Fuga nelle tenebre

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 122)

4.0
(564)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845904687 | Isbn-13: 9788845904684 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Farese

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nella "Fuga nelle tenebre", che fu pubblicata nel 1931, poco prima della morte dell'autore (ma la stesura originaria è degli anni 1912-1917), Schnitzler raggiunge la massima intensità di narratore. La storia è quella della graduale, consequenziale germinazione di un delirio. Qui il racconto non è, come sempre in Schnitzler, cosparso di accenni al fondo oscuro della psiche, ma in certo modo costringe quel fondo ad apparire in primo piano, sotto una luce fredda e limpida. Insediati all'interno della psiche del protagonista, assistiamo al primo infiltrarsi in essa di una serie di presentimenti e ammonimenti, che subito fanno oscillare tutta la realtà, gettandola in un'incertezza simile a quella dei sogni. Poi, in una progressione sempre più angosciosa, ci accorgiamo che ormai una rete di ossessioni si è posata sul mondo. A poco a poco, le sue maglie si stringono crudelmente e tutto ciò che avviene converge verso un unico punto di fuga: le tenebre.
Come i cinque casi clinici di Freud appartengono, oltre che ai testi classici della psicoanalisi, alla grande letteratura del nostro secolo - sicché Dora e l'Uomo dei lupi e il piccolo Hans si sono ormai allineati accanto ai personaggi di Balzac e di Dostoevskij così questo stupendo racconto di Schnitzler va alche letto come un'analisi dell'insorgere di un delirio ossessivo, sbalorditiva per la sua nettezza, illuminante in ogni particolare, avvicinabile solo ai grandi testi di Freud. E la figura di Freud stesso sembrerebbe qui adombrata in uno dei personaggi: il dottor Leinbach, "spettatore molesto e filosofo".
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  • 5

    Massimo punteggio per questo piccolo, bellissimo, romanzo. Premonizione, passione, disagio, amore, tormento, in una Vienna sullo sfondo. Una lettura che avvince, coinvolge, lascia ampie meditazioni su ...continua

    Massimo punteggio per questo piccolo, bellissimo, romanzo. Premonizione, passione, disagio, amore, tormento, in una Vienna sullo sfondo. Una lettura che avvince, coinvolge, lascia ampie meditazioni sul tormento di un amore e di un rapporto profondo con il fratello. Il meglio di Schnitzler, senza alcun dubbio. E accanto al protagonista un timido Freud che sottiolinea come a quel tempo (anni a cavallo fra il 1910 e il 1920) l'Austria segnò il passo in Europa in moltissimi campi. Da leggere e ogni tanto rileggere....

    ha scritto il 

  • 4

    Il testo risale alla Prima Guerra Mondiale e fu pubblicato poco prima della sua morte. Schnitzler sa raccontare con maestria un'inspiegabile ossessione sorta nell'animo del protagonista, ci fa apprezz ...continua

    Il testo risale alla Prima Guerra Mondiale e fu pubblicato poco prima della sua morte. Schnitzler sa raccontare con maestria un'inspiegabile ossessione sorta nell'animo del protagonista, ci fa apprezzare le sue qualità di fine indagatore della psiche umana. Un'incredibile analisi dell'inconscio che fa invidia agli scritti di Freud in un progressivo insorgere del delirio nella mente del protagonista. La scrittura, poi, è incantevole e coinvolgente per tutta la sua superba narrazione.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo racconto Schnitzel si mostra insuperabile maestro nel trattare in modo psicanalitico lo sviluppo della storia immergendo, in questo caso, il lettore in una vera e propria analisi di un deli ...continua

    In questo racconto Schnitzel si mostra insuperabile maestro nel trattare in modo psicanalitico lo sviluppo della storia immergendo, in questo caso, il lettore in una vera e propria analisi di un delirio ossessivo, avvolgendo il tutto in una visione onirica e allucinante dell'agire dei personaggi, i fratelli Otto e Robert.

    ha scritto il 

  • 5

    Se uno si soffermasse al titolo, potrebbe pensare che si tratti di un romanzo d'avventura o d'azione (quanti libri o film o fumetti hanno un titolo uguale o simile), ma basta leggere le prime pagine p ...continua

    Se uno si soffermasse al titolo, potrebbe pensare che si tratti di un romanzo d'avventura o d'azione (quanti libri o film o fumetti hanno un titolo uguale o simile), ma basta leggere le prime pagine per capire che ci troviamo di fronte a tutt'altro tema. Le tenebre sono quelle di una mente malata, e la fuga, piuttosto che rappresentare la salvezza, è al contrario l'andare incontro al proprio fatale destino. Schnitzler descrive in maniera magistrale l'addentrarsi del protagonista nella sua follia, nelle sue ossessioni. Ne viene fuori un raccontro straordinario di un viaggio in una psiche malata, reso con una scrittura perfetta, calibrata, misurata, che è realista e verosimile tanto quanto è fuori dalla realtà il protagonista del breve romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Fuga nelle tenebre – Arthur Schnitzler

    Ambientato in Austria agli inizi del ‘900 il libro racconta di Robert, un funzionario del ministero che dopo la morte della moglie, cade in uno stato depressivo ed è ossessionato dalla paura di divent ...continua

    Ambientato in Austria agli inizi del ‘900 il libro racconta di Robert, un funzionario del ministero che dopo la morte della moglie, cade in uno stato depressivo ed è ossessionato dalla paura di diventare pazzo, inoltre nella sua mente si crea il sospetto di aver ucciso lui la moglie, ed in seguito la nuova fidanzata, pur non ricordando di aver commesso i delitti, ma lo immagina e pensa di averlo fatto

    Nella sua mente contorta, ormai è presente la convinzione, che il fratello, stimato neurologo, voglia ucciderlo, per mantenere fede ad una promessa, estortagli molti anni prima, dallo stesso Robert, che se avesse notato in lui i sintomi della pazzia, lo avrebbe ucciso.

