontati, il tagliar corto sul disagio del marito, che evidentemente non può comprendere. Un uomo che va farsi il bagno e si copre con l’accappatoio perché si sente sporco, sente che la guerra ha lasciato su di sé un segno indelebile, come un tatuaggio che tutti possono vedere. Una bambina, una storia all’apparenza innocente, ma che nasconde il senso ultimo del racconto. I pesci banana sono incastrati nella grotta, non riescono più a uscire. L’uomo non riesce più a uscire dalla guerra? Forse è la guerra che gli è entrata dentro, cresce e scalcia e non riesce più a uscire da lui. Era un giorno ideale per i pesci banana.
    Federica D'Angelantonio

    said on 

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