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Frankenstein: 1000 Headwords

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Publisher: Oxford University Press

4.0
(8176)

Language:English | Number of Pages: 80 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Portuguese , Japanese , Catalan , German , Italian , French , Chi simplified , Korean , Greek , Swedish , Dutch , Czech

Isbn-10: 0194791165 | Isbn-13: 9780194791168 | Publish date: 

Curator: Patrick Nobes

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Others , Audio CD , Unbound , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Victor Frankenstein thinks he has found the secret of life. He takes parts from dead people and builds a new 'man'. But this monster is so big and frightening that everyone runs away from him - even Frankenstein himself! The monster is like an enormous baby who needs love. But nobody gives him love, and soon he learns to hate. And, because he is so strong, the next thing he learns is how to kill ...
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  • 4

    Testo importante e cruciale del primo Ottocento che ha riscosso allora e ancora riscuote un successo incredibile. Il nome Frankestein è entrato infatti nell’immaginario collettivo come il mostro per ...continue

    Testo importante e cruciale del primo Ottocento che ha riscosso allora e ancora riscuote un successo incredibile. Il nome Frankestein è entrato infatti nell’immaginario collettivo come il mostro per eccellenza , ma un mostro creato dall’uomo e questo sia in ambito letterario, artistico e soprattutto cinematografico . Tante suggestioni scientifiche, mitologiche, letterarie influenzarono la giovane Mary ma il suo prodotto è unico. E’ certamente una riuscitissima espressione della scuola gotica, nonostante le ingenuità che vi si riscontrano, è un buon esempio di romanzo epistolare, è una storia romantica dalle passioni intense. Romantici sono i temi trattati : l’aspirazione all’assoluto tale da paragonarsi blasfemicamente a Dio, la solitudine dei luoghi e anche delle persone, mostro o scienziato che siano, il bisogno di amore e comprensione di comunione con le persone. Da non dimenticare poi la condanna dell’ambizione umana e degli eccessi cui la ricerca scientifica può condurre. e come si può negare che tutti questi elementi non siano attuali??

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Leer un clásico

    Para leer un clásico hay que abrir la mente. Lo abrimos con todo el rastro de cultura y de imágenes que acumula una historia, y accedemos a un libro escrito hace unos siglos. Todo esto puede ser un la ...continue

    Para leer un clásico hay que abrir la mente. Lo abrimos con todo el rastro de cultura y de imágenes que acumula una historia, y accedemos a un libro escrito hace unos siglos. Todo esto puede ser un lastre.
    A mí me ha costado entrar en Frankestein, y he encontrado que sobre todo que es un thriller psicológico, que el monstruo no tiene nombre, que el monstruo no es un ser lelo que va por ahí matando gente, que es inteligente ... No continuo, leedlo con la mente abierta.

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  • 5

    Straordinario thriller psicologico. Fantastica la donna che lo ha scritto, alla 'tenera' età di 20 anni...
    Considerarlo un horror è davvero bizzarro. E' un libro tragico e malinconico: sulla stupidità ...continue

    Straordinario thriller psicologico. Fantastica la donna che lo ha scritto, alla 'tenera' età di 20 anni...
    Considerarlo un horror è davvero bizzarro. E' un libro tragico e malinconico: sulla stupidità dell'essere umano, sulla sconsideratezza di una scienza fine a se stessa e sulla crudeltà della vita... abbandonata.

    said on 

  • 5

    Un classico che non avevo mai letto, ma conosciuto soltanto attraverso le varie trasposizioni cinematografiche, e mi ha piacevolmente sorpreso scoprire che il mostro del dr. Frankenstein è molto diver ...continue

    Un classico che non avevo mai letto, ma conosciuto soltanto attraverso le varie trasposizioni cinematografiche, e mi ha piacevolmente sorpreso scoprire che il mostro del dr. Frankenstein è molto diverso da quello rappresentato nei film che sono stati tratti dal romanzo della Shelley. È un personaggio molto più complesso, erudito, profondo; un personaggio drammaticamente lacerato dalla solitudine, dall'infelicità e dalla vendetta, causate dalla mancanza d'amore e comprensione che il suo aspetto ha suscitato in qualunque essere umano abbia mai incontrato, a partire dal suo creatore, che è stato il primo a rinnegare la propria creatura.

