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Frida

Vita di Frida Kahlo

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.3
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 327 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8860736900 | Isbn-13: 9788860736901 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nadotti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Biography

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Descrizione del libro
Chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla tanto di lei? Di se stessa diceva: «Pensavano che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà». La realtà di una donna dalla bellezza magnetica e strana, piccola e fiera come un personaggio uscito dalla penna di García Márquez, nata in Messico nel 1907 alla vigilia della rivoluzione e colpita a diciott’anni da un incidente che fa della sua vita un calvario di sofferenze fisiche. Ma anche un romanzo di passione politica, d’amore, di sofferta ricerca artistica. Sposata al grande muralista Diego Rivera, ammirata da Breton e da Picasso, che diceva a Rivera: «Né tu né io sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo».
Ha dipinto ossessivamente autoritratti e nature morte sensuali, visionarie e antropomorfiche, o inquietanti rivisitazioni delle sue sofferenze e delle sue cicatrici.
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  • 5

    Frida, quanto sei affascinante. E quanto bella e piena è questa biografia, che mi sembra scritta con il *cuore senza risparmiare niente. A volte l'ho persino trovata crudelmente schietta, in alcune osservazioni, ma in questo ho visto qualità e approfondimento. Probabilmente sembra più un romanzo ...continua

    Frida, quanto sei affascinante. E quanto bella e piena è questa biografia, che mi sembra scritta con il *cuore senza risparmiare niente. A volte l'ho persino trovata crudelmente schietta, in alcune osservazioni, ma in questo ho visto qualità e approfondimento. Probabilmente sembra più un romanzo che una biografia, grazie anche alla vita di Frida, spettacolo e cinema in ogni sua piega. Davvero però ne sono uscita stritolata e commossa,perciò lo consiglio: è da leggere coi quadri a portata di zampa, chè altrimenti si rischia di perdere molte verità per strada.

    ha scritto il 

  • 4

    Frida di Hayden Herrera

    Un tragico incidente di cui è vittima a soli 18 anni che la costringerà per il resto della vita a sottoporsi a numerosi interventi chirurgici mai risolutivi.
    Protagonista attiva del fermento politico, culturale e sociale del post rivoluzione per riscattare il suo amatissimo Messico.
    L ...continua

    Un tragico incidente di cui è vittima a soli 18 anni che la costringerà per il resto della vita a sottoporsi a numerosi interventi chirurgici mai risolutivi.
    Protagonista attiva del fermento politico, culturale e sociale del post rivoluzione per riscattare il suo amatissimo Messico.
    L'incontro con Diego Rivera e la loro tormentata storia d'amore, i tradimenti dell'uno e dell'altra, le esperienze omosessuali.
    La dolorosa rinuncia a diventare madre.
    La conoscenza, che in molti così diverrà profonda amicizia, con i protagonisti dell'arte e della politica della prima metà del Novecento: Picasso, Duchamp, Trockij, Muray per dirne alcuni.
    Il riconoscimento ancora in vita della sua terra natia come artista: la pittura sarà infatti la sua forza e la sua cura, e ad essa si dedicherà con tutta se stessa riuscendo in qualche modo ad esorcizzare il dolore, sia fisico che mentale, che non l'abbondonerà mai, fino alla sua morte a soli 47 anni.
    Una donna guidata dalla passione e innamorata della vita, un' esistenza profondamente vissuta e ricca, che a noi comuni mortali non basterebbero 3 vite per eguagliare quella di Frida Kahlo.

    Non nego che leggere questa autobiografia sia stato davvero difficile, Herrera è minuzioso nelle descrizioni, e spesso la lettura rallentava tanto...ma è stato pur sempre interessante avvicinarmi al magico mondo di Frida Kahlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Una biografia stupenda, pagina dopo pagina mi sono appassionata sempre di più sia alla grande artista che alla sua vita. Consiglio la lettura a tutti gli amanti dell'arte e di Frida Kahlo, un ottimo modo per comprendere meglio la straordinaria vita personale e artistica dell'artista.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle

    Vita straordinaria di una donna straordinaria, dove straordinario sta per folle, pazzo, appassionato.
    Il libro incuriosisce e spinge a cercare ho guardato molte immagine di Frida Kahlo e se si va oltre le ciglia e i baffetti (che ad un certo punto erano così peculiari in lei che senza non s ...continua

    Vita straordinaria di una donna straordinaria, dove straordinario sta per folle, pazzo, appassionato.
    Il libro incuriosisce e spinge a cercare ho guardato molte immagine di Frida Kahlo e se si va oltre le ciglia e i baffetti (che ad un certo punto erano così peculiari in lei che senza non sarebbe stata più la stessa), ha dei bellissimi lineamenti.

    Il libro richiede a portata di mano un catalogo delle opere perché vi è un'accurata analisi dei quadri e dei 'tormenti' che li hanno prodotti.

