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Freedom

By

4.0
(2859)

Language:Français | Number of pages: | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Dutch , German , Italian , Portuguese , Danish , Catalan , Spanish

Isbn-10: 2764621043 | Isbn-13: 9782764621042 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Political

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Description du livre
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  • 5

    Il più pulito c’ha la rogna (ma non è colpa sua)

    Questo libro è la migliore trasformazione letteraria di quell’effetto filmico che si chiama “zoomata al contrario”. Parte da una vicenda familiare quasi banale ambientata nella grande provincia americ ...continuer

    Questo libro è la migliore trasformazione letteraria di quell’effetto filmico che si chiama “zoomata al contrario”. Parte da una vicenda familiare quasi banale ambientata nella grande provincia americana, poi la macchina arretra e, muovendosi anche in entrambe le direzioni lungo la freccia del tempo, con due grandi inserti autobiografici (flash-back?) di uno dei personaggi, comprende prima i familiari più vicini, poi quelli più lontani, poi la politica, poi le vicende storiche contemporanee, poi, in qualche modo, il mondo. Il tutto, se si vuol seguire la tesi delle autrici che mi hanno messo sulle tracce di questo libro nel loro “E Susanna non vien. Amore e sesso in Mozart” (Leonetta Bentivoglio, Lidia Bramani) a dimostrazione di quanto il concetto di libertà, se si parla di scelte individuali ed esistenziali, sia grandemente illusorio. C’è qualcosa che preordina le scelte delle persone, e non è il destino; forse, semplicemente, piuttosto il prodotto di quello che esse sono, di quello che furono i loro genitori, i loro nonni e anche oltre, andando indietro nel tempo. Così abbiamo un naturalista appassionato di uccelli che si impegola in un progetto mondiale di salvaguardia della natura finché non si accorge che i suoi mecenati lo stanno prendendo in giro; sua moglie, una grande sportiva da giovane, osteggiata dalla famiglia (ah, anche qui la grande recriminazione sentita in decine di film e letta in decine di libri americani, “non venivate mai a vedere le mie partite”) poi, dopo un incidente che le sarebbe costato la carriera, moglie di lui e amante del suo migliore amico, musicista rock di successo tardivo ma indubbio; il loro figlio, che viene su tutto il contrario del padre - repubblicano invece che progressista, amante del denaro e del successo invece che della natura - e poi svariati altri personaggi di contorno. Tutti descritti nei loro difetti e nei loro limiti oggettivi con feroce spietatezza, o forse con pietà ancora più feroce.

    E poi, nel momento in cui immaginavo un finale che si avvitava su sé stesso con morti, follie e annichilamenti vari, à la Houellebecq, invece, arriva un lieto fine che di più non si può a scompaginare tutte le certezze.

    Un grande romanzo, un autore da approfondire.

    dit le 

  • 4

    "La personalità incline al sogno di una libertà senza limiti è anche propensa, nel caso in cui il sogno si infranga, alla misantropia e alla rabbia."

    Bel romanzone americano che però non mi ha convinto del tutto. Ho trovato detestabili tutti 'sti personaggi che hanno, o potrebbero avere tutto, e si ingarbugliano la vita con depressione, apatia e fr ...continuer

    Bel romanzone americano che però non mi ha convinto del tutto. Ho trovato detestabili tutti 'sti personaggi che hanno, o potrebbero avere tutto, e si ingarbugliano la vita con depressione, apatia e frustrazioni inutili e pesanti da digerire. L'unico che salvo e a cui va tutta la mia simpatia è il "povero" Walter, a cui la vita veramente non ha sorriso, eppure è l'unico che riesce a rimanere coerente ed equilibrato, a parte la "fissa" per la dendroica cerulea e i gatti dei vicini.

    dit le 

  • 2

    Tres generaciones de los Berglund son el objeto de esta novela. Los protagonistas son Patty y Walter , el matrimonio de la generación de en medio, ella de clase alta, fantasiosa, deportista, él de cl ...continuer

