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Frankenstein

ovvero il Prometeo moderno

Di

Editore: Newton Compton (Grandi tascabili economici)

4.0
(8042)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Giapponese , Catalano , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Coreano , Greco , Svedese , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8854120421 | Isbn-13: 9788854120426 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Bussagli ; Prefazione: Riccardo Reim

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
    Per Victor ...continua

    Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
    Per Victor Frankenstein è presto fatto.
    Università di Ingolstadt, in Germania. XVIII secolo.
    Di giorno studente esemplare di filosofia naturale, affascinato dai segreti dell'anatomia umana. Di notte profanatore di tombe, intenzionato a comprendere i meccanismi di corruzione dei corpi dopo la morte. Comincia così a lavorare alla creazione di un essere perfetto, dotato di lunga vita, grande intelligenza e salute perfetta.
    Ma il risultato è ben lontano dal progetto iniziale. Come posso descrivere l'essere miserevole cui avevo dato forma con tanta cura e tanta pena? Una creatura disgustosamente deforme e ripugnante, capace di suscitare terrore persino nel suo creatore.
    Dapprima, il mostro appare di indole mansueta e muove addirittura a compassione il lettore con quel suo irrefrenabile bisogno di amore e compagnia. Ben presto, però, la disperazione per esser stato condannato ad un'esistenza solitaria e la sete di vendetta per le cattiverie e le ingiustizie subite dagli uomini a causa del suo aspetto terrificante, lo renderanno artefice di azioni riprovevoli volte a distruggere la felicità del povero Victor.
    Io non me la son sentita di schierarmi a favore dell'uno, condannando l'altro. In medio stat virtus. Questa volta più che mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Mancano delle connessioni di natura logica/psicologica (chiaramente sempre nell'ambito della narrativa e della finzione). Uno stile fin troppo enfatico. Soffe il peso degli anni, purtroppo.

    ha scritto il 

  • 4

    Strana decisione, a 24 anni di prendere in mano questo libro. Da piccola ho visto il film, da grande ho visto il teatro al National Theathre di Londra. La storia si conosce, si studia sui libri di scuola.....e infatti il libro mi ha solo riacceso dei ricordi. Molto veloce e incerto.....impalpabil ...continua

    Strana decisione, a 24 anni di prendere in mano questo libro. Da piccola ho visto il film, da grande ho visto il teatro al National Theathre di Londra. La storia si conosce, si studia sui libri di scuola.....e infatti il libro mi ha solo riacceso dei ricordi. Molto veloce e incerto.....impalpabile, il tutto visto dal punto di vista del protagonista che ha profonde lacune nella storia vissuta dal suo prodotto scientifico. La nostra fantasia crea la maggior parte di una storia che fondamentalmente NON è presente nelle pagine della Shelley.........quindi ognuno di noi dovrebbe leggerlo per interpretarlo in maniera personale.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande classico fruibilissimo anche per un pubblico contemporaneo data la scrittura scorrevole (sebbene ovviamente ottocentesca) ed i temi estremamente attuali: il limite tra scienza ed etica e l'angoscia che ne può derivare quando viene superato, la solitudine, la diversità, la ricerca estenuant ...continua

    Grande classico fruibilissimo anche per un pubblico contemporaneo data la scrittura scorrevole (sebbene ovviamente ottocentesca) ed i temi estremamente attuali: il limite tra scienza ed etica e l'angoscia che ne può derivare quando viene superato, la solitudine, la diversità, la ricerca estenuante della felicità, l'amore conflittuale tra padre e figlio.

    Il primo e più evidente tema è il limite tra scienza ed etica: Frankenstein, uomo geniale e preparato, in preda ad un delirio di sperimentazione e creazione, riesce letteralmente a costruire dal nulla un essere di sembianze umane, enorme (per non dover faticare con parti troppo piccole su cui lavorare) ed instilla in esso la scintilla della vita.

    Non appena questi si sveglia ed inizia di fatto a vivere, Frankestein si rende conto dell'enormità del suo atto di creazione e, terrorizzato, scappa, abbandonando l'essere al suo destino.

