Foundation

The Foundation Series – Vol. 1

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Publisher: Collins

4.3
(3266)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Catalan , Chi traditional , Chi simplified , French , Italian , Japanese , German , Dutch , Portuguese , Czech , Polish , Finnish , Thai , Russian , Romanian

Isbn-10: 0586010807 | Isbn-13: 9780586010808 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The first volume in Issac Asimov's world-famous saga, winner of the Hugo Award for Best All-Time Novel Series.
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  • 4

    I nostri mondi domani

    Anche se non è il mio autore di fantascienza preferito in assoluto, Asimov l’ho sempre apprezzato. E’ stato indiscutibilmente uno dei massimi esponenti di questo particolare genere, certamente il più ...continue

    Anche se non è il mio autore di fantascienza preferito in assoluto, Asimov l’ho sempre apprezzato. E’ stato indiscutibilmente uno dei massimi esponenti di questo particolare genere, certamente il più noto, il più letto, grazie ad uno stile di scrittura semplice ed accattivante, molto godibile e leggero (a volte un po’ troppo).

    Il ciclo della fondazione è composto da questi romanzi:

    • Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation - 1988)
    • Fondazione anno zero (Forward the Foundation - 1992)
    • Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione (Foundation - 1951)
    • Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale (Foundation and Empire - 1952)
    • Seconda Fondazione o L'altra faccia della spirale (Second Foundation - 1953)
    • L'orlo della Fondazione (Foundation's Edge - 1982)
    • Fondazione e Terra (Foundation and Earth - 1986)

    L’ordine in cui sono elencati è quello di narrazione, ossia come evolve il racconto, ma non quello con cui sono stai scritti cronologicamente (per ognuno ho indicato la data di prima pubblicazione).

    Il nucleo originale dell’opera è quindi costituito dalla produzione degli anni 50. Poi Asimov è tornato sulla questione negli anni ‘80 ed ha sviluppato nel tempo prima in avanti (l’orlo della fondazione e fondazione e terra) e poi indietro (preludio alla fondazione e fondazione anno zero). Io li ho trovati tutti di buon livello, ma i tre originari, quelli degli anni ‘50 non si battono e sono un classico dei classici della fantascienza.

    Si tratta in sostanza di una sorta di reinterpretazione in chiave fantascientifica e galattica della crisi e del crollo dell’impero romano. Bel plot romanzesco, respiro storico, insight delle logiche politiche e di interesse che sottendono all’agire degli Stati.. Ho scritto "Stati" ma in realtà in Asimov sono pianeti parte di un immenso impero galattico.

    Notevole l’impalcatura sociologica fa da infrastruttura ad un affresco di così ampio respiro, Asimov inventò al riguardo persino una branca della sociologia, la psicostoria, che fece epoca, che fu ed è tutt’oggi oggetto di studi accademici per via di alcune felici intuizioni sulla rilevanza della statistica in politica e nelle questioni di Stato.

    Sono romanzi molto belli ed avvincenti: è da strutture di questo tipo che vent’anni dopo appariranno sulla scena Dune, di Herbert e Guerre stellari di Luckas, per citare i più noti, che hanno nel ciclo della fondazione la loro idea di riferimento prototipale.

    Mi verrebbe da suggerire di leggerli nell’ordine in cui sono stati scritti piuttosto che in quello temporale della storia, in quanto quelli successivi son un po' a contorno dell'idea centrale, ma è questione di gusti.

    Se si è interessati alla caratterizzazione dei personaggi, alla loro psicologia, Asimov non è l’autore giusto. Il suo interesse ed i suoi punti di forza sono altrove: in cosa è verosimile aspettarsi da un punto di vista sociologico e politico su larga scala, basandosi su costrutti immaginati come scientificamente e tecnologicamente possibili se proiettati nel futuro.

    Il tutto scritto con stile scarno, asciutto, semplice eppure coinvolgente e gradevole. Niente raggi fotonici ed alabarde spaziali in Asimov, ma storie di uomini ambientate in quello che potrebbe essere il nostro mondo (o meglio, i nostri mondi) domani.

