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Francis Bacon

Logica della sensazione

By Gilles Deleuze

(127)

| Paperback | 9788886570022

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Book Description

11 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    sens'azione

    Scena isterica. In Bacon, l'intera serie degli spasmi è di questo genere: amore, vomito, escremento; regolarmente il corpo tenta di fuggire attraverso uno dei suoi organi per raggiungere la campitura, la struttura materiale.

    L'uomo appaiato al suo a ...(continue)

    Scena isterica. In Bacon, l'intera serie degli spasmi è di questo genere: amore, vomito, escremento; regolarmente il corpo tenta di fuggire attraverso uno dei suoi organi per raggiungere la campitura, la struttura materiale.

    L'uomo appaiato al suo animale, in una tauromachia latente.

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    Madama Verme said on Jan 6, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    La carne, il grido e Deleuze

    Deleuze s-piega Bacon o Bacon si piega a Deleuze? Io so solo che il Corpo Senza Organi è il mio concetto pre-ferito e Deleuze compie balzi tra i livelli che mi danno le vertigini, "l'intero corpo fugge dalla bocca che grida".

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    Antimusa said on Jun 7, 2012 | 1 feedback

  • 5 people find this helpful

    Linea, Ritmo, Diagramma.

    "...i segni si fanno da soli. Io osservo la cosa come fosse un diagramma. Dentro ci sono, in latenza, infinite possibilità. Prendi ad esempio un ritratto: a un certo punto la bocca l'hai messa lì e poi, grazie al diagramma, capisci che deve stare da ...(continue)

    "...i segni si fanno da soli. Io osservo la cosa come fosse un diagramma. Dentro ci sono, in latenza, infinite possibilità. Prendi ad esempio un ritratto: a un certo punto la bocca l'hai messa lì e poi, grazie al diagramma, capisci che deve stare da tutt'altra parte. In un certo senso, ti piacerebbe, in quel ritratto, fare dell'apparenza un Sahara, farlo somigliante, ma che al tempo stesso sembri racchiudere le apparenze del Sahara ..." (Francis Bacon, Conversations)

    “I concatenamenti sono degli insiemi di linee, un po’ come nella pittura.” (Deleuze – Due regimi di folli)

    Si potrebbe partire da Nietzsche e affermare che uno dei problemi principali dell’uomo è come affrontare il Reale e come ammaestrarne il flusso caotico. Se il Reale è Caos, l’inferenza è che il Mondo è privo di Logica. L’opera di “logicizzazione” del Mondo è necessaria all’uomo non solamente per sopravvivere  ma per vivere. Dove “vivere” significa, ad esempio, programmare, calcolare, formulare o creare. L’opera filosofica di Deleuze è l’incessante abbozzo di una logica generale che, da una parte, è critica ferrea all’immagine del pensiero filosofico che, da Platone in avanti, chiameremo “pensiero dell’Uno e dell’Identico” e, dall’altra, è teoria analitica sperimentale ovvero martellante forza creatrice di nuovi concetti .

    La costruzione di questa Logica Generale passa non solo dai saggi Logica del Senso (1969) e Logica della Sensazione (1981) ma anche e soprattutto da Differenza e Ripetizione (1969) e Mille Piani (1980). Strumento fondamentale della costruzione di questa “nuova” logica generale è il diagramma, ovvero l’assemblaggio pulsante di materiali eterogenei - (stati di) corpi, aggregati, mescolanze, segni, gesti, immagini, enunciati -. L’assemblaggio è ciò che tiene insieme gli elementi eterogenei, materia linguistica e non linguistica – come suggerisce Deleuze in Cinema 1 e Cinema 2 (che potremmo considerare a loro volta come una Logica delle Immagini in due volumi…). La Logica generale deleuziana potrebbe apparire insidiosa e sfuggente in quanto nè aristotelica nè matematico-formale e neppure trascendentale nel senso kantiano  del termine; si tratta, viceversa, di una metodologia atletica e sobria che ricerca nuove unità base (il Rizoma in Mille Piani, la Sensazione in Bacon, il Segno in Proust e via dicendo) per poi esplicarsi in una analisi diagrammatica delle proprietà emergenti dal nucleo oggetto di studio.

    Il saggio su “Bacon. Logica della Sensazione” s’iscrive nel continuum della Logica della Natura abbozzata nel "plateau" 1837 Sul Ritornello. Infatti, non è assolutamente un caso che il libro su Bacon esca nel 1981 a ridosso di Mille Piani, pubblicato nel 1980. Si potrebbe affermare che il Bacon del 1981 è il Deleuze di 1837 senza Guattari. “Logica della Sensazione” è la risposta di Deleuze alla logica trascendentale kantiana; se la premessa niciana della teoria deleuziana è la cassazione del “vero” e del “falso”, nel saggio su Bacon l’obbiettivo è il siluramento definitivo del "bello" e del "sublime", la preoccupazione del “terzo” Kant.
     
    Nella Logica della Sensazione è centrale il concetto di Ritmo. Dove per Ritmo s’intende non la misura ma la sua “criticità” e dove si rovescia il "naturalismo" galileiano-neo euclideo del "rendere misurabili le cose". Deleuze combatte il dogma del "metron" mentre privilegia il passo critico della differenza. Così apre le porte all'ineguale, al nonfigurato, al noncadenzato, allo smisurato. Le ricadute estetiche, sia pittoriche che musicali, di tali scelte sono ovvie, da Delaunay a Boulez, passando per Klee e Messiaen... Qual'è il rapporto segreto che lega il Ritmo e la Sensazione? Il Ritmo affonda nel Caos e percorre il sentiero della Notte... Quando emerge la Potenza più profonda, più inaccessibile del nostro "io" (Spinoza docet) ecco che il nostro "nudo" corpo si apre alla "unità ritmica dei sensi". Vista, udito, tutti i sensi vibrano, interagiscono paticamente ed entrano in collisione con l'onda delle Forze esterne (Vita, Tempo etc etc). Nasce la Sensazione dall'impatto tra Corpo Ritmico e Forza esterna (qui il diapason orienta verso il sublime matematico di Kant...)

