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Forty Words for Sorrow

By

Publisher: Seal Books

3.6
(48)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish

Isbn-10: 0770428738 | Isbn-13: 9780770428730 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Audio Cassette , Hardcover , Others

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Book Description
The first in a series of spine-chilling thrillers featuring Detective John Cardinal and enjoying international raves!

When four teenagers go missing in the small northern town of Algonquin Bay, the extensive police investigation comes up empty. Everyone is ready to give up except Detective John Cardinal, an all-too-human loner whose persistence only serves to get him removed from Homicide. Haunted by a criminal secret in his own past, and hounded by a special investigation into corruption on the force, Cardinal is on the brink of losing his career — and his family.

Then the mutilated body of thirteen-year-old Katie Pine is pulled out of an abandoned mineshaft. And only Cardinal is willing to consider the horrific truth: that this quiet town is home to the most vicious of serial killers. With the media, the provincial police and his own department questioning his every move, Cardinal follows increasingly tenuous threads towards the unthinkable. Time isn't only running out for him, but for another young victim, tied up in a basement wondering how and when his captors will kill him.

Evoking the Canadian winter and the hearts of the killers and cops in icily realistic prose, Giles Blunt has produced a masterful crime novel.

• Winner of the British Crime Writers Association's Macallan Silver Dagger for Fiction
• Shortlisted for the Arthur Ellis Award
• Hardcover has been published in the US and UK to stellar reviews
Sorting by
  • 3

    Giallo credibile sullo sfondo del Grande Nord canadese

    Algonquin Bay, Ontario. Una ragazzina è trovata uccisa, il corpo imprigionato in un blocco di ghiaccio, nella miniera abbandonata di una piccola isola lacustre. Non è la sola: il cadavere seviziato di ...continue

    Algonquin Bay, Ontario. Una ragazzina è trovata uccisa, il corpo imprigionato in un blocco di ghiaccio, nella miniera abbandonata di una piccola isola lacustre. Non è la sola: il cadavere seviziato di un adolescente è scoperto nel seminterrato di una casa abbandonata, e altri due ragazzi sono scomparsi nel nulla. Gli investigatori John Cardinal e Lisa Delorme indagano: un serial killer si nasconde tra gli abitanti della tranquilla cittadina. Il tempo stringe: presto potrebbe esserci una nuova vittima. Interessante la descrizione della mentalità di un serial killer: succube o guida, vittima di un’infanzia problematica, figura di basso profilo sociale, si esalta e prova un piacere quasi fisico nel dolore e nel terrore altrui, vendicandosi di una società che lo disprezza e che odia nella sua globalità. I poliziotti di Blunt sono personaggi realistici, hanno sentimenti, interessi, debolezze comuni a tutti, senza diventare x questo figure caricaturali. Non giungono al colpevole attraverso geniali intuizioni, coraggio sovrumano e straordinarie prestazioni atletiche, ma tramite un percorso di ragionamento logico e raccolta delle prove. Forse è piuttosto sommaria la descrizione dei personaggi secondari. Lo stile scorrevole rende piacevole la lettura. L’ambientazione nel Grande Nord canadese m’intriga personalmente. Algonquin Bay non è una cittadina immaginaria come dice il risvolto di copertina, è North Bay appena camuffata. Il grande freddo è qui protagonista, e non solo comprimario.

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  • 4

    «Non hai mai capito, vero? Quello che non capisci - e come potresti? - quello che non puoi capire è che, per quanto sia pesante per te occuparti di me, dovermi sorvegliare come una bambina, doverti pr ...continue

    «Non hai mai capito, vero? Quello che non capisci - e come potresti? - quello che non puoi capire è che, per quanto sia pesante per te occuparti di me, dovermi sorvegliare come una bambina, doverti preoccupare di ospedali e incidenti e dove sarà finita questa volta... per quanto tutto questo possa essere gravoso, penso che lo sia di gran lunga di più essere la persona che viene sempre assistita. Essere quella che rappresenta un fardello. Sapere di essere una perdita secca, per così dire.»
    «Oh, Catherine...»
    «Quindi, vedi, il fatto che tu abbia commesso un'azione sbagliata, molto grave, che tu abbia messo a repentaglio tutta la nostra vita, è... be', sto facendo un lungo giro di parole solo per dirti che è piacevole sentirsi necessaria. Avere la possibilità di essere la più forte, tanto per cambiare.»

    said on 

  • 4

    Molto buono. Un poliziesco strutturato, articolato e, mi sembra, profetico nella definizione dei personaggi e dei loro delitti. Nel senso che alcuni fatti narrati (2000) sono quanto mai attuali. ...continue

    Molto buono. Un poliziesco strutturato, articolato e, mi sembra, profetico nella definizione dei personaggi e dei loro delitti. Nel senso che alcuni fatti narrati (2000) sono quanto mai attuali.