    L’ipocondria le angosce, i pensieri negativi fino a che punto possono spingere un uomo alla pazzia?

    Valutazione positiva

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/06/06/fuga-nelle-tenebre-arthur-schnitzler/

    “Improvvisamente sentì nascere in lui un’angoscia da mozzare il respiro, un’angoscia del tutto nuova, che pure era s ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/06/06/fuga-nelle-tenebre-arthur-schnitzler/

    “Improvvisamente sentì nascere in lui un’angoscia da mozzare il respiro, un’angoscia del tutto nuova, che pure era sempre la stessa. Perché ad un tratto gli era venuta in mente la lettera? Che significato poteva avere ormai quella lettera? Essa poteva valere solo in un determinato caso; un caso inesistente, che non poteva mai più verificarsi. Non era pazzo; era sano. Ma a cosa gli serviva se gli altri lo ritenevano pazzo? A cosa gli serviva se alla fine lo stesso fratello lo avesse considerato pazzo? Non poteva accadere che un occhio turbato scambiasse proprio quella meravigliosa trasformazione della sua condizione di spirito, quel senso di euforia e di rilassatezza, quella serenità della sua natura, per i primi sintomi di una incipiente malattia mentale? Solo pochi giorni prima Marianne gli aveva manifestato la sua crescente preoccupazione per l’aspetto pallido e affaticato del marito; e quando Robert, in seguito a quel colloquio, aveva osato dare a Otto qualche fraterno consiglio, era rimasto colpito dal tono esageratamente eccitato, quasi sgarbato con cui il fratello gli aveva risposto, e ora gli sembrò addirittura di ricordare che negli ultimi tempi l’andatura e il portamento di Otto avevano subito una singolare trasformazione. E se fosse più malato di me, pensò Robert. Se fosse lui il malato - lui soltanto?”
    (Arthur Schnitzler, “Fuga nelle tenebre”, ed. Adelphi)

    Arthur Schnitzler non mi ha deluso nemmeno stavolta, “Fuga nelle tenebre” mi ha confermato che si tratta di un autore che per troppo tempo avevo associato solo a “Doppio sogno”. Le più recenti letture dei suoi libri, quali ad esempio “Il ritorno di Casanova”, “Morire” e “Il sottotenente Gustl”, mi avevano fatto apprezzare le sue qualità di fine indagatore della psiche umana, apprezzate anche da Freud.
    “Fuga nelle tenebre” è la descrizione di una lenta ma inesorabile discesa negli abissi da parte di un uomo, la narrazione della germinazione di un delirio, la progressiva caduta nella follia di Robert, il protagonista, un consigliere, che all’inizio della narrazione è di ritorno da una vacanza che avrebbe dovuto essere ristoratrice, consigliatagli dal suo amico e dottore Leinbach. Tornato in patria, egli si accorge che le sue ansie sono tutt’altro che placate e quando, dinanzi a uno specchio, vede una palpebra meno mobile rispetto all’altra, comincia a temere di essere soggetto a una progressiva paralisi. Robert aveva sposato una donna, morta giovane, e poi, in seguito, aveva avuto una relazione con Alberta, da lui poi “ceduta”, senza troppo lottare, a un americano. Il ricordo delle due donne è turbante, soprattutto egli non si capacità di come possa aver lasciato andare Alberta, e comincia a temere di avere qualche disturbo serio quando si rende conto di non ricordare esattamente come sono andate le cose, e addirittura teme di averla uccisa e poi di aver dimenticato tutto.
    Robert ha anche un fratello medico, Otto, al quale egli chiede, in un accesso di ansia, un macabro favore. Nel caso egli dovesse cadere nella follia, Otto dovrà ucciderlo con un’eutanasia. Questa promessa, alla lunga, sarà fonte di ulteriori deliri, quando Robert combatterà tra la sensazione di essere davvero folle e la convinzione che il vero pazzo sia suo fratello, che, al pari di Leinbach, lo scruta, lo osserva. L’incontro con Paula parrebbe salvarlo in via definitiva, ma neanche l’amore basta e Robert oscilla tra entusiasmi e depressioni, preda di ricordi confusi e improvvisi, impossibilitato a svelare al prossimo le sue paure, pena l’essere riconosciuto “ufficialmente” come folle.
    Schnitzler, senza dilungarsi in lunghe digressioni psico-analitiche, riesce a tenere il lettore avvinto alla pagina, dipanando in maniera nitida il progressivo insorgere del delirio nella mente del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Delirio

    E' una vicenda drammatica quella che racconta Schintzler, forse più interessante dal punto di vista della narrazione del caso clinico che giustamente Adelphi paragona a quelli arcinoti di Freud, che n ...continua

    E' una vicenda drammatica quella che racconta Schintzler, forse più interessante dal punto di vista della narrazione del caso clinico che giustamente Adelphi paragona a quelli arcinoti di Freud, che non un romanzo fine a se stesso.
    La fuga nelle tenebre che attirano Robert, il protagonista, è un precipitare, incosciente. Il delirio che se nel linguaggio parlato fa sorridere ("hai il delirio di persecuzione?"), nella vicenda umana è profondamente tragico e claustrofobico.
    IL Delirio è il protagonista, non c'è spazio per niente altro.

    ha scritto il 

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