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Frankenstein

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4.0
(8051)

Language:Čech | Number of Pages: 68 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi traditional , Portuguese , Japanese , Catalan , German , Italian , French , Chi simplified , Korean , Greek , Swedish , Dutch

Isbn-10: 8024736934 | Isbn-13: 9788024736938 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
O autorce Mary Wollstonecraft Shelleyová se narodila v Londýně 30. srpna roku
1797. Nejvíce ji proslavil román Frankenstein, který vyšel roku 1818, ...
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  • 5

    La Creatura con l'Anima.

    La Creatura di Frankenstein rientra nelle figure storiche dell'immaginario horror e gotico. Se Dracula rivivrà centinaia di volte in nuovi libri, la Creatura invece torna molto più spesso in pellicole e parodie, spesso però verrà ritrovata in una grottesca rappresentazione zombifica di un morto v ...continue

    La Creatura di Frankenstein rientra nelle figure storiche dell'immaginario horror e gotico. Se Dracula rivivrà centinaia di volte in nuovi libri, la Creatura invece torna molto più spesso in pellicole e parodie, spesso però verrà ritrovata in una grottesca rappresentazione zombifica di un morto vivente, un essere senza intelletto, cosa che invece non si ha nella vicenda originale, ben più complessa e filosofica di quello che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno.

    Victor Frankenstein vive a Ginevra una felice infanzia in una famiglia che lo ama ed è sempre presente per lui. Tutto comincia a degenerare alla morte della madre di Victor, evento che lo segna profondamente. E' da lì che cominciano i suoi studi scientifici e medici, che lo portano al desiderio di creare un uomo perfetto, dalle condizioni fisiche più promettenti di quelle normali, dall'intelletto superiore e apparentemente immortale. Si stabilisce in Germania, dove studia e diventa il maggior conoscitore della scienza del tempo. Comincia il suo progetto di Creatura, visita i cimiteri nottetempo, studiando gli stadi di decomposizione e rubando organi e parti di corpi che provvederanno a comporre la perfezione fatta uomo.
    La Creatura vive. L'apice dell'opera viene raggiunta proprio nel momento in cui il mostro respira la prima volta, in un vortice di sensazioni unici, in un flusso di coscienza che collima col prodigio impensabile della scienza. Donare la vita ad una materia non vivente.
    E non si pensi che questo agglomerato di parti umane sia un ammasso di carne senza cervello, nient'affatto.
    Subito dopo la sua "nascita", la Creatura fugge, rubando il diario del suo creatore, dove l'uomo prendeva appunto dei suoi progressi scientifici.
    Da quel momento comincia la narrazione divisa dei due protagonisti, l'uno a caccia dell'altro, chi matura una concezione di vita sbagliata, chi tenta solo di porre fine ai suoi maledetti errori di giudizio.
    Il Dottor Frankenstein è tartassato dalla sua stessa creatura, dai sensi di colpa, e dal madornale confine scientifico che ha oltrepassato, che ha segnato duramente la sua vita. La Creatura rivela un animo profondo e un'intelligenza sviluppata. Impara la lingua dal diario del suo creatore, e sviluppa pensieri e desideri, dilemmi e dolori, capisce cosa è successo, come lui sia potuto nascere ed esser stato creato, e si strugge, si annienta, logora la sua stessa anima pur di capire il senso della sua vita, il perchè è stato condannato a quella mera esistenza.
    Soffre per il suo aspetto esteriore, che lo relega a derelitto della società. Più volte tenta un approccio con gli umani, durante gli anni di solitudine in cui si da alla macchia, ma puntualmente viene scacciato, deriso e condannato.
    Aiuta una famiglia di nascosto a sopperire ai bisogni invernali, salva una bambina che affoga in un lago e tiene compagnia ad un uomo cieco che non conosce le sue fattezze, tutto nell'intenzione di trovare un posto che gli appartenga, persone care a lui, di scoprire cosa significa avere una casa. La Creatura ha solo bisogno di essere accettata, nonostante le sue fattezze orrende.
    Il Mostro arriva persino a compiere il disumano atto di togliere la vita alla sorella di Viktor, pur di dare al suo creatore la medesima sofferenza di una vita vissuta a metà e piena di sofferenza.
    La caccia riprende a ritmi serrati fra i due, viaggiando fino agli angoli del mondo pur di acciuffarsi, arrivando ai margini del polo Nord, dove Victor verrà trovato da una nave, fortemente debilitato, e dove la narrazione dell'intera vicenda ha inizio.

