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Fosca

Di

Editore: Mondadori (Oscar Classici 138)

3.8
(804)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 183 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese

Isbn-10: 880431687X | Isbn-13: 9788804316879 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Gilberto Finzi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Anche nell'ottocento gli uomini preferivano le bionde e poi sposavano le brune.
    Con la differenza che le brune non le sposavano perché nel frattempo ci restavano secche.
    Ma le bionde sempre un po' stronze erano, ecco.

    ha scritto il 

  • 0

    Ed è in questo libro che scoprirete (se non lo sapete già) che cosa significa il termine Vampirismo!

    Io sono del parere che la Scapigliatura e soprattutto gli scapigliati siano stati ingiustamente snobbati da parte della critica e dell'elite di intellettuali della seconda metà dell'ottocento. Persino ora nel 2014 a mala pena si citano nel programma di lettere. Si parla molto e molto poco di ques ...continua

    Io sono del parere che la Scapigliatura e soprattutto gli scapigliati siano stati ingiustamente snobbati da parte della critica e dell'elite di intellettuali della seconda metà dell'ottocento. Persino ora nel 2014 a mala pena si citano nel programma di lettere. Si parla molto e molto poco di questo movimento letterario e artistico. Le ragioni di questa indifferenza sono tante, ma la prima è che gli scapigliati venivano accusati dai loro contemporanei e dai nostri critici tutt'ora ,di non essere degli scrittori molto bravi e di non essere tanto originali; per quanto riguarda la prima parte dell'accusa non posso essere del tutto in disaccordo, la maggior parte degli scapigliati che si è dato alla scrittura presenta i propri romanzi con uno stile confuso e periodi lunghissimi si alternano a frasi secche lasciate li come per caso. La seconda parte dell'accusa, vale a dire quella riguardante la poca originalità, ecco in questo caso avrei qualcosa da ridire e lo farei proprio partendo da questo libro, che pur non essendo un Capolavoro con la "c" maiuscola, è senza dubbio un romanzo originale e incredibile per i temi trattati e per la trama. Non conosco nessun autore che prima di lui abbia parlato in maniera così chiara di quello che alcuni psicologi oggi chiamano: " vampirismo ossessivo paranoide". Straordinario! Prima ancora di Freud e delle sue teorie! Ha anticipato i tempi! In questo piccolo ma grande romanzo Tarchetti ci presenta una storia tragica, tragicissima e riesce a renderla verosimile proprio grazie al personaggio più esagerato: Fosca! Il "vampiro".
    Signori miei...altro che Twilight e c...e varie di vapiri succhia sangue! I vampiri se vogliamo proprio che esistano, hanno le sembianze,il carattere e l'isteria di Fosca, una Carmilla decisamente più realistica (e più orrenda) non vi pare?

    ha scritto il 

  • 0

    Ad alta voce, legge compunto Alberto Rossatti, e fa rimpiangere la possibile lettura ironica di un Paolo Poli. Scritto all'epoca in cui le donne morivano di isteria, l'ho finito con piacere (piacere di averlo finito).

    ha scritto il 

  • 3

    Con uno stile narrativo che spesso si inceppa, tossisce e rantola, che insomma è un po' malato, come l'eroina del romanzo, Tarchetti ci narra la vicenda tragica di Giorgio costretto da una parte ad amare per compassione la bruttissima e malata Fosca, ma sinceramente innamorato della vitale Clara. ...continua

    Con uno stile narrativo che spesso si inceppa, tossisce e rantola, che insomma è un po' malato, come l'eroina del romanzo, Tarchetti ci narra la vicenda tragica di Giorgio costretto da una parte ad amare per compassione la bruttissima e malata Fosca, ma sinceramente innamorato della vitale Clara. Già dai nomi delle due donne si percepisce il significato di fondo: la lotta tra Buio e Luce, tra Thanatos e Eros. Una lotta che è chiaramente interiore all'autore, perché il dualismo in questione non va combattuto, ma accettato come parte integrante della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    La scuola alle volte ci inganna e ha ragione chi ritiene che non si debba raccontare la storia della letteratura, ma fare leggere i libri.
    Solo per fare un esempio, nessuno dice mai che Fosca non è solo una donna dalla bruttezza eccezionale, ma anche una donna dalla notevole intelligenza, c ...continua