    […] il libro che suscitò in me le emozioni più profonde fu “Il paradiso perduto”, di John Milton. Confrontavo le situazioni del libro con le mie, e riscontravo un’importante analogia: come Adamo, ero stato creato senza alcun legame con gli altri esseri viventi; ma sotto ogni altro aspetto il suo stato era molto diverso dal mio. Adamo era una creatura perfetta, era protetto da Dio, il suo Creatore. Io ero imperfetto, il mio creatore mi aveva abbandonato ed ero solo… in me, giorno dopo giorno, nel vedere la felicità dei miei vicini, si agitava l’amara serpe dell’invidia.

    Sono stato costruito per amare ed essere amato, ma il mio aspetto mostruoso ha reso l’uomo mio nemico, e l’infelicità ha scatenato i miei istinti peggiori.

    Ma non cerco comprensione per la mia infelicità. Non cerco simpatia. Non le troverò mai. Quando cercai comprensione e simpatia, lo facevo perché tutto il mio essere era pieno di buoni sentimenti che volevo condividere.
    Ma ora che la bontà è morta dentro di me, ora che la felicità si è trasformata in disperazione, non cerco più niente. Finché dureranno le mie sofferenze, soffrirò da solo. Quando morirò è giusto che di me si parli soltanto con orrore e disgusto. Una volta mi illudevo di incontrare persone che, perdonandomi la bruttezza esteriore, apprezzassero la bellezza interiore. Ma ora i miei crimini mi hanno ridotto più in basso del più spregevole degli animali. Non si possono trovare malvagità peggiori delle mie. Ero candido come un giglio… sono nero come la pece. Così è: l’angelo si è trasformato in diavolo.

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  • 5

    Un capolavoro che in realtà pochi conoscono realmente.

    Eh già non avevo mai letto Frankestein come molti di voi, e sempre come tanti, non sapevo esattamente la vera storia, solo alcune voci, per esempio che il mostro non era un ritardato mentale e che pot ...continue

    Eh già non avevo mai letto Frankestein come molti di voi, e sempre come tanti, non sapevo esattamente la vera storia, solo alcune voci, per esempio che il mostro non era un ritardato mentale e che poteva parlare con lucida intelligenza.
    Tutti siamo stati fuorviati dai film con Boris Karloff e tutte le altre centinaia di pellicole, alcune geniali come Il Franstein Jr. di Mel Brooks o delle vere ciofeche.
    La realtà del romanzo è una storia di una forte sensibilità, tra senso di colpa, tragedia, orrore(ma non proprio in senso di horror), vendetta, e amore per la vita.
    E' un romanzo gotico sì, ma non in senso stretto, e dimenticatevi qualsiasi clichè riguardo Igor, (chi cazzo è Igor?), o laboratori con tuoni e lampi.
    Magistrali sono le parole del Mostro, che non ha nome, e il suo assomigliare al Satana di Paradiso Perduto di John Milton. La sua voglia di essere compreso e amato, il suo odio verso l'odio che gli umani hanno riversato verso di lui e dentro di lui.
    Lui è il vero protagonista della storia non lo studente/dottor Frankestein.

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  • 5

    un grande capolavoro

    Ho tenuto questo libro nella mia libreria per anni temendolo, pensando che fosse troppo pesante e terrificante..dopo un periodo a leggere libri leggeri avevo bisogno di una bella scossa, dando un occh ...continue

    Ho tenuto questo libro nella mia libreria per anni temendolo, pensando che fosse troppo pesante e terrificante..dopo un periodo a leggere libri leggeri avevo bisogno di una bella scossa, dando un occhiata alla mia libreria ecco che lui sceglie me... quando è così il libro si rivela davvero un gioiello! La narrazione è scorrevole, gli avvenimenti ti travolgono fino alla fine; un romanzo intenso che va oltre alla semplice storia che siamo stati abiutati dalla storia, nessuna rappresentazione cinematografica gli rende giustizia, qui si va oltre all'horror, entriamo in sentimenti, sete di potere e dolore per le cosenseguenza del creatore, e odio e amore della creatura e il suo creatore, la sofferenza di essere un emarginato, un diverso, condannato a restare solo senza essere amato ma bensi disprezzato!
    davvero un grande capolavoro !

    said on 

  • 5

    Per la recensione completa di immagini: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/13/mary-shelley-frankenstein-13-un-classico-al-mese/

    Frankenstein è uno di quei romanzi che hanno dat ...continue

    Per la recensione completa di immagini: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/01/13/mary-shelley-frankenstein-13-un-classico-al-mese/

    Frankenstein è uno di quei romanzi che hanno dato non solo grandiosa fama alla propria autrice, ma hanno anche ispirato generazioni intere di registi, scrittori, artisti e spettatori; considerando che la prima bozza è del 1816 quando Mary Shelley aveva appena 19 anni è a dir poco sorprendente come un’opera abbia influito sull’immaginario comune per quasi duecento anni. Ecco il mio punto di vista.