    Tres generaciones de los Berglund son el objeto de esta novela. Los protagonistas son Patty y Walter , el matrimonio de la generación de en medio, ella de clase alta, fantasiosa, deportista, él de clase humilde muy buena persona , intelectual y ecologista.. Hay un tercer coprotagonista, el extravagante rockero Richard El autor parece que se ha propuesto desmitificar el sueño americano . La clase media-alta de origen inmigrante que habiendo logrado una buena posición social no sabe dar a sus hijos altura moral.
    El buenismo de Walter no sabe proyectarse más que en un ecologismo trasnochado.
    Todas las relaciones personales están basadas en la satisfacción o no satisfacción del sexo con situaciones aberrantes francamente desagradables por no decir obscenas. No hay ama de casa que espera al marido con sonrisa y tarta de manzana, ni marido boyante y sexualmente satisfactorio , ni hijos educados y supermanes. La libertad es un mito que lleva a ilusionarse por algo que en realidad no existe. La novela está escrita como si fuese una autobiografía de Patty y en el capítulo llamado “conclusión” el lector consigue centrar un poco lo que es el mundo confuso de los años de la era Bush.
    Libro que quiere ser intimista y resulta pesado por la reiteración de la importancia del sexo en las relaciones personales que, aunque sea cierto , hay otras dimensiones de la persona muy a tener en cuenta.
    Valencia 9 Noviembre 2011-11-08
    Corta y única : Celia Giménez

    dit le 

  • 4

    Il romanzo americano

    Almeno cento pagien meno avrebbero alleggerito il romanzo, che tuttavia è valido nel rappresentarci gli Stati Uniti, ovvero il centro del nostro mondo occidentale. Con la sconfitta dei progressisti (q ...continuer

    Almeno cento pagien meno avrebbero alleggerito il romanzo, che tuttavia è valido nel rappresentarci gli Stati Uniti, ovvero il centro del nostro mondo occidentale. Con la sconfitta dei progressisti (quelli che "volevano distribuire preservativi nelle scuole, togliere le armi alla gente e costringere tutti i cittadini a portare un documento d'identità"), perchè "I conservatori hanno vinto. Hanno trasformato i democratici in un partito di centro-destra". Chissà com'è che la cosa mi è abbastanza familiare...

    dit le 

  • 5

    Aveva lo sguardo vitreo. C’era ancora qualcosa di quasi morto, in quello sguardo, qualcosa di molto distante. Sembrava che Patty gli vedesse attraverso e andasse oltre, nel freddo spazio del futuro in ...continuer

    Aveva lo sguardo vitreo. C’era ancora qualcosa di quasi morto, in quello sguardo, qualcosa di molto distante. Sembrava che Patty gli vedesse attraverso e andasse oltre, nel freddo spazio del futuro in cui presto sarebbero stati entrambi morti, nel nulla in cui Latitha e la madre e il padre di Walter erano già entrati, eppure lo stava guardando dritto negli occhi, e lui la sentiva diventare sempre più calda. E allora smise di guardare i suoi occhi e cominciò a guardarvi dentro, ricambiandone lo sguardo prima che fosse troppo tardi, prima che quel legame tra la vita e l’aldilà andasse perduto, e le mostrò tutta l’abiezione che aveva dentro, tutto l’odio moltiplicato di duemila notti solitarie, mentre entrambi erano ancora in contatto con il vuoto in cui la somma di tutto ciò che avevano detto e fatto, di tutto il dolore che avevano inflitto, di tutte le gioie che avevano condiviso, pesa meno di una minuscola piuma nel vento.
    – Sono io, – disse lei. – Solo io.
    - Lo so - disse lui, e la baciò.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Non posso dire che questo "Libertà" dell'ottimo Jonathan Franzen sia un brutto romanzo, tutt'altro. La scrittura scorrevole, con parecchie pagine appassionanti e una gestione esperta del parecchio mat ...continuer

    Non posso dire che questo "Libertà" dell'ottimo Jonathan Franzen sia un brutto romanzo, tutt'altro. La scrittura scorrevole, con parecchie pagine appassionanti e una gestione esperta del parecchio materiale narrativo ne fanno un romanzo che si legge volentieri se non addirittura con molto piacere. Quando ho aperto la prima pagina mi son trovato rapidamente catapultato nel mondo dei Berglund e quando ho girato l'ultima l'ho fatto con un po' di malinconia.

    Eppure non mi ha soddisfatto fino in fondo e per diverse ragioni. La più importante è che i personaggi non mi hanno ispirato nessuna empatia e le loro disavventure mi sono risultate poco appassionanti. Patty è una stronza castrante, Walter è noioso ma di un noioso senza limiti e confini (l'amore cieco e assoluto che gli tributa Lalitha è quanto di più incredibile abbia mai trovato in un romanzo non di fantascienza), Joey gioca a fare Mister Perfettino, Jessica è un'altra rompipalle che tiene il muso in tutte le pagine in cui appare, e nulla di quello che costruisce loro attorno Franzen aiuta a tirarceli dal nostro lato: del resto le storiacce in cui si ficcano sembrano messe lì più che altro per aggiungere una dimensione di critica sociale a un romanzo per il resto del tutto incentrato sulla crisi della famiglia modello.