    Se c'è un romanzo gotico che rimane attuale nelle tematiche, questo è Frankenstein. "Il Moderno Prometeo" è il sottotitolo dell'opera, allegoria che rimanda ai miti ellenici di Prometeo:
    il Titano in questione ha donato il fuoco agli uomini per la prima volta, voltando le spalle agli dei dell'Olimpo, e permettendo ai mortali di progredire nello stile di vita. Prometeo difatti rappresenta la scienza implacabile, esaustiva, che avanza e che dona sempre più benefici all'uomo, ma che spesso va contro le stesse leggi della natura. Prometeo appare anche nella Metamorfosi di Ovidio, nel quale plasma gli uomini a suo piacimento, proprio come il Dottor. Frankenstein fa con la sua creatura.

    La dicotomia fra scienza e leggi della natura, fra ciò che è giusto e lecito e morale fare e ciò che invece le istituzioni civili e religiose condannano, si dipanerà fra le vicende che colpiranno il Dottore e la sua Creatura, come se le stesse gesta dell'uno influenzassero il destino dell'altro, in un vortice di filosofia e sentimenti potenti e disumani.

    said on 

  • 3

    Ognuno è artefice del suo destino...

    Devo dire che il protagonista di questa storia non riscuote particolarmente le mie simpatie..
    Per un principio di vanagloria e un delirio di onnipotenza costruisce un mostruoso essere, cercando di emulare il padre eterno che nella creazione ha rispettato comunque un certo equilibrio, e poi ...continue

    Devo dire che il protagonista di questa storia non riscuote particolarmente le mie simpatie..
    Per un principio di vanagloria e un delirio di onnipotenza costruisce un mostruoso essere, cercando di emulare il padre eterno che nella creazione ha rispettato comunque un certo equilibrio, e poi non appena compiuta l'opera, se ne disinteressa, lasciando "la creatura" al suo destino...
    Uno scienziato pazzo, a mio avviso e per nulla responsabile.
    C'è da chiedersi, inoltre chi è il mostro: lui o la creatura che ha creato, violando le tombe, impadronendosi di principi astrusi che comunque, sono vietati alla conoscenza umana...
    In seguito, terrorizzato dai risultati conseguiti, che forse non risultano essere di suo gradimento, lo abbandona al suo destino.
    E' come costruire una bomba e poi scagliarla sul mondo.
    E' naturale che l'aspetto del mostruoso essere spaventa e colpisce gli esseri umani, giacchè l'umanità non è propriamente caritatevole verso coloro che sono diversi...
    E così il povero mostro conosce il rifiuto, le percosse e tutte le variegate malvagità degli uomini...frutto
    propriamente della paura che suscita il suo spaventoso aspetto.
    Quando racconta i suoi disagi al suo fantasioso creatore, chiedendogli di creare una femmina per avere almeno una compagna che lo comprenda e con cui vincere la spaventosa solitudine che lo affligge si sente nuovamente opporre un rifiuto...
    Una vita miseranda da trascorrere da solo e circondato dall'odio e dal rifiuto di tutti.
    Che pena! A questo punto la creatura diviene malvagia e perseguita il suo creatore, distruggendogli
    l'esistenza e uccidendo i suoi familiari, compresa la moglie.
    E' naturale. Anche io mi sarei incattivita di fronte a un tale iniquo comportamento.
    Tu mi dai la vita e poi mi abbandoni alla terribile sofferenza quotidiana....Mettiamoci al posto del povero, sfortunato mostro, al quale è stato rifiutato tutto, anche una probabile compagnia...simile alla sua...
    Che dire...
    Non vogliatemene...cari amici...ma il mio pensiero è questo...
    Ognuno è artefice del proprio destino.
    Consigliare la lettura...Non saprei...
    Vedete voi...se volete leggere una storia particolare, gotica....ma non romantica...
    io ve la consiglio...ma in quanto a piacevole...no...io non l'ho trovata piacevole...mi spiace...
    La stupidità umana non mi attrae...mai...e il guaio che spesso a farne le spese sono gli innocenti, come in questo caso...
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