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  • 3

    Trattato socio-politico

    "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci". Questa è la frase che m'è rimasta impressa più di tutte e rappresenta il vero leitmotiv del romanzo. Non mi permetto di disquisire su un mostro sacro d ...continue

    "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci". Questa è la frase che m'è rimasta impressa più di tutte e rappresenta il vero leitmotiv del romanzo. Non mi permetto di disquisire su un mostro sacro della letteratura fantascientifica ed effettivamente i temi sono molto interessanti ma avrei gradito qualche descrizione in più, avrei voluto sognare di più. Le pagine sono piene di dialoghi, sembra più una soap opera, se poi aggiungiamo pure la poca azione potremmo trovarci davanti ad un romanzo noioso. Incredibilmente invece ti scopri a girare le pagine con ingordigia perchè vuoi sapere come superare le crisi Seldon che si presentano ripetutamente a distanza di anni, sempre senza usare la violenza.

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  • 3

    Direi più un 2 e mezzo. Questo è uno dei pochi libri di Asimov che ho trovato alquanto noioso, e lo ammetto a malincuore. Fortuna che ci sono gli altri due capitoli della trilogia a fare da contrappes ...continue

    Direi più un 2 e mezzo. Questo è uno dei pochi libri di Asimov che ho trovato alquanto noioso, e lo ammetto a malincuore. Fortuna che ci sono gli altri due capitoli della trilogia a fare da contrappeso!

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  • 0

    Il mio capo, uno dei tanti, mi ha detto che ancora non ho consapevolezza della mia area, e che devo migliorare soprattutto questo aspetto. Io allora le ho chiesto che cosa intendeva, mi sembra una dom ...continue

    Il mio capo, uno dei tanti, mi ha detto che ancora non ho consapevolezza della mia area, e che devo migliorare soprattutto questo aspetto. Io allora le ho chiesto che cosa intendeva, mi sembra una domanda opportuna, ma lei ha pensato che in qualche modo io stessi scherzando, che non la stessi prendendo sul serio, "non sto scherzando", ha infatti detto lei e io le ho risposto che io pure non stavo scherzando, le ho chiesto cosa intendeva con consapevolezza e lei allora ha cercato di spiegarmi, consapevolezza significa che io so cosa sta succedendo nella mia area, in ogni momento, che posso prevedere, che ho la situazione sotto controllo, che sono talmente in controllo che vado automatico. Questa parola mi ha fatto venire un mal di testa insopportabile, ma solo alla parte sinistra della testa, non so se questo ha qualche importanza poteva essere anche un colpo di freddo, non lo so, ma poi mi sono anche messo a ridere. Lei mi ha detto "che ti ridi?", questo è un lavoro, prendilo seriamente, devi essere professionale, ma io ridevo e non so perché, c'è qualcuno che sa veramente perché ride? io forse ridevo perché le era rimasta un po' di cocaina sulla narice e secondo me lavorare con la cocaina sul naso non è una cosa professionale.

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  • 0

    Io ho cominciato una nuova vita, ho cambiato lavoro sono tornato a fare il cameriere in un posto di merda e quando non faccio il cameriere, che è un lavoro mostruoso, studio. La professoressa ha chies ...continue

