Frankenstein

(Apple Classics)

By

Publisher: Scholastic

4.0
(8471)

Language: English | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Catalan , Portuguese , Japanese , German , Italian , French , Chi simplified , Korean , Greek , Swedish , Dutch , Czech , Galego

Isbn-10: 0590486179 | Isbn-13: 9780590486170 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Others , Audio CD , Unbound , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This is the story of young Victor Frankenstein, who longed to seek out the answers to life and death. Day and night he worked to create something that the world had never seen. But he did not know that one day his efforts would destroy him and everything he had.

Chris Mould's unique style brings Mary Shelley's classic story dramatically to life. With color illustrations that capture the dark mood of the monster's plight, Mould follows the story from the sweeping icescapes of the Arctic through the birth of the monster and his escape, and on to the tale's tragic end. Children and adults alike will be entranced by this riveting introduction to Frankenstein.

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  • 3

    Non ci sono buoni o cattivi, qui.

    Questo romanzo che ho appena finito di leggere mi darà molto da scrivere.
    Partiamo dal fatto che, purtroppo, è vero che ci sono capitoli ridondanti, troppo descrittivi che tendono a rallentare la stor ...continue

    Questo romanzo che ho appena finito di leggere mi darà molto da scrivere.
    Partiamo dal fatto che, purtroppo, è vero che ci sono capitoli ridondanti, troppo descrittivi che tendono a rallentare la storia ed altre parti, invece, molto avvincenti: ti catturano e comprendi i sentimenti dei protagonisti con la scrittura - a tratti fluida - della scrittrice.
    Inoltre, ho potuto sfatare qualsiasi mito "classico", o cliché che dir si voglia, che ho sempre sentito o visto riguardo al mostro di Frankenstein: ora sono riuscita farmi una nuova e vera immagine di lui basandomi sull'opera propria di Mary Shelley.

    Nel romanzo di Frankenstein si possono percepire tante sensazioni: il terrore, l'odio, la vendetta, il rimorso, l'ambizione, il desiderio e la paura della morte, l'amore, il senso della vita, la forza della famiglia e dell'amicizia, lo sconforto, il disagio, la ripugnanza e la crudeltà.
    Il punto è che tutte queste emozioni non possono essere catalogate in un solo dei due personaggi principali perché tutto ciò alberga in entrambi!
    Non riesci a schierarti con il mostro o con Victor Frankenstein: tutti e due, a modo loro, si rendono amabili e crudeli a seconda delle loro azioni. Se uno di essi viene giustificato da noi lettori, l'altro - di rimando - viene gettato nel limbo nero della viltà. E questo succede ogni volta, in ogni racconto che sia di uno o dell'altro protagonista.
    Le figure di Victor e del mostro sono differenti fisicamente ma così simili caratterialmente che, certe volte, vengono rese distorte dagli avvenimenti che gli ruotano attorno; sempre legati assieme, indissolubilmente, fino alla fine.
    Si ritrovano a gridare vendetta l'uno all'altro, si ritrovano a dichiarare amore per la vita e poi ad implorare la morte quando ogni cosa attorno a loro è stata distrutta per mano dell'altro.
    Poche volte ho letto di tanta intesa, tanto attaccamento, tanto ripudio e tanta somiglianza in due protagonisti di un romanzo. D'altronde, ci sarà un motivo per cui il demone viene chiamato il mostro DI Frankenstein. [《Sono tua creatura, ricordalo: avrei dovuto essere il tuo Adamo, e sono invece l'angelo caduto che tu hai allontanato dalla gioia senza colpa alcuna da parte sua.》]

    Ho trovato il romanzo stilisticamente altalenante: certe parti erano così interessanti da tenermi incollata (quindi l'avrei valutato almeno con quattro stelle), mentre altri capitoli erano troppo descrittivi e rendevano difficile il proseguimento della lettura (il che si spiega le tre stelle di valutazione finali).
    Però è che anche vero che questo romanzo fa riflettere riguardo l'umanità posta davanti ai propri errori o, semplicemente, alle reazioni che un uomo ha riguardo all'ignoto che lui stesso ha creato e che non lo ha soddisfatto come aveva previsto.
    L'ambizione è un arma a doppio taglio, può portarti al successo così come può relegarti al ruolo di distruttore. Entrambe le figure sono cariche di responsabilità per qualsiasi epilogo la vita le riservi.

