Fosca

Di

Editore: Mondadori (Oscar Classici 138)

3.8
(854)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 183 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese

Isbn-10: 880431687X | Isbn-13: 9788804316879 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Gilberto Finzi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Vi siete mai innamorati di una brutta?

    Signori miei, non vi lamentate dello stile, perché siamo nell'Ottocento e così si parlava di amore.
    Vi siete mai innamorati di una persona brutta ma che riesce a catturare la vostra attenzione, a rima ...continua

    Signori miei, non vi lamentate dello stile, perché siamo nell'Ottocento e così si parlava di amore.
    Vi siete mai innamorati di una persona brutta ma che riesce a catturare la vostra attenzione, a rimanervi in testa nel bene o nel male? Ecco, questa è la peculiarità di questo romanzo. E poi che è più brutto, l'aspetto di Fosca, la sua vita oppure quella di Giorgio? O forse quella di Clara, che è pietosa?

    ha scritto il 

  • 4

    Solipsismo, egotismo e vampirismo

    L’io narrante, in apertura di romanzo, non pare scrivere per un pubblico (nonostante l’autore si sia premurato di inserire l’infingimento - molto manzonesco - del manoscritto) ma solo per se stesso. L ...continua

    L’io narrante, in apertura di romanzo, non pare scrivere per un pubblico (nonostante l’autore si sia premurato di inserire l’infingimento - molto manzonesco - del manoscritto) ma solo per se stesso. Le pagine del diario e le lettere intercalate sono gelosamente custodite, come un possesso segreto. Questo avviene non tanto per amor di realismo quanto per l’impellenza di una impostazione negativa che governa tutta l’architettura dell’opera. Tarchetti sembra dirci che Giorgio ha scritto queste pagine solo e soltanto per sé: in una sorta di rinnovellato secretum, tra l’altro risultato di molti giorni - altrimenti vuoti - di ritiro dal mondo. Tuttavia, al contempo, si affastellano dichiarazioni programmatiche che ci permettono di comprendere quanto, attraverso determinate strategie, l’autore cerchi di coinvolgere il proprio pubblico. Potremmo teorizzare in questi termini: tanto Giorgio si chiude in se stesso, tanto Iginio Ugo inserisce clausole e reticenze («Sarebbe inutile riandare sugli anni che hanno preceduto gli avvenimenti che sto per raccontare», «rinuncio a descrivere», «le pagine che ometto» ecc) che dialogano col lettore e lo invogliano a proseguire nella lettura, a cercare di scandagliare le pieghe più ombrose dei personaggi, a captare i palpiti di queste anime tormentate e seminascoste da cumuli di pre-novecentesca nevrosi.
    Giorgio abusa del proprio io, si trincera in se stesso, parla con se stesso, scrive per stesso, sfiorando pericolosamente l’egomania, per un motivo semplicissimo - è quasi un riflesso condizionato, un automatismo pavloviano - : vuole riguadagnare la propria identità che gli è stata, lentamente, inesorabilmente, vampirescamente succiata dalla spaventosa Fosca. L’ego morboso della malata, cadaverica, isterica donna grandeggia, lievita, fagocita quello di Giorgio, che si fiacca e indebolisce quasi irreparabilmente. Solo le conseguenze di una serie di gesti estremi porranno una provvisoria fine alla aegritudo animis e alle conseguenti somatizzazioni.

    P. S. Sconsiglio l’edizione Oscar Mondadori perché sembra piena di refusi.
    P.P.S. La prima parte della recensione consiste in un’assimilazione personale di quanto letto in G. Rosa, La narrativa degli Scapigliati, Roma-Bari, Laterza, 1997, disponibile anche in edizione elettronica al seguente indirizzo: http://www.liberliber.it/mediateca/libri/r/rosa/la_narrativa_degli_scapigliati/pdf/rosa_la_narrativa_degli_scapigliati.pdf

    ha scritto il 

  • 2

    La quarta di copertina mi aveva intrigato per l'originalitá del tema trattato: l'amore per una donna brutta, anzi bruttissima (ma affascinante).
    Ma poi la lettura non si é rivelata cosí appassionante, ...continua

    La quarta di copertina mi aveva intrigato per l'originalitá del tema trattato: l'amore per una donna brutta, anzi bruttissima (ma affascinante).
    Ma poi la lettura non si é rivelata cosí appassionante, anche perché di relazioni tra persone non ho trovato traccia.
    C'é solo il conflitto interiore dell'autore, attratto da un lato dalle gioie della vita (Clara) e dall'altro dalla paura ossessiva della malattia e della morte.
    Il personaggio di Fosca non ha altro fascino che il suo aspetto lugubre e cupo, non viene sviluppata, a mio avviso, nessuna qualitá e nessun episodio che possa renderla affascinante come donna, capace di creare un vero abisso in cui far precipitare il lettore.
    Anche Clara é un personaggio piatto, ma almeno alla fine é capace di un atto coraggioso, egoista e molto concreto, che ne evidenzia il profilo terreno, carnale e giocoso. Fosca invece é solo la paura della tomba, l'ossessione irrazionale della vanitá del tutto, ma nell'ambito della letteratura romantica e gotica credo si possano trovare esempi migliori di personaggi lugubri ma che intrigano.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il sole, i fiori e ogni genere di malattia

    Possibile che non ne avessi mai sentito parlare? Ho trovato questo classico per caso, incredibilmente poco pubblicizzato rispetto, poi, ad altri classici molto meno meritevoli.
    L'ottima valutazione ch ...continua

