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Frankenstein: 1000 Headwords

By Mary Wollstonecraft Shelley

(124)

| Paperback | 9780194791168

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Book Description

Victor Frankenstein thinks he has found the secret of life. He takes parts from dead people and builds a new 'man'. But this monster is so big and frightening that everyone runs away from him - even Frankenstein himself! The monster is like an enormo Continue

Victor Frankenstein thinks he has found the secret of life. He takes parts from dead people and builds a new 'man'. But this monster is so big and frightening that everyone runs away from him - even Frankenstein himself! The monster is like an enormous baby who needs love. But nobody gives him love, and soon he learns to hate. And, because he is so strong, the next thing he learns is how to kill ...

642 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Assurdo che io lo scriva, ma questo libro mi ha ricordato Zafon e la Divina commedia.
    Il primo, per il vortice narrativo interessante: un capitano di una nave trova il dottor Frankenstein che gli racconta la storia del mostro.
    Nella storia, il ...(continue)

    Assurdo che io lo scriva, ma questo libro mi ha ricordato Zafon e la Divina commedia.
    Il primo, per il vortice narrativo interessante: un capitano di una nave trova il dottor Frankenstein che gli racconta la storia del mostro.
    Nella storia, il mostro riferisce al dottore di una storia. Niente male, anche se non raggiunge quel capolavoro incredibile che è l'ombra del vento.
    L'opera di Dante invece, mi è venuta in mente perché la leggenda narra sia stata scritta in una sola notte. Non ci credo, ma se così fosse, applausi per la droga assunta.
    Mary Shelley ha scritto questo romanzo per una sfida tra amici e pare che la genesi fu abbastanza travagliata. Se questo è il risultato di una gara tra persone annoiate, qualcuno avrebbe dovuto rinchiudere quella donna nello studio di Marzullo.
    La profondità del romanzo ne fa un'opera piacevolissima, anche se ho riconosciuto il tocco del già noto Defoe e dei suoi MI È IMPOSSIBILE DESCRIVERE (vedi la mia recensione suRobinson Crusoe).
    Un libro che tutti dovrebbero leggere, sarebbe cosa buona e giusta se l'umanità capisse che Frankenstein non è il mostro, ma il dottore e Zelda la principessa e non l'omino biondo vestito di verde.

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    Janpy [Scemo chi non legge] said on Oct 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dramatically horrible, but it is avant-garde for its time. Passionate but with many approximations. Worth to read it. - Drammaticamente orrendo, ma d'avanguardia per l'epoca. Appassionante ma con molte approssimazioni. Merita una lettura.

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    P Campitiello said on Oct 29, 2014 | Add your feedback

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    Secondo solo a Il Conte di Montecristo, inevitabilmente utilizzato come fonte d'ispirazione cinematografica (un esempio su tutti: il memorabile Frankenstein Junior) che spesso ha preferito caldeggiare l'aspetto mostruoso, un'attenta lettura del roman ...(continue)

    Secondo solo a Il Conte di Montecristo, inevitabilmente utilizzato come fonte d'ispirazione cinematografica (un esempio su tutti: il memorabile Frankenstein Junior) che spesso ha preferito caldeggiare l'aspetto mostruoso, un'attenta lettura del romanzo della diciannovenne inglese porterebbe ad evidenziare gli aspetti legati alla seconda parte del titolo, spesso cassato: Il Moderno Prometeo. In questo modo verrebbero tirati in ballo una serie di aspetti etici, cari al romanzo ottocentesco, che non hanno ad oggi perso la loro vitalità. La possibilità dell'uomo di sconfiggere la morte, la paura nei confronti della diversità e la distonia della giustizia terrena, frutto di una società che pretende, non sapendolo, di ordinare metafisicamente il mondo in base a leggi che ritiene eterne e che invece sono solo frutto marcio di una decadente borghesia. Ma è grazie all'irrazionalità della paura dell'uomo verso ciò che egli stesso crea (Frankenstein) o potrebbe creare (un'ipotetica sua compagna) che siamo costretti a confrontarci con le più recondite mostruosità del cuore umano. Ancora una volta, in un romanzo dove non c'è Dio perché è l'uomo che diventa creatore, la prospettiva di chi avvelena la vita (e se stesso) a suon di gentilezze ed efferati omicidi gravita intorno all'antidoto più vecchio e più disprezzato dagli uomini: l'amore.

