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Freddo sud

By Liza Marklund

(306)

| Paperback | 9788831708951

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Book Description

A Marbella, l'intera famiglia di Sebastian Söderström, idolo svedese di hockey sul ghiaccio, viene sterminata da un attacco con il gas a opera di una banda di rapinatori. Una tragedia che sconvolge la comunità straniera di ricconi e celebrità, che si Continue

A Marbella, l'intera famiglia di Sebastian Söderström, idolo svedese di hockey sul ghiaccio, viene sterminata da un attacco con il gas a opera di una banda di rapinatori. Una tragedia che sconvolge la comunità straniera di ricconi e celebrità, che si godono le meraviglie della Costa del Sol protetti da alte mura e sofisticati sistemi d'allarme. Annika Bengtzon raggiunge la Spagna come inviata della Stampa della sera, lasciandosi per qualche giorno alle spalle a Stoccolma la sua faticosa routine di casa-lavoro-bambini, complicata dall'imminente divorzio da Thomas e da un nuovo superiore che la perseguita in redazione. Mentre la polizia spagnola è pronta ad archiviare il caso, lei si convince che i Söderström non siano morti per l'errore di qualche ladro anonimo: qualcuno ha progettato di ucciderli. Vulnerabile e testarda, Annika cerca la verità in un ambiente dove i segreti vengono custoditi per generazioni: al di là delle sontuose facciate, trova un mondo parallelo di corruzione e droga, che un filo di sangue lega a uno sperduto podere della Svezia. Professionista della documentazione, Liza Marklund costruisce la nuova inchiesta della sua reporter Annika Bengtzon basandosi su fatti reali, e dà vita a un thriller di grande suspense che, abilmente combinato con storie di vita quotidiana, fa emergere spietatamente gli abissi della cosiddetta società bene.

47 Reviews

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    Giallo un po' pretenzioso: intrighi internazionali un po' ovvi smascherati da una giornalista, mentre la polizia arranca nel buio...poco credibile. Lettura leggera.

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    Slowsloth said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The author picks up from previous novels in the series with Annika Bengtzon plying her trade doggedly as a reporter for Sweden’s Evening Post. The plot takes her to the Costa del Sol and Morocco following the robbery and murder of a well-known retir ...(continue)

    The author picks up from previous novels in the series with Annika Bengtzon plying her trade doggedly as a reporter for Sweden’s Evening Post. The plot takes her to the Costa del Sol and Morocco following the robbery and murder of a well-known retired hockey star and his family, except for a 16-year-old daughter by a former marriage who miraculously escaped the slaughter but goes missing. Annika follows the story, despite being assigned several silly assignments by her news editor, in an effort to not only find the girl but also to discover why the family was gassed to death.

    Meanwhile Annika’s personal and professional lives continue in turmoil, as she is divorced, and now suspected of burning down her house (so the insurance money is frozen), and her attitude is less than appreciated at the newspaper where her superiors wrestle with a decision on what to do with her despite her superior production. Notwithstanding it all, she plods on to fulfill her mission.

    The cast of characters remains constant throughout the series, reappearing in this entry and providing continuity. At times, the 544-page book is difficult to read. Whether it is the author’s constant repetition of thoughts and phrases or a reflection of the translation is difficult to determine, but the novel is well worth the effort to read. Obviously, the seeds of the next installment have been sown so we have something to look forward to.

    Highly recommended.

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    Gloriafeit said on Apr 30, 2014 | Add your feedback

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    Torniamo ai nostri seriali - 23 mar 14

    E così finalmente si conclude la così chiamata “trilogia della separazione” (almeno così l’ho chia-mata io, come separazione tra i protagonisti ed anche tra raziocinio e realtà). Cominciata come detto con “Il testamento di Nobel” (da tempo tramato) e ...(continue)

