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Frammenti

La donna, l'amore, la poesia

Di

Editore: Demetra

4.2
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Altri

Isbn-10: 8871223330 | Isbn-13: 9788871223339 | Data di pubblicazione: 

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 5

    "O coronata di viole, divina dolce ridente Saffo." (frammento 63 di Alceo)

    Pochi frammenti ma immensa, straordinaria è la loro forza. Solo una donna, solo il suo il Cuore di donna poteva carezzare l'Assoluto e arrivare a tanto nei suoi versi d'amore. ..

    Quale dolce mela che su alto
    ramo rosseggia, alta sul più
    alto; la dimenticarono i coglitori;
    ...continua

    Pochi frammenti ma immensa, straordinaria è la loro forza. Solo una donna, solo il suo il Cuore di donna poteva carezzare l'Assoluto e arrivare a tanto nei suoi versi d'amore. ..

    Quale dolce mela che su alto
    ramo rosseggia, alta sul più
    alto; la dimenticarono i coglitori;
    no, non fu dimenticata: invano
    tentarono raggiungerla.......

    Su, lira divina, parlami, fa' risuonare la tua voce...
    Non so dove volgermi: la mia mente si divide in due...
    Di ghiaccio divenne il loro cuore e le ali si chiusero.
    Come il giacinto che i pastori pestano
    per i monti, e a terra il fiore purpureo
    sanguina.

    L'animo mio di nuovo Éros squassa
    come il vento le querce sul monte,
    dolceamara implacabile fiera...
    Ma io amo la delicatezza ed Éros ha ottenuto per me la bellezza e la luce del sole.
    Sei giunta, ti desideravo,
    hai dato ristoro alla mia anima ardente...

    Simile in tutto agli dèi
    mi appare l'uomo che ti siede dinanzi
    e ti ascolta così da vicino, mentre
    parli con lieve sussurro e ridi amabile:
    questa visione mi sconvolge il cuore in petto.
    Basta che ti getti uno sguardo e mi si spezza la voce,
    la lingua s'inceppa, subito un fuoco sottile corre sotto la pelle,
    gli occhi non vedono più, le orecchie rombano,
    un freddo sudore mi scorre, un tremore tutta mi afferra,
    sono più verde dell'erba,
    e poco manca che muoia...

    Chi un esercito di cavalieri, chi una schiera di fanti,
    chi una flotta di navi dirà che sia sopra la terra nera la cosa più bella.
    Io dico, ciò che si ama...

    Usignolo amabile voce
    messaggero di primavera...

    Gli astri d'intorno alla leggiadra luna
    nascondono l'immagine lucente,
    quando piena più risplende, bianca
    sopra la terra.

    Piena splendeva la luna
    e le fanciulle si posero
    intorno all'altare.

    O mia Afrodite dal simulacro
    colmo di fiori, tu che non hai morte,
    figlia di Zeus, tu che intrecci inganni,
    o dominatrice, ti supplico,
    non forzare l'anima mia
    con affanni né con dolore;
    ma qui vieni. Altra volta la mia voce
    udendo di lontano la preghiera
    ascoltasti, e lasciata la casa del padre
    sul carro d'oro venisti.
    Leggiadri veloci uccelli
    sulla nera terra ti portarono,
    dense agitando le ali per l'aria celeste.
    E subito giunsero. E tu, o beata,
    sorridendo nell'immortale volto
    chiedesti del mio nuovo patire,
    e che cosa un'altra volta invocavo,
    e che più desideravo
    nell'inquieta anima mia.
    " Chi vuoi che Péito spinga al tuo amore,
    o Saffo? Chi ti offende?
    Chi ora ti fugge, presto t'inseguirà,
    chi non accetta doni, ne offrirà,
    chi non ti ama, pure contro voglia,
    presto ti amerà."
    Vieni a me anche ora:
    liberami dai tormenti,
    avvenga ciò che l'anima mia vuole:
    aiutami, Afrodite.

    Avrei davvero voluto morire
    quando lei mi lasciò in affannoso pianto
    tra molte cose dicendomi ancora:
    "Come soffriamo atrocemente, Saffo,
    io ti lascio contro il mio volere."
    Ed io a lei rispondevo:
    "Va' serena e di me serba il ricordo.
    Sai quanto ti ho amata.
    Se mai tu lo dimenticassi, sempre
    io ricorderò i bei momenti che vivemmo.
    Quando di corone di viole
    e di rose e di croco, accanto a me
    ti cingevi il capo gentile,
    e mettevi intorno al collo
    ghirlande intrecciate di fiori.
    E cosparsa di essenze profumate
    sul morbido letto ti saziavi,
    né mai vi furono danze
    nei sacri boschi a cui fossimo assenti..."

