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Fumo - Smoke

Short Stories 2008 n°4 - Testo inglese a fronte

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.6
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000131998 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuela Turchetti

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L’immaginaria contea di Yoknapatawpha, situata nel Mississippi, con la sua capitale Jefferson, è per William Faukner un universo totale e insieme disperso, nato da uno scatto sentimentale della memoria, ma subito profondamente segnato dai fantasmi inquietanti dell’inconscio. In essa lo scrittore rivive gli esiti della tragedia epopea di disfacimento degli Stati del Sud dopo la guerra di Secessione, con quella miscela di nostalgia e disprezzo, esecrazione e torbida attrazione, amore e odio, tipica di chi non riesce a divellere le proprie radici, e le avverte come un peso insopportabile, in cui tuttavia si annodano le sue più profonde ragioni di vita.
Fumo fu pubblicato sulla rivista “Harper’s” nell’aprile 1932. Siamo a Jefferson, nel bel mezzo di una truce storia familiare: il vecchio Anselm Holland, “uomo crudele e violento” sia con la moglie morta giovane che con i due figli gemelli, costretti prima l’uno e poi l’altro a fuggire di casa, viene trovato morto agganciato per una staffa al suo cavallo, che reca sul dorso i segni di forsennate percosse; e analoga sorte tocca al giudice incaricato di convalidare il suo testamento, rinvenuto alla sua scrivania con un foro di proiettile fra gli occhi. Al procuratore Gavin Stevens, il compito di trovare l’assassino.
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  • 4

    Quasi Sherlock Holmes

    Pur breve è un ottimo romanzo. Associato alla traduzione inglese permette di conoscere un mondo (quello rurale americano) non privo di violenza e cupidigia. Ben scritto.

    ha scritto il 

  • 3

    Vite mediocri alle quali, l' autore, offre una possibilità di riscatto: mediante l' uso appropriato della parola e soprattutto, della verità. Dal contenuto non travolgente, dallo stile narrativo unico ed irripetibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Ed ecco le short stories - 21 dicembre 2008

    Bellissimo, il Sud di 60 anni fa come il West di 150, da dare schiaffi sonori a Cormac. Ed in una lingua usata con una ricchezza da studio. Ho poi scoperto, andando in giro su Internet, che questo fa parte di una raccolta di “scritti polizieschi” di Faulkner, basati sulla figura dell’avvocato che ...continua

    Bellissimo, il Sud di 60 anni fa come il West di 150, da dare schiaffi sonori a Cormac. Ed in una lingua usata con una ricchezza da studio. Ho poi scoperto, andando in giro su Internet, che questo fa parte di una raccolta di “scritti polizieschi” di Faulkner, basati sulla figura dell’avvocato che qui risolve il giallo, con un’abile manovra (che non svelo). Ma quello che viene ben descritto è il Sud degli Stati Uniti. Un Sud così detto di frontiera, con i pascoli, le terre, i buoni ed i cattivi. Con la storia del padre che non vuole lasciare le terre ai figli e che qualcuno (fortunatamente) uccide. Alla fine si saprà tutto, chi come e perché. Ma quello che ho scoperto con piacere è sia l’andamento del racconto (solo alla metà ci si accorge che l’io-narrante è uno dei giurati del processo), sia la lingua, fine di una ricchezza che (a me povero anglo-ignorante) è sembrata magica. Sarà da riprendere qualche altra volta.

    ha scritto il 

  • 4

    Smoke /Fumo 1932

    1932, 1937, 1946, 1949 by William Faulkner. La Biblioteca Repubblica-L'Espresso, Short Stories 2008. Tratto da "Sei racconti polizieschi", pubblicato su licenza di Giulio Einaudi Editore. Note a cura di Chiara Finardi, con Nigel J.Ross. Traduzione di Emanuela Turchetti.

    ha scritto il 

  • 3

    Abbandonata la lettura in inglese a poco più di metà del racconto, proseguendo in italiano ho scoperto che, anche se non ci stavo capendo niente, l'assassino l'avevo comunque azzeccato.
    In buona sostanza, a me non è piaciuto, ma non so se questo dipende dal fatto che l'ho letto mezzo in un ...continua

    Abbandonata la lettura in inglese a poco più di metà del racconto, proseguendo in italiano ho scoperto che, anche se non ci stavo capendo niente, l'assassino l'avevo comunque azzeccato.
    In buona sostanza, a me non è piaciuto, ma non so se questo dipende dal fatto che l'ho letto mezzo in una lingua e mezzo in un'altra, oppure non mi sarebbe piaciuto lo stesso se lo avessi letto