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Fughe da fermo

By Edoardo Nesi

(117)

| Paperback | 9788845247989

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Book Description

Un amore lancinante, quello di Federico per Cristina l'indifferente, un amorela cui vanità è insieme motivo e risultato del suo essere sentimentoossessivo, puro e irrinunciabile. La risposta, che non trova in lei, la cercaallora in un s Continue

Un amore lancinante, quello di Federico per Cristina l'indifferente, un amorela cui vanità è insieme motivo e risultato del suo essere sentimentoossessivo, puro e irrinunciabile. La risposta, che non trova in lei, la cercaallora in un simulacro di vendetta fatto di azione pura, scadente eumanissima: travestiti, filmetti porno, sbronze di mescal, risse in discoteca,donne migliori di lei, ma peggiori perché disponibili. E poi l'odio per ilsistema, i piani per aggredirlo, colpirlo, ferirlo; ma anche qui ogni tensioneè innescata solo dall'ansia di farsi prendere in considerazione e diqualificare l'attualità, e quindi destinata a esiti impacciati e ridicoli. Daquesto romanzo il film diretto da Edoardo Nesi.

13 Reviews

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  • 14 people find this helpful

    "La vostra laida natura, spoglia dello splendore della vigilia, assomiglia ai malconci avanzi di una festa."

    Edoardo Nesi scrive scansando tutte le tematiche sociali che di solito fanno decretare il successo di un romanzo da parte della critica; quella critica che si trova di fronte oltre tutto a un autore che dichiara di scrivere da destra cercando di com ...(continue)

    Edoardo Nesi scrive scansando tutte le tematiche sociali che di solito fanno decretare il successo di un romanzo da parte della critica; quella critica che si trova di fronte oltre tutto a un autore che dichiara di scrivere da destra cercando di compiere un nuovo esperimento narrativo. L'ho trovato squartato in rete più per pregiudizio che per convinzione. Io vi consiglio di leggere il suo "Fughe da fermo" perché è scritto bene e con la politica ha poco a che fare. Leggerete un libro che parla di un amore esasperato, totale, accanto al quale tutte le altre vicende sono solo un ironico contorno.
    ...Mi viene in mente Roberto Duran "Manos de pedra" quando disse che il momento più bello del suo essere pugile non era combattere nè vincere, ma sbucare dagli spogliatoi e sentire la gente di Panama che cantava il suo nome, era la vigilia...
    Dopo una certa età ci si accorge che il momento più bello è proprio la vigilia quando tutto è ancora possibile, quando si ha paura di perdere ma ci si immagina la vittoria più bella di come mai potrà essere.

    (Questo libro l’ho letto nel 1995, commentato nel 1998, inserito su Anobii quando mi sono iscritto, e me lo ritrovo oggi 22/01/14 come FINITO PIU’ RECENTE.. va bene, ne prendo atto)

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    Nood-Lesse said on Jan 22, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    molto divertente e godibile, anche se dà un po' l'impressione che l'autore, all'esordio, avesse voluto metterci dentro "tutto" il suo mondo (cosa c'entra nell'insieme il capitolo quasi tecnico, pur pregevole e ben scritto, sul lavoro di filatura indu ...(continue)

    molto divertente e godibile, anche se dà un po' l'impressione che l'autore, all'esordio, avesse voluto metterci dentro "tutto" il suo mondo (cosa c'entra nell'insieme il capitolo quasi tecnico, pur pregevole e ben scritto, sul lavoro di filatura industriale?)
    di certo invoglia a prendere in mano altri libri di Nesi (cosa che farò)
    e fa pensare a quanto abbiano in comune una generazione e mezzo di autori toscani, giovani ed ex giovani, da Veronesi a Filippo Bologna, da Genovesi a non ricordo più chi (Recami meno, pare un po' più defilato; Malvaldi non lo conosco ancora, ma sospetto che sia di quella stoffa, grosso modo). tutti gran lettori di americani, ho il sospetto, tranne forse Bologna.

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    Chelidon said on Jul 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    non ho capito O_O alla fine metà libro era un sogno?
    comunque, qualunque cosa sia, non mi è piaciuto, né per la trama, né per i personaggi che provocano l'urto di nervi (ma questo è voluto), né per lo stile. magari guarderò il film e capirò

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    Monica R. said on Dec 24, 2012 | Add your feedback

  • 21 people find this helpful

    come si fa a scrivere coi caratteri più piccoli possibile? sì perchè questo commento non lo deve leggere nessuno, più che altro non lo deve leggere "lui". "lui" che mi ha prestato il libro e, "lui", non li presta mai, e io, che sono una pendolare e p ...(continue)

    come si fa a scrivere coi caratteri più piccoli possibile? sì perchè questo commento non lo deve leggere nessuno, più che altro non lo deve leggere "lui". "lui" che mi ha prestato il libro e, "lui", non li presta mai, e io, che sono una pendolare e passo la giornata a rollare e beccheggiare su treni e autobus, il libro l'ho messo in borsa, e quando sono arrivata da "lui" venerdì l'ho estratto ed era, mamma mia, era tutto accasciato da una parte con un gibbo a mo' di cordigliera delle Ande su un lato. L'ho immediatamente celato alla "sua" vista chè mi sono subito accorta che non avrebbe retto, e dopo aver praticato al libro un po' di sana imposizione delle mani l'ho deposto sul comodino a casa "sua", da dove penso di non farlo più uscire.
    Perciò lo leggerò a pizzichi e bocconi. Non appena sarà tornato "in forma". A casa "sua".