  • 5

    Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
    Per Victor ...continue

    Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
    Per Victor Frankenstein è presto fatto.
    Università di Ingolstadt, in Germania. XVIII secolo.
    Di giorno studente esemplare di filosofia naturale, affascinato dai segreti dell'anatomia umana. Di notte profanatore di tombe, intenzionato a comprendere i meccanismi di corruzione dei corpi dopo la morte. Comincia così a lavorare alla creazione di un essere perfetto, dotato di lunga vita, grande intelligenza e salute perfetta.
    Ma il risultato è ben lontano dal progetto iniziale. Come posso descrivere l'essere miserevole cui avevo dato forma con tanta cura e tanta pena? Una creatura disgustosamente deforme e ripugnante, capace di suscitare terrore persino nel suo creatore.
    Dapprima, il mostro appare di indole mansueta e muove addirittura a compassione il lettore con quel suo irrefrenabile bisogno di amore e compagnia. Ben presto, però, la disperazione per esser stato condannato ad un'esistenza solitaria e la sete di vendetta per le cattiverie e le ingiustizie subite dagli uomini a causa del suo aspetto terrificante, lo renderanno artefice di azioni riprovevoli volte a distruggere la felicità del povero Victor.
    Io non me la son sentita di schierarmi a favore dell'uno, condannando l'altro. In medio stat virtus. Questa volta più che mai.

    said on 

  • 2

    Mancano delle connessioni di natura logica/psicologica (chiaramente sempre nell'ambito della narrativa e della finzione). Uno stile fin troppo enfatico. Soffe il peso degli anni, purtroppo.

    said on 

  • 4

    Strana decisione, a 24 anni di prendere in mano questo libro. Da piccola ho visto il film, da grande ho visto il teatro al National Theathre di Londra. La storia si conosce, si studia sui libri di scuola.....e infatti il libro mi ha solo riacceso dei ricordi. Molto veloce e incerto.....impalpabil ...continue

    Strana decisione, a 24 anni di prendere in mano questo libro. Da piccola ho visto il film, da grande ho visto il teatro al National Theathre di Londra. La storia si conosce, si studia sui libri di scuola.....e infatti il libro mi ha solo riacceso dei ricordi. Molto veloce e incerto.....impalpabile, il tutto visto dal punto di vista del protagonista che ha profonde lacune nella storia vissuta dal suo prodotto scientifico. La nostra fantasia crea la maggior parte di una storia che fondamentalmente NON è presente nelle pagine della Shelley.........quindi ognuno di noi dovrebbe leggerlo per interpretarlo in maniera personale.

    said on 

  • 5

    Grande classico fruibilissimo anche per un pubblico contemporaneo data la scrittura scorrevole (sebbene ovviamente ottocentesca) ed i temi estremamente attuali: il limite tra scienza ed etica e l'angoscia che ne può derivare quando viene superato, la solitudine, la diversità, la ricerca estenuant ...continue

    Grande classico fruibilissimo anche per un pubblico contemporaneo data la scrittura scorrevole (sebbene ovviamente ottocentesca) ed i temi estremamente attuali: il limite tra scienza ed etica e l'angoscia che ne può derivare quando viene superato, la solitudine, la diversità, la ricerca estenuante della felicità, l'amore conflittuale tra padre e figlio.

    Il primo e più evidente tema è il limite tra scienza ed etica: Frankenstein, uomo geniale e preparato, in preda ad un delirio di sperimentazione e creazione, riesce letteralmente a costruire dal nulla un essere di sembianze umane, enorme (per non dover faticare con parti troppo piccole su cui lavorare) ed instilla in esso la scintilla della vita.

    Non appena questi si sveglia ed inizia di fatto a vivere, Frankestein si rende conto dell'enormità del suo atto di creazione e, terrorizzato, scappa, abbandonando l'essere al suo destino.

    Questi si comporta esattamente come un bambino: è confuso, non si rende conto del luogo in cui si trova, comincia quindi a vagare nei boschi ed a fare esperienze.

    Diversamente all'immaginario collettivo, è un essere dall'animo gentile, si emoziona osservando la pioggia, i fiori, sentendo i profumi.

    Ogni suo tentativo di avvicinamento a degli esseri umani, cosa che lui desidera ardentemente, si traduce in un fallimento: il suo aspetto è troppo mostruoso, nessuno riesce a resistere alla sua vista, nessuno riuscirà mai a rendersi conto di quanto egli possa essere nobile d'animo.

