Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Fosca e i Racconti fantastici

La Biblioteca di Repubblica. Ottocento, 54

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

3.9
(68)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8889145544 | Isbn-13: 9788889145548 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Anna Modena

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

Ti piace Fosca e i Racconti fantastici?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Fosca - I fatali - Le leggende del castello nero - La lettera U - Un osso di morto - Uno spirito in un lampone.
Ordina per
  • 4

    Tutto da riscoprire questo "scapigliato" Tarchetti con la sua capacità trascinante di descrivere non ciò che si vede, ma l'incorporeo, ossia l'animo umano, con una veridicità tale che qualsiasi lettore non può che ritrovare se stesso nelle viscere contorte dai drammi e dagli amori dei suoi person ...continua

    Tutto da riscoprire questo "scapigliato" Tarchetti con la sua capacità trascinante di descrivere non ciò che si vede, ma l'incorporeo, ossia l'animo umano, con una veridicità tale che qualsiasi lettore non può che ritrovare se stesso nelle viscere contorte dai drammi e dagli amori dei suoi personaggi.
    Notevole davvero la qualità stilistica della scrittura di questo autore cosicché per noi posteri risulta ancora più infausta la sua morte prematura.

    ha scritto il 

  • 5

    In un bellissimo italiano d'altri tempi, in 'Fosca', Tarchetti disegna la parabola esistenziale di Giorgio, accompagnandolo fino al martirio morale, sentimentale e quasi fisico. Cinquanta capitoli scorrevoli da cui si è subito catturati, tra pagine di sentimenti struggenti e passi di poche righe ...continua

    In un bellissimo italiano d'altri tempi, in 'Fosca', Tarchetti disegna la parabola esistenziale di Giorgio, accompagnandolo fino al martirio morale, sentimentale e quasi fisico. Cinquanta capitoli scorrevoli da cui si è subito catturati, tra pagine di sentimenti struggenti e passi di poche righe in cui l'autore condensa tutta l'intensità di massime e toccanti emozioni. Un Tarchetti immenso fin dall'inizio e che meriterebbe d'essere letto e soprattutto tradotto di più, alla stregua degli altri colossi dell'ottocento, di cui non è certo da meno. Peccato, forse, per i 'Racconti fantastici' che perdono un po' nel confronto con il romanzo; ad ogni modo, è tempo per lo Scapigliato di prendersi il posto che gli spetta.

    ha scritto il 

  • 5

    a volersi male, si finisce a farsi del bene. e viceversa.

    Iginio Ugo Tarchetti sapeva che: ci si può prendere sul serio ma si può – anzi a volte si deve – ridersi anche addosso.
    Sapeva che :Foscolo era il suo mito, ma non per questo doveva morire svelto, e poteva anche amare qualche donna.
    Sapeva: leggere dentro la sua anima di scrittore, it ...continua