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  • 4

    Blunt sà scrivere,a mio modesto parere ha una prosa veloce scorrevole e adeguatamente descrittiva,scrivendo in terza persona riesce cmq ad infondere una giusta struttura psicologica ai suoi personaggi ...continue

    Blunt sà scrivere,a mio modesto parere ha una prosa veloce scorrevole e adeguatamente descrittiva,scrivendo in terza persona riesce cmq ad infondere una giusta struttura psicologica ai suoi personaggi ... anche ai comprimari ... la trama regge ottimamente e pur non avendo colpi di scena sensazionali tiene alto l'interesse soprattutto grazie alla splendida (almeno per me) caratterizzazione del male che qui viene descritto con una semplicità veramente allarmante nella sua forma peggiore : Blunt non si perde mai in situazioni scabrose,ma la quasi tranquillità con cui descrive le parti crudeli del libro risalta ancor di più le atrocità commesse.Interessante la figura di John Cardinal che oltre a dover risolvere il caso deve anche fare i conti con il suo passato ed il suo presente.
    In definitiva è stata un'ottima lettura e la consiglio.

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  • 3

    Non stupisce leggere tra le note biografiche dello scrittore Giles Blunt della sua partecipazione in veste di sceneggiatore per diverse serie televisive americane. Non stupisce perché il thriller Quar ...continue

    Non stupisce leggere tra le note biografiche dello scrittore Giles Blunt della sua partecipazione in veste di sceneggiatore per diverse serie televisive americane. Non stupisce perché il thriller Quaranta modi per dire dolore per impianto dei dialoghi e descrizione delle scene deve molto al mondo del cinema e della televisione. In un susseguirsi di vicende ampiamente prevedibili, si dipana una storia ben scritta che riesce sì ad affascinare grazie alle atmosfere plumbee e gelide dell'inverno canadese ma che manca di organicità e presenta qualche buco narrativo di troppo per innalzarsi al di sopra della sufficienza.

    said on 

  • 4

    Ma.. Ma.. E' il mio amato Canada?! ç___ç
    Ho comprato il libro a scatola chiusa, senza leggere nemmeno la trama.. E che sorpresona!! :DMi sento estremamente realizzata :D
    Algonnquin Bay in febbraio è ...continue

    Ma.. Ma.. E' il mio amato Canada?! ç___ç
    Ho comprato il libro a scatola chiusa, senza leggere nemmeno la trama.. E che sorpresona!! :DMi sento estremamente realizzata :D
    Algonnquin Bay in febbraio è la definizione stessa dell'inverno: sepolta sotto la neve, immersa nel silenzio e molto, molto fredda. Aaah! Che ricordi, i meno trenta gradi ç_ç
    Ma bando alle ciance! E bravo Giles Blunt.. Ci sei proprio piaciuto! Un thriller degno di questo nome -anche se a volte la narrazione un pochino si perde- e un'ambientazione fantastica.
    Ti fa venire voglia di andare avanti per capire, più che scoprire l'assassino: ci è infatti noto a metà libro questo.. Ma il perché.. Beh, è necessario leggerlo tutto :D
    Sarebbero anche quattro stelle e mezza, in realtà: sicuramente guadagna punti extra per il fatto che è ambientato vicino Toronto.. :D

    Don (Diminutivo di Adonis) Dyson, non era un adone. L'unico aspetto che il sergente Don Dyson aveva in comune con le statue di Adone esposte nei musei era un cuore gelido come il marmo. (Pag24)

    Si dice che gli eschimesi conoscano quaranta parole per indicare la neve. Chi se ne importa della neve, pensò Cardinal in quel momento; quello che serve davvero alla gente sono quaranta modi per dire dolore. Sofferenza. Crepacuore. Desolazione. Non erano sufficienti, non per quella madre rimasta senza figli in una casa vuota. (Pag 47)

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