Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Foucault

Il pensiero e l'uomo

By Paul Veyne

(43)

| Mass Market Paperback | 9788811681229

Like Foucault ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Michel Foucault e Paul Veyne. Il filosofo e lo storico. Due grandi pensatori, che hanno combattuto diverse battaglie comuni. Obbligati entrambi a riflettere sul concetto di verità, ma anche pronti a Impegnarsi attivamente nell'azione politica. Con Fo Continue

Michel Foucault e Paul Veyne. Il filosofo e lo storico. Due grandi pensatori, che hanno combattuto diverse battaglie comuni. Obbligati entrambi a riflettere sul concetto di verità, ma anche pronti a Impegnarsi attivamente nell'azione politica. Con Foucault. Il pensiero e l'uomo, Paul Veyne traccia un ritratto profondo e sorprendente dell'amico, per rimettere al centro del dibattito il suo pensiero e le sue convinzioni. Veyne, che l'ha conosciuto e frequentato fin dagli anni dell'adolescenza, disegna un Foucault assai diverso dall'Immagine consueta. Non era un diavolo - un demone che corrompeva i giovani, come l'hanno descritto In molti. Inattuale e intempestivo, non era né di destra né di sinistra. Non era un rivoluzionario, anche se non amava certo l'ordine costituito: dunque la destra lo considerava un nemico pubblico, mentre la sinistra ha cercato invano di arruolarlo. Non era neppure uno strutturalista: piuttosto uno scettico che credeva nella realtà dei fatti, un empirista alla Montaigne, che ha continuato a porsi domande sui "giochi di verità", e sui miti e sui luoghi comuni che ogni epoca costruisce e accetta senza neppure rendersene conto. Per lui la filosofia era prima di tutto lavoro critico del pensiero su sé stesso.

5 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 10 people find this helpful

    WM1 su Foucault. Il pensiero e l'uomo

    Ho tirato in ballo questo libro in una discussione su Giap:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1005
    Riporto qui quei rapidi appunti. Va tenuto conto che enfatizzo solo un aspetto specifico di quest'opera, a discapito di altri che sono altrettant ...(continue)

    Ho tirato in ballo questo libro in una discussione su Giap:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1005
    Riporto qui quei rapidi appunti. Va tenuto conto che enfatizzo solo un aspetto specifico di quest'opera, a discapito di altri che sono altrettanto importanti.
    -----------

    Consiglio a tutti la lettura dell'ultimo libro di Paul Veyne (uno dei più importanti storici dell'antichità "classica"), che si intitola Foucault. Il pensiero e l'uomo (Garzanti, 2010). Veyne fu allievo di Foucault all'Ecole Normale, ed è noto in Italia soprattutto per un libro molto citato da Wu Ming 2, I Greci hanno creduto ai loro miti? (1983, pubblicato dal Mulino nel 2005).

    Questo libro - uno dei testi più chiari e rivelatori sul pensiero di Foucault - contiene capitoli in apparenza "digressivi", che invece sono quelli più attinenti al tema. In essi, Veyne mostra come si possa applicare il "metodo" (d'obbligo le virgolette) foucaultiano ad alcune questioni molto spinose.

    Nel cap. 5 Veyne applica il pensiero e l'approccio scettico (in senso filosofico) di Foucault alla questione dell'universalità del cristianesimo e delle "radici cristiane" dell'Europa. Il discorso lo conosciamo tutti: "non possiamo non dirci cristiani"; senza l'irruzione del cristianesimo nella storia non avremmo i nostri valori di giustizia, equità, libertà, carità; l'Europa è cristiana, ha radici cristiane, questo va "ufficializzato" etc. Da qui la battaglia di qualche anno fa perché il riferimento a tali radici fosse messo nella cosiddetta (sedicente) "Costituzione Europea".

    Il capitolo - che in realtà sintetizza anni e anni di studi - è un esempio rivelatore di quanto l'approccio foucaultiano possa essere utile: Veyne prende un tema solitamente esposto a colpi di Idealismo, Essere, Universali e Trascendenza, e riporta tutto in un quadro di materialismo, divenire, singolarità e - soprattutto - immanenze. Veyne riconosce la grandissima peculiarità del cristianesimo, ma spiega che essa non deriva principalmente da una peculiarità dell'Idea (che poi sarebbe rimasta costante nei secoli) bensì dall'interagire di dinamiche molto materiali e "dal basso".

    Tutto questo si confà a una tipica impostazione di Foucault (ma anche di Deleuze) che secondo me è forse la più utile per contestare e demolire qualunque lettura reazionaria dei tempi antichi. Taglio con l'accetta:
    per Foucault e Deleuze... le origini non spiegano. Mai. Le origini non sono mai "belle", né tantomeno chiare. Sono il momento della confusione, dell'imprecisione, della vaghezza. Sono la fase meno interessante. Ciò che oggi conosciamo di un fenomeno, di una tendenza, di un discorso, non può mai essere spiegato con il richiamo alla sua origine. I mutamenti più significativi di *qualunque cosa* avvengono ben dopo l'origine (che del resto è "prodotta" da noi retrospettivamente, con una localizzazione arbitraria). Sovente avvengono a metà percorso.

    [Anche per questo continuo a pensare che quello di Foucault e Deleuze sia un pensiero dell'immanenza, totalmente immune da derive trascendenti o reazionarie, mentre altri filoni di teoria radicale - che pure possono essere utili e ispiranti - questo rischio lo corrono eccome. Per questo, come spiegavo nell'altro thread, leggo Badiou con interesse ma sospetto delle sue categorie, e ascolto Zizek cercando di separare il grano radicale dal loglio ontologico/hegeliano...]

    Deriva anche da questo la violenta (non qui, ma in altri testi che ho trovato in rete) polemica di Veyne contro il concetto di "radici cristiane".
    A ben vedere, anche se questo resta implicito, per Veyne nemmeno il cristianesimo stesso (nella sua manifestazione *storica* che abbiamo oggi sotto gli occhi) ha solo radici cristiane. Veyne sostiene che non è l'Europa ad avere valori cristiani ma il cristianesimo attuale ad avere valori "europei" (moderni, post-illuministici). Alcune idee del cristianesimo attuale sono recentissime e il cristianesimo le ha prese non dal Vangelo o dalla dottrina dei Padri, bensì dalla modernità di cui pure è stato grande oppositore.

    Is this helpful?

    Wu Ming Foundation said on Jul 14, 2010 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    ....interessante....forse un pò complicato...almeno per me...

    Is this helpful?

    mortimer said on Apr 4, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «È per questo che ho lavorato come un pazzo per tutta la vita. Non mi interessa in alcun modo lo statuto universitario di quello che faccio, perché il problema è la mia trasformazione. Quella trasformazione di sé attraverso il proprio sapere è, credo ...(continue)

    «È per questo che ho lavorato come un pazzo per tutta la vita. Non mi interessa in alcun modo lo statuto universitario di quello che faccio, perché il problema è la mia trasformazione. Quella trasformazione di sé attraverso il proprio sapere è, credo, qualcosa che assomiglia all'esperienza estetica. Perché un pittore farebbe quello che fa se non fosse trasfromato dalla pittura?»
    Michel Foucault

    Is this helpful?

    GARZANTI LIBRI said on Feb 24, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (43)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Mass Market Paperback 197 Pages
  • ISBN-10: 8811681227
  • ISBN-13: 9788811681229
  • Publisher: Garzanti
  • Publish date: 2010-02-01
Improve_data of this book