Fratelli d'Italia

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 274)

3.9
(122)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1372 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845910008 | Isbn-13: 9788845910005 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un romanzo di avventure intellettuali e picaresche attraverso le follie del boom economico e le metamorfosi della società e del paesaggio, delle illusioni e dei caratteri. Notti senza fine di giovani che discutono dei loro autori e dei loro amori fino all'alba, progettando grandi opere letterarie, teatrali e musicali. Affetti, utopia, irrisioni e rivolte contro un oppressivo establishment culturale e politico. Ma anche la verve della café society, quando Roma era una capitale cosmopolita e "passavano tutti di qui" e le donne erano "molto più belle e più intelligenti e spiritose e anche più alte degli uomini corrispondenti". E che cosa significa aver vent'anni e molti desideri, nell'Italia di Petronio, di D'Annunzio e di sempre...
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  • 5

    Il capolavoro e summa dello stile di Alberto Arbasino è stato scritto nel 1963, riveduto nel 1967 e infine nel 1991. L'ultima versione è di circa 1.300 pagine. Alcuni sostengono che la prima sia anche ...continua

    Il capolavoro e summa dello stile di Alberto Arbasino è stato scritto nel 1963, riveduto nel 1967 e infine nel 1991. L'ultima versione è di circa 1.300 pagine. Alcuni sostengono che la prima sia anche la migliore. Il romanzo è stato scritto per la prima volta negli anni del Boom economico, come atto d'amore per alcuni romanzi-saggi totali quali la Recherche, L'uomo senza qualità e il Doktor Faustus.

    I temi principali del romanzo sono quello del viaggio (viaggio libresco, ma anche viaggio in Italia) e quello di formazione, degli anni decisivi di formazione artistica - discorsi di idee che ti cambiano la vita come gli incontri con certe persone o musiche -, stagioni che non ritornano. A questi due grandi temi si sovrappone quello della cena letteraria erudita tra una folla di personaggi intellettuali in corsa frenetica attraverso le capitali del Rinascimento e del Boom e dei Festival.

    La peculiarità del romanzo sta proprio in questo essere un romanzo-conversazione, che è un'estensione del romanzo-saggio, del romanzo di idee. Ci si può aggirare tra le sue pagine come in quei grandi ricevimenti dove si chiacchera di tanti argomenti in molte sale e salotti. La struttura è circolare, cioè la fine del romanzo si aggancia e si identifica col proprio inizio. La storia in se è meno interessante delle cose che capitano, è una formalità o una convenzione, un dovere mondano.

    Fratelli d'Italia è un romanzo squisitamente intellettuale e, si, frivolo, ed è molto divertente, con i suoi pranzi libreschi che trovano precedenti in Petronio e Proust e Musil; le sue "sublimi chiacchere"di temi letterari internazionali intorno a uno spaghetto, la realtà e la vita "montate" in conversazione, e un proprio linguaggio "camp" inventato per la strada e a tavola. Arbasino ha dato alla nostra lingua una "leggerezza" che le mancava.

    ha scritto il 

  • 2

    Una lettura da incubo

    Logorroico. Interminabile. Narcisistico-
    A forza di parodizzare i birignao degli anni Sessanta del Novecento, Arbasino dà vita a una specie di autoparodia.
    A distanza di tanti anni l'opera appare irr ...continua

    Logorroico. Interminabile. Narcisistico-
    A forza di parodizzare i birignao degli anni Sessanta del Novecento, Arbasino dà vita a una specie di autoparodia.
    A distanza di tanti anni l'opera appare irrimediabilmente invecchiata, anzi datata.

    ha scritto il 

  • 4

    Ce l'ho fatta. C'ho messo dei mesi, tanta fatica e finalmente me lo sono levato dalle scatole. Finalmente si, perchè 1370 pagine francamente le ho trovate un tantino eccessive. Il problema è sempre qu ...continua

    Ce l'ho fatta. C'ho messo dei mesi, tanta fatica e finalmente me lo sono levato dalle scatole. Finalmente si, perchè 1370 pagine francamente le ho trovate un tantino eccessive. Il problema è sempre quello: Arbasino putrtoppo NON scrive come parla. Quando parla lo si starebbe ad ascoltare per ore. La sua sublime arte oratoria condita da aneddoti divertenti e mai banali lo rende un personaggio unico, senza pari nel panorama della cultura italiana. Quando scrive, invece, molte (troppe) volte si ritrova a sguazzare nel proprio stile, tra autocompiacimento e sterilità narrativa. Ad onor del vero, devo riconoscere che più di qualche risata me la sono fatta leggendo queste interminabili pagine. Quando vuole, Arbasino sa essere un fine umorista e ci regala dei bei momentini, aneddoti, frasi e aforismi degni di nota. Putrtoppo questo libro mi ha regalato anche tanti sbadigli. Mi astengo dal dare giudizi tecnici, anche perchè non ne sarei in grado. Sicuramente, quando uscì, Fratelli d'Italia fu un libro importante, rivoluzionario e dissacrante, che scardinò le strutture e le convenzioni del romanzo tradizionale in Italia. Oggi però, nel 2014, il peso dei suoi 51 anni si fa sentire tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    imponente

    "E se si vuol fare una ricerca seria bisogna uscire del tutto dal romanzo, entrare nel laboratorio, tra facce di iniziati orribili... e i collages di parole... e le fotografie delle macchie d'umidità ...continua

    "E se si vuol fare una ricerca seria bisogna uscire del tutto dal romanzo, entrare nel laboratorio, tra facce di iniziati orribili... e i collages di parole... e le fotografie delle macchie d'umidità sui muri... Vorrei morire..."
    "Prendi un Cointreau on the rocks".

    Affresco grandioso e franante di uno sregolato Viaggio in Italia anni Sessanta: calderone ribollente di spunti, dalla narrativa al gossip al saggio letterario all'appunto, con vette di acuta ironia. Mai volgare, spesso enciclopedico (per il piacere di chi sa cogliere le citazioni mai sciolte da note); apparentemente snob e allegrissimo, sottilmente invece drammatico come infine esplicita l'ultima riga. Racconto lucidissimo, indimenticabile: in un italiano limpido, che non vuole farsi complicato per esprimere concetti complessi. Capitale.

    ha scritto il 

  • 1

    Ma che palle di libro..

    Probabilmente il libro più noioso ed illeggibile mai stampato. Lo presi non so bene grazie a quale rimbalzo da altra lettura che lo citava in positivo. Insostenibilmente pesante per un ragazzo di vent ...continua

    Probabilmente il libro più noioso ed illeggibile mai stampato. Lo presi non so bene grazie a quale rimbalzo da altra lettura che lo citava in positivo. Insostenibilmente pesante per un ragazzo di vent'anni che lo affronta nel 2000. Le 100 pagine che sono riuscito a leggere si susseguivano afose tra manierismi linguistici e artificiosi pezzi di bravura. Insopportabile, non lo voglio nemmeno rivedere.

    ha scritto il