    Fu nell’estate del 1816 che un gruppo di poeti e letterati trascorse del tempo in un maniero di proprietà di Lord Byron, noto poeta inglese di inizio Ottocento. Tra gli invitati, vi erano anche Percy Shelley e Mary Wollstonecraft Godwin, che allora non era ancora sua moglie, poiché Shelley era sposato. A causa del maltempo, i poeti e scrittori, isolati nella villa decisero di iniziare un gioco letterario: Lord Byron propose di scrivere una storia terrificante, un racconto d’orrore. Avrebbe vinto simbolicamente il più terrificante di tutti.

    Così, Mary, chiusa nella sua stanza, ebbe l’idea di scrivere un racconto che avesse come protagonista un uomo deciso a sostituirsi a Dio e, forse galvanizzata dalle nuove teorie scientifiche dell’epoca, pensò che il suo scienziato avrebbe dato la vita ad un essere diverso dal genere umano. Il racconto vinse, tanto era terrificante, ma faceva anche riflettere, tanto era intenso. Due anni dopo, Mary Shelley pubblicò il romanzo Frankenstein in tre volumi, oggi raccolti tutti assieme nelle varie versioni tradotte in italiano.

    Il romanzo segue uno schema simmetrico: si apre con le lettere di R. Walton, un esploratore polare che scrive tenere missive alla sorella Margaret; in una di queste lettere, descrive come il suo equipaggio abbia tratto in salvo un uomo che vagava per i ghiacci del Polo Nord accompagnato solo da una muta di cani. Il romanzo prosegue con il racconto dell’uomo salvato dai ghiacci, Victor Frankenstein, che febbrilmente e in modo appassionato, racconta a Walton la sua drammatica storia. Nella parte centrale del romanzo, a parlare in prima persona è l’essere che il dottor Frankenstein ha creato. A seguire, riprendere la narrazione in prima persona di Victor Frankenstein e si conclude con un paio di lettere di Walton alla sorella Margaret.

    Quando ho iniziato a leggere Frankenstein indicativamente sapevo a che cosa sarei andata incontro, poiché alle scuole medie la docente di francese ci aveva assegnato come lettura estiva una versione ridotta in francese del celebre romanzo. Ciò che non mi sarei aspettata, era di leggere un libro avvincente e appassionante, che avesse anche il potere di far riflettere intensamente.

    La narrazione è scorrevole, gli avvenimenti si sussegueno in un crescendo di tensione che verrà sciolta solamente alla fine; tanto è intenso il romanzo il lettore è quasi febbrilmente costretto ad arrivare al termine della storia, perché la narrazione lo impone. Inoltre, ho apprezzato molto i toni con i quali viene raccontata la vicenda: i tre narratori – Walton, Victor Frankestein e il mostro – raccontano con vera passione la storia, tanto che il lettore viene letteralmente travolto dagli eventi infausti.

    Victor Frankestein, dopo aver studiato scienze, decide di creare la vita dal nulla, quasi si volesse sostituire a Dio, o volesse ribellarsi agli Dei, come fece Prometeo. Riesce nell’intento e dà vita ad un essere immondo, orrendo, ripugnante. Immediatamente dopo aver infuso la scintilla di vita, il dottor Frankestein si pente e abbandona il mostro a se stesso. Continua a lavorare senza più pensare alla creatura, ma viene riportato alla cruda realtà quando il padre gli scrive della tragica morte del fratellino minore, William Frankestein. Allora Victor capisce che dietro la morte del piccolo non può esserci Justice, la loro governante, ma c’è qualcun altro. O qualcos’altro.

    Quando Victor incontra di nuovo il mostro, la creatura si confessa e racconta i suoi sentimenti e le sue paure: l’essere è solo al mondo, non ne esiste nessun altro della sua specie; gli uomini lo rifuggono, sono disgustati da lui, anche quando egli si mostra amorevole. Inizialmente, la creatura è buona e aiuta da lontano un famiglia di contadini. Ma quando viene scoperto, scoppia il finimondo, e il mostro capisce che non sarà mai gradito da essere umano.

