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Frankenstein

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4.0
(8111)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Japanese , Catalan , German , Italian , French , Chi simplified , Korean , Greek , Swedish , Dutch , Czech

Isbn-10: 8498242940 | Isbn-13: 9788498242942 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Hardcover , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    un grande capolavoro

    Ho tenuto questo libro nella mia libreria per anni temendolo, pensando che fosse troppo pesante e terrificante..dopo un periodo a leggere libri leggeri avevo bisogno di una bella scossa, dando un occhiata alla mia libreria ecco che lui sceglie me... quando è così il libro si rivela davvero un gio ...continue

    Ho tenuto questo libro nella mia libreria per anni temendolo, pensando che fosse troppo pesante e terrificante..dopo un periodo a leggere libri leggeri avevo bisogno di una bella scossa, dando un occhiata alla mia libreria ecco che lui sceglie me... quando è così il libro si rivela davvero un gioiello! La narrazione è scorrevole, gli avvenimenti ti travolgono fino alla fine; un romanzo intenso che va oltre alla semplice storia che siamo stati abiutati dalla storia, nessuna rappresentazione cinematografica gli rende giustizia, qui si va oltre all'horror, entriamo in sentimenti, sete di potere e dolore per le cosenseguenza del creatore, e odio e amore della creatura e il suo creatore, la sofferenza di essere un emarginato, un diverso, condannato a restare solo senza essere amato ma bensi disprezzato!
    davvero un grande capolavoro !

    said on 

  • 5

    Per la recensione completa di immagini: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/13/mary-shelley-frankenstein-13-un-classico-al-mese/


    Frankenstein è uno di quei romanzi che hanno dato non solo grandiosa fama alla propria autrice, ma hanno anche ispirato generazioni intere ...continue

    Per la recensione completa di immagini: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/13/mary-shelley-frankenstein-13-un-classico-al-mese/

    Frankenstein è uno di quei romanzi che hanno dato non solo grandiosa fama alla propria autrice, ma hanno anche ispirato generazioni intere di registi, scrittori, artisti e spettatori; considerando che la prima bozza è del 1816 quando Mary Shelley aveva appena 19 anni è a dir poco sorprendente come un’opera abbia influito sull’immaginario comune per quasi duecento anni. Ecco il mio punto di vista.

    Fu nell’estate del 1816 che un gruppo di poeti e letterati trascorse del tempo in un maniero di proprietà di Lord Byron, noto poeta inglese di inizio Ottocento. Tra gli invitati, vi erano anche Percy Shelley e Mary Wollstonecraft Godwin, che allora non era ancora sua moglie, poiché Shelley era sposato. A causa del maltempo, i poeti e scrittori, isolati nella villa decisero di iniziare un gioco letterario: Lord Byron propose di scrivere una storia terrificante, un racconto d’orrore. Avrebbe vinto simbolicamente il più terrificante di tutti.

    Così, Mary, chiusa nella sua stanza, ebbe l’idea di scrivere un racconto che avesse come protagonista un uomo deciso a sostituirsi a Dio e, forse galvanizzata dalle nuove teorie scientifiche dell’epoca, pensò che il suo scienziato avrebbe dato la vita ad un essere diverso dal genere umano. Il racconto vinse, tanto era terrificante, ma faceva anche riflettere, tanto era intenso. Due anni dopo, Mary Shelley pubblicò il romanzo Frankenstein in tre volumi, oggi raccolti tutti assieme nelle varie versioni tradotte in italiano.

    Il romanzo segue uno schema simmetrico: si apre con le lettere di R. Walton, un esploratore polare che scrive tenere missive alla sorella Margaret; in una di queste lettere, descrive come il suo equipaggio abbia tratto in salvo un uomo che vagava per i ghiacci del Polo Nord accompagnato solo da una muta di cani. Il romanzo prosegue con il racconto dell’uomo salvato dai ghiacci, Victor Frankenstein, che febbrilmente e in modo appassionato, racconta a Walton la sua drammatica storia. Nella parte centrale del romanzo, a parlare in prima persona è l’essere che il dottor Frankenstein ha creato. A seguire, riprendere la narrazione in prima persona di Victor Frankenstein e si conclude con un paio di lettere di Walton alla sorella Margaret.