    Io ho cominciato una nuova vita, ho cambiato lavoro sono tornato a fare il cameriere in un posto di merda e quando non faccio il cameriere, che è un lavoro mostruoso, studio. La professoressa ha chiesto alla classe di analizzare un articolo di giornale e io l'ho fatto, ma ho guardato cose che la mia professoressa non voleva. Mi ha fatto ntz ntz, per farmi capire che quello che ho fatto non andava bene, e poi ha tenuto tutta una lezione sul suono di ntz ntz. Nel ristorante dove lavoro ntz ntz non si può fare, nel ristorante dove lavoro non vogliono linguaggio negativo lo chiamano loro, non vogliono neanche che stai curvo, che stai a braccia conserte, loro vogliono linguaggio del corpo aperto. Uno che lavora con me allora oggi è andato a prendere l'ordine a un tavolo, ha spalancato il petto e mentre passavo di lì mi ha detto "wow, questo linguaggio del corpo aperto funziona". Ha cominciato così a prendere l'ordine, e la cliente ha cominciato a fare domande, cosa c'è nel curry con il pollo, come è cucinato il pollo alla griglia, volendo posso sostituire il granchio con il manzo, il gin con la vodka, l'insalata con i broccoli. Il mio collega col petto all'infuori l'ho visto gonfiarsi ancora di più e sorridere. Ho pensato "guarda che bravo, atteggiamento positivo", e l'ho un po' invidiato perché io in quel momento ero incazzato come una bestia perché un coglione mi aveva chaimato fischiando. Ho guardato il mio collega per trarre ispirazione e sicurezza, e lui dopo qualche sorriso all'improvviso ha detto no, non possiamo fare niente di tutto questo, altrimenti la cucina si incazza. Io ero lì vicino. C'è stato un momento di gelo, un istante polare. Il mio collega sopporta bene il freddo ha detto, se vuoi cambiare il menu vattene affanculo da qualche altra parte, e ha aggiunto la parola troia, in italiano, che al mio orecchio ha suonato benissimo. Ovviamente il mio collega è stato licenziato ma questa sua piccola manifestazione di disprezzo io la porterò sempre nel cuore.

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  • 3

    Da non-fan del genere ho avuto parecchie difficoltà ad introdurmi nella storia in sé, considerando che sembra pure essere un outsider del genere (molto parlato, molto rarefatto, poco descrittivo nelle ...continue

    Da non-fan del genere ho avuto parecchie difficoltà ad introdurmi nella storia in sé, considerando che sembra pure essere un outsider del genere (molto parlato, molto rarefatto, poco descrittivo nelle ambientazioni). Molto più semplice lasciarsi trasportare dalle atmosfere, quelle sì costruite benissimo e in grado di tenere viva l'attenzione di qualsiasi lettore. Da leggere ascoltando un disco drone. Oppure roba del genere: https://rateyourmusic.com/release/album/various_artists_f2/symphonies_of_the_planets_1__nasa_voyager_recordings/

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  • 4

    Cronache della galassia

    Tra il 1951 e 1953 Isacc Asimov scrisse Cronache della galassia , Fondazione e Impero e Seconda Fondazione , la trilogia iniziale della fondazione poi scrisse altri due sequel e due prequel . Non bis ...continue

    Tra il 1951 e 1953 Isacc Asimov scrisse Cronache della galassia , Fondazione e Impero e Seconda Fondazione , la trilogia iniziale della fondazione poi scrisse altri due sequel e due prequel . Non bisogna essere un genio della matematica o nella fisica per leggere questi libri che hanno un fascino incredibile spaziando in una scienza chiamata psicostoria in grado di prevedere l'evoluzione della società umana, sia una branca della psicologia che studia, col metodo della psicoanalisi, la vita dei personaggi storici del passato , come diceva Asimov "La psicostoriografia era la quintessenza della sociologia; era la scienza del comportamento umano ridotto ad equazioni matematiche". I protagonisti di questo ciclo non sono alieni mostruosi come nella maggior parte dei romanzi di fantascienza ma l'uomo , il perno fondamentale su cui si basa il romanzo è il disfacimento un impero colossale che ci riporta alla caduta dell'impero romano con l'indebolimento progressivo e la perdita progressiva dei pianeti in periferia a favore di barbari che hanno tecnologie arretrate , cosa che rende ancora piu palese l'accostamento impero romano-barbari....Questo primo libro è ambientato 13mila anni dopo l'inizio della colonizzazione planetaria , la capitale di questo vastissimo impero planetario è una città che ha ha inglobato un intero pianeta per quaranta miliardi di individui 6 volte piu popolato della terra, con una superficie nettamente inferiore a quella della terra circa 4 volte piu piccola quindi una densità 24 volte superiore per miglio quadrato, sovrappopolamento spiegato con l'istallazione del centro urbano per 9/10 nel sottosuolo circa 2 km...La galassia è composta da milioni di mondi e solo gli stati periferici godono di libertà ed indipendenza. Un geniale psicostorico Hari Seldon tramite i suoi studi verrà a conoscenza del fatto che l’Impero dovrà collassare in cinquecento anni. Non c’è via di scampo l’unica cosa possibile, per evitare trentamila anni di oblio, è creare due fondazioni, culle del sapere matematico e psicologico, che dovranno superare diverse crisi per riuscire a dare alla luce un nuovo impero minimizzando a "soli" mille anni il tempo di interregno. Le fondazioni non verranno guidate dalle previsioni del loro ideatore in quanto la conoscenza del piano nel suo insieme ne precluderebbe la riuscita infatti solo durante le crisi Hari Seldon appare in un ologramma ai futuri membri della fondazione.