    said on 

  • 4

    Interessant. Una història que malgrat ser prou coneguda, jo ignorava del tot, almenys pel que fa a la seva trama i desenvolupament complet, i he de dir que m’ha sorprès molt agradablement, doncs està ...continue

    Interessant. Una història que malgrat ser prou coneguda, jo ignorava del tot, almenys pel que fa a la seva trama i desenvolupament complet, i he de dir que m’ha sorprès molt agradablement, doncs està ben escrita i planteja moltes bases per a les reflexions més personals, sobre l’ésser humà i la seva dicotomia del bé i el mal. Un clàssic doncs, que malgrat algunes formes narratives en desús, ofereix una estimable lectura.

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  • 2

    E' sempre difficile commentare i classici. C'è di fatto che questo romanzo mi ha annoiato a morte, tanto che di una buona parte del libro (la seconda) ho letto solo alcuni passaggi fondamentali per la ...continue

    E' sempre difficile commentare i classici. C'è di fatto che questo romanzo mi ha annoiato a morte, tanto che di una buona parte del libro (la seconda) ho letto solo alcuni passaggi fondamentali per la trama. E sì che è stato scritto nei primi anni dell'800 da una ragazzina di 19 anni, però il protagonista non brilla certo per acume.

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  • 4

    Il romanzo è tutt’altro che perfetto, ci sono dei capitoli un po’ fiacchi, alternati ad altri decisamente avvincenti, il comportamento di Victor Frankenstein e della sua creatura è talora poco credibi ...continue

    Il romanzo è tutt’altro che perfetto, ci sono dei capitoli un po’ fiacchi, alternati ad altri decisamente avvincenti, il comportamento di Victor Frankenstein e della sua creatura è talora poco credibile, lo stile gotico è datato ma piacevole. L’intuizione innovativa della Shelley fu quella di dar vita ad un mostro che non fosse una creatura sovrannaturale, ma un essere generato dalla scienza, dal progresso, figlio della smisurata ambizione umana. Frankenstein è il primo romanzo di fantascienza, e come nella migliore fantascienza propone dubbi inquietanti e problematiche etiche. La storia è narrata da tre diversi punti di vista: quello del capitano Walton, quello di Victor Frankestein e quello della sua creatura senza nome. La pagine più emozionanti sono proprio quelle narrate in prima persona dal “mostro”, le cui caratteristiche umane, quasi sempre ignorate dalle riduzioni cinematografiche, son quelle che turbano di più. L’umanità del mostro e la mostruosità dell’uomo, di Frankestein, i due protagonisti stranamente complici nel loro rapporto di sfrenata rivalità, un sentimento di odio feroce che diventa l’unica loro ragione di vita e che sostituisce l’amore che dovrebbe sussistere in un rapporto tra padre e figlio, in questa che può essere vista anche come una spaventosa versione moderna della tragedia di Edipo.
    “Sia maledetto il giorno in cui ho ricevuto la vita!”, esclamai in agonia; “Maledetto creatore! Perché hai dato forma a un mostro così detestabile che persino tu ne hai distolto lo sguardo disgustato? Dio, nella sua pietà, ha fatto l’uomo bello e seducente, a sua immagine; ma la mia forma è la brutta copia della tua, resa ancor più orribile dalla rassomiglianza stessa. Satana ebbe i suoi compagni, demoni come lui, per ammirarlo e incoraggiarlo, ma io sono solo ed aborrito!”

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    El creador y su obra.