    Quando ho iniziato a leggere Frankenstein indicativamente sapevo a che cosa sarei andata incontro, poiché alle scuole medie la docente di francese ci aveva assegnato come lettura estiva una versione ridotta in francese del celebre romanzo. Ciò che non mi sarei aspettata, era di leggere un libro avvincente e appassionante, che avesse anche il potere di far riflettere intensamente.

    La narrazione è scorrevole, gli avvenimenti si sussegueno in un crescendo di tensione che verrà sciolta solamente alla fine; tanto è intenso il romanzo il lettore è quasi febbrilmente costretto ad arrivare al termine della storia, perché la narrazione lo impone. Inoltre, ho apprezzato molto i toni con i quali viene raccontata la vicenda: i tre narratori – Walton, Victor Frankestein e il mostro – raccontano con vera passione la storia, tanto che il lettore viene letteralmente travolto dagli eventi infausti.

    Victor Frankestein, dopo aver studiato scienze, decide di creare la vita dal nulla, quasi si volesse sostituire a Dio, o volesse ribellarsi agli Dei, come fece Prometeo. Riesce nell’intento e dà vita ad un essere immondo, orrendo, ripugnante. Immediatamente dopo aver infuso la scintilla di vita, il dottor Frankestein si pente e abbandona il mostro a se stesso. Continua a lavorare senza più pensare alla creatura, ma viene riportato alla cruda realtà quando il padre gli scrive della tragica morte del fratellino minore, William Frankestein. Allora Victor capisce che dietro la morte del piccolo non può esserci Justice, la loro governante, ma c’è qualcun altro. O qualcos’altro.

    Quando Victor incontra di nuovo il mostro, la creatura si confessa e racconta i suoi sentimenti e le sue paure: l’essere è solo al mondo, non ne esiste nessun altro della sua specie; gli uomini lo rifuggono, sono disgustati da lui, anche quando egli si mostra amorevole. Inizialmente, la creatura è buona e aiuta da lontano un famiglia di contadini. Ma quando viene scoperto, scoppia il finimondo, e il mostro capisce che non sarà mai gradito da essere umano.

    Maledetto, maledetto creatore! Perché vivevo? Perché in quello stesso istante non ho spento la scintilla di vita che tu avevi così arbitrariamente acceso? Non lo so. La disperazione non si era ancora impadronita di me; ciò che provavo erano sentimenti di rabbia e vendetta. Avrei volentieri distrutto la fattoria e i suoi abitanti, per saziarmi delle loro urla e della loro disperazione [cit. Frankenstein pagina 166]

    L’essere è furibondo con il creatore e il mondo: la sua solitudine è insopportabile, desidera una compagna e chiede a Victor Frankestein di crearne una. Lo scienziato è combattuto, rifugge addirittura alle Isole Orcadi, dove allestisce un piccolo laboratorio. Ma pochi secondo prima di instillare la vita nella compagna del mostro, il dottor Frankestein cambia idea.

    Ora si scatena la vera furia della creatura. Non potrà placarsi finché non avrà la sua vendetta. Finché non avrà rovinato l’esistenza di Victor Frankestein come lui ha rovinato la sua mettondolo al mondo, quel mondo crudele e cattivo che lo rifiuta e lo detesta. Inizia un vero e proprio inseguimento, che porterà i due a sfidarsi e confrontarsi sino alle gelide e spaventose distese polari.

    Frankestein deve il suo grande successo non solo alla storia, manipolata in ogni modo da film, musical, libri e parodie; deve la sua fama anche al fatto che i temi trattati sono sempre attuali: a che punto la scienza può spingersi? Qual è il confine tra la scienza e l’arrivare quasi a sostituirsi a Dio? Cosa succede quando le persone animate da grandi intenzioni vengono deluse dalla società? Perché esiste il male e si può combattere? O necessariamente si deve soccombere?

    Ovviamente, come ogni romanzo si può leggere con diverse chiavi di lettura e ognuno trova la sua. Io l’ho apprezzato perché la narrazione è avvincente e appassionata, qualità rara ahimé nei romanzi di oggi, e ovviamente perché mi ha aiutata a rflettere.

