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Forte come la morte

By Guy de Maupassant

(214)

| Paperback | 9788811362173

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Book Description

Spettatore di una realtà banale e tragica ad un tempo, in cui ognuno è costretto a girare a vuoto in una piattezza che non consente più invenzioni, Maupassant la riversa nelle sue pagine senza sovrapporvi fronzoli letterari o riverberi di personali e Continue

Spettatore di una realtà banale e tragica ad un tempo, in cui ognuno è costretto a girare a vuoto in una piattezza che non consente più invenzioni, Maupassant la riversa nelle sue pagine senza sovrapporvi fronzoli letterari o riverberi di personali empatie. Storia 'semplice' e drammatica di un amore che sboccia inatteso e divora l'anima, "Forte come la morte" punta ad annullare ogni scarto tra la vita e il suo racconto, a suscitare - come ebbe a scrivere l'autore alla madre - "una visione della vita terribile, tenera e disperata insieme".

17 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    tre stelle e mezza

    Un Maupassant cupo e pessimista che riflette sul trascorrere inesorabile del tempo, con il suo corollario del decadimento fisico e sull'amore come disperato attaccamento alla vita da parte dello spirito, che a quel decadimento non vuole rassegnarsi. ...(continue)

    Un Maupassant cupo e pessimista che riflette sul trascorrere inesorabile del tempo, con il suo corollario del decadimento fisico e sull'amore come disperato attaccamento alla vita da parte dello spirito, che a quel decadimento non vuole rassegnarsi. L'amore, anzi "l'amour fou", visto come furibonda rivolta contro le inesorabili leggi della natura, una ribellione senza speranze, che conduce alla rapida e tragica consunzione del corpo e delle energie spirituali, ma comunque preferibile a una lenta e penosa decadenza.

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    IlRosso said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/06/12/forte-com… “Era inutile lottare, resistere, negare, egli l’amava con la disperata consapevolezza che non avrebbe avuto da lei neppure un poco di pietà, che essa avrebbe ignora ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/06/12/forte-com…

    “Era inutile lottare, resistere, negare, egli l’amava con la disperata consapevolezza che non avrebbe avuto da lei neppure un poco di pietà, che essa avrebbe ignorato sempre il suo atroce tormento, e che si sarebbe sposata con un altro. Per colpa di questo pensiero, che tornava incessantemente, impossibile da cacciare, era preso da una voglia animale di urlare come i cani legati, poiché si sentiva impotente, sottomesso, incatenato come loro. Sempre più si innervosiva continuando a pensare; camminava a grandi passi attraverso la vasta camera, illuminata come per una festa. Infine non potendo sopportare oltre il dolore di quella piaga riaccesa, volle cercare di placarlo con il ricordo dell’antico affetto, annegarlo nell’evocazione della prima grande passione. Nell’armadio dove era custodita, andò a prendere la copia che aveva fatto un tempo per sé del ritratto della contessa, la posò sul cavalletto, e sedutosi di fronte la contemplò. Tentava di rivederla, di ritrovarla viva, come al tempo del suo amore. Ma era sempre Annette che appariva sulla tela. La madre era scomparsa, svanita, lasciando al suo posto quell’altra figura che le assomigliava stranamente. Era la piccola, con i capelli un poco più chiari, il sorriso un poco più malizioso, un’aria un poco più irridente, ed egli aveva la esatta sensazione di appartenere anima e corpo a quella giovane creatura, come mai aveva appartenuto all’altra, proprio come una barca che affonda appartiene alle onde!”
    (Guy de Maupassant, “Forte come la morte”, ed. Garzanti)