    Venite al tempio sacro delle vergini
    dove più grato è il bosco e sulle are
    fuma l'incenso.
    Qui fresca l'acqua mormora tra i rami
    dei meli: il luogo è all'ombra di roseti,
    dallo stormire delle foglie nasce
    profonda quiete.
    Qui il prato ove meriggiano i cavalli
    è tutto fiori della primavera
    e gli aneti vi odorano soavi.
    E qui con impeto, dominatrice,
    versa Afrodite nelle tazze d'oro
    chiaro vino celeste con la gioia.

    O mia Gòngila, ti prego:
    metti la tunica bianchissima
    e vieni a me davanti: intorno a te
    vola desiderio d'amore.
    Così adorna, fai tremare chi guarda;
    e io ne godo, perchè la tua bellezza
    rimprovera Afrodite.

    Le stelle intorno alla stupenda luna
    nascondono i loro volti splendenti
    quand'essa s'inargenta in tutto il suo splendore
    illuminando la terra...

    Ora risplendi tra le donne di Lidia
    come quando il sole scompare
    e la luna dalle dita di rosa vince tutte le stelle.
    La sua luce sfiora il mare salato
    e i campi screziati di fiori.
    Goccia la rugiada gentile,
    germogliano rose e teneri cerfogli
    e fiorisce il meliloto.
    Ti aggiri inquieta, ricordi,
    e il desiderio della dolce Attis
    ti consuma l'anima lieve...

    Che cosa brama ancora il tuo folle cuore?
    Chi devo, Saffo, ancora persuadere
    a darti ricompensa nell'amore?
    Chi ti fa soffire?
    Se adesso fugge, poi ti cercherà;
    se sdegna i tuoi doni, presto ne farà;
    se non ti ama, presto ti amerà,
    anche se non vuole...

    Quando morta giacerai, mai più
    si ricorderanno di te, per sempre:
    più non vedrai le rose della Pieria,
    ma oscura ti aggirerai nelle case di Ade
    aleggiando tra i morti neri...

    Ma tu dèstati, avvìati
    con i tuoi giovani amici,
    perché possiamo vedere
    un sonno ancora più breve di quello
    di un uccello dal canto sonoro.
    Tramontata è la luna e le Pleiadi,
    a metà del suo corso è la notte,
    il tempo passa e io dormo sola...

    A me pare uguale agli dei
    chi a te vicino così dolce
    suono ascolta mentre tu parli
    e ridi amorosamente. Subito a me
    il cuore si agita nel petto
    solo che appena ti veda, e la voce
    si perde sulla lingua inerte.
    Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
    e ho buio negli occhi e il rombo
    del sangue alle orecchie.
    E tutta in sudore e tremante
    come erba patita scoloro:
    e morte non pare lontana
    a me rapita di mente.

    Signore, lo giuro sulla dea beata:
    non più voglio stare sulla terra,
    desiderio di morte mi prende,
    di vedere le sponde d'Acheronte
    fiorite di loto...

    Vorrei veramente essere morta.
    Essa lasciandomi piangendo forte,
    mi disse: " Quanto ci è dato soffrire,
    o Saffo: contro mia voglia
    io devo abbandonarti."
    "Allontanati felice" risposi
    "ma ricorda che fui di te
    sempre amorosa.
    Ma se tu dimenticherai
    (e tu dimentichi) io voglio ricordare
    i nostri celesti patimenti:
    le molte ghirlande di viole e rose
    che a me vicina, sul grembo
    intrecciasti col timo;
    i vezzi di leggiadre corolle
    che mi chiudesti intorno
    al delicato collo;
    e l'olio da re, forte di fiori,
    che la tua mano lisciava
    sulla lucida pelle;
    e i molli letti
    dove alle tenere fanciulle joniche
    nasceva amore della tua bellezza.
    Non un canto di coro,
    né sacro, né inno nuziale
    si levava senza le nostre voci;
    e non il bosco dove a primavera
    il suono......

    ha scritto il 

  • 4

    "...io dico che qualcuno di me si ricorderà..."

    In effetti sono solo frammenti... ma hanno il pregio di lasciare intravedere la delicata e sensuale poesia di Saffo insinuando la voglia di approfondire la sua conoscenza.

    ha scritto il