Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders

Di

Editore: Fabbri

3.6
(2135)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 335 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Olandese

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ugo Dèttore

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Cofanetto , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ma vi sono tentazioni, cui non è dato all'umana natura di resistere

    La prima cosa che ho pensato leggendo questo libro è che Moll Flanders deve aver ispirato gli autori di Beautiful per il personaggio di Brooke.

    Moll Flanders è figlia di una donna condannata a morte. ...continua

    La prima cosa che ho pensato leggendo questo libro è che Moll Flanders deve aver ispirato gli autori di Beautiful per il personaggio di Brooke.

    Moll Flanders è figlia di una donna condannata a morte. La madre, ottenuta la grazia, viene deportata in America e Moll cresce a casa di una donna che si prende cura di bambini che non hanno una famiglia. Presa a ben volere da una nobildonna e dalle sue figlie, da adolescente va a vivere con loro come serva. La sua scaltrezza però le permette di imparare, osservando, le buone maniere, il ballo e il canto. La sua bellezza non passa inosservata, le figlie della nobildonna ne sono un po’ gelosa e i due figli maschi iniziano a corteggiarla. Purtroppo per lei, Moll è molto vanitosa e ambiziosa, cederà alle lusinghe di un fratello per sposarne poi un altro, abbandonata dal marito fuggirà con un altro uomo, avrà due figli e solo dopo scoprirà che quell'uomo in realtà è suo fratello. Non soddisfatta torna in Inghilterra continua a circuire uomini, viene condannata a morte dopo essere stata arrestata per furto, ottiene la grazia e deportata nelle piantagioni Americane.
    Una vita avventurosa la sua, da arrampicatrice sociale a prostituta, ladra, bugiarda, ammaliatrice. La storia va avanti e devo dire che mi sono divertita molto a leggere le peripezie di questa donna, pur non amandola molto.
    La scrittura è scorrevole, anche se alcuni passaggi in cui Moll in prima persona racconta le sue vicende li ho trovati noiosetti, ma per essere un romanzo del ‘700 non risente affatto del tempo passato.

    ha scritto il 

  • 5

    Moll Flanders è uno di quei libri che a metà anni ottanta si vedevano in giro per casa, se si aveva una sorella che faceva le superiori. Anch’io facevo le superiori, ma leggevo solo Asimov e King, più ...continua

    Moll Flanders è uno di quei libri che a metà anni ottanta si vedevano in giro per casa, se si aveva una sorella che faceva le superiori. Anch’io facevo le superiori, ma leggevo solo Asimov e King, più ovviamente Dune, perciò di quel libro avevo un’opinione pessima; opinione che non ho cambiato finché non mi sono deciso a leggerlo. Ho trovato il romanzo davvero ben fatto, e anche molto preciso nella descrizione della malavita inglese del Seicento — non solo di quella. Dopo molto tempo è stato bello, insomma, abbandonare gli sperimentalismi moderni e contemporanei per una sana, vecchia narrazione classica, condotta (sempre che non si abbia l’assurda convinzione che una narrazione lenta sia sinonimo di cattiva letteratura) da dio.
    L’intento di Defoe, che era innegabilmente un puritano, può anche essere stato quello di mostrare il declino morale di una donna della sua epoca per distoglierne altre dall’idea di intraprendere una vita peccaminosa, ma io ci vedo solo uno scrittore sinceramente interessato a quel tipo di vita e a tutte le sue implicazioni, e una donna che non ha rispettato le regole della società in cui viveva (una società in cui tra l’altro rubare un pezzo di stoffa ed essere beccati significava la morte), che cioè si è industriata per non essere una cameriera, una sguattera, una serva o una moglie sottomessa (questo era, più o meno, il massimo a cui poteva aspirare una donna del popolo, restando nei limiti della legalità) per il semplice motivo di volere un po’ di soldi in saccoccia, ossia una vita, e poi una vecchiaia, decenti.
    Questo mi ha fatto pensare alle molte recensioni che ho letto. Non sempre si sono dati voti negativi per il valore del romanzo in sé, ma per antipatia verso Moll Flanders. Un sacco di epiteti, che sono sì tutti veri ma hanno il difetto di essere completamente inutili, per descrivere il personaggio di un romanzo, e per giudicare il valore di un romanzo se è per questo. Ovvio che Moll Flanders era una prostituta, ovvio che non si è mai sinceramente pentita. Ovvio che si è spaventata solo quando pensava di morire. Non era una vera cristiana, eppure molte persone che la circondavano non lo erano più di lei. La moglie e le figlie del sindaco, per esempio. O il figlio del sindaco, che promette mari e monti a un’orfana diciottenne davvero ingenua, la fa innamorare di lui e poi, per evitare uno scandalo, la spinge a sposare il fratello minore. I commercianti. I garzoni e le cameriere che con le loro testimonianze mandano a morte la gente come se niente fosse. Si salvano in pochi.
    Forse il problema è che M. F. è una donna. Guardando le recensioni, sembra che la maggior parte dei voti negativi siano stati dati proprio da donne. M. F. è ogni cosa di cui la si accusa, e anche di più (a un certo punto, per derubarla, circuisce anche una bambina), ma c’è da dire che ho trovato le sue riflessioni perfettamente realistiche, e razionali le scuse con le quali cerca di giustificare le azioni di cui si macchia. È sempre convincente. Spinge il lettore a credere che se fa quel che fa è perché non ha scelta oppure perché l’idea di farlo è irresistibile. Tra l’altro, anche se può non sembrarlo, nel romanzo ci sono sempre pensieri suoi, non di Defoe. Defoe c’è solo nella prefazione. È per questo che le tante tirate moraleggianti dell’anziana M. F. sembrano tutte scuse: in effetti sta solo dicendo quello che la gente perbene, cioè quegli inglesi di fine Seicento che leggevano il libro e ci si divertivano, avrebbero voluto sentirsi dire da una delinquente pentita che avesse deciso di pubblicare le sue memorie.
    M. F. desiderava essere una signora. Forse, da un certo punto in avanti, ha solo desiderato essere la più grande ladra di Londra — il che è avvenuto. In ogni caso alla fine ce la fa, diventa una signora, imbrogliando, rubando, obbedendo solo a parole alla religione e alle convenzioni del tempo. Ne esce senza macchia. In altre parole la società che conta, e che l’aveva ripudiata, l’accetta incondizionatamente. E chissà quanti di loro si sono ritrovati in questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è proprio il genere di romanzo che adoro, dove il personaggio cresce, in senso letterale, attraverso le pagine del libro. Si segue tutta la vicenda di Moll Flanders dalla sua nascita alla sua m ...continua