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  • 5

    È un gran bel libro, estremamente coinvolgente, ma forse per come viene gestita la storia soffre un po'.
    Personaggi un po' più definiti non avrebbero guastato, anche se questo fa riflettere su quanto ...continue

    È un gran bel libro, estremamente coinvolgente, ma forse per come viene gestita la storia soffre un po'.
    Personaggi un po' più definiti non avrebbero guastato, anche se questo fa riflettere su quanto sia piccolo e inutile un individuo in un Piano di mille anni.

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  • 3

    Le stelle sono le cicatrici dell'universo

    In tutta onestà non puoi dire che sia brutto, non puoi dire che il buon vecchio Isaac non ci sappia fare e non puoi nemmeno dire che non abbia le idee chiare. Qui di chiarezza ce n'è a tonnellate e c' ...continue

    In tutta onestà non puoi dire che sia brutto, non puoi dire che il buon vecchio Isaac non ci sappia fare e non puoi nemmeno dire che non abbia le idee chiare. Qui di chiarezza ce n'è a tonnellate e c'è tutto un mondo che dalla testa dell'autore sgorga nelle pagine ad un ritmo da cornucopia della fortuna.
    Lo stile è scorrevole, né troppo facile né troppo complicato e, se ti lasci prendere è anche una discreta esperienza. Tuttavia, ci sono tante cose che non ho gradito in questo mitologico pezzo di storia della fantascienza. Mo' ve le dico.

    Innanzitutto la forma. Cronache della galassia (primo capitolo della Trilogia della Fondazione) non è un libro, è una sceneggiatura. Il testo è composto al 90% da dialoghi, alcuni dei quali interminabili e alcuni altri totalmente spezzagambe. Leggendo ti sembra di stare davanti a una fiction televisiva, una di quelle tutte girate in interni nelle quali l'inquadratura balla da un interlocutore all'altro in vorticosi campi e controcampi. Può piacere, ma non è il genere di letteratura che gradisco.

    In secundis la tematica. Di sci-fi ce n'è poca, realmente poca, ed è la maggior delusione. Ti aspetti un affresco galattico e trascinante e invece ti trovi di fronte a dei politici di un'ipotetico futuro che discettano del governo planetario e dei problemi derivanti dalla sua gestione. Può piacere, ma per me non è fantascienza. Se al posto di "galassia" ci metti Stati Uniti e Russia è la stessa minestra.

    Infine, i personaggi. Non sono mai descritti e il poco che si sa di loro traspare dai loro dialoghi. Sembra di stare a teatro, con la differenza che i tizi sul palcoscenico li vedi in prima persona e ti puoi immaginare molto dal loro aspetto e da come si muovono. Sulla carta invece ti devi fidare e non fare troppe domande. Può piacere, ma un minimo di profondità psicologica, per tutti gli anelli di Saturno!

    Probabilmente non apprezzo molto il genere di romanzo diviso in tronconi e con storie slegate tra loro temporalmente, con solo un filo consequenziale a legarle e sostenerle. Proprio questa suddivisione in macro sezioni, però, fa sembrare il libro una raccolta di racconti (e così infatti erano stati concepiti inizialmente) i quali, giocoforza, richiedono un certo impegno da parte del lettore nel tenere a mente tutti i fatti, i nomi dei personaggi e la concatenazione degli avvenimenti. Può piacere, ma non me la sento di affrontare anche gli altri due capitoli della trilogia (e i due prequel).

    Insomma, può piacere e non se ne negano le molte qualità. Il problema è che a me Asimov piace, molto. Qua un po' meno.

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