    Maledetto, maledetto creatore! Perché vivevo? Perché in quello stesso istante non ho spento la scintilla di vita che tu avevi così arbitrariamente acceso? Non lo so. La disperazione non si era ancora impadronita di me; ciò che provavo erano sentimenti di rabbia e vendetta. Avrei volentieri distrutto la fattoria e i suoi abitanti, per saziarmi delle loro urla e della loro disperazione [cit. Frankenstein pagina 166]

    L’essere è furibondo con il creatore e il mondo: la sua solitudine è insopportabile, desidera una compagna e chiede a Victor Frankestein di crearne una. Lo scienziato è combattuto, rifugge addirittura alle Isole Orcadi, dove allestisce un piccolo laboratorio. Ma pochi secondo prima di instillare la vita nella compagna del mostro, il dottor Frankestein cambia idea.

    Ora si scatena la vera furia della creatura. Non potrà placarsi finché non avrà la sua vendetta. Finché non avrà rovinato l’esistenza di Victor Frankestein come lui ha rovinato la sua mettondolo al mondo, quel mondo crudele e cattivo che lo rifiuta e lo detesta. Inizia un vero e proprio inseguimento, che porterà i due a sfidarsi e confrontarsi sino alle gelide e spaventose distese polari.

    Frankestein deve il suo grande successo non solo alla storia, manipolata in ogni modo da film, musical, libri e parodie; deve la sua fama anche al fatto che i temi trattati sono sempre attuali: a che punto la scienza può spingersi? Qual è il confine tra la scienza e l’arrivare quasi a sostituirsi a Dio? Cosa succede quando le persone animate da grandi intenzioni vengono deluse dalla società? Perché esiste il male e si può combattere? O necessariamente si deve soccombere?

    Ovviamente, come ogni romanzo si può leggere con diverse chiavi di lettura e ognuno trova la sua. Io l’ho apprezzato perché la narrazione è avvincente e appassionata, qualità rara ahimé nei romanzi di oggi, e ovviamente perché mi ha aiutata a rflettere.

    … Poi, parliamoci chiaro: se un romanzo scritto quasi per caso da una ragazza molto giovane fa parlar di sé da quasi duecento anni, non pensate anche voi che sia un romanzo a dir poco eccezionale?

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    L'ho trovato molto più scorrevole di quanto mi aspettassi, quindi l'ho letto abbastanza velocemente, ma non mi ha convinto molto. Lo stile dei romanzi dell'ottocento, che mi sembra così lontano da una ...continue

    L'ho trovato molto più scorrevole di quanto mi aspettassi, quindi l'ho letto abbastanza velocemente, ma non mi ha convinto molto. Lo stile dei romanzi dell'ottocento, che mi sembra così lontano da una rappresentazione realistica, mi fa sempre storcere un po' il naso e in questo caso ancora di più, quando mi mette davanti episodi che trovo difficilmente plausibili (mi riferisco soprattutto al bagaglio culturale del mostro, assolutamente sproporzionato rispetto a quella che può essere stata la sua 'educazione', ma anche ad altri dettagli meno plateali), impressione che la scelta (in effetti obbligata) di tenersi (molto) sul vago in termini scientifici e pratici non fa che enfatizzare. Poi c'è da dire che stiamo parlando di un libro tanto importante che è ormai diventato parte dell'immaginario comune (e in merito: sorprendente quanto la visione comune del mostro di Frankenstein sia distante dalla versione originale) e anche a ragione, visti i contenuti della trama. Ignorando i due difetti citati sopra, è un libro carico di suggestione e induce spesso alla riflessione su temi importanti. In questo senso mi è piaciuto molto e sicuramente è un classico che prima o poi va letto
    Voto: 6,5

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  • 5

    Excellent!

    I read this book when our English teacher assigned it to my class. I think it is an excellent reading on so many levels.
    First, the language is beautiful, almost poetic, and it teaches you a lot about ...continue

    I read this book when our English teacher assigned it to my class. I think it is an excellent reading on so many levels.
    First, the language is beautiful, almost poetic, and it teaches you a lot about English syntax. It really improved my language, being English my second tongue.
    Then, the characters are greatly shaped, especially the Creature: I believe it is really the main character and it is more human than many "real" human. Knowing that "Frankenstein" has been written by a seventeen-year-old makes everything even more astounding, since in my opinion writing such a book it has to require a special sensibility towards human nature.
    Well, what can I say? Read this book, and it will be time well-spent.

    said on 

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