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Freakonomics

O Lado Oculto e Inesperado de Tudo que nos Afeta

Por ,

Editor: Campus

4.1
(2847)

Language:Português | Number of Páginas: 266 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi traditional , Chi simplified , Spanish , German , French , Italian , Dutch

Isbn-10: 8535215042 | Isbn-13: 9788535215045 | Data de publicação:  | Edition 1

Category: Business & Economics , Non-fiction , Social Science

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Descrição do livro
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  • 4

    值得看看的一本好書

    作者分析的內容相當的平易近人
    從書名就可以得知他的經濟學是分析
    我們習以為常的事物
    (Freakonomics, 直譯怪胎經濟學)
    有時我們對於看似答案的答案深信不疑
    但作者透過數據的分析來告訴你
    你錯了
    是本值得看看的一本好書

    dito em 

  • 5

    很有趣的一本書

    與其說它是經濟學的書籍,不如說這是一本創意書。
    跳脫學術的框架,用很多有意思的角度去觀察一個事件,一個現象。
    問題的答案不只有一個,取決於你的切入角度為何。
    很能激發我的想像力:)

    dito em 

  • 4

    推荐序說作者為經濟學界的超新星,但我不懂經濟學,不曉得這到底是經濟學的運用還是統計學的運用。但看完之後令人想去摸本經濟學課本讀讀,看讀完之後能不能像作者般將經濟學模型使用的瀟灑自如,這就是後話了

    dito em 

  • 3

    很有趣的一本經濟書, 眼見未必為真, 直接的因果也未必如表面簡單, 專家不過是一個形象...很有黑天鵝的意味.

    前半本蠻好看的, 結尾卻有點流於草率...

    dito em 

  • 4

    歡樂無窮.滿足你好奇心的「蘋果橘子經濟學」
    這本書沒有甚麼大道理.就是一個又一個的問題與回答
    像是美國教師為了成績竄改學生答案(利用了數學公式法揪出這個現象)
    還有墮胎法案的通過居然間接的使犯罪率下降
    這本書其實跟經濟學沒有太大關係.但是可以看清許多的事實

    dito em 

  • 4

    頗有意思的....科普嗎....(???)
    雖然怎麼看都不是科普但有點不知道該如何形容本書,就是統計學+經濟學+社會學的深入淺出理論著作這樣。
    因為很少看這種書所以感到滿有趣的。

    天才的特色就是他們的思考邏輯很跳躍,而且轉得很快。從乍看風馬牛不相及的美國墮胎令跳到犯罪人數減少,雖然異想天開但說服力頗強。提出了許多有趣的社會現象,像是教師作弊,還有房仲賣屋傾向,以及毒販的企業化經營導向wwwww算是 ...continuar

    頗有意思的....科普嗎....(???)
    雖然怎麼看都不是科普但有點不知道該如何形容本書,就是統計學+經濟學+社會學的深入淺出理論著作這樣。
    因為很少看這種書所以感到滿有趣的。

    天才的特色就是他們的思考邏輯很跳躍,而且轉得很快。從乍看風馬牛不相及的美國墮胎令跳到犯罪人數減少,雖然異想天開但說服力頗強。提出了許多有趣的社會現象,像是教師作弊,還有房仲賣屋傾向,以及毒販的企業化經營導向wwwww算是從以前未曾揣想過的角度去看世界吧

    許多事情換個角度來看就會有不一樣的看法,社會本身就是一種很莫名其妙的精巧結構,如果放開眼界去看,就能得到跟他人不一樣的啟示。不過看本書有個疑問,就是總覺得裏頭的論點都非常結果導向,應該說作者根本就是開金手指先看到答案,在找些數據來整合統計證明這樣。沒錯,許多研究都是這樣誕生的,但我的疑慮是既然你都知道結果了,找來的證據當然也會都是從能論證結果的方向來找吧....實際上我覺得應該還有更多細節或角度可以再討論。但想想這本書本來就是寫給一般老百姓(?)看的,或許也有不少刪減或省略的部分沒提吧?可能我的疑問在論文原著裡就解決了也不一定,說來說去這只是我的一點小牢騷而已啦,這本書還是滿有趣的

    dito em 

  • 3

    Mi aspettavo curiosità statistiche più sottili e sorprendenti, invece gli autori si limitano ad applicare strumenti statistici standard a contesti insoliti, senza che necessariamante le conclusioni si ...continuar

    Mi aspettavo curiosità statistiche più sottili e sorprendenti, invece gli autori si limitano ad applicare strumenti statistici standard a contesti insoliti, senza che necessariamante le conclusioni siano insolite o controintuitive. Comunque scorre piacevolmente e ci sono spunti interessanti qua e là.

    dito em 

  • 4

    Una recensione (piuttosto lunga e che parla anche del libro The Undercover Economist , che ha una impostazione molto simile), sul mio blog http://www.robertosedda.it/?p=3692

    È un po' difficile estrapo ...continuar

    Una recensione (piuttosto lunga e che parla anche del libro The Undercover Economist , che ha una impostazione molto simile), sul mio blog http://www.robertosedda.it/?p=3692

    È un po' difficile estrapolare un pezzo singolo, ma potrebbe essere questo:

