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Frankenstein o il Prometeo moderno

By Mary Shelley

(31)

| Others | 9788834710012

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Book Description

La fama e l'influsso del "Frankenstein or the Modern Prometheus" di MaryShelley sono stati enormi nella storia della letteratura e forse non c'è altraopera della tradizione gotica che sia penetrata più profondamentenell'immagi Continue

La fama e l'influsso del "Frankenstein or the Modern Prometheus" di MaryShelley sono stati enormi nella storia della letteratura e forse non c'è altraopera della tradizione gotica che sia penetrata più profondamentenell'immaginario collettivo. Romanzo gotico, racconto di science-fiction, ilFrankenstein è tutto questo e soprattutto un vero e proprio "contephilosophique", drammatica rappresentazione dell'alienità e della crudeltàdella tecnologia.

635 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Riassunto

    Dr Frankenstein: Che cosa ho fatto? Sono un miserabile, scellerato, sciagurato, criminale, disgraziato, etc etc...

    Il mostro: Che cosa sono? Nessuno mi capisce, nessuno mi ama, nessuno vuole stare in mia compagnia. Sono un fenomeno da baraccone, un ...(continue)

    Dr Frankenstein: Che cosa ho fatto? Sono un miserabile, scellerato, sciagurato, criminale, disgraziato, etc etc...

    Il mostro: Che cosa sono? Nessuno mi capisce, nessuno mi ama, nessuno vuole stare in mia compagnia. Sono un fenomeno da baraccone, una nullità, etc etc...

    Dr Frankenstein e Il mostro insieme: POVERO ME TAPINO!!!

    Il mostro a Frankenstein: Dammi una compagna...

    Frankenstein: NO

    ...sono tormentato...

    ...sono ancora tormentato...

    NO

    ...sono davvero davvero tormentato...

    Sempre Frankenstein: Sì, ma sarà giusto? Sono il suo schiavo , la sua vittima, il suo prigioniero, il suo servo, il suo succube... etc etc...

    Allora NO!

    Il mostro a Frankenstein: Che tu sia maledetto, ti estirpo la famiglia. Sono un mostro, nessuno mi capisce, nessuno mi ama, nessuno vuole stare in mia compagnia. Sono un fenomeno da baraccone, una nullità, etc etc..

    Dr Frankenstein: Che cosa ho fatto? Sono un miserabile, scellerato, sciagurato, criminale, disgraziato, etc etc...

    Il finale scoppiettante non ve lo dico ahahahahah
    Un incubo, sì... arrivare alla fine.
    Che noia.

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    quandonehovoglia said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    年代久遠的經典

      帶有科幻元素的恐怖小說,但驚悚之感對現代讀者應該很難感受。經典角色的創意,和後續衍伸作品相比也略顯單薄。科學怪人被無端的憎恨和誤會,對比現實社會,被視為異類的人,儘管所作所為不影響他人,仍然會遭受種種不變。感覺無容身之處的心境應該也是相同的,那最後對造物主的控訴,若因時代演進,代以對社會主流意見的控訴也頗為貼切。若不考慮成書先後順序,科幻設定上的創意與新奇是會隨時間失色的,但是人性的描寫卻永遠不會。

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    廖顯庭 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo

    Conoscevo questo libro solo mediante la sua trasposizione cinematografica, la quale è completamente diversa da quella letteraria.
    Il film si merita tre stelle, ma il libro è eccezionale, ti coinvolge pagina dopo pagina, nel film il mostro è nulla più ...(continue)

    Conoscevo questo libro solo mediante la sua trasposizione cinematografica, la quale è completamente diversa da quella letteraria.
    Il film si merita tre stelle, ma il libro è eccezionale, ti coinvolge pagina dopo pagina, nel film il mostro è nulla più che un animale violento, qui è un essere solo, con dei sentimenti, con le sue paure e debolezze, in certi momenti lo senti tra quelle righe il suo dolore.
    Insomma è un libro che inevitabilmente si fa amare.
    Da leggere assolutamente se siete amanti del brivido.

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    Mauro said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “I diversi risvolti della vita non sono mutevoli quanto i sentimenti della vita umana”

    E' stato uno dei primi libri che ho letto in pre-adolescenza, quando il mio amore per i romanzi gotici era appena sbocciato...
    Victor Frankenstein ha dato vita a una creatura, come qualsiasi altro essere umano, ma purtroppo non l'ha rivestita di graz ...(continue)

