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Fosso della Strillona

Di

Editore: La Nuova Frontiera

3.8
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8883730577 | Isbn-13: 9788883730573 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un coro di voci femminili, storie o istantanee di vita raccontate da donne di età diverse, appartenenti alla cultura chicana. Le tre parti che compongono il libro riflettono la crescita da bambina a donna delle protagoniste, con una variazione di temi, ritmi e registri linguistici che mettono in luce le straordinarie capacità narrative di Sandra Cisneros. Dalle immagini che corrono e si sovrappongono come nei pensieri di una bambina, all'affresco affollato e chiassoso di figure, colori, odori che emergono dalle pagine con una potenza narrativa senza uguali: la scrittura figurativa della Cisneros, la sua bravura nel dipingere veri e propri quadri, dando loro non solo una dimensione visiva, ma anche olfattiva e sonora, appare in questa raccolta in tutta la sua potenza. Ingenuità e passionalità, ma anche disincanto e amarezza caratterizzano le protagoniste adulte in una società in cui i ruoli dell'uomo e della donna sono cristallizzati in rapporti di subalternità.
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  • 4

    Il sogno di sale della Cisneros

    Alcuni libri sanno di inchiostro, di parole, di petrolio secco, di chiuso, di scaffale claudicante, di polvere starnutente o peggio di sonno incombente. I libri di Sandra Cisneros no, i libri della più famosa scrittrice chicana hanno un gusto salato. Il sale del Messico che si trasferisce a el ot ...continua

    Alcuni libri sanno di inchiostro, di parole, di petrolio secco, di chiuso, di scaffale claudicante, di polvere starnutente o peggio di sonno incombente. I libri di Sandra Cisneros no, i libri della più famosa scrittrice chicana hanno un gusto salato. Il sale del Messico che si trasferisce a el otro lado, il sale che trasmigra in Texas, che insaporisce tapas, tortillas, guacamole, che si infila tra i denti, che si distilla da lacrime di gioia, malinconia, orgoglio. “Fosso della Strillona”, raccolta di racconti della Cisneros, riedito l’anno scorso da LaNuovafrontiera per il decennale dalla prima uscita, è una cucina tex-mex affollata di donne ciarliere, fiere, aspiranti tali, adultere e amanti. Ognuna gira la sua minestra, ognuno impasta il suo pane e ce lo offre. Un impasto giusto di parole, aromi q.b., un po’ di pepe.

    Le donne di Sandra hanno tagliato le trecce alle querule eroine delle telenovelas messicane; beh, ogni tanto le guardano, perché si sa quanto sia difficile staccarsi da Veronica, Dulce, Dolores o Topazio; tuttavia hanno deciso di esser donne che fanno succedere le cose e non donne a cui le cose succedono e basta. Parlano una lingua che ha il suono di gente abituata a parlare a tavola l’uno sull’altro, a bocca piena e masticante, di nonne che pregano e nipoti che per non morire di noia iniziano a contargli i peli dei baffi. Nel soggiorno affianco alla cucina delle donne, sui divanetti ancora incellophanati di finta pellecchia color latte e caffè o solo caffè bruciacchiato, con la testa appoggiata ai centrini inamidati di pizzo plastificato, ci sono gli uomini, padri, nonni, amanti, mariti, zii. Per lo più racconta balle, fedifraghi o ruttatori. Perno non essenziale, o meglio, perno smontabile nella vita di donne capaci di graffiare il cuore e di lasciarselo trafiggere pochi istanti dopo.

    Donne comuni, lontane dall’arte di Tina e Frida, donne che amano, che spettegolano, che scappano, che vivono in una terra di confine in cui hanno traslato tradizioni di famiglia e nomignoli, mujeres chiclets, donne gomma masticante, tese tra le roventi frontiere di Messico e Texas. C’è la temibile nonna Tremenda che fa la sua prima breve comparsata, e che tornerà a strattonarci nel suo rebozo in “Caramelo”, romanzo che uscirà solo nel 2005. C’è Ines, la donna di Emiliano Zapata che ha gli occhi rinsecchiti come le mogli dei marinai, a furia di attenderlo guardando l’orizzonte. C’è chi è a disagio perchè ha undici anni, chi prega la Virgencita di Guadalupe di farla dimagrire mentre si ingozza davanti alla tv. C’è chi fa l’amore in spagnolo per la prima volta, chi si innamora del disinfestatore de la cucaracha achuparrada. E c’è chi grida, come la Gritona che da il titolo al libro, un urlo di cui non si conosce l’origine. Che sia di rabbia, dolore non si sa, ma ci piace pensare che sia gioia, piacere, vita.

