Non è la prima volta che quest’autore tenta di darci, in spaccato, la vita della Germania novecentesca: mai però la impresa gli era riuscita come in questo romanzo dove, intorno a una figura centrale femminile, Leny Gruyten, bella donna educata nel lusso ma continuamente attirata da un’esistenza sotContinue
Non è la prima volta che quest’autore tenta di darci, in spaccato, la vita della Germania novecentesca: mai però la impresa gli era riuscita come in questo romanzo dove, intorno a una figura centrale femminile, Leny Gruyten, bella donna educata nel lusso ma continuamente attirata da un’esistenza sottoproletaria, istintiva come un animale, quasi priva d’intelligenza, vengono a disporsi decine di personaggi, s’intrecciano le loro vicende, che a volte sembrano avulse dal contesto finché non si scopre che invece tutto fa blocco e tende a un unico fine.
Scarrellando avanti e indietro, tra ricordi e anticipazioni, un cronista sornione (l’autore in maschera, si vorrebbe dire) ricostruisce l’intera vita di Leni, di questa donna in sé non troppo significante, ma significantissima per le fasi storiche che attraversa, per i tipi umani che incontra, per le cose che impara o disimpara.
I personaggi di Böll navigano sul tumultuoso fiume della storia germanica del ‘900. Si godono le ultime grasse e pigre annate dell’era del Kaiser, vengono travolti dalla prima guerra mondiale, sbattuti nelle lotte politico-sociali della repubblica di Weimar, costretti dal nazismo a prove di adattamento spesso di una sinistra comicità, sbalestrati e talvolta schiacciati dalla seconda guerra mondiale, abbandonati quasi nudi sul greto dell’immediato dopoguerra, infine rilanciati nel nuovo benessere, nella nuova sicurezza, sotto cui traspare una realtà minacciosa che prelude a nuove rese dei conti.
Che un libro dalla sostanza così amara, dall’impalcatura così complessa possa riuscire, insieme, una lettura avvincente, dove si toccano con maestria tutti i registri, dal tragico al clownesco, dal protocollare al lirico, è un prodigio che colloca Böll in un posto di preminenza che non si potrà più mettere in discussione.