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    fabbmanu said on Oct 2, 2012 | 17 feedbacks

  • 7 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Scritto da destra e letto da sinistra

    Sicuramente un libro ben scritto.
    Sicuramente un libro ben scritto, che si lascia leggere.
    Sicuramente un libro ben scritto, che si lascia leggere. Ma.
    Sicuramente io ho dei pregiudizi sui libri "scritti da destra", e non ho alcuna difficoltà ad amme ...(continue)

    Sicuramente un libro ben scritto.
    Sicuramente un libro ben scritto, che si lascia leggere.
    Sicuramente un libro ben scritto, che si lascia leggere. Ma.
    Sicuramente io ho dei pregiudizi sui libri "scritti da destra", e non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo. Sappiamo che ci sono, mettiamo subito le cose in chiaro, e cerchiamo di andare oltre, visto che il libro, come dicevo, non è scritto da un analfabeta privo di talento che cerca di far soldi spacciando fuori dalle scuole un best seller a adolescenti poco strutturati o casalinghe arrapate senza troppi mezzi intellettuali con cui difendersi.
    Lo stile è accattivante, fluente e originale. Ma, se per quanto riguarda la forma non trovo nulla da eccepire, quando poi si passa al contenuto forse vengono fuori i miei pregiudizi da lettrice di sinistra, di cui è bene sia consapevole anche chi legge questa recensione e magari pensa di fidarsi dell'opinione di chi scrive.
    Questa è la trama: tre figli di papà che vivono a Prato e si dilettano ad andare insieme a "puttasche" (meglio se travestiti, a cui possibilmente gingillare anche la parte anatomica che hanno in comune con loro) decidono che sono contro il sistema. Non ci viene mai spiegato il perché di tale contrarietà al sistema, da cui i tre bravi ragazzi tra l'altro non traggono che vantaggi, al di là di una generale insofferenza e fastidio, una sorta di moraviana noia che spinge il malevolo lettore non figlio di papà a pensare: "Il problema è che ci avete troppi soldi e non vi siete mai dovuti guadagnar niente nella vita. Non avete nerbo, non avete valori, non avete interessi, e vi divertite a sperperare soldi in droghe, alcool, macchine, donne e altre bravate, vivendo come se non ci fosse un domani, senza nessuna empatia con i vostri simili, perché tanto sapete che domani vi sarete dimenticati tutto, e se anche la fate troppo grossa poi passa papà e paga."
    E di qui un generico fastidio, aldilà del fatto che tutto questo andare a puttane e travestiti non sia poi così entusiasmante, nonostante una presunta "purezza" attribuita all'atto dal protagonista. Ah sì, il protagonista è da sempre innamorato di una certa Cristina, con cui è stato fidanzato non so se nove giorni una roba tipo quindici anni prima, che non se lo caga di pezza. E di qui lo struggimento e l'atteggiamento da dissipazione della propria salute e del proprio benessere, nel più classico caso dello sfigato che ama senza essere ricambiato. Ma Fede sembra essere sfigato solo nei confronti di Cristina, perché poi fa strage di ragazze belle come modelle che lo baciano con la lingua di fronte ai fidanzati e scatenano risse con il solo potere della loro bellezza.
    Ma dicevamo, i tre amici sono così contro il sistema che vogliono organizzare un "atto dimostrativo": decidono di buttar giù un traliccio della luce per lasciare al buio mezza Italia. Perché? Perché loro sono contro il sistema.
    Boh.
    Se si trattasse di una "bischerata" detta tra amici al bar al quinto giro di Campari col bianco, ok ragazzi, sono con voi. Si trattasse di un atto di qualche utilità sociale (e qui esce la lettrice di sinistra che è in me), meglio ancora. Ma togliere la luce all'Italia centrale: perché? Che caspita di significato ha? Cosa pensate di ottenere? La regressione dell'Italia alle candele? Un improvviso incremento delle nascite? Non capisco.
    Ma comunque vabbè, siete figli di papà e dovete far passare il tempo, chevvifrega a voi. Il problema è che poi i tre bischeri decidono di contattare i famosi "anarchici carrarini" per ottenere dell'esplosivo. Dopo lunghe trattative ottengono di incontrare un ex ergastolano a capo di un gruppo di sovversivi, che però fa sapere che per avere un candelotto di cheddite occorrono almeno due milioni (parliamo ancora in lire).
    Per procurarsi tali soldi, questi simpatici giovinotti - che nel frattempo per intrattenersi hanno pensato bene di provare a far arrivare una prostituta dalla Russia, per divertirsi con lei un paio di settimane e poi lasciarla al suo destino, perché noi siamo ricchi e dunque siamo liberi di sfruttare delle povere donne costrette a prostituirsi senza che la nostra morale ne sia minimamente intaccata - finiscono per rapinare un benzinaio di mezza età, presumibilmente padre di famiglia, sparandogli pure in una gamba. E il tutto perché, ricordiamocelo bene, devono fare un atto dimostrativo. La cosa è resa ancor più stupida e inutile dal fatto che poi Fede confessa di aver fatto avere di nascosto al benzinaio 5 milioni per risarcirlo, a dimostrazione del fatto che, ehi, ci abbiamo i soldi, facciamo le cazzate ma poi passa papà e paga. E allora non potevate tirarli fuori prima, i soldi del babbo? Eh no, s'ha da fare l'atto dimostrativo, bisogna andare dagli anarchici carrarini e i soldi bisogna procurarseli da ganzi.
    Insomma, morale della favola, l'attentato alla fine non lo faranno mai e il candelotto "uguale uguale a quello dei cartoni animati" si rivelerà non essere altro che un fuoco d'artificio. E quindi 'sto povero benzinaio che si è fatto il culo tutta la vita e non ha mai fatto del male a nessuno (per quel che ne sappiamo) ha perso l'uso di una gamba per far sparare un bengala a voi tre stronzi che non sapete cosa fare perché siete troppo ricchi e anaffettivi?
    Bah.
    A volte mi capita di provare un profondo senso di fastidio per i romanzi, e ciò generalmente avviene per due motivi principali: quando un libro è scritto veramente male, e in particolare i dialoghi non sono per niente credibili (vedasi IBianca come il latte, rossa come il sangue o Mia suocera beve), oppure quando non riesco a provare empatia per i protagonisti, dove invece sento che dovrei.
    Se con i romanzi di Moravia non mi saliva (completamente) il nervoso, è perché in quel caso non era fondamentale provare empatia, anzi lo straniamento era un effetto voluto.
    In questo caso si capisce che l'intento in qualche modo è far passare un certo disagio generazionale, una volontà di dissipazione del proprio io attraverso la rincorsa compulsiva di un piacere mai davvero appagato, per sfuggire da quell'abissale vuoto che c'è dentro il protagonista, che si tiene impegnato con la rincorsa un amore impossibile (mai davvero nato e dunque mai davvero reale) per nascondere a se stesso il segreto più terribile, ovvero la sua sostanziale incapacità di provare alcun sentimento.
    Tanto è vero che negli ultimi capitoli scopriamo che si sta per sposare con una donna che, fra travestiti, import-export di prostitute e ragazze incontrate nei locali, non abbiamo mai sentito nominare. Glab.