    Possibile che non ne avessi mai sentito parlare? Ho trovato questo classico per caso, incredibilmente poco pubblicizzato rispetto, poi, ad altri classici molto meno meritevoli.
    L'ottima valutazione che ne do probabilmente è molto personale, ma questo romanzo si avvicina molto a ciò che cerco spesso nei personaggi che amo. Mi piacciono le persone tormentate, leggere del male di vivere e di amare, di chi si convince di vivere nella malattia e che da una condizione mentale costringe il suo corpo e chi lo circonda ad ammalarsi.
    Leggere di persone belle, ricche e stupidamente felici mi annoia.
    Fosca è brutta, sola e, da come afferma uno dei suoi dottori, affetta da tutte le malattie possibili, eppure nessuna mortale.
    Giorgio è bello, giovane e innamorato di una donna bella e insipida. Fosca lo trascinerà nella sua malattia fino a non fargli più distinguere tra la vita e la discesa nella tomba. Malato e bellissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Anche nell'ottocento gli uomini preferivano le bionde e poi sposavano le brune.
    Con la differenza che le brune non le sposavano perché nel frattempo ci restavano secche.
    Ma le bionde sempre un po' str ...continua

    Anche nell'ottocento gli uomini preferivano le bionde e poi sposavano le brune.
    Con la differenza che le brune non le sposavano perché nel frattempo ci restavano secche.
    Ma le bionde sempre un po' stronze erano, ecco.

    ha scritto il 

  • 0

    Ed è in questo libro che scoprirete (se non lo sapete già) che cosa significa il termine Vampirismo!

    Io sono del parere che la Scapigliatura e soprattutto gli scapigliati siano stati ingiustamente snobbati da parte della critica e dell'elite di intellettuali della seconda metà dell'ottocento. Persino ...continua

    Io sono del parere che la Scapigliatura e soprattutto gli scapigliati siano stati ingiustamente snobbati da parte della critica e dell'elite di intellettuali della seconda metà dell'ottocento. Persino ora nel 2014 a mala pena si citano nel programma di lettere. Si parla molto e molto poco di questo movimento letterario e artistico. Le ragioni di questa indifferenza sono tante, ma la prima è che gli scapigliati venivano accusati dai loro contemporanei e dai nostri critici tutt'ora ,di non essere degli scrittori molto bravi e di non essere tanto originali; per quanto riguarda la prima parte dell'accusa non posso essere del tutto in disaccordo, la maggior parte degli scapigliati che si è dato alla scrittura presenta i propri romanzi con uno stile confuso e periodi lunghissimi si alternano a frasi secche lasciate li come per caso. La seconda parte dell'accusa, vale a dire quella riguardante la poca originalità, ecco in questo caso avrei qualcosa da ridire e lo farei proprio partendo da questo libro, che pur non essendo un Capolavoro con la "c" maiuscola, è senza dubbio un romanzo originale e incredibile per i temi trattati e per la trama. Non conosco nessun autore che prima di lui abbia parlato in maniera così chiara di quello che alcuni psicologi oggi chiamano: " vampirismo ossessivo paranoide". Straordinario! Prima ancora di Freud e delle sue teorie! Ha anticipato i tempi! In questo piccolo ma grande romanzo Tarchetti ci presenta una storia tragica, tragicissima e riesce a renderla verosimile proprio grazie al personaggio più esagerato: Fosca! Il "vampiro".
    Signori miei...altro che Twilight e c...e varie di vapiri succhia sangue! I vampiri se vogliamo proprio che esistano, hanno le sembianze,il carattere e l'isteria di Fosca, una Carmilla decisamente più realistica (e più orrenda) non vi pare?

    ha scritto il 

  • 0

    Ad alta voce, legge compunto Alberto Rossatti, e fa rimpiangere la possibile lettura ironica di un Paolo Poli. Scritto all'epoca in cui le donne morivano di isteria, l'ho finito con piacere (piacere d ...continua

    Ad alta voce, legge compunto Alberto Rossatti, e fa rimpiangere la possibile lettura ironica di un Paolo Poli. Scritto all'epoca in cui le donne morivano di isteria, l'ho finito con piacere (piacere di averlo finito).

    ha scritto il 

  • 3

    Con uno stile narrativo che spesso si inceppa, tossisce e rantola, che insomma è un po' malato, come l'eroina del romanzo, Tarchetti ci narra la vicenda tragica di Giorgio costretto da una parte ad am ...continua

    Con uno stile narrativo che spesso si inceppa, tossisce e rantola, che insomma è un po' malato, come l'eroina del romanzo, Tarchetti ci narra la vicenda tragica di Giorgio costretto da una parte ad amare per compassione la bruttissima e malata Fosca, ma sinceramente innamorato della vitale Clara. Già dai nomi delle due donne si percepisce il significato di fondo: la lotta tra Buio e Luce, tra Thanatos e Eros. Una lotta che è chiaramente interiore all'autore, perché il dualismo in questione non va combattuto, ma accettato come parte integrante della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    La scuola alle volte ci inganna e ha ragione chi ritiene che non si debba raccontare la storia della letteratura, ma fare leggere i libri.
    Solo per fare un esempio, nessuno dice mai che Fosca non è so ...continua

    La scuola alle volte ci inganna e ha ragione chi ritiene che non si debba raccontare la storia della letteratura, ma fare leggere i libri.
    Solo per fare un esempio, nessuno dice mai che Fosca non è solo una donna dalla bruttezza eccezionale, ma anche una donna dalla notevole intelligenza, che Clara è un po', anzi molto, sbiadita e che Giorgio, il protagonista del romanzo, è decisamente insulso e insopportabile.

    ha scritto il 

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