    … Poi, parliamoci chiaro: se un romanzo scritto quasi per caso da una ragazza molto giovane fa parlar di sé da quasi duecento anni, non pensate anche voi che sia un romanzo a dir poco eccezionale?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    L'ho trovato molto più scorrevole di quanto mi aspettassi, quindi l'ho letto abbastanza velocemente, ma non mi ha convinto molto. Lo stile dei romanzi dell'ottocento, che mi sembra così lontano da una rappresentazione realistica, mi fa sempre storcere un po' il naso e in questo caso ancora di più ...continue

    L'ho trovato molto più scorrevole di quanto mi aspettassi, quindi l'ho letto abbastanza velocemente, ma non mi ha convinto molto. Lo stile dei romanzi dell'ottocento, che mi sembra così lontano da una rappresentazione realistica, mi fa sempre storcere un po' il naso e in questo caso ancora di più, quando mi mette davanti episodi che trovo difficilmente plausibili (mi riferisco soprattutto al bagaglio culturale del mostro, assolutamente sproporzionato rispetto a quella che può essere stata la sua 'educazione', ma anche ad altri dettagli meno plateali), impressione che la scelta (in effetti obbligata) di tenersi (molto) sul vago in termini scientifici e pratici non fa che enfatizzare. Poi c'è da dire che stiamo parlando di un libro tanto importante che è ormai diventato parte dell'immaginario comune (e in merito: sorprendente quanto la visione comune del mostro di Frankenstein sia distante dalla versione originale) e anche a ragione, visti i contenuti della trama. Ignorando i due difetti citati sopra, è un libro carico di suggestione e induce spesso alla riflessione su temi importanti. In questo senso mi è piaciuto molto e sicuramente è un classico che prima o poi va letto
    Voto: 6,5

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  • 5

    Excellent!

    I read this book when our English teacher assigned it to my class. I think it is an excellent reading on so many levels.
    First, the language is beautiful, almost poetic, and it teaches you a lot about English syntax. It really improved my language, being English my second tongue.
    Then ...continue

    I read this book when our English teacher assigned it to my class. I think it is an excellent reading on so many levels.
    First, the language is beautiful, almost poetic, and it teaches you a lot about English syntax. It really improved my language, being English my second tongue.
    Then, the characters are greatly shaped, especially the Creature: I believe it is really the main character and it is more human than many "real" human. Knowing that "Frankenstein" has been written by a seventeen-year-old makes everything even more astounding, since in my opinion writing such a book it has to require a special sensibility towards human nature.
    Well, what can I say? Read this book, and it will be time well-spent.

    said on 

  • 5

    Romanzo bellissimo e struggente - com'è che non l'avevo mai letto prima...? - sulla solitudine, sulla responsabilità che abbiamo nel prenderci cura di quelli che dipendono da noi, sull'inutilità della vendetta, sul nostro bisogno disperato di amore e di compagnia, sul voler vedere a tutti i costi ...continue

    Romanzo bellissimo e struggente - com'è che non l'avevo mai letto prima...? - sulla solitudine, sulla responsabilità che abbiamo nel prenderci cura di quelli che dipendono da noi, sull'inutilità della vendetta, sul nostro bisogno disperato di amore e di compagnia, sul voler vedere a tutti i costi del male in qualcuno, quando quel male siamo proprio noi a causarlo. Un libro perfetto e stupendo.

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  • 3

    "Frankenstein", quel soggiorno piovoso a Ginevra

    Mary Shelley scrisse “Frankenstein” nel 1816, non ancora ventenne, durante un soggiorno piovoso a Ginevra. A causa del maltempo, lei e alcuni amici (tra cui i poeti Lord Byron e Percy Bysshe Shelley, suo futuro marito) furono costretti a trascorrere le giornate leggendo traduzioni francesi di rac ...continue