    PS: risultando alla fine così ridicolizzata la figura del ragazzo di destra (che le uniche cose di destra che fa sono il saluto fascista e dire che è di destra), attratto dal salsicciotto dei travestiti e desideroso di condividere con gli amici (maschi) le scopate (tutti insieme in macchina, io ti guardo mentre ti fai il travesta e magari partecipo anche, possibilmente gingillandogli il pistolino), sfigato in amore, incapace di prendere parte seriamente a una rissa e inconcludente, mi è venuto il dubbio che in realtà il libro sia scritto da sinistra per ridicolizzare i giovani di destra. Oppure si ridicolizzano da soli?! Boh. Se qualcuno ha la risposta, me lo faccia sapere.
    Ma anche no.

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    Nancy Botwin in Hemsworth-Scherbatsky said on Aug 3, 2012 | 6 feedbacks

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    Personale - Romanzo italiano e contemporaneo - Fughe da fermo

    Un amore lancinante, quello di Federico per Cristina l'indifferente, un amore la cui vanità è insieme motivo e risultato del suo essere sentimento ossessivo, puro e irrinunciabile. La risposta, che non trova in lei, la cerca allora in un simulacro di ...(continue)

    Un amore lancinante, quello di Federico per Cristina l'indifferente, un amore la cui vanità è insieme motivo e risultato del suo essere sentimento ossessivo, puro e irrinunciabile. La risposta, che non trova in lei, la cerca allora in un simulacro di vendetta fatto di azione pura, scadente e umanissima: travestiti, filmetti porno, sbronze di mescal, risse in discoteca, donne migliori di lei, ma peggiori perché disponibili. E poi l'odio per il sistema, i piani per aggredirlo, colpirlo, ferirlo; ma anche qui ogni tensione è innescata solo dall'ansia di farsi prendere in considerazione e di qualificare l'attualità, e quindi destinata a esiti impacciati e ridicoli. Da questo romanzo il film diretto da Edoardo Nesi.

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    Lele71vr said on Mar 25, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (117)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 196 Pages
  • ISBN-10: 8845247988
  • ISBN-13: 9788845247989
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2001-01-01
  • Also available as: Others
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