    L'unico un po' in gamba è Richard ma se la gioca da una posizione defilata e poi nella sua costruzione un po' pericolante si avvertono tutte le difficoltà che ha incontrato l'Autore per evitare di cascare negli stereotipi.

    Le parti migliori sono sicuramente le due confessioni di Patty ma io un po' di incoerenza in 'sto personaggio l'ho avvertita. Non quell'incoerenza giusta e sana degli esseri umani ma quella dei personaggi costruiti male. Per dire, non basta scrivere ogni due pagine che Patty è una persona competitiva se poi Patty perde in tutte le competizioni in cui si lancia: sport, famiglia, tradimenti, rapporti con i genitori, rapporti con le sorelle, rapporti con i figli, rapporti con il marito.

    La fase mediana invece è parecchio confusa. Si fatica a seguire e comprendere le motivazioni dei protagonisti. Personaggi secondari spariscono senza lasciare traccia (destino che spetterà pure a Joey e Connie) ma si va avanti, viaggiando su quattro stelline generose, arrotondate per eccesso ma comunque oneste, quando arriva il finale zuccheroso che a me personalmente ha fatto cascare le braccia al suolo: 560 pagine per costruire la crisi di una relazione e poi risolverla in tre facciate scritte largo.
    Onestamente credo che Franzen avrebbe potuto trovare di meglio.

    Per cui giudizio finale giusto ma severo: bellino ma un notevole passo indietro rispetto a "Le Correzioni", davvero niente a che vedere.

    dit le 

  • 5

    "Mi sento così vecchia, Richard. Non basta sprecare la propria vita per impedirle di passare. Anzi, così passa ancora più in fretta."

    "Mi sa che la mia vita non è sempre stata felice, o facile, o prec ...continuer

    "Mi sento così vecchia, Richard. Non basta sprecare la propria vita per impedirle di passare. Anzi, così passa ancora più in fretta."

    "Mi sa che la mia vita non è sempre stata felice, o facile, o precisamente come l'avrei voluta. A un certo punto devo solo cercare di non pensare troppo a certe cose, altrimenti mi si spezza il cuore."

    Un libro fantastico.

    dit le 

  • 2

    Un libro per vincere

    Riprendendo i criteri delle stelle di Anobii, sufficiente è il massimo che posso dare a Libertà, che ho trovato molto, molto, molto lontano dal capolavoro che avevo sentito decantare.
    Tralasciando il ...continuer

    Riprendendo i criteri delle stelle di Anobii, sufficiente è il massimo che posso dare a Libertà, che ho trovato molto, molto, molto lontano dal capolavoro che avevo sentito decantare.
    Tralasciando il paragone con Le Correzioni - sarebbe sparare sulla croce rossa -, i problemi principali di questo romanzo sono tre:
    - per metà, Franzen non racconta, ma rendiconta, informa il lettore di qualcosa che accade nelle vite di queste persone, che l'autore per primo giudica. Quello che ne esce, appunto, è una rendicontazione, non un romanzo;
    - l'impressione, volendomi mettere nella testa di Franzen, è che l'abbia scritto con in testa l'idea "scrivo x vincere premi", "scrivo il nuovo grande romanzo americano", il che l'ha portato a prestare molta attenzione alla presenza di tutti gli ingredienti (saga, politica, New York Times, psicoanalisi...), nuovamente mettendo in secondo piano il racconto;
    - Franzen sembra considerare stupido il lettore, quindi deve sempre, sempre, dirgli cosa deve pensare dei personaggi che racconta. [anche rispetto ai personaggi stessi ha uno sguardo simile, di stupidi, di persone che non sanno quello che fanno, a dire il vero].

    Ok, allora, perché sufficiente?
    Perché, alla fin fine, Franzen sa scrivere, e bene, riesce comunque a farsi leggere. Perché la seconda parte ha un piglio diverso dalla prima, rispetto al far entrare il lettore nel romanzo. Perché, per quanto diluiti in una montagna di pagine, ci sono spunti interessanti, per cui mi verrebbe da dire, a chi mi chiedesse un consiglio: se ti capita, leggilo, ma sicuramente puoi trovare qualcosa di meglio.

    dit le 

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