    Mary Shelley scrisse “Frankenstein” nel 1816, non ancora ventenne, durante un soggiorno piovoso a Ginevra. A causa del maltempo, lei e alcuni amici (tra cui i poeti Lord Byron e Percy Bysshe Shelley, suo futuro marito) furono costretti a trascorrere le giornate leggendo traduzioni francesi di racconti di fantasmi, passatempo che portò Byron a proporre che fossero loro stessi a scriverne uno. Dopo giorni di idee vuote e scarsa ispirazione, Mary ebbe una visione: un mostro che terrorizzava il suo stesso creatore, un essere abominevole che seminava panico e orrore: fu così che nacque “Frankenstein”. Ambientato negli stessi luoghi in cui si trovava l’autrice al momento della sua stesura, il romanzo racconta la storia del benestante Victor Frankenstein, scienziato giovane e ambizioso che crea un essere laido, mostruoso, una creatura che, a causa della sua bruttezza e della sua deformità, porta il giovane a pentirsi delle sue azioni subito dopo avergli dato la vita; azioni che pagherà a caro prezzo quando, solo, disperato ed emarginato a causa del suo aspetto esteriore, il mostro deciderà di vendicarsi del suo creatore, colpevole di averlo messo al mondo. Molti, dopo la pubblicazione inizialmente anonima del romanzo, avvenuta nel 1818, e dopo aver scoperto l’identità dell’autrice, si chiesero perché una donna così giovane – aveva ancora ventun anni – avesse visioni tanto orride e rivoltanti; le recensioni dell’epoca bocciarono il libro, considerandolo privo di condotta morale e poco coinvolgente. Sarà la stessa Shelley, anni dopo, a dare una risposta, affermando di aver voluto trasmettere ai suoi lettori l’orrore che lei stessa aveva provato al momento della visione. Ciò che domina l’intera storia, però, non è la componente ripugnante, bensì il tema della punizione: lo scienziato ha voluto sfidare la Natura creando egli stesso un altro essere umano: ambizione presuntuosa e prometeica (da qui il sottotitolo del romanzo) che verrà condannata con la creazione stessa del demone, personaggio singolare in grado, in alcuni passi, di portare il lettore a sentimenti compassionevoli a causa della sua vita solitaria e priva di affetto. Queste pagine, seppur velatamente, portano inoltre a riflettere su un tema più che mai attuale, ovvero l’eterno dualismo tra aspetto esteriore e aspetto interiore, capace di definire la nostra posizione all’interno della società. È però una storia incompleta, poco convincente: lontano dal romanzo gotico (che mirava a terrorizzare il lettore e non a farlo inorridire, nonostante di raccapricciante ci sia ben poco), “Frankenstein” presenta personaggi descritti superficialmente, a differenza di quelli principali – il dottor Frankestein e il mostro – che, tuttavia, risultano ugualmente lacunosi: le caratteristiche fisiche del mostro, una delle cause principali dell’orrore suscitato nei lettori, sono poco approfondite; le sue azioni malvagie, indubbiamente riprovevoli, appaiono delineate sbrigativamente, mentre alcune situazioni appaiono poco elaborate e scontate. Malgrado ciò, il linguaggio è chiaro e fluido: ne ricaviamo pertanto una lettura semplice e piacevole.

    said on 

  • 5

    La Creatura con l'Anima.

    La Creatura di Frankenstein rientra nelle figure storiche dell'immaginario horror e gotico. Se Dracula rivivrà centinaia di volte in nuovi libri, la Creatura invece torna molto più spesso in pellicole e parodie, spesso però verrà ritrovata in una grottesca rappresentazione zombifica di un morto v ...continue

    La Creatura di Frankenstein rientra nelle figure storiche dell'immaginario horror e gotico. Se Dracula rivivrà centinaia di volte in nuovi libri, la Creatura invece torna molto più spesso in pellicole e parodie, spesso però verrà ritrovata in una grottesca rappresentazione zombifica di un morto vivente, un essere senza intelletto, cosa che invece non si ha nella vicenda originale, ben più complessa e filosofica di quello che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno.