    Pessimista per vocazione, ma al tempo stesso amante della vita, all’apparenza gaudente, e pure attraversato da angosce private che si riflettevano nei suoi scritti, Guy de Maupassant, morto a soli quarantatré anni, ha lasciato, tra le altre cose, una sterminata e sublime produzione di racconti, dai quali ho tratto diversi articoli, e sei romanzi. Di questi ultimi, ho apprezzato molto “Bel-Ami”, mentre “Una vita” non mi aveva colpito, anzi, a dirla tutta, mi aveva abbastanza annoiato. “Forte come la morte”, pubblicato a puntate nel 1889, quindi a pochi anni dalla morte dell’autore, prende il titolo da una frase contenuta nel “Cantico dei cantici”, la quale sostiene che “l’amore è forte come la morte”. Innanzitutto rilevo come questo romanzo mi sia piaciuto molto, sebbene resti convinto (ma non penso di essere originale nel pensarlo) che Maupassant abbia dato il meglio di sé nei suoi pregevoli racconti.
    Il romanzo, nel quale pure non sono risparmiate frecciate all’ipocrisia degli ambienti “alti” della Parigi fine Ottocento, è incentrato sul tema della disillusione amorosa legata alla decadenza psicofisica di un uomo che sente avvicinarsi la sua fine e che si accorge di aver ormai lasciato alle spalle tutto ciò che di meglio poteva offrirgli l’esistenza, sotto il profilo sentimentale. La natura malinconia e tragica dell’autore viene fuori da queste pagine, che pure non scadono quasi mai nel patetico e che si lasciano leggere con piacevolezza, nonostante (o grazie alla) la tristezza di fondo che ci accompagna lungo tutta la lettura.
    Oliver Bertin è un pittore, età imprecisata ma presumibilmente oltre i cinquanta, che ha avuto la gloria come artista, che ha dunque appagato il suo desiderio di piacere, e che da un decennio intrattiene una relazione con la contessa di Guilleroy, sposata con un amico dell’artista. In un capitolo rievocante il passato, Maupassant ci svela come e quando è nata quella storia passionale. Galeotto fu un ritratto, occasione d’incontro tra Oliver, che prima d’allora non era mai stato seriamente innamorato, e Any, la contessa, civettuola ma riservata, che vede in lui un qualcosa di estraneo rispetto ai personaggi che è solita incontrare nei salotti della Parigi “bene”. Il desiderio prevale sull’onta che potrebbe derivare alla donna da un’eventuale scoperta della tresca e l’amore tra i due sboccia. Passati gli anni, Oliver si rende conto che la donna, per lui, è diventata solo una sorta di conforto, con la quale egli tenta invano di dimenticare la sua condizione di solitario. Lei, infatti, “appartiene” pur sempre a un altro uomo, con il quale condivide gran parte delle giornate, e a lui, l’amante malinconico, resta la solitudine della sua stanza, nonché la sensazione di non poter più rivivere, con altre donne, ciò che ha provato con Any.
    Ma l’amore, appunto, è forte come la morte, e stravolge nuovamente il cuore di Oliver. Lo fa sotto le sembianze di Annette, la figlia di Any, tornata a Parigi dopo anni di esilio volontario presso la nonna, in campagna. L’apparizione di Annette risveglia il cuore di Oliver, ma lo fa in maniera subdola, quasi senza che egli se ne accorga. Giorno dopo giorno, a contatto con le due donne, il pittore rivede Any in Annette. Madre e figlia si somigliano in maniera impressionante, o per meglio dire, è la figlia a ricordare la giovane Any, quella che aveva saputo scaldare il cuore (e non solo) dell’uomo. In particolare, Annette somiglia in maniera impressionante al ritratto di Any, quello che Oliver aveva dipinto anni prima. Un miscuglio di esaltazione e malinconia turba l’uomo sempre più. È la sua antica fiamma, la donna più matura, a capire meglio di tutti cosa sta succedendo. È lei a spiegare all’uomo che quel ritorno di tenerezza improvvisa che egli sostiene essere dedicato a lei, in realtà è una proiezione. Lei sente che Oliver non sta più cercando lei, bensì lei e la figlia, perché è in quest’ultima, nella sua giovinezza, che egli può ritrovare la speranza. Ovvio che scatti, in lei, una gelosia pungente e difficile da gestire, perché riguardante la sua amata figlia.
    L’amore, a questo punto, da molla che muove gran parte dell’agire umano, diventa paralizzante, perché impedisce a Oliver, ossessionato dalla sua nuova idea fissa, cioè Annette, di pensare ad altro. L’impossibilità di quel nuovo amore, unito alla sofferenza che lo stesso genera nell’antica fiamma, diventa, per l’uomo, fonte di dolore, non più fonte di vita, bensì anticipo della morte.

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    Sisifo77 said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Maupassant dà tutto sè stesso in questo romanzo, una storia d'amore appassionata e struggente che tocca nel profondo il lettore.
    Le descrizioni dei due protagonisti e del sentimento che li lega indissolubilmente sono veramente eccezionali e curate ne ...(continue)

    Maupassant dà tutto sè stesso in questo romanzo, una storia d'amore appassionata e struggente che tocca nel profondo il lettore.
    Le descrizioni dei due protagonisti e del sentimento che li lega indissolubilmente sono veramente eccezionali e curate nei minimi dettagli. Il finale è a dir poco sublime.

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    Gandalf said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un bel romanzo. Pieno di malinconia e di disperazione. Storia di amore. Storia sull'invecchiamento e sui sentimenti che ne accompagnano la lenta consapevolezza nei protagonisti.

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    Giulio said on Jul 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non avevo letto niente di Guy, e mi è piaciuto tantissimo. Il suo stile è raffinato, il tema romantico gli si addice, è uno scrittore molto sensibile che sa cogliere tutte le sfumature dell'amore e il finale...bè è poesia allo stato puro!!!
    Da legger ...(continue)

    Non avevo letto niente di Guy, e mi è piaciuto tantissimo. Il suo stile è raffinato, il tema romantico gli si addice, è uno scrittore molto sensibile che sa cogliere tutte le sfumature dell'amore e il finale...bè è poesia allo stato puro!!!
    Da leggere!

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    Scate said on Jun 28, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Non auguro a nessuno l'Amore descritto da pagina 200 in poi...

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    DA said on Sep 22, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (214)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 278 Pages
  • ISBN-10: 8811362172
  • ISBN-13: 9788811362173
  • Publisher: Garzanti
  • Publish date: 2003-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others
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