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Fosca e i Racconti fantastici

La Biblioteca di Repubblica. Ottocento, 54

By Iginio Ugo Tarchetti

(227)

| Boxset | 9788889145548

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Book Description

Fosca - I fatali - Le leggende del castello nero - La lettera U - Un osso di morto - Uno spirito in un lampone.

11 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Tutto da riscoprire questo "scapigliato" Tarchetti con la sua capacità trascinante di descrivere non ciò che si vede, ma l'incorporeo, ossia l'animo umano, con una veridicità tale che qualsiasi lettore non può che ritrovare se stesso nelle viscere co ...(continue)

    Tutto da riscoprire questo "scapigliato" Tarchetti con la sua capacità trascinante di descrivere non ciò che si vede, ma l'incorporeo, ossia l'animo umano, con una veridicità tale che qualsiasi lettore non può che ritrovare se stesso nelle viscere contorte dai drammi e dagli amori dei suoi personaggi.
    Notevole davvero la qualità stilistica della scrittura di questo autore cosicché per noi posteri risulta ancora più infausta la sua morte prematura.

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    FormicAlata said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Piacevole tuffo nella scapigliatura romantica. La passionalità dei protagonisti è accompagnata da uno stile molto curato e mai melenso

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    Anna S. said on Aug 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fosca è un classico. Gli altri racconti sono gradevoli. Le quattro stelle una media.

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    Viandante Jan said on Nov 18, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In un bellissimo italiano d'altri tempi, in 'Fosca', Tarchetti disegna la parabola esistenziale di Giorgio, accompagnandolo fino al martirio morale, sentimentale e quasi fisico. Cinquanta capitoli scorrevoli da cui si è subito catturati, tra pagine d ...(continue)

    In un bellissimo italiano d'altri tempi, in 'Fosca', Tarchetti disegna la parabola esistenziale di Giorgio, accompagnandolo fino al martirio morale, sentimentale e quasi fisico. Cinquanta capitoli scorrevoli da cui si è subito catturati, tra pagine di sentimenti struggenti e passi di poche righe in cui l'autore condensa tutta l'intensità di massime e toccanti emozioni. Un Tarchetti immenso fin dall'inizio e che meriterebbe d'essere letto e soprattutto tradotto di più, alla stregua degli altri colossi dell'ottocento, di cui non è certo da meno. Peccato, forse, per i 'Racconti fantastici' che perdono un po' nel confronto con il romanzo; ad ogni modo, è tempo per lo Scapigliato di prendersi il posto che gli spetta.

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    Happyviolet! said on Aug 9, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    a volersi male, si finisce a farsi del bene. e viceversa.

    Iginio Ugo Tarchetti sapeva che: ci si può prendere sul serio ma si può – anzi a volte si deve – ridersi anche addosso.
    Sapeva che :Foscolo era il suo mito, ma non per questo doveva morire svelto, e poteva anche amare qualche donna.
    Sapeva: leggere ...(continue)

    Iginio Ugo Tarchetti sapeva che: ci si può prendere sul serio ma si può – anzi a volte si deve – ridersi anche addosso.
    Sapeva che :Foscolo era il suo mito, ma non per questo doveva morire svelto, e poteva anche amare qualche donna.
    Sapeva: leggere dentro la sua anima di scrittore, italiano, ottocentesco, istruito, sensibili, sentimentale, con leggera profondità.
    Tutto questo, e altre cose che non mi va di elencare, sono ben ritratte in questa notevole antologia, che mette in luce una zona ombrosa della nostra letteratura, che non di soli Manzoni e Leopardi è fatta ma anche di temerari del buio, esploratori dell’assurdo, sberleffatori del male, vati della sofferenza, amanti della morte e della tisi, e di tutto ciò che la crisi del secolo suggeriva.
    Fosca: donna orribile fisicamente, oggi da definire isterica; magra, malata, preda di folli scatti d’ira, che il protagonista si trova ad amare suo malgrado, legato da una promessa, spinto da un ricatto, e attirato-respinto dall’alito di tomba aperta che Fosca stessa pare suggerire con la pallidezza e la magrezza del suo fisico. Una storia d’amore in cui l’amore non c’è, o c’è, ma lì dove non lo si cerca, o dove non lo si vuole. Una storia di struggimenti fatali, di debolezze, di nervose ossessioni, di lumi di candela, stanza buie, volti cupi, trasporti languidi, bugie, sopraffazioni, morte, morte, morte, perché la morte alla fine regna su tutto. O forse no…forse non proprio, ma lascia comunque svuotato e come morto l’uomo che ha amato troppo, che non ha saputo vivere la vita da eroe; colui che “troppo vigliacco per dire di no, ma troppo egoista per sacrificare del tutto la propria felicità”, si trova avvolto nelle spire di questo amore che non può portare a nulla, poiché nato storto, e cresciuto non per natura, ma contro di essa.
    .
    Ma ecco, a fare da contraltare a tanta foscaggine, arriva poi il racconto finale, uscito dallo stesso cervello che ha partorito il primo, e che pare una prova generale di un Kafka meno arguto e più divertente, tanto che non fatico a definirlo uno dei più comici che io abbia mai letto. Se poi la comicità fosse davvero nelle intenzioni dell’autore non saprei dirlo con esattezza, ma sfido chiunque a restar serio leggendo le peripezie del Barone X, che dopo aver mangiato dei lamponi si ritrova a dividere il proprio corpo con quello di una sua cameriera, da tempo scomparsa misteriosamente, divenendo un “uomo doppio”, che va a caccia e teme il fucile, che chiama i suoi cani ma ne ha timore, che virilmente si appresta ad abbattere la preda, da vero signore del suo territorio, e poi vede dei fiorellini, gli sembrano carini, e Toh, dice, facciamone un mazzolino!
    Il Signor Barone che torna correndo verso casa, e incrocia una anziana fantesca, e buttandole le braccia al collo la bacia e chiede notizie del di lei suocero. E la fantesca, stupita, che risponde “Signor Barone…quanta degnazione!”
    Il tutto a dimostrare che di morte si può morire, o ridere. Tanto, poi, l’effetto rimane lo stesso.

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    OSMANSPARE said on Jan 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Sorvolo sui libri... come sarei sorvolata sulla vita, se la vita fosse stata per me. Non leggo né per imparare né per pensare - aborro i libri di morale e di metafisica - leggo per dimenticare, per conoscere quali sono le gioie che il mondo dispensa ...(continue)

    "Sorvolo sui libri... come sarei sorvolata sulla vita, se la vita fosse stata per me. Non leggo né per imparare né per pensare - aborro i libri di morale e di metafisica - leggo per dimenticare, per conoscere quali sono le gioie che il mondo dispensa ai felici e per goderne quasi di un eco, tutto ciò che io posso fruire dell'esistenza; fuggire dalla realtà, dimenticare molto, sognare molto."

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    Anna said on Dec 20, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (227)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Boxset 346 Pages
  • ISBN-10: 8889145544
  • ISBN-13: 9788889145548
  • Publisher: Gruppo Editoriale l'Espresso
  • Publish date: 2004-01-01
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