    Victor Frankenstein vive a Ginevra una felice infanzia in una famiglia che lo ama ed è sempre presente per lui. Tutto comincia a degenerare alla morte della madre di Victor, evento che lo segna profondamente. E' da lì che cominciano i suoi studi scientifici e medici, che lo portano al desiderio di creare un uomo perfetto, dalle condizioni fisiche più promettenti di quelle normali, dall'intelletto superiore e apparentemente immortale. Si stabilisce in Germania, dove studia e diventa il maggior conoscitore della scienza del tempo. Comincia il suo progetto di Creatura, visita i cimiteri nottetempo, studiando gli stadi di decomposizione e rubando organi e parti di corpi che provvederanno a comporre la perfezione fatta uomo.
    La Creatura vive. L'apice dell'opera viene raggiunta proprio nel momento in cui il mostro respira la prima volta, in un vortice di sensazioni unici, in un flusso di coscienza che collima col prodigio impensabile della scienza. Donare la vita ad una materia non vivente.
    E non si pensi che questo agglomerato di parti umane sia un ammasso di carne senza cervello, nient'affatto.
    Subito dopo la sua "nascita", la Creatura fugge, rubando il diario del suo creatore, dove l'uomo prendeva appunto dei suoi progressi scientifici.
    Da quel momento comincia la narrazione divisa dei due protagonisti, l'uno a caccia dell'altro, chi matura una concezione di vita sbagliata, chi tenta solo di porre fine ai suoi maledetti errori di giudizio.
    Il Dottor Frankenstein è tartassato dalla sua stessa creatura, dai sensi di colpa, e dal madornale confine scientifico che ha oltrepassato, che ha segnato duramente la sua vita. La Creatura rivela un animo profondo e un'intelligenza sviluppata. Impara la lingua dal diario del suo creatore, e sviluppa pensieri e desideri, dilemmi e dolori, capisce cosa è successo, come lui sia potuto nascere ed esser stato creato, e si strugge, si annienta, logora la sua stessa anima pur di capire il senso della sua vita, il perchè è stato condannato a quella mera esistenza.
    Soffre per il suo aspetto esteriore, che lo relega a derelitto della società. Più volte tenta un approccio con gli umani, durante gli anni di solitudine in cui si da alla macchia, ma puntualmente viene scacciato, deriso e condannato.
    Aiuta una famiglia di nascosto a sopperire ai bisogni invernali, salva una bambina che affoga in un lago e tiene compagnia ad un uomo cieco che non conosce le sue fattezze, tutto nell'intenzione di trovare un posto che gli appartenga, persone care a lui, di scoprire cosa significa avere una casa. La Creatura ha solo bisogno di essere accettata, nonostante le sue fattezze orrende.
    Il Mostro arriva persino a compiere il disumano atto di togliere la vita alla sorella di Viktor, pur di dare al suo creatore la medesima sofferenza di una vita vissuta a metà e piena di sofferenza.
    La caccia riprende a ritmi serrati fra i due, viaggiando fino agli angoli del mondo pur di acciuffarsi, arrivando ai margini del polo Nord, dove Victor verrà trovato da una nave, fortemente debilitato, e dove la narrazione dell'intera vicenda ha inizio.

    Se c'è un romanzo gotico che rimane attuale nelle tematiche, questo è Frankenstein. "Il Moderno Prometeo" è il sottotitolo dell'opera, allegoria che rimanda ai miti ellenici di Prometeo:
    il Titano in questione ha donato il fuoco agli uomini per la prima volta, voltando le spalle agli dei dell'Olimpo, e permettendo ai mortali di progredire nello stile di vita. Prometeo difatti rappresenta la scienza implacabile, esaustiva, che avanza e che dona sempre più benefici all'uomo, ma che spesso va contro le stesse leggi della natura. Prometeo appare anche nella Metamorfosi di Ovidio, nel quale plasma gli uomini a suo piacimento, proprio come il Dottor. Frankenstein fa con la sua creatura.

    La dicotomia fra scienza e leggi della natura, fra ciò che è giusto e lecito e morale fare e ciò che invece le istituzioni civili e religiose condannano, si dipanerà fra le vicende che colpiranno il Dottore e la sua Creatura, come se le stesse gesta dell'uno influenzassero il destino dell'altro, in un vortice di filosofia e sentimenti potenti e disumani.

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  • 3

    Ognuno è artefice del suo destino...