    Questo è proprio il genere di romanzo che adoro, dove il personaggio cresce, in senso letterale, attraverso le pagine del libro. Si segue tutta la vicenda di Moll Flanders dalla sua nascita alla sua morte. E la si segue con l'onestà e la sincerità tipica del personaggio, a tratti anche ingenua. Moll esorta le donne a non farsi fregare, a darsi da fare, a essere oneste, soprattutto con se stesse. È anche un monito contro la vanità e l'avidità, che a volte possono caratterizzarci. Viva Moll!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    A me non è piaciuto, ero partita con entusiasmo, forte anche delle recensioni strapositive che avevo letto e sentito, ma superata la primissima parte relativa all'infanzia e alla giovinezza di Moll, f ...continua

    A me non è piaciuto, ero partita con entusiasmo, forte anche delle recensioni strapositive che avevo letto e sentito, ma superata la primissima parte relativa all'infanzia e alla giovinezza di Moll, fino a quando, per intenderci, viene sedotta dal fratello maggiore e poi sposa il minore....si cade nella noia, in pratica è solo la narrazione delle vicende questa donna che ne fa di cotte e di crude per arricchirsi a scapito dei poveri mariti che di volta in volta si imbattono in lei, non riesco proprio a vedermela come un'eroina ma solo come un'approfittatrice che a tratti mi ha anche infastidito non poco, ad esempio, quando partorisce figli da ogni marito avuto e poi li molla per continuare a proseguire i suoi bassi scopi.
    Oltre a questo secondo me la trama è terribilmente lenta, alla fine si tramuta addirittura nell'elenco dei furti, della roba che ha rubato e di come l'ha rubata. Ho fatto una fatica bestiale a finirlo.
    Insomma mi dispiace ma a me non ha lasciato nulla

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Puritano l'autore, picaresco e moralistico il testo

    Il racconto è fatto in prima persona e Defoe, giocoliere della penna, sembra investirsi talmente del carattere della narratrice-protagonista da indurre quasi il lettore a credere di trovarsi di fronte ...continua