    Siempre he tenido la idea de Frankenstein como ese ser alto con mucha frente, la cabeza plana y tuercas en el cuello, por eso me ha sorprendido que en la historia de Mary Shelley no se hiciera hincapi ...continue

    Siempre he tenido la idea de Frankenstein como ese ser alto con mucha frente, la cabeza plana y tuercas en el cuello, por eso me ha sorprendido que en la historia de Mary Shelley no se hiciera hincapié en descripciones físicas menores y simplemente se le describiese como grande, engendro y con una resistencia sobrehumana. Obviamente el Frankenstein de las tuercas viene de la familia Addams y el Frankenstein de Kenneth Brannagh es Robert DeNiro con costurones, este último se acerca más a la idea que te haces de su aspecto en el libro.

    La historia de Viktor Frankenstein, el creador, es un cuento gótico cargado de oscuridad e incertidumbre que esconde bajo las palabras mucho de la conducta humana.

    Viktor Frankenstein poseído por la ambición crea un ser que aterrorizado por el efecto que causa en su entorno huye de su creador. Desde su creación, sus buenos sentimientos hacia los demás son heridos por la gente debido a su aspecto mientras que otras personas de aspecto normal son disculpadas por sus malas acciones. El ser creado lleno de rencor se convierte en un demonio para su creador; ¿Por qué le ha creado? ¿Por qué está condenado a la soledad por su aspecto? ¿Es que su creador poseído por los sueños de fortuna y gloria no pensó en las consecuencias de su obra?. El demonio decide vengarse de Viktor haciéndole prometer que le creará una compañera para remediar su soledad asegurándose que ésto se lleva a cabo acabando poco a poco con lo que más quiere Viktor en este mundo. Finalmente, el creador completamente solo y después de haberse negado a crear una compañera para el demonio, persigue al demonio por todo el mundo para finalizar lo que ha empezado.

    Al final de la historia, tras la muerte del creador, el demonio condenado a vagar por el mundo sólo, plantea al narrador su dualidad bien contra el mal ante el victimismo de Viktor ; ¿Acaso él no sufrió cuando le quitó la vida a la gente que más quería su creador? y ¿Qué iba a hacer ahora cuando la principal razón de su vida, que su creador quisiera acabar con él, había desaparecido?. Finalmente el demonio se pierde atormentado en la distancia.

    Una lectura interesante con unos buenos diálogos sobre la naturaleza humana entre creador y obra.

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  • 4

    Releer “Frankenstein” más de treinta años después, aprovechando la lectura obligatoria para Lengua Castellana de mi hijo, ha sido un placer, o un re-placer, porque ya en su momento me había gustado mu ...continue

    Releer “Frankenstein” más de treinta años después, aprovechando la lectura obligatoria para Lengua Castellana de mi hijo, ha sido un placer, o un re-placer, porque ya en su momento me había gustado mucho y no, a mí no me lo mandaron leer ni en el colegio ni en el instituto, pero me temo que hoy día, si no es por sugerencia de un profesor, pocos alumnos de 15 años elegirán una lectura como esta por gusto, aunque luego, como le ha pasado a mi hijo, se sorprendan de que les haya gustado.

    Es cierto que recordaba más las versiones cinematográficas en las que nos presentaban un “monstruo” torpe, lento e ignorante, así que ha sido un placer leer su historia contada por él, por su boca, conocer sus sentimientos buenos al principio, su dolor ante el rechazo, no solo por parte de la gente que no lo conoce de nada y que ante ese desconocimiento se guía para juzgarlo solo por su horrible aspecto físico, sino ante el rechazo de su propio creador.

    No es difícil empatizar con él, aunque no justificar el posterior rastro de muerte que va dejando. Y me ha pasado casi lo mismo con Víctor Frankenstein, aunque es incomprensible esa obsesión por crear vida de forma antinatural, el arrepentimiento posterior y el dolor y la pena que va envolviendo su vida a partir de esa fatal “creación” acaba haciendo que también lo comprendas y compadezcas.

    Un clásico que perdura en el tiempo y que siempre será mejor que cualquiera de sus versiones cinematográficas, aunque reconozco que De Niro hizo un gran trabajo interpretándolo en una versión muy buena, aunque con un “pequeño cambio” de rumbo en lo que al personaje de Elizabeth se refiere, que sinceramente no me convence.

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