    Questi si comporta esattamente come un bambino: è confuso, non si rende conto del luogo in cui si trova, comincia quindi a vagare nei boschi ed a fare esperienze.

    Diversamente all'immaginario collettivo, è un essere dall'animo gentile, si emoziona osservando la pioggia, i fiori, sentendo i profumi.

    Ogni suo tentativo di avvicinamento a degli esseri umani, cosa che lui desidera ardentemente, si traduce in un fallimento: il suo aspetto è troppo mostruoso, nessuno riesce a resistere alla sua vista, nessuno riuscirà mai a rendersi conto di quanto egli possa essere nobile d'animo.

    Questo è il secondo tema importante del romanzo: il sentirsi diverso, disadattato e rifiutato.

    La creatura, quindi, va alla ricerca del suo creatore, gli racconta le proprie esperienze e sensazioni e gli chiede aiuto: come tutti, desidera la felicità, ma è un mostro in preda allo sconforto ed alla solitudine. E' dovere del suo creatore aiutarlo ad essere felice: chiede quindi che gli venga creata una compagna con lo stesso sistema.

    In un primo momento, sopraffatto dalle emozioni e convinto dalla dialettica del mostro, Frankestein accetta, ma poi, riflettendo, rifiuta di creare una nuova creatura di tal genere: e se lei non fosse di animo gentile? E se i due iniziassero una nuova stirpe di orrende creature, anche eventualmente cattive e violente?

    Il suo rifiuto causa la rottura finale tra padre e figlio, che si lascia andare in preda alla collera della insoddisfazione ed infelicità ai più efferati crimini, tutti volti a rendere il padre infelice come lui.

    Come un bambino capriccioso che richiede con i suoi gesti le attenzioni del genitore, così si comporta la creatura: nasce un lunghissimo inseguimento che finirà in tragedia.

    Ed alla fine, vedremo che c'è ancora un altro sentimento che il mostro riesce a provare: il rimorso.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro per me è stato una scoperta bellissima. Non che non lo conoscessi, ci mancherebbe, ma non lo avevo mai preso in considerazione, come spesso succede coi libri "vecchi". E invece è volato in cima alla classifica dei miei preferiti.
    In questa enorme chinese box, come amava ripeter ...continua

    Questo libro per me è stato una scoperta bellissima. Non che non lo conoscessi, ci mancherebbe, ma non lo avevo mai preso in considerazione, come spesso succede coi libri "vecchi". E invece è volato in cima alla classifica dei miei preferiti.
    In questa enorme chinese box, come amava ripetere la mia prof d'inglese, c'è tutto il male e la disperazione di un uomo che crea un altro uomo "autodistruggendo" tutto quello che è intorno a lui, tutto ciò in cui crede e che ama. La distruzione alla fine del libro, fisica e mentale, di Frankenstein, disperato nella ricerca e nel voler distruggere il demone, è straziante. Come lo è la figura del mostro, una sorta di nuovo Lucifero, un uomo che soffre per la sua stessa esistenza. Il tutto scritto in modo, secondo me, davvero sapiente.
    Bello, bello, bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Assurdo che io lo scriva, ma questo libro mi ha ricordato Zafon e la Divina commedia.
    Il primo, per il vortice narrativo interessante: un capitano di una nave trova il dottor Frankenstein che gli racconta la storia del mostro.
    Nella storia, il mostro riferisce al dottore di una ...continua

    Assurdo che io lo scriva, ma questo libro mi ha ricordato Zafon e la Divina commedia.
    Il primo, per il vortice narrativo interessante: un capitano di una nave trova il dottor Frankenstein che gli racconta la storia del mostro.
    Nella storia, il mostro riferisce al dottore di una storia. Niente male, anche se non raggiunge quel capolavoro incredibile che è l'ombra del vento.
    L'opera di Dante invece, mi è venuta in mente perché la leggenda narra sia stata scritta in una sola notte. Non ci credo, ma se così fosse, applausi per la droga assunta.
    Mary Shelley ha scritto questo romanzo per una sfida tra amici e pare che la genesi fu abbastanza travagliata. Se questo è il risultato di una gara tra persone annoiate, qualcuno avrebbe dovuto rinchiudere quella donna nello studio di Marzullo.
    La profondità del romanzo ne fa un'opera piacevolissima, anche se ho riconosciuto il tocco del già noto Defoe e dei suoi MI È IMPOSSIBILE DESCRIVERE (vedi la mia recensione suRobinson Crusoe).
    Un libro che tutti dovrebbero leggere, sarebbe cosa buona e giusta se l'umanità capisse che Frankenstein non è il mostro, ma il dottore e Zelda la principessa e non l'omino biondo vestito di verde.