    E così finalmente si conclude la così chiamata “trilogia della separazione” (almeno così l’ho chia-mata io, come separazione tra i protagonisti ed anche tra raziocinio e realtà). Cominciata come detto con “Il testamento di Nobel” (da tempo tramato) e continuata con il da poco letto e sopra tramato “Finché morte non ci separi”, ora finalmente (almeno credo) vengono chiuse tutte le parentesi aperte nei libri precedenti. Con questa tecnica (un po’ falsa) di far finta di risolvere qualche mistero, per poi riaprirlo e darne nuove soluzioni. Insomma, un libro che mi ha mosso sentimenti altalenanti: dal piacere della scrittura al nervosismo di meccanismi smaccatamente commerciali. Ma come mi insegnava la mia maestra di comportamento, cominciamo con le note positive. La scrittura questa volta è molto più scorrevole del precedente. Non ci sono molti “tempi morti” e, benché 500 pagine siano un po’ lunghe, si va discretamente veloci alle soluzioni (anche perché si fanno passare mesi tra le varie sezioni, e non ci si accumula tutto in pochi e sparuti giorni). Dal punto di vista dell’intreccio, il killer donna dell’incendio è finalmente acclarato chi sia, ed Annika potrà finalmente riscuotere i soldi dell’assicurazione. L’ex-amica Anna è final-mente uscita di scena (e speriamo non torni). I figli, Erica e Kalle ci sono, ma stanno al loro po-sto, com’è giusto che sia, senza interferire con la vicenda. Che finalmente trova la sua quadra-tura: è tutto compreso in un grande giro internazionale di droga. C’è la fattoria in Marocco dove si coltiva la cannabis destinata ai mercati europei. Fattoria gestita da Fatima che risulta essere la prima moglie di David (il poliziotto ucciso nel romanzo precedente). Davide che aveva stretto un sodalizio giovanile con Filip e Yvonne (i due fratelli assassini) e Victoria (giovane avvocato, dedita al riciclaggio dei soldi con uno studio a Gibilterra). Ed è nella Costa del Sol che si svolge la maggior parte del libro, tra Malaga e Marbella. Nella grande comunità svedese. Dove vengono uccisi Victoria, con la madre, il marito e due figli. È un regolamento di conti (ma si saprà con molto ritardo), comandato dal carcerato Filip, in attesa di essere liberato, dopo che Yvonne è stata uccisa dalla polizia nel romanzo precedente, e di conseguenza accusata sia della morte di David (giustamente) sia delle uccisioni di due libri fa (ingiustamente, che il colpevole era proprio Filip). Il tutto condito dalla presenza di Nina, la sorella “buona” di tutta la banda, che invece delle strade del crimine, ha preso quelle della legge. E sarà lei che, alla fine, metterà il punto fermo alle tribolazioni della storia, riuscendo a far quadrare i conti della giustizia con quelli privati. Il tutto condito con altri elementi, che vanno a poco a poco scendendo nel meno interessante, fino allo scassamento. Da una parte, la storia parallela delle tre amiche (che poi sarebbero le madri di Filip, Victoria e Nina) e delle loro storie giovanili, collegate (ma che ci sarà di interessante?) con il fatto che la madre di Filip non è svedese, ma è figlia di un qualche gerarca nazista (ed al-lora??). Storia che la Marklund ci propina attraverso un finto libro scritto da Siv, la “buona” del trio (e vediamo se capite di chi può essere la madre…). Dall’altra i tentativi di emancipazione di Annika. Prima con un sottosegretario che purtroppo è anche il capo di Thomas, e malgrado pos-sibili simpatie finisce (per ora) in una bolla. Poi con un poliziotto in missione in Spagna, dove sembra andare meglio (almeno si fa del sesso), ma che poi senza motivo scompare. Il tutto vissuto da Annika con sensi di colpa. Tanto che verso la fine, l’autrice sembra ipotizzare che la storia tra Thomas e la troia Sofia sia al lumicino, e che i nostri (per il bene dei figli… – ma che c…a!), sembra si vogliano rimettere insieme. Una parte di storia veramente debole e con intenti troppo consolatori (sembra quasi che la scrittrice faccia dei sondaggi con i lettori, ed orienti le sue scelte verso quelle più di cassetta). E sullo sfondo e per finire, le vicende sociali: la crisi svedese (come in tutta l’Europa) esemplificata dalla crisi del giornale di Annika, con ristruttura-zioni, licenziamenti, promozioni di incompetenti. Un tentativo di fare “gialli alla Wahlöö” vera-mente poco riuscito. Infine, tanto per gradire, un ultimo colpo di bacchetta ai maghi dei titoli. Qui si raggiungono vette di idiozia fulminante. Ora “Freddo Sud” si suppone che sia qualcosa ambientato in un Sud per qualche motivo (climatico o comportamentale) più freddo di qualche Nord. La maggior parte del libro si svolge in Spagna, in un caldo allucinante. E la parte risolutiva, addirittura in Marocco, con ancora più caldo. Forse sono gli svedesi che vivono a Marbella ad es-sere freddi, ma, per quanto vediamo, ci si lascia qualche dubbio. Ma ancora più ignominiosa-mente, il titolo originale (capisco che “Un posto al sole” possa far venire altro in mente) aveva un senso di collegamento tra le varie vicende e con la ditta di import-export motore delle nefan-dezze descritte nei tre libri. Delle due l’una: o si lasciava il titolo, salvando i collegamenti, o si modificavano i collegamenti (magari chiamando la ditta “CoSo” invece che “Apits”) per seguire le modifiche del titolo. Nulla di tutto ciò: modifica del titolo senza modifica dei collegamenti. Risul-tato: incomprensibilità dei passaggi verso la soluzione. Ma si riuscirà mai a trovare un modo che non tradisca la traduzione? E se qualcuno rimane spiazzato da queste righe, ne riparliamo dopo che ha letto il libro.

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    Giogio53 said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

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    E' il terzo romanzo che leggo con la stessa protagonista. Trovo che le vicende in cui è coinvolta diventino sempre più paradossali e il personaggio quasi insopportabile. Quindi stop ad ulteriori puntate. Ovviamente questo vale per me.

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    mgt said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

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    Settimo capitolo (2008)

    Volevo dare una stellina meno perchè questa volta il grosso della storia è ambientato in Spagna mentre a me piace leggere della Svezia. Vabbè, ne ho lasciate quattro perchè ormai mi sono affezionata ad Annika e mi sto leggendo tutta la serie d'un fia ...(continue)

    Volevo dare una stellina meno perchè questa volta il grosso della storia è ambientato in Spagna mentre a me piace leggere della Svezia. Vabbè, ne ho lasciate quattro perchè ormai mi sono affezionata ad Annika e mi sto leggendo tutta la serie d'un fiato. Finalmente le cose iniziano ad andare meglio (lo dicevo che peggio di come era messa nel libro precedente non poteva andare..). Come al solito si caccia in situazioni assurde durante la soluzione del caso, come al solito litiga con tutti e non riesce a vivere la sua vita se non con i figli e il lavoro. Ma qualcosa migliora... ora mi resta solo l'ultimo, lo comincio stasera!

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    Lucyfantasy said on Aug 25, 2013 | Add your feedback

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