    La scuola alle volte ci inganna e ha ragione chi ritiene che non si debba raccontare la storia della letteratura, ma fare leggere i libri.
    Solo per fare un esempio, nessuno dice mai che Fosca non è solo una donna dalla bruttezza eccezionale, ma anche una donna dalla notevole intelligenza, che Clara è un po', anzi molto, sbiadita e che Giorgio, il protagonista del romanzo, è decisamente insulso e insopportabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo emblema della letteratura scapigliata, Fosca (1869), letto oggi e spogliato dagli aspetti decadenti ed estenuati, colpisce per tutti gli elementi rivoluzionari e anticipatori:
    Fosca, dark lady per eccellenza, ha il fascino pericoloso dell'anoressica (la sua eccessiva magrezza è ciò ...continua

    Romanzo emblema della letteratura scapigliata, Fosca (1869), letto oggi e spogliato dagli aspetti decadenti ed estenuati, colpisce per tutti gli elementi rivoluzionari e anticipatori:
    Fosca, dark lady per eccellenza, ha il fascino pericoloso dell'anoressica (la sua eccessiva magrezza è ciò che rende la semplice bruttezza una bruttezza spaventosa: come cambiano i tempi!); Fosca è una vampira (pallida, esangue, emaciata) ma è anche una donna emancipata: è lei a dichiararsi, è lei a fare della sua passione un imperativo assoluto, senza preoccuparsi minimamente del giudizio sociale; Fosca è una vorace lettrice, intelligente, colta, raffinata (qui sta il segreto del suo pur ambiguo fascino). Eroina romantica o post-romantica, dunque, ma anche estremamente attuale e tuttora pericolosamente affascinante.
    Insomma: lo stretto (fatale) legame tra Eros e Thanatos viene messo in scena da Tarchetti ben prima delle analisi freudiane (ma già Baudelaire affonda la sua penna di poeta nel marasma dell'inconscio...).
    E che dire della bionda, florida, botticelliana Clara, dichiaratamente donna-angelo e madre? Non è soltanto una figura stereotipo dell'immaginario maschile . Anzi. E' adultera senza l'ombra di un senso di colpa; vive pienamente la sua passione per Giorgio (ah, a proposito: il narratore-protagonista sarebbe lui, il povero Giorgio...) e poi, quando lei decide, semplicemente la conclude.
    E' l'Italia post-unitaria, con problemi enormi e inenarrabili. Appunto: gli Scapigliati rifuggono l'esempio di Manzoni e decidono di raccontare altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-54439876-84ea-4c4c-b96c-0ac41c6fea6c.html?refresh_ce
    Bel fumettone, anzi, come lo definiva qualcuno, un bel fotoromanzo: grandi passioni letali in atmosfera ottocentesca. Però si ascolta con piacere e si segue bene. Certo, povere ...continua

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-54439876-84ea-4c4c-b96c-0ac41c6fea6c.html?refresh_ce
    Bel fumettone, anzi, come lo definiva qualcuno, un bel fotoromanzo: grandi passioni letali in atmosfera ottocentesca. Però si ascolta con piacere e si segue bene. Certo, povere donne che per ottenere un po' di affetto e di considerazione si devono far venire tutte le malattie psicosomatiche possibili e immaginabili!
    Bravo il lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Tanto ricordo con piacere i "Racconti fantastici" di Iginio (Tarchetti, non il mio caro amico), quanto poco sono riuscito ad apprezzarne "Fosca". Sempre di Iginio (e sempre Tarchetti). Che poi il *middle name* Ugo pare se lo fosse aggiunto da sé, per venerazione per il suo verosimigliante Foscolo ...continua

    Tanto ricordo con piacere i "Racconti fantastici" di Iginio (Tarchetti, non il mio caro amico), quanto poco sono riuscito ad apprezzarne "Fosca". Sempre di Iginio (e sempre Tarchetti). Che poi il *middle name* Ugo pare se lo fosse aggiunto da sé, per venerazione per il suo verosimigliante Foscolo.
    Romanzo non costruito benissimo con luoghi e figure comuni, con tocco di irrealtà anziché surrealtà, ma soprattutto incompleto - causa morte dell'Autore, ancora nella Sua prima ventina d'anni,

    ha scritto il 

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