    Il racconto è fatto in prima persona e Defoe, giocoliere della penna, sembra investirsi talmente del carattere della narratrice-protagonista da indurre quasi il lettore a credere di trovarsi di fronte a un'autentica autobiografia. Moll Flanders racconta le sue poco onorevoli avventure con tanta naturalezza e semplicità, con una così completa assenza di senso morale, malgrado le piccole prediche moralistiche introdotte qua e là per mitigare lo sdegno del lettore ed esprimere, in qualche modo, le considerazioni personali dell'autore, con un tale tono e di aderenza ai fatti, da balzar viva agli occhi del lettore, in tutta la colorita e sfrontata amoralità di un'autentica ladra e prostituta che, ravvedutasi per metà, provveda ora a raccontare, con un po' di vergogna e molta innocente vanteria, le mirabolanti avventure di una vita travagliata. In contrasto con il tono quasi distratto con cui sono narrati i suoi amori, con il supremo disinteresse con il quale Moll narra di aver messo al mondo e sistemato in qualche modo un figlio dopo l'altro, le imprese ladresche e truffaldine sono narrate con una straordinaria e quasi tecnica dovizia di particolari. Molte di queste imprese sono improntate a un cinismo ripugnante ; ma l'indignazione è lasciata al lettore: il tono del racconto non varia, sia che si tratti della truffa ai danni di un ubriacone che si trascina in una camera di una locanda l'ormai vecchia ladruncola, sia che si tratti del furto compiuto ai danni di una povera vedova che cerca di salvare qualche oggetto dalla sua casa in fiamme. Mola è dunque un mostro? No, Defoe è troppo abile e geniale per supporre che la storia di un mostro possa interessare i suoi lettori: Moll è una persona vera, e come le persone vere ha talvolta sprazzi di bontà e senso morale. Ma la passione predominante nella vita di Moll Flanders è quella dell'accumular denaro. Defoe ci apre sotto gli occhi il libro mastro della contabilità di una ladra: questo colpo mi ha fruttato tanto, quello è stato poco proficuo, quell'altro ancora ha avuto un risultato mediocre. Anche le sue avventure matrimoniali si traducono tutte in soldoni. Avida, ma non ingenerosa, la ladra sacrificherà però buona parte delle sue mal acquistate ricchezze per salvare dalla forca e portare con sé nella deportazione delle colonie americane uno dei suoi mariti, fortunosamente ritrovato in prigione. Intorno alla protagonista si muovono figure altrettanto verosimili e convincenti, come la mezzana levatrice manutengola che Moll chiama affettuosamente "la mia governante", i mariti un po' gonzi e un po' imbroglioni che Moll prende e lascia con sublime indifferenza, i compagni di ladrocinio, le avventure alle quali Moll si affianca e alle quali l'accomuna la ricerca affannosa di espedienti per mantenersi e sfuggire alla miseria. Questo mondo di avventuriere, di ladri, di marinai in cerca d'imbarco, di deportati alle colonie che finiscono col costruirsi una nuova vita dignitosa nelle terre del nuovo mondo è caratteristico dell'Inghilterra dello scorcio del Seicento, così pieno di fermenti e di avventure, e lascia intravedere alcuni di quei caratteri di coraggio, di abilità, di indomita elasticità che sono caratteristici di un popolo in avventurosa ascesa. Una prosa azzardata, un romanzo deciso, spietato, attendibile, convincente, persuasivo, plausibile, vitale. Defoe infatti consegna alla stampa un'opera in cui preferisce evitare l'analisi psicologica e le recondite ragioni dell'agire dei personaggi preferendo di gran lunga l'aspetto pratico dell'esistenza in cui è del tutto assente ogni traccia di moralità.

    ha scritto il 

  • 4

    Indecisa sul giudizio del libro..

    Erano altri tempi e forse non c'era questa grossa sensibilità rivolta all'infanzia. Non sono riuscita a capire se avrei dovuto provare ribrezzo o ammirazione verso questa donna che vuole essere una si ...continua

    Erano altri tempi e forse non c'era questa grossa sensibilità rivolta all'infanzia. Non sono riuscita a capire se avrei dovuto provare ribrezzo o ammirazione verso questa donna che vuole essere una signora, cioè indipendente. Quando ha le possibilità effettive di fare lavori di sartoria o comunque onesti e mantenere un po' i figli li abbandona e va a sedurre uomini e a cercare altri problemi. Infine nelle ultime pagine si trasforma in una vecchietta pentita.Non è convincente. Si pente in punto di morte e la sua penitenza non mi sembra così reale, mi sembra solo legata alla paura di morire come una persona disonesta.

    ha scritto il 

  • 3

    Succedono un sacco di cose, ma sono descritte tutte come se fossero la lista della spesa, così non si crea nessuna empatia con i personaggi, assolutamente sciapi e monodimensionali e le vicende, bench ...continua

    Succedono un sacco di cose, ma sono descritte tutte come se fossero la lista della spesa, così non si crea nessuna empatia con i personaggi, assolutamente sciapi e monodimensionali e le vicende, benché spesso eclatanti, non suscitano nessuna curiosità. Una noia mortale, non c'è la facevo più.

    ha scritto il 

  • 2

    ....

    ...grandissima delusione...pensavo che Moll flanders stesse a Defoe come Isabel Archer sta a Henry James..invece incappo in un personaggio insulso, antipatico che ha lo spessore psicologico di un fiam ...continua

    ...grandissima delusione...pensavo che Moll flanders stesse a Defoe come Isabel Archer sta a Henry James..invece incappo in un personaggio insulso, antipatico che ha lo spessore psicologico di un fiammifero.
    altro che femminista ante litteram...Moll Flanders è una donna che non determina quasi mai il proprio destino ma che piuttosto si lascia travolgere dagli eventi. una che in buona sostanza voleva solo fare un buon matrimonio e che si ritrova col culo per terra.
    l'unico pregio del libro è la scorrevolezza, ma anche stilisticamente lascia molto a desiderare.

    ha scritto il 

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