    7.5/10

    ha scritto il 

  • 3

    La grande pecca di questo libro è che vuole farci conoscere la vita e le emozioni di Frida Kahlo anche attraverso la loro rappresentazione nelle opere dell'artista ma le descrizioni delle stesse non sono accompagnate dalle immagini per cui risulta in alcuni punti, per me, prolisso e inconcludente ...continua

    La grande pecca di questo libro è che vuole farci conoscere la vita e le emozioni di Frida Kahlo anche attraverso la loro rappresentazione nelle opere dell'artista ma le descrizioni delle stesse non sono accompagnate dalle immagini per cui risulta in alcuni punti, per me, prolisso e inconcludente.

    ha scritto il 

  • 5

    Una biografia che è quasi un romanzo. Lettere, frammenti di diario, testimonianze e citazioni creano il ritmo del racconto che rallenta un pò quando la scrittrice si dilunga nella descrizione delle opere per poi riprendere ed incalzare nuovamente la lettura. Al termine non si può che essere e res ...continua

    Una biografia che è quasi un romanzo. Lettere, frammenti di diario, testimonianze e citazioni creano il ritmo del racconto che rallenta un pò quando la scrittrice si dilunga nella descrizione delle opere per poi riprendere ed incalzare nuovamente la lettura. Al termine non si può che essere e restare affascinati da questa grande artista che, nonostante il suo calvario, ha vissuto profondamente e intensamente ogni istante della sua esistenza.

    ha scritto il 

  • 5

    Viva la vida!

    La vita di Frida Kahlo è in sè un capolavoro e questa biografia è un ottimo strumento per conoscere e comprendere una delle più grandi artiste del Novecento.
    Puntuale e piacevole, riportandosi a testimonianze dirette, ai diari e alle lettere della pittrice e di chi l’ha conosciuta, l’autric ...continua

    La vita di Frida Kahlo è in sè un capolavoro e questa biografia è un ottimo strumento per conoscere e comprendere una delle più grandi artiste del Novecento.
    Puntuale e piacevole, riportandosi a testimonianze dirette, ai diari e alle lettere della pittrice e di chi l’ha conosciuta, l’autrice ci porta dentro la realtà personale e artistica della Kahlo anche grazie alla preziosa analisi delle opere sempre rapportata al contesto storico e privato della pittrice messicana.
    Alla fine non si può che rimanere affascinati dalla figura di una donna dalla forte personalità che, nonostante una vita vissuta nel dolore – principalmente fisico ma anche morale –, ha saputo cercare e ha trovato il lato vincente di ogni situazione.
    Colpita al’età di sei anni dalla poliomielite che le deformò per sempre la gamba destra (ma si dice che in realtà fosse affetta da spina bifida), giovanissima fu vittima di un gravissimo incidente stradale: l’autobus su cui viaggiava si scontrò con un tram e nella collisione un'asta metallica la trapassò fratturandole la colonna vertebrale e il bacino. Sopporterà le conseguenze di questo trauma per tutta la vita, sottoposta a innumerevoli operazioni, soggetta a laceranti dolori e privata del desiderio di una maternità. Fu proprio durante la convalescenza successiva all’incidente che iniziò a dipingere, supina, grazie a uno specchio posto sul baldacchino del letto. Dipingeva autoritratti perché, come disse, era lei stessa il soggetto che “vedeva” e conosceva meglio. Ripresasi dalla malattia portò i suoi quadri al famoso pittore di murales Diego Rivera per un avere un parere e da questo incontro nacque il grande amore della sua vita. Lui era di vent’anni più vecchio di lei, grasso e brutto: diventò la sua terza moglie. Fu un matrimonio travagliato ed eccentrico (divorziarono e si risposarono), scosso dai continui tradimenti di Rivera che lei pativa enormemente e che ricambiò con varie relazioni, anche omosessuali, alcune di queste con personaggi famosi come il rivoluzionario russo Lev Trotzkij e il poeta Andrè Breton. Fu ardente attivista politica del partito comunista messicano, quel Messico che sentiva nel sangue e che rappresentò ovunque con la sua immagine di donna dai caratteri somatici indios, i tradizionali costumi tehuani e i gioielli che amava indossare. Morì a soli 47 anni, straziata da interventi chirurgici alla spina dorsale e dall’amputazione di una gamba, schiava della morfina che assumeva per sopportare il dolore. Al suo fianco, distrutto e incredulo, Diego Rivera, l’uomo che rappresentò tutto per lei, che apparteneva solo a se stesso e che amava solo lei.
    Come già detto, nonostante le infelici vicende che le minarono la salute, Frida Kahlo affrontò la sua esistenza con spirito appassionato e mai domo, una potenziale anonima invalida seppe diventare una donna amata, famosa, eroica e, nella sua arte, eterna.
    Conoscendo la vita di Frida Kahlo riusciamo a capire cosa c’è dietro ogni pennellata dei suoi quadri. Perché nei suoi quadri c’è lei e il travaglio della sua esistenza, il sangue e le spine, i busti e le colonne spezzate, le vene aperte e i cuori trafitti sono il suo corpo martoriato e i suoi sentimenti feriti. E soprattutto affascina l’idea del doppio che spesso si rinviene nelle sue opere, la Frida sofferente e la Frida che si consola, la consapevolezza che niente e nessuno ci appartiene e che l’unica forza che possiamo avere è quella che noi stessi ci diamo, esorcizzando in qualche modo il dolore o, al più, affidandoci alla speranza.
    Su uno degli ultimi quadri di Frida Kahlo, “L’albero della speranza”, è riportato il verso di una canzone che la pittrice amava recitare: “Albero della speranza, mantieniti saldo”; la canzone prosegue: “non lasciare che i tuoi occhi piangano, quando ti dico addio”.

    ha scritto il 

  • 5

    "Pensavano che fossi una surrealista ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà."

    Avrebbe anche potuto non dipingere nulla (ma per fortuna l'ha fatto) e sarebbe stata comunque una grande, insuperabile donna.

    ha scritto il 

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