    E' stato uno dei primi libri che ho letto in pre-adolescenza, quando il mio amore per i romanzi gotici era appena sbocciato...
    Victor Frankenstein ha dato vita a una creatura, come qualsiasi altro essere umano, ma purtroppo non l'ha rivestita di grazia, condannandola così a una vita di emarginazione e solitudine.
    Perché ha fatto tutto ciò? Una creatura chiede di essere messa al mondo? Con quale diritto un essere umano, con tutti suoi difetti e le sue debolezze, può innalzarsi al ruolo di Dio?
    Sono alcuni dei tanti interrogativi che mi sono posta dopo la sua lettura.
    Non sono mai riuscita a dare una risposta a queste mie domande, né sono mai riuscita a dare una vera interpretazione a questo romanzo.
    Un libro dalle mille sfaccettature e dai mille significati che ognuno può cogliere e interpretare secondo la sua personalità, il suo modo di vivere e di pensare.
    Una parabola dell’uomo che vuole innalzarsi a creatore, che vuole sostituire un’entità divina e che viene punito nel modo peggiore, con la rivolta del suo essere imperfetto, che da lui chiedeva soltanto amore e affetto, come qualsiasi figlio al proprio padre.
    Quella creatura, quell’essere così orribile, ripugnante, non è diversa da noi che ci reputiamo esseri “normali”, come noi cerca comprensione, cerca accettazione in un mondo che non lo vuole, che lo rifiuta senza una ragione valida, solo perché ha un aspetto diverso dal nostro.
    Cerca qualcosa che lui non potrà mai suscitare negli altri, l’affetto, l’amore, l’amicizia.
    E’ il destino di chiunque si senta non all’altezza degli altri, di chiunque soffra di una profonda mancanza di autostima, che lo porta, a volte, anche a farsi del male.
    È quell'essere orribile il mostro o colui che l’ha creato senza assumersi le responsabilità del suo gesto?
    È legittimo per un uomo dare la vita a un altro essere, pentirsene e scappare?
    I temi che questo romanzo porta avanti sono molteplici e l'autrice non ci da una risposta, lascia a noi lo spazio per riflettere, per domandarci perché ancora oggi certi aspetti come la diversità ci terrorizzino a morte.
    E non sanno quanto male faccia il sentirsi rifiutati…

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    Banshee said on Jun 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dublino, San Pietroburgo e Krakovia sono al confine franco svizzero, in una villa vicino a un lago, perché domani Francia e Svizzera si incontrano nel secondo turno del girone E dei Mondiali di calcio in Brasile. Giocano domani quindi stasera si stan ...(continue)

    Dublino, San Pietroburgo e Krakovia sono al confine franco svizzero, in una villa vicino a un lago, perché domani Francia e Svizzera si incontrano nel secondo turno del girone E dei Mondiali di calcio in Brasile. Giocano domani quindi stasera si stanno rompendo le palle e mi hanno chiamato. Io mi sono appena mangiato un Magnum Infinity, quello con le nocciole e il cioccolato dentro. Tutti e tre sembravano sorpresi di non avermi trovato con i pop corn in bocca, ma io gli ho detto, ei, mica mangio sempre pop corn. Ho voluto esagerare e ho detto che non li mangio da giorni, ma una cazzata così grande non se la bevono. A dire la verità ci ho pranzato e quasi cenato, ma certe piccole bugie le dico benissimo. San Pietroburgo mi ha chiesto che piani ho per la serata e io gli ho detto nulla, forse un porno. Perché non esci e vai a conoscere una ragazza?, mi ha detto lui, che è gay. Mi piacerebbe ma non so come fare, lo sai no, mi mancano dei passaggi. Questo è vero e loro lo sanno, ma sapere non basta. Ogni tanto questa domanda torna. E la risposta è sempre la stessa, mi sono scordato. Io lo sapevo come si parlava con una ragazza appena conosciuta. Non so cosa è successo poi mi sono dimenticato. Secondo me è successo quel giorno che sei tornato bambino, dice sempre Krakovia, e io sotto sotto credo che abbia ragione. Comunque non è interessante, ditemi voi piuttosto che fate lì, è tanto che non ve ne state un po' da soli, ho detto io. Per adesso abbiamo acceso il fuoco. Stavamo pensando di raccontarci storie di paura, ha detto Krakovia. Bello, ho detto io, e a quel punto mi ha scritto Roma. Gli ho detto che ero in chiamata con Dublino e gli altri e ha detto, meglio, avete vinto. Di che parli?, ho detto io. La tipa, la tipa con cui stavo uscendo, è finita. Cazzo, ho detto io, che è successo?, non lo so mi ha cominciato a fare storie per come mi vesto, per come parlo, per tante altre piccole cose. L'ho detto a Krakovia e lei impassibile mi ha chiesto, quanto tempo è passato? Ho girato la domanda a Roma, che ha detto, 3 mesi e una settimana. Cazzo, fa Krakovia, quel ciucciakazzi di New York, ha vinto lui. Cazzo, le ho fatto eco io, ma poi ho ragionato. A me non importa, io non gliela pago. Perché no?, ha detto Krakovia, non fare la merda. No, ho detto, non gliela pago io sto ancora aspettando di riscuotere dalla scommessa su Magone. Di che parli?, ha chiesto Krakovia. Tu non ti preoccupare, le ho detto, chiedi poi a Dublino. Dublino annuiva nell'angolo sinistro dello schermo. Va bene, allora andiamo con queste storie?, ha detto San Pietroburgo. Va bene, ha detto Krakovia, vuoi rimanere anche tu?, mi ha chiesto lei. No, ho fatto io, ma se esce fuori qualcosa di buono mandatemela. Grande idea, ha detto Dublino, ci registriamo. Bello, ho detto io, e poi è saltata la connessione.

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    (skate) said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

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