Fratture

di | Editore: Keller
Voto medio di 13
| 11 contributi totali di cui 6 recensioni , 5 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Sono molte le vite che popolano questo piccolo e intenso libretto scritto da Irit Amiel, sopravvissuta alla Shoah dopo aver passato i primi anni della guerra rinchiusa nel ghetto di Cestocova. Una scrittura densa e poetica che le è valsa ... Continua
Ha scritto il 25/04/15
“Nessuno dica più che sulla Shoah tutto è già stato scritto, perché ogni singola frase di questa raccolta è una prova palese che quella voragine è senza fondo.” (Lezione sull’essere umano di Henryk Grynberg [Postfazione], p. 137)
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Ha scritto il 23/09/13
Fratture inevitabili. Non quelle della Storia, ma delle singole persone. Non vittime, persone. Il maggior merito di Amiel è proprio questo. Ricordare attimi di pienezza, anche se dolorosi e terribili. Vite esplose, ma pur sempre vite.
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Ha scritto il 08/07/12
“Se prima erano tutti condannati a morire, ora quelli che l’hanno scampata, sono condannati a vivere.” Non c’è alcuna differenza quando Irit Amiel scrive in versi o in prosa: sempre poesia è. Lei è una sopravvissuta alla Shoah, è ...Continua
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Ha scritto il 21/04/12
“Ricorda!”E’ l’imperativo con il quale Irit Amiel, diretta testimone di quella tragedia che ha macchiato indelebilmente la coscienza dell’umanità, conclude il suo libro.Ricordare quel passato che fu Orrore perché possa esservi speranza ...Continua
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Ha scritto il 20/01/11
di Camilla Gaiaschi su "La Repubblica delle Donne"
di Camilla Gaiaschi su "La Repubblica delle Donne" del 15/5/2010 Che altro scrivere quando tutto pare già essere stato detto? Se, parafrasando Henryk Grynberg nella sua postfazione a Fratture, la letteratura sull'Olocausto oggi manca di "mezzi ...Continua
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Ha scritto il Apr 21, 2012, 13:54
Poi, a uno a uno, cominceranno a dissolversi insieme al tempo dell'inverno, e a svanire nella nebbia serale come delle apparizioni notturne, lasciando dietro di sè l'Undicesimo Comandamento:Racconta sempre di noi! Ai tuoi figli, nipoti e pronipoti! ...Continua
Pag. 133
Ha scritto il Apr 21, 2012, 13:51
Non ci rendevamo ancora conto che la paura non finisce mai, forse solo con l'ultimo respiro.
Pag. 126
Ha scritto il Apr 15, 2012, 13:49
Con il suo ebraico anacronistico mi raccontava la storia del nostro popolo. Parlava dell'Esilio, dello Sterminio, della Salvezza. Nella sua bocca tutte quelle vicende assumevano un sapore diverso che sui libri. Prendevano vita, spiegavano le ali. Mi ...Continua
Pag. 69
Ha scritto il Apr 15, 2012, 13:45
Ogni essere umano, specie se ebreo, dovrebbe possedere un pezzetto di terra. Un pezzetto di terra dove poter piantare qualche carota, cipolla e patata, per non crepare di fame. Un pezzetto di terra propria, dove poter mettere radici.
Pag. 68
Ha scritto il Apr 14, 2012, 09:10
C'è ancora una cosa importante che Fania ricorda.Era l'estate del suo primo anno nel Paese. Stava calando il crepuscolo. Il sole, striando il cielo di rosa, si portava lentamente verso le alture del Giboa per eclissarsi dietro il corteo di vette ...Continua
Pag. 33

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