    Sandra Cisneros, “Fosso della strillona”, LaNuovafrontiera 2011
    Giudizio: 4 / 5 – ¡Què sabroso!

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere i lavori di Sandra Cisneros corrisponde ad un viaggio in America Centrale: le tradizioni, i costumi, i modi di dire e la storia del suo popolo tornano ogni volta, fedeli e sempre riconoscibili anche ai lettori, tanto da farli sentire quasi "di casa".
    Il fosso della Strillona è una se ...continua

    Leggere i lavori di Sandra Cisneros corrisponde ad un viaggio in America Centrale: le tradizioni, i costumi, i modi di dire e la storia del suo popolo tornano ogni volta, fedeli e sempre riconoscibili anche ai lettori, tanto da farli sentire quasi "di casa".
    Il fosso della Strillona è una serie di racconti tutta incentrata sulla figura della donna, dall'infanzia alla maturità, attraverso i punti chiave dell'esistenza, ad iniziare da quello imprescindibile e fondamentale, l'amore.
    Per quel che riguarda questa autrice, continuo a preferire i romanzi rispetto ai racconti , ma lo stile e le storie sono sempre profondamente affascinanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti che esplodono come popcorn in una pentola, talmente fitti da sembrare un romanzo (anche se questo non giustifica la notazione fuorviante sulla copertina). Il romanzo di una, cento, mille famiglie messicane emigrate negli Usa, che tentano creativamente di fondere la cultura della loro ter ...continua

    Racconti che esplodono come popcorn in una pentola, talmente fitti da sembrare un romanzo (anche se questo non giustifica la notazione fuorviante sulla copertina). Il romanzo di una, cento, mille famiglie messicane emigrate negli Usa, che tentano creativamente di fondere la cultura della loro terra d'origine con quella della terra che li ha più o meno benvolutamente accolti. Ma soprattutto il romanzo delle stagioni della femminilità, del percorso che ogni donna deve affrontare. Quasi da ogni frammento emerge una voce femminile, una processione dolente e colorata di figure di donne illustrate con una vividezza e una crudezza che ricorda i dipinti di Frida Kahlo: lo stile della Cisneros è maturato enormemente dopo l'esordio fulminante de La casa di Mango Street, e non a caso oggi la scrittrice di Chicago e considerata la più importante esponente della letteratura chicana. "Alle donne-artiste", spiegava in una recente intervista la Cisneros, "vengono propinati modelli distruttivi: se insegui l’arte devi suicidarti a trent’anni come Sylvia Plath o puoi diventare matta come Zelda accanto a Scott Fitzgerald, oppure devi essere pronta al sacrificio di te. Io volevo scrivere ed essere felice". Se poesia è un mondo felice sfregiato dal pungiglione velenoso della realtà, la Cisneros scrive grandissima poesia. Lo spanglish ha trovato la sua profetessa.

    Se ti va di leggere la mia recensione sul sito Mangialibri e l'intervista all'autrice:
    http://mangialibri.com/?q=node/22

    ha scritto il 

  • 5

    Ho divorato questo libro quasi in una notte, il migliore dell'autrice a mio parere.
    Ogni storia è un piccolo frammento del variegato universo femminile.
    Passione, amore, desiderio, vendetta, violenza, poesia, e tanto altro ancora, in questo viaggio dall'infanzia fino alla maturità.
    ...continua

    Ho divorato questo libro quasi in una notte, il migliore dell'autrice a mio parere.
    Ogni storia è un piccolo frammento del variegato universo femminile.
    Passione, amore, desiderio, vendetta, violenza, poesia, e tanto altro ancora, in questo viaggio dall'infanzia fino alla maturità.
    E le frasi in spagnolo, così calde e dense di vita rendono la lettura ancora più coinvolgente.
    Mi ha ricordato la forza con cui noi donne sappiamo amare e farci male, e la consapevolezza con cui lo facciamo.
    Consiglio la lettura ad ogni donna che vuole ritrovare la forza di lottare.
    Ed anche ad ogni uomo che voglia capire.

    ha scritto il 

  • 5

    Forte. Assolutamente forte e femminile. Ti lascia la voglia di lottare e abbandonarti allo stesso tempo, di sporcarti, gridare, vivere mille vite una dopo l'altra... Le donne in questo libro non amano, si gettano anima e corpo nell'avventura di vite normali e straordinarie.

    ha scritto il