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    Masetto said on Oct 29, 2014 | Add your feedback

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    Opera famosissima. Seppur breve, è alta narrativa. L’angoscia di Victor traspare molto bene, come quella della sua creatura. Memorabili le pagine dell’inseguimento; tutti gli affetti gli erano stati strappati e riusciva a trovare sollievo solo nel pe ...(continue)

    Opera famosissima. Seppur breve, è alta narrativa. L’angoscia di Victor traspare molto bene, come quella della sua creatura. Memorabili le pagine dell’inseguimento; tutti gli affetti gli erano stati strappati e riusciva a trovare sollievo solo nel pensiero della vendetta contro colui che aveva creato in un impeto di follia, e che improvvisamente aveva abbandonato non appena aprì gli occhi e scosse le membra. Origina tutto da questa sua mancanza iniziale. La creatura (o il demone) cerca il modo di essere amato senza riuscirci, a causa del suo aspetto esteriore. Gli uomini lo condannano al primo sguardo e lui comincia ad odiare. Cerca suo “padre”, ne uccide il fratellino, poi riesce a parlargli: vuole una compagna deforme come lui, per non essere da solo. Frankenstein ci prova, ma infine si rifiuta, provocando una reazione a valanga di omicidi, dolore ed angoscia. Tutto passa con la sua morte, quando la creatura riconosce le sue colpe.

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    FuSer said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un 3,5 en realidad

    Frankenstein ha sido todo un descubrimiento y una sorpresa porque no me esperaba para nada lo que me encontré. Una novela con una fuerte carga moral que nos hace reflexionar y cambiar constantemente de parecer sobre quien es la víctima y quien el ver ...(continue)

    Frankenstein ha sido todo un descubrimiento y una sorpresa porque no me esperaba para nada lo que me encontré. Una novela con una fuerte carga moral que nos hace reflexionar y cambiar constantemente de parecer sobre quien es la víctima y quien el verdugo en esta historia.

    http://lavidasecretadeloslibros.blogspot.com.es/2014/10…

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    Vir de Bk said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    A volte bastano poche righe

    Premesso che la vicenda di Frankenstein io non la conoscevo per come è narrata in questo libro. Sì il mostro, sì lo scienziato ispirato dalla brama di essere Dio, sì il concetto del mostro in quanto "brutto". Non sapevo della prima parte, del protago ...(continue)

    Premesso che la vicenda di Frankenstein io non la conoscevo per come è narrata in questo libro. Sì il mostro, sì lo scienziato ispirato dalla brama di essere Dio, sì il concetto del mostro in quanto "brutto". Non sapevo della prima parte, del protagonista narrante del libro. Non conoscevo la fine se non in modo sommario.
    La prima parte del libro è stata quasi ostica, innegabilmente scritta bene, ma non così appassionante come credevo. Successivamente è divenuto un vortice di emozioni contrastanti. E' scritto (e aggiungerei tradotto) in un tal modo che il lettore viva le emozioni dei protagonisti, a partire dal sentirsi un reietto del mostro, fino al dolore e alla brama di vendetta di Victor.
    E così riconosci i validi motivi per cui è considerato un cult da quasi 200 anni!
    Ma a volte bastano poche righe a farti capire la grandezza di quest'opera. Penso che le ultime parole della creatura siano tra i passi più belli che io abbia mai letto (non proseguite se non l'avete già letto):
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    "Ma presto", urlò, con un entusiasmo triste e solenne, "io morirò, e ciò che ora sento non sarà più sentito. Presto questi ardenti tormenti saranno estinti. Salirò in trionfo sulla mia pira funebre e esulterò nell'agonia delle fiamme che mi tortureranno. La luce di quell'incendio scomparirà; le mie ceneri saranno sparse nel mare dai venti. Il mio spirito dormirà in pace, o , se pure penserà, certo non penserà in questo modo. Addio."

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    Timoria Vendikattivan said on Oct 17, 2014 | Add your feedback

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