    Devo dire che il protagonista di questa storia non riscuote particolarmente le mie simpatie..
    Per un principio di vanagloria e un delirio di onnipotenza costruisce un mostruoso essere, cercando di emulare il padre eterno che nella creazione ha rispettato comunque un certo equilibrio, e poi ...continue

    Devo dire che il protagonista di questa storia non riscuote particolarmente le mie simpatie..
    Per un principio di vanagloria e un delirio di onnipotenza costruisce un mostruoso essere, cercando di emulare il padre eterno che nella creazione ha rispettato comunque un certo equilibrio, e poi non appena compiuta l'opera, se ne disinteressa, lasciando "la creatura" al suo destino...
    Uno scienziato pazzo, a mio avviso e per nulla responsabile.
    C'è da chiedersi, inoltre chi è il mostro: lui o la creatura che ha creato, violando le tombe, impadronendosi di principi astrusi che comunque, sono vietati alla conoscenza umana...
    In seguito, terrorizzato dai risultati conseguiti, che forse non risultano essere di suo gradimento, lo abbandona al suo destino.
    E' come costruire una bomba e poi scagliarla sul mondo.
    E' naturale che l'aspetto del mostruoso essere spaventa e colpisce gli esseri umani, giacchè l'umanità non è propriamente caritatevole verso coloro che sono diversi...
    E così il povero mostro conosce il rifiuto, le percosse e tutte le variegate malvagità degli uomini...frutto
    propriamente della paura che suscita il suo spaventoso aspetto.
    Quando racconta i suoi disagi al suo fantasioso creatore, chiedendogli di creare una femmina per avere almeno una compagna che lo comprenda e con cui vincere la spaventosa solitudine che lo affligge si sente nuovamente opporre un rifiuto...
    Una vita miseranda da trascorrere da solo e circondato dall'odio e dal rifiuto di tutti.
    Che pena! A questo punto la creatura diviene malvagia e perseguita il suo creatore, distruggendogli
    l'esistenza e uccidendo i suoi familiari, compresa la moglie.
    E' naturale. Anche io mi sarei incattivita di fronte a un tale iniquo comportamento.
    Tu mi dai la vita e poi mi abbandoni alla terribile sofferenza quotidiana....Mettiamoci al posto del povero, sfortunato mostro, al quale è stato rifiutato tutto, anche una probabile compagnia...simile alla sua...
    Che dire...
    Non vogliatemene...cari amici...ma il mio pensiero è questo...
    Ognuno è artefice del proprio destino.
    Consigliare la lettura...Non saprei...
    Vedete voi...se volete leggere una storia particolare, gotica....ma non romantica...
    io ve la consiglio...ma in quanto a piacevole...no...io non l'ho trovata piacevole...mi spiace...
    La stupidità umana non mi attrae...mai...e il guaio che spesso a farne le spese sono gli innocenti, come in questo caso...
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

  • 5

    Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
    Per Victor ...continue

    Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
    Per Victor Frankenstein è presto fatto.
    Università di Ingolstadt, in Germania. XVIII secolo.
    Di giorno studente esemplare di filosofia naturale, affascinato dai segreti dell'anatomia umana. Di notte profanatore di tombe, intenzionato a comprendere i meccanismi di corruzione dei corpi dopo la morte. Comincia così a lavorare alla creazione di un essere perfetto, dotato di lunga vita, grande intelligenza e salute perfetta.
    Ma il risultato è ben lontano dal progetto iniziale. Come posso descrivere l'essere miserevole cui avevo dato forma con tanta cura e tanta pena? Una creatura disgustosamente deforme e ripugnante, capace di suscitare terrore persino nel suo creatore.
    Dapprima, il mostro appare di indole mansueta e muove addirittura a compassione il lettore con quel suo irrefrenabile bisogno di amore e compagnia. Ben presto, però, la disperazione per esser stato condannato ad un'esistenza solitaria e la sete di vendetta per le cattiverie e le ingiustizie subite dagli uomini a causa del suo aspetto terrificante, lo renderanno artefice di azioni riprovevoli volte a distruggere la felicità del povero Victor.
    Io non me la son sentita di schierarmi a favore dell'uno, condannando l'altro. In medio stat virtus. Questa volta più che mai.

    said on 

  • 2

    Mancano delle connessioni di natura logica/psicologica (chiaramente sempre nell'ambito della narrativa e della finzione). Uno stile fin troppo enfatico. Soffe il peso degli anni, purtroppo.

    said on 

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