    ha scritto il 

  • 4

    Dramatically horrible, but it is avant-garde for its time. Passionate but with many approximations. Worth to read it. - Drammaticamente orrendo, ma d'avanguardia per l'epoca. Appassionante ma con molte approssimazioni. Merita una lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Secondo solo a Il Conte di Montecristo, inevitabilmente utilizzato come fonte d'ispirazione cinematografica (un esempio su tutti: il memorabile Frankenstein Junior) che spesso ha preferito caldeggiare l'aspetto mostruoso, un'attenta lettura del romanzo della diciannovenne inglese porterebbe ad ev ...continua

    Secondo solo a Il Conte di Montecristo, inevitabilmente utilizzato come fonte d'ispirazione cinematografica (un esempio su tutti: il memorabile Frankenstein Junior) che spesso ha preferito caldeggiare l'aspetto mostruoso, un'attenta lettura del romanzo della diciannovenne inglese porterebbe ad evidenziare gli aspetti legati alla seconda parte del titolo, spesso cassato: Il Moderno Prometeo. In questo modo verrebbero tirati in ballo una serie di aspetti etici, cari al romanzo ottocentesco, che non hanno ad oggi perso la loro vitalità. La possibilità dell'uomo di sconfiggere la morte, la paura nei confronti della diversità e la distonia della giustizia terrena, frutto di una società che pretende, non sapendolo, di ordinare metafisicamente il mondo in base a leggi che ritiene eterne e che invece sono solo frutto marcio di una decadente borghesia. Ma è grazie all'irrazionalità della paura dell'uomo verso ciò che egli stesso crea (Frankenstein) o potrebbe creare (un'ipotetica sua compagna) che siamo costretti a confrontarci con le più recondite mostruosità del cuore umano. Ancora una volta, in un romanzo dove non c'è Dio perché è l'uomo che diventa creatore, la prospettiva di chi avvelena la vita (e se stesso) a suon di gentilezze ed efferati omicidi gravita intorno all'antidoto più vecchio e più disprezzato dagli uomini: l'amore.

    ha scritto il 

  • 0

    Opera famosissima. Seppur breve, è alta narrativa. L’angoscia di Victor traspare molto bene, come quella della sua creatura. Memorabili le pagine dell’inseguimento; tutti gli affetti gli erano stati strappati e riusciva a trovare sollievo solo nel pensiero della vendetta contro colui che aveva cr ...continua

    Opera famosissima. Seppur breve, è alta narrativa. L’angoscia di Victor traspare molto bene, come quella della sua creatura. Memorabili le pagine dell’inseguimento; tutti gli affetti gli erano stati strappati e riusciva a trovare sollievo solo nel pensiero della vendetta contro colui che aveva creato in un impeto di follia, e che improvvisamente aveva abbandonato non appena aprì gli occhi e scosse le membra. Origina tutto da questa sua mancanza iniziale. La creatura (o il demone) cerca il modo di essere amato senza riuscirci, a causa del suo aspetto esteriore. Gli uomini lo condannano al primo sguardo e lui comincia ad odiare. Cerca suo “padre”, ne uccide il fratellino, poi riesce a parlargli: vuole una compagna deforme come lui, per non essere da solo. Frankenstein ci prova, ma infine si rifiuta, provocando una reazione a valanga di omicidi, dolore ed angoscia. Tutto passa con la sua morte, quando la creatura riconosce le sue colpe.

    ha scritto il 

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