    Iginio Ugo Tarchetti sapeva che: ci si può prendere sul serio ma si può – anzi a volte si deve – ridersi anche addosso.
    Sapeva che :Foscolo era il suo mito, ma non per questo doveva morire svelto, e poteva anche amare qualche donna.
    Sapeva: leggere dentro la sua anima di scrittore, italiano, ottocentesco, istruito, sensibili, sentimentale, con leggera profondità.
    Tutto questo, e altre cose che non mi va di elencare, sono ben ritratte in questa notevole antologia, che mette in luce una zona ombrosa della nostra letteratura, che non di soli Manzoni e Leopardi è fatta ma anche di temerari del buio, esploratori dell’assurdo, sberleffatori del male, vati della sofferenza, amanti della morte e della tisi, e di tutto ciò che la crisi del secolo suggeriva.
    Fosca: donna orribile fisicamente, oggi da definire isterica; magra, malata, preda di folli scatti d’ira, che il protagonista si trova ad amare suo malgrado, legato da una promessa, spinto da un ricatto, e attirato-respinto dall’alito di tomba aperta che Fosca stessa pare suggerire con la pallidezza e la magrezza del suo fisico. Una storia d’amore in cui l’amore non c’è, o c’è, ma lì dove non lo si cerca, o dove non lo si vuole. Una storia di struggimenti fatali, di debolezze, di nervose ossessioni, di lumi di candela, stanza buie, volti cupi, trasporti languidi, bugie, sopraffazioni, morte, morte, morte, perché la morte alla fine regna su tutto. O forse no…forse non proprio, ma lascia comunque svuotato e come morto l’uomo che ha amato troppo, che non ha saputo vivere la vita da eroe; colui che “troppo vigliacco per dire di no, ma troppo egoista per sacrificare del tutto la propria felicità”, si trova avvolto nelle spire di questo amore che non può portare a nulla, poiché nato storto, e cresciuto non per natura, ma contro di essa.
    .
    Ma ecco, a fare da contraltare a tanta foscaggine, arriva poi il racconto finale, uscito dallo stesso cervello che ha partorito il primo, e che pare una prova generale di un Kafka meno arguto e più divertente, tanto che non fatico a definirlo uno dei più comici che io abbia mai letto. Se poi la comicità fosse davvero nelle intenzioni dell’autore non saprei dirlo con esattezza, ma sfido chiunque a restar serio leggendo le peripezie del Barone X, che dopo aver mangiato dei lamponi si ritrova a dividere il proprio corpo con quello di una sua cameriera, da tempo scomparsa misteriosamente, divenendo un “uomo doppio”, che va a caccia e teme il fucile, che chiama i suoi cani ma ne ha timore, che virilmente si appresta ad abbattere la preda, da vero signore del suo territorio, e poi vede dei fiorellini, gli sembrano carini, e Toh, dice, facciamone un mazzolino!
    Il Signor Barone che torna correndo verso casa, e incrocia una anziana fantesca, e buttandole le braccia al collo la bacia e chiede notizie del di lei suocero. E la fantesca, stupita, che risponde “Signor Barone…quanta degnazione!”
    Il tutto a dimostrare che di morte si può morire, o ridere. Tanto, poi, l’effetto rimane lo stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    "Sorvolo sui libri... come sarei sorvolata sulla vita, se la vita fosse stata per me. Non leggo né per imparare né per pensare - aborro i libri di morale e di metafisica - leggo per dimenticare, per conoscere quali sono le gioie che il mondo dispensa ai felici e per goderne quasi di un eco, tutto ...continua

    "Sorvolo sui libri... come sarei sorvolata sulla vita, se la vita fosse stata per me. Non leggo né per imparare né per pensare - aborro i libri di morale e di metafisica - leggo per dimenticare, per conoscere quali sono le gioie che il mondo dispensa ai felici e per goderne quasi di un eco, tutto ciò che io posso fruire dell'esistenza; fuggire dalla realtà, dimenticare molto, sognare molto."

    ha scritto il 

  • 4

    "... Tutto era eccezionale nella sua condotta, tutto era contraddittorio; la sua sensibilità era sì eccessiva, che le sue azioni i suoi affetti, i suoi piaceri, i suoi timori, tutto era subordinato alle circostanze le più inconcludenti della sua vita d'ogni giorno.


    In una sola cosa era ...continua

    "... Tutto era eccezionale nella sua condotta, tutto era contraddittorio; la sua sensibilità era sì eccessiva, che le sue azioni i suoi affetti, i suoi piaceri, i suoi timori, tutto era subordinato alle circostanze le più inconcludenti della sua vita d'ogni giorno.

    In una sola cosa era costante, nell'amare e nel contraddirsi, quantunque nel suo amore vi fosse qualche cosa di ordinato e di coerente, e nel suo amore un non so che di oscuro e di mutabile, che non ne lasciava comprendere la natura e lo scopo. Era ben certo che in fondo a tutto ciò vi era un carattere, ma si poteva meglio indovinarlo che dirlo."

    Fosca, I. Tarchetti

    ha scritto il 

  • 3

    Di Fosca avevo visto e apprezzato la trasposizione cinematografica di Scola. Il romanzo risulta al contrario ostico per quanto riguarda il linguaggio, forse troppo arcaico e ridondante. Meglio i racconti fantastici, su tutti il suggestivo I Fatali.

    ha scritto il 

  • 5

    Fosca o...

    ...la mostruosa madre del gotico italiano del novecento.
    In questi tempi oscuri, Tarchetti è uno scrittore da riscoprire, assolutamente. Altro che Bella! - Fosca è orrida, al di là di ogni speranza d'amore. Eppure...

    ha scritto il 

Ordina per