    Questo è il secondo tema importante del romanzo: il sentirsi diverso, disadattato e rifiutato.

    La creatura, quindi, va alla ricerca del suo creatore, gli racconta le proprie esperienze e sensazioni e gli chiede aiuto: come tutti, desidera la felicità, ma è un mostro in preda allo sconforto ed alla solitudine. E' dovere del suo creatore aiutarlo ad essere felice: chiede quindi che gli venga creata una compagna con lo stesso sistema.

    In un primo momento, sopraffatto dalle emozioni e convinto dalla dialettica del mostro, Frankestein accetta, ma poi, riflettendo, rifiuta di creare una nuova creatura di tal genere: e se lei non fosse di animo gentile? E se i due iniziassero una nuova stirpe di orrende creature, anche eventualmente cattive e violente?

    Il suo rifiuto causa la rottura finale tra padre e figlio, che si lascia andare in preda alla collera della insoddisfazione ed infelicità ai più efferati crimini, tutti volti a rendere il padre infelice come lui.

    Come un bambino capriccioso che richiede con i suoi gesti le attenzioni del genitore, così si comporta la creatura: nasce un lunghissimo inseguimento che finirà in tragedia.

    Ed alla fine, vedremo che c'è ancora un altro sentimento che il mostro riesce a provare: il rimorso.

    said on 

  • 5

    Questo libro per me è stato una scoperta bellissima. Non che non lo conoscessi, ci mancherebbe, ma non lo avevo mai preso in considerazione, come spesso succede coi libri "vecchi". E invece è volato in cima alla classifica dei miei preferiti.
    In questa enorme chinese box, come amava ripeter ...continue

    Questo libro per me è stato una scoperta bellissima. Non che non lo conoscessi, ci mancherebbe, ma non lo avevo mai preso in considerazione, come spesso succede coi libri "vecchi". E invece è volato in cima alla classifica dei miei preferiti.
    In questa enorme chinese box, come amava ripetere la mia prof d'inglese, c'è tutto il male e la disperazione di un uomo che crea un altro uomo "autodistruggendo" tutto quello che è intorno a lui, tutto ciò in cui crede e che ama. La distruzione alla fine del libro, fisica e mentale, di Frankenstein, disperato nella ricerca e nel voler distruggere il demone, è straziante. Come lo è la figura del mostro, una sorta di nuovo Lucifero, un uomo che soffre per la sua stessa esistenza. Il tutto scritto in modo, secondo me, davvero sapiente.
    Bello, bello, bello!

    said on 

  • 4

    Assurdo che io lo scriva, ma questo libro mi ha ricordato Zafon e la Divina commedia.
    Il primo, per il vortice narrativo interessante: un capitano di una nave trova il dottor Frankenstein che gli racconta la storia del mostro.
    Nella storia, il mostro riferisce al dottore di una ...continue

    Assurdo che io lo scriva, ma questo libro mi ha ricordato Zafon e la Divina commedia.
    Il primo, per il vortice narrativo interessante: un capitano di una nave trova il dottor Frankenstein che gli racconta la storia del mostro.
    Nella storia, il mostro riferisce al dottore di una storia. Niente male, anche se non raggiunge quel capolavoro incredibile che è l'ombra del vento.
    L'opera di Dante invece, mi è venuta in mente perché la leggenda narra sia stata scritta in una sola notte. Non ci credo, ma se così fosse, applausi per la droga assunta.
    Mary Shelley ha scritto questo romanzo per una sfida tra amici e pare che la genesi fu abbastanza travagliata. Se questo è il risultato di una gara tra persone annoiate, qualcuno avrebbe dovuto rinchiudere quella donna nello studio di Marzullo.
    La profondità del romanzo ne fa un'opera piacevolissima, anche se ho riconosciuto il tocco del già noto Defoe e dei suoi MI È IMPOSSIBILE DESCRIVERE (vedi la mia recensione suRobinson Crusoe).
    Un libro che tutti dovrebbero leggere, sarebbe cosa buona e giusta se l'umanità capisse che Frankenstein non è il mostro, ma il dottore e Zelda la principessa e non l'omino biondo vestito di verde.

    said on 

  • 4

    Dramatically horrible, but it is avant-garde for its time. Passionate but with many approximations. Worth to read it. - Drammaticamente orrendo, ma d'avanguardia per l'epoca. Appassionante ma con molte approssimazioni. Merita una lettura.

    said on 

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