    Tutto il secolo scorso, il Novecento, è attraversato, grazie al Ritmo e alla Sensazione, dalla catastrofe della Figura che abolisce il figurativo, così come dal Rumore e l'Incommensurabile che sfrangiano il melodico e il bel comporre. Non si tratta della sola mela di Cèzanne o dell’intonarumori di Russolo che sconfiggono l’Idea di Platone ma di una intera produzione artistica che si dipana per tutto il Novecento cercando di rendere visibili e/o udibili delle forze che ancora non lo sono.

    L’opera di Bacon, che rifugge il sensazionale a favore della sensazione, può essere colta in questo improbo sforzo: tracciare un Ritmo, tra una linea leggera e frastagliata come le onde di Hokusai e una linea rugosa e cangiante come le dune del Sahara. Costruire un diagramma che comporti e contempli macchie, linee e zone “desertiche” come il Sahara o il Mare di Hokusai. In questa nuova “teoria delle Arti” Deleuze coglie tutta la drammaticità e la forza di questa sobrietà baconiana (“dipingere il grido, non l’orrore”). E, detto altrimenti, i concetti di vibrazione, risonanza e temporalità relativi alla Figura, alla Figura accoppiata e al Trittico vanno rubricati all'articolarsi non matematico, non codificabile, della logica della sensazione. Che il nome di questa nuova disciplina estetica multidisciplinare sia, anziché Logica, Metamatica o Ritmanalisi o Rizomatica non è forse così importante; lo è, invece, l'elemento ultimo, "il rapporto tra ritmo e sensazione"...

    Addendum: se cercassimo la corrispondenza artistica di Bacon ai giorni nostri, la potremmo ritrovare nei trittici audiovisivi di Chris Cunningham come hanno rilevato i curatori di Apocalypse: Beauty & Horror in the Contemporary Art (Londra, Royal Academy of Arts, 2000) e di Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now (Londra, Barbican, 2007)

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    UT said on Sep 6, 2011 | 2 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    fenomenologia della visione

    'mia età, mia belva, chi potrà
    guardarti dentro gli occhi
    e saldare col sangue
    le vertebre di due secoli?'
    osip mandel’stam, poeta e cittadino russo fotografa il novecento con questi versi, il secolo delle pulizie etniche, quello degli stermini, ...(continue)

    'mia età, mia belva, chi potrà
    guardarti dentro gli occhi
    e saldare col sangue
    le vertebre di due secoli?'
    osip mandel’stam, poeta e cittadino russo fotografa il novecento con questi versi, il secolo delle pulizie etniche, quello degli stermini, quello che ha preso il corpo umano e l'ha ridotto a miriadi di croci di ossa.
    bacon, l'irlandese, riesce a fissare le sensazioni di questo secolo sulla tela. il pennello usa colori corporali che fissano una dinamica d'immagine che non si esaurisce, e deleuze ci fa un analisi penetrante elaborando i concetti simbolici di questo pittore.
    deleuze isola la figura, il punto focale del dipinto e sopra costruisce architetture filosofiche che provano a riempire il vuoto che si crea attorno alla figura. la lettura sensazionale che ne fa deleuze mette in primo piano la claustrofobia che si respira un queste tele, simile a quella del secolo che l'ha ospitato.
    bacon coglie il corpo nel momento mobile in cui si sta dis-facendo, mentre esplode la struttura ossea verso l'esterno dove si trova la verità della carne.
    bacon contemporaneo di artaud, beckett, è di quel clima filosofico, impegnato nel superamento delle precedenti esperienze, di ogni genere.
    l'incontro deleuze/bacon vuole dire cose nuove, perchè sono le cose nuove che avviano cambiamenti.
    per deleuze, l’arte non è un linguaggio, è una 'logica', una struttura che permette di articolare la sensazione, i rapporti tra le figure, come rapporti figurali, percepibili, opposti ai rapporti intelligibili di idee e parole.
    la figura diventa non metafora, ma narrativa!

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    giovanni milone said on May 19, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ignorando i diversi luoghi
    della sensazione, non sapevo
    di aver vissuto sensazione.

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    federico stroszek said on Mar 3, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Capolavoro di Gille Deleuze, inquadra alla perfezione il discorso dell'arte di Francis Bacon all'interno delle più importante linee di tendenza dell'arte contemporanea e dei suoi prodromi: la pittura di Cézanne e Velasquez, la pittura vocale artaudia ...(continue)

    Capolavoro di Gille Deleuze, inquadra alla perfezione il discorso dell'arte di Francis Bacon all'interno delle più importante linee di tendenza dell'arte contemporanea e dei suoi prodromi: la pittura di Cézanne e Velasquez, la pittura vocale artaudiana e il suo corpo senza organi, la scrittura del sé spopolatore di Beckett, la fotografia in movimento di Muybridge, tracciando paralleli importanti con le forme artistiche precedenti e contemporanee (l'action painting, l'astrattismo, l'impressionismo, l'arte gotica, i rilievi egizi).

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    Gian Paolo Galasi said on Jan 22, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (127)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 241 Pages
  • ISBN-10: 8886570023
  • ISBN-13: 9788886570022
  • Publisher: Quodlibet (Quaderni, 01)
  • Publish date: 1995-03-xx
  • Also available as: Mass Market Paperback
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