    Il problema però è che è abbastanza difficile sostenere che il libro di Levitt e Dubner sia un libro di economia. Non ho letto gli articoli scientifici con cui Levitt ha affrontato buona parte delle domande che ho elencato e coi quali ha vinto importati riconoscimenti accademici, ma la rozzezza (almeno apparente) della sua strumentazione culturale è sconcertante: le persone reagiscono a incentivi. Punto. Ammette, da qualche parte, che gli incentivi possono non essere solo economici, ma insomma: la sua visione degli attori economici sembra, al fondo, abbastanza schematica. L’altro punto ricorrente è l’attenzione alla disparità di informazioni fra gli attori coinvolti, che è in sé un incentivo a sfruttare questo vantaggio (gli economisti direbbero: vantaggio competitivo) per trarne guadagno, il che rende appunto malfidate categorie dotate di un monopolio informativo come i vostri avvocati, agenti immobiliari o, beh, economisti. È un concetto più “fine”, più moderno, ma l’incrocio fra questi due strumenti produce una visione della realtà tutto sommato abbastanza, lo immaginerete, grama, appunto.

    Anche la strumentazione economica di Levitt sembra ugualmente elementare: la stima di regressioni lineari (per i non economisti: sono strumenti statistici e matematici avanzati, ma non preoccupatevi, fidatevi di me, funziona uguale se vi dico che Levitt usa i tarocchi per le sue indagini) per confrontare diverse variabili e capire quali sono le cause di ciascun fenomeno studiato. Ovviamente la storia non è tutta qua, perché Levitt ha la capacità geniale di intuire quale insieme di dati statistici scandagliare e quali grimaldelli utilizzare perché la sua stima delle variabili dia risultati che a altri economisti sono sfuggiti. Però non è economia. Almeno: non del tutto.

    Esempi? Quello più controverso, e che ha portato Levitt all’attenzione dell’opinione pubblica americana, è che l’introduzione dell’aborto legale negli Stati Uniti ha comportato una variazione demografica (la maggior parte degli aborti sono stati praticati su madri povere e appartenenti a minoranze etniche) che ha fatto sì, detto in parole povere, che nascessero meno potenziali criminali. Capite che negli Stati Uniti quando ha pubblicato l’articolo è scoppiata una polemica senza fine.

    freakonomics italianoIl punto che mi ha colpito di più, però, è quello che riguarda gli insegnanti. A un certo punto Levitt si accorge che i test obbligatori somministrati agli studenti di Boston alla fine di ciascun anno di corso, e sulla base dei quali vengono valutate le scuole e distribuiti premi in denaro importanti, costituiscono uno scenario perfetto per la sua idea che la combinazione di asimmetrie informative e incentivi economici costituisce un mix perfetto che induce gli attori ad approfittarne. Così elabora un algoritmo complicatissimo che permette di vedere se ci sono stringhe di risposte successive sospette, che sembrano suggerire che un insegnante abbia cancellato quelle dello studente e le abbia sostituite con le sue, giuste. L’algoritmo funziona e una ventina di insegnanti fedifraghi vengono individuati e licenziati.

    Un pezzo di bravura non da poco, ma non è economia, è roba da anatomi-patologi, da CSI. L’unico elemento puramente economico è il mix incentivi/asimmetrie informative, che è noto da tempo e fra gli economisti va sotto il nome di moral hazard – dimostrare che è all’opera fra gli insegnanti o fra i lottatori di sumo è interessante, ma poi manca il resto: c’è una soglia di incentivo economico oltre la quale si bara ma al di sotto della quale invece no? Il sistema di incentivi economici alle scuole basato sui test di valutazione di fine anno degli studenti è corretto o il fatto che gli insegnanti barino segnala una debolezza del sistema? Dopotutto la particolarità dell’azzardo morale è che non basta che ci sia l’opportunità perché le persone ne approfittino, come sa chiunque abbia lasciato la macchina aperta con le chiavi nel quadro davanti a uno tzilleri di paese: se siete di bidda avrete ritrovato la macchina, nell’altro caso forse no. Oppure: il numero di insegnanti che hanno manipolato i test è significativa rispetto al totale o si tratta di un fenomeno trascurabile?

    Sono insomma tutte domande legittime e molto “economiche”, ma sono apparentemente fuori dell’orizzonte, non tanto del libro, ma proprio di Levitt stesso. E questo rende un po’ grama, per continuare a usare l’espressione, la lettura di Freakonomics: che è divertente ma lascia un po’ alla fine a bocca asciutta, per non parlare dell’aridità “morale” di qualche ragionamento (paradossalmente, non nel caso del rapporto aborto/criminalità, dove Levitt e Dubner, forse resi accorti dalle polemiche, si muovono con molta delicatezza e rispetto di tutte le opinioni). Anche perché molte conclusioni, per quanto brillantemente argomentate, ridotte al nocciolo non sono proprio sconvolgenti: il lungo capitolo sull’arte di essere genitori si conclude con la scoperta che Pierino figlio del dottore a scuola va meglio di Mario la cui madre lava le scale – diciamo: c’era già arrivato don Milani cinquant’anni fa, eh!

    dito em 

  • 3

    我先看了電影版,覺得蠻有趣;但書本版卻覺得冗長沉悶,不知道是不是翻譯的問題,有個別句子明顯是英文的句法,用中文(尤其是廣東話) 讀來十分生硬。數據很多,但屬於過多,加上都是美國案例,不是人人會感興趣。最後談父母為子女命名一章,一列又一列的名字,簡直煩死人,看完也一無所得,十分抱歉。

    dito em 

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