Frankenstein

Or, The modern Prometheus

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Publisher: Wordsworth Classics

4.0
(8559)

Language: English | Number of Pages: 242 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Catalan , Portuguese , Japanese , German , Italian , French , Chi simplified , Korean , Greek , Swedish , Dutch , Czech , Galego

Isbn-10: 1853260231 | Isbn-13: 9781853260230 | Publish date: 

Curator: Siv Jansson

Also available as: Mass Market Paperback , Softcover and Stapled , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Others , Audio CD , Unbound , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
With an Introduction and Notes by Dr Siv Jansson, University of Greenwich Begun when the author was only eighteen and conceived from a nightmare, Frankenstein, is the deeply disturbing story of a monstrous creation which has terrified and chilled readers since its first publication in 1818. The novel has thus seared its way into the popular imagination while establishing itself as one of the pioneering works of modern science fiction.
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  • 4

    Se si è disposti a sopportare qualche espressione d’altri tempi e una visione del mondo poetica e disinicantata, Frankenstein si rivela una storia davvero inquitante e piena di spunti di riflessione. ...continue

    Se si è disposti a sopportare qualche espressione d’altri tempi e una visione del mondo poetica e disinicantata, Frankenstein si rivela una storia davvero inquitante e piena di spunti di riflessione.

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  • 4

    Frankenstein di Mary Shelley

    Il limite tra scienza ed etica e l'angoscia che ne può derivare quando viene superato, la solitudine, la diversità, la ricerca estenuante della felicità, l'amore conflitt ...continue

    Frankenstein di Mary Shelley

    Il limite tra scienza ed etica e l'angoscia che ne può derivare quando viene superato, la solitudine, la diversità, la ricerca estenuante della felicità, l'amore conflittuale tra padre e figlio. Un padre che spavantato da questo figlio diverso lo ladcia in balia di ses stesso e da qui ogni tentativo del figlio di avvicinarsi agli altri esseri umani è un completo fallimento. Il rapporta tra padre e figlio si rompe definitivamente dopo un avvenimento in particolare e qui sorge spontanea la domanda : Chi è il mostro tra padre e figlio?

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  • 2

    Ahora entiendo porqué la película es como es. No es ya la prosa o el vocabulario, es la constante narración de detalles faltos de valor e interés contados por un hombre cobarde que se pasa la vida huy ...continue

    Ahora entiendo porqué la película es como es. No es ya la prosa o el vocabulario, es la constante narración de detalles faltos de valor e interés contados por un hombre cobarde que se pasa la vida huyendo y atrayendo la desgracia a todos aquellos que le rodean.

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  • 5

    Great read.

    Some only knew Frankenstein through novel as others know it through movies but if you'll be reading the original novel by Mary Shelley as I have read it before you;ll be astounded on its story with ho ...continue

    Some only knew Frankenstein through novel as others know it through movies but if you'll be reading the original novel by Mary Shelley as I have read it before you;ll be astounded on its story with how Frankenstein evolve gothically and its story line injected with romance. This is a classic you shouldn't missed. Great read.

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  • 5

    «Chiuso entro la mia creta,
    t'ho forse io chiesto,
    Fattore, di diventar uomo?
    T'ho forse chiesto io
    di suscitarmi dalle tenebre?»

    — Il Paradiso Perduto

    "Frankenstein" (or the modern Prometheus) è un r ...continue

    «Chiuso entro la mia creta,
    t'ho forse io chiesto,
    Fattore, di diventar uomo?
    T'ho forse chiesto io
    di suscitarmi dalle tenebre?»

    — Il Paradiso Perduto

    "Frankenstein" (or the modern Prometheus) è un romanzo scritto dall'autrice inglese Mary Wollstonecraft Shelley a soli diciannove anni e pubblicato in forma anonima nel 1848.
    Seguirono una seconda edizione in due volumi (1823) curata dal padre della scrittrice, William Godwin, e una terza finale del 1831 con numerose modifiche e una nuova e più ampia introduzione da cui si baseranno tutte le edizioni successive.
    Frankenstein è entrato nell'immaginario collettivo come la creatura mostruosa per eccellenza.
    Ma qual è la sua genesi?
    Dalla prefazione e dai diari personali apprendiamo che durante un'estate piovosa del 1816 (il cosiddetto "anno senza estate"), in Svizzera e molto più precisamente a Ginevra, la giovane Mary, il marito e poeta Percy B. Shelley, la sorellastra di lei Claire, e John Polidori, sono ospiti della famosa Villa Diodati, proprietà di George Byron.
    Bloccati dal maltempo e riuniti intorno ad un fuoco a raccontarsi storie tedesche di fantasmi, nacque l'affascinante sfida su chi sarebbe riuscito a comporre il racconto più raccapricciante.
    Le conversazioni del marito, di Byron e di Poilidori sulle scoperte di Darwin e su alcuni esperimenti scientifici di rianimazione grazie al Galvinismo, scaterano l'immaginazione della Shelley portandola a partorire un incubo.
    Uno studente inginocchiato di fronte alla sua "creatura" immonda che accenna ad aliti di vita.

    «Io mi dedicai a pensare a una storia - una storia in grado di rivaleggiare con quelle che ci avevano spinti a questa impresa.
    Una storia che parlasse alle misteriose paure del nostro animo e che risvegliasse dei brividi di orrore - che rendesse il lettore timoroso di guardare indietro di sé, che gelasse il sangue e accelerasse i battiti del cuore.»

    Siamo nella Svizzera del XVIII secolo, il giovane e studioso Victor Frankenstein soggiogato dalle antiche teorie di Cornelio Agrippa che profetizzava la pietra filosofale ovvero l'elisir di lunga vita, contravviene a quelle leggi non scritte ma inviolabile e oltrepassando il confine tra vita e morte, in una terribile notte di novembre il suo esperimento finalmente vedrà la luce.
    Ha infuso l'alito vitale in una creatura mostruosa.
    Appena l'orrida entità sembra abbozzare un leggero respiro, Frankenstein indietreggia raccapricciato per il malefico risultato.
    Fugge lontano dal suo laboratorio, lasciando in balia degli eventi la creatura da lui plasmata.
    Ammalatosi di una febbre nervosa cerca conforto nella famiglia, quasi dimenticandosi di quella terribile notte.
    Ma il passato torna sempre a ripresentarsi.
    Dopo il crudele assassinio di suo fratello, Frankenstein cerca la quiete e la pace sulle sue care Alpi Bernesi, ma sarà proprio qui che si troverà faccia a faccia con la sua creatura.
    Iniziano da questo momento le pagine più belle di tutta la narrazione, una vera e propria biografia del mostro.
    Dopo la fuga del suo creatore dal laboratorio, quest'essere dalla forza prodigiosa ha vissuto in completa solitudine nei boschi.
    Ha imparato a parlare, a leggere, a porsi le prime domande esistenziali:

    «Chi ero? Da dove venivo? Qual era la mia meta?»

    Guarda le stelle accendersi nel cielo, sente il vento che si scontra sul suo viso e si chiede se esiste lassù una forma maggiore, un Dio.
    Ma avendo incontrato solo odio e infelicità sul suo cammino, ha un'ultima cosa da chiedere a Frankenstein: costruirgli una compagna.
    L'uomo sembra inizialmente accettare, ma accorgendosi di quanto pericolosa possa essere per il mondo intero, all'improvviso si tira indietro, scatenando le ire del mostro.
    La sua vendetta sarà terribile.
    Frankenstein di Mary Shelley non è solo un monito contro il superamento dei limiti della scienza (Victor disubbidisce alle leggi divine dando vita a qualcosa che non ha il diritto di avere vita, un po' come la moderna clonazione), ma è al tempo stesso anche un'aspra critica all'odio del "diverso":

    «Mi aspettavo un'accoglienza simile [...] tutti gli uomini odiano gli sciagurati [...] Pure tu, mio creatore, detesti e disprezzi me, tua creatura, a cui sei legato da vincoli che solo l'annientamento di uno di noi può sciogliere.»

    Frankenstein è si vittima, eppure la colpa di cui si è macchiato è il non aver capito che in ognuno di noi vi è la diversità, che siamo tutti bisognosi d'affetto e che quando non lo riceviamo può crescere in noi un disagio.
    Ma che cos'era il mostro per la scrittrice?
    Nell'introduzione del 1831 lo descriveva come «la creatura dei giorni felici» (in ricordo della compagnia di Villa Diodati quando i componenti e l'amato marito Shelley erano ancora in vita).
    E concludeva cosi: «ancora una volta chiedo alla mia mostruosa progenie di andare per il mondo, augurandole buona fortuna.»
    Ma entrò nel mito.
    Un mito che ancora oggi non smette di farci rabbrividire per la straordinaria modernità.

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  • 5

    Quella sera di giugno soffiava aria di tempesta sul lago di Ginevra. Costretti in casa, nell'intimità della villa che Lord Byron aveva affittato per trascorrervi l'estate del 1816, quattro amici si di ...continue

    Quella sera di giugno soffiava aria di tempesta sul lago di Ginevra. Costretti in casa, nell'intimità della villa che Lord Byron aveva affittato per trascorrervi l'estate del 1816, quattro amici si divertivano a leggere storie di fantasmi. Fu allora che Lord Byron propose ai suoi ospiti, tra cui vi erano il poeta Percy Bysshe Shelley e la sua amante Mary, di scrivere ognuno un racconto dell'orrore.
    «Io mi dedicai a pensare a una storia in grado di rivaleggiare con quelle che ci avevano spinti a questa impresa. Una storia che parlasse alle misteriose paure del nostro animo e che risvegliasse dei brividi di orrore – che rendesse il lettore timoroso di guardare dietro di sé, che gelasse il sangue e accelerasse i battiti del cuore.»
    E così, a soli 19 anni, un po' per sfida, un po' per passatempo, Mary Shelley diede vita a "Frankenstein", la storia del mostro più famoso di tutti i tempi.

    Università di Ingolstadt, Germania. XVIII secolo.
    Di giorno studente esemplare di filosofia naturale, affascinato dai segreti dell'anatomia umana. Di notte profanatore di tombe e cadaveri, intenzionato a comprendere i meccanismi di corruzione dei corpi dopo la morte. È il giovane e ambizioso Victor Frankenstein. Sollevare il velo che separa la vita dalla morte è l'obiettivo delle sue ricerche. Cogliere e riprodurre il segreto della vita è il desiderio irrefrenabile che alimenta la sua sete di sapere. Eccolo nel suo laboratorio. Sta segretamente lavorando alla creazione di un essere perfetto, dotato di lunga vita, grande intelligenza e piena salute.
    "Fu in una tetra notte di novembre che vidi la fine delle mie fatiche. Pervaso da un'ansia che quasi sfociava nell'agonia, radunai gli strumenti attorno a me, al fine di infondere una scintilla di vita in quell'essere inanimato che giaceva ai miei piedi. Era già l'una del mattino, la pioggia batteva lugubre contro i vetri e la candela si era quasi consumata del tutto quando vidi quegli opachi occhi giallastri della creatura schiudersi, poi trasse un affannoso respiro e un moto convulso gli percorse le membra."
    Il dottor Frankenstein è lì, davanti alla sua creatura. Ma quel che vede non corrisponde affatto alle sue aspettative. Come posso descrivere la mia emozione a quella catastrofe, descrivere l’essere miserevole cui avevo dato forma con tanta cura e tanta pena? Per quasi due anni ha lavorato duramente, arrivando persino a privarsi della salute e del riposo. L'avevo desiderato con intensità smodata; ma ora che avevo raggiunto la meta, il fascino del sogno svaniva, e orrore e disgusto infiniti mi riempivano il cuore.
    La creatura è un mostro senza nome, deforme e ripugnante, da subito disconosciuto e abbandonato dal suo stesso creatore. Eppure, la sua indole è mansueta. Pronuncia discorsi di inaudita bellezza, nel prender coscienza del proprio esser diverso in un mondo che non accetta la diversità. E col suo instancabile bisogno di amore e compagnia muove a compassione il lettore.
    Ben presto, però, la disperazione per esser stato condannato a un'esistenza di profonda solitudine e la sete di vendetta per le cattiverie e le ingiustizie subite dagli uomini solo a causa del suo aspetto, lo rendono artefice di azioni riprovevoli contro il suo creatore.
    "Ancora io desideravo amore e compagnia, e ancora ero rifiutato. Era giusto questo? Devo essere considerato il solo criminale quando tutta l'umanità peccava contro di me?"
    Io non me la son sentita di schierarmi a favore dell'uno, condannando l'altro.
    In medio stat virtus. Questa volta più che mai.

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  • 2

    Ahora entiendo porqué la película es como es. No es ya la prosa o el vocabulario, es la constante narración de detalles faltos de valor e interés contados por un hombre cobarde que se pasa la vida huy ...continue

    Ahora entiendo porqué la película es como es. No es ya la prosa o el vocabulario, es la constante narración de detalles faltos de valor e interés contados por un hombre cobarde que se pasa la vida huyendo y atrayendo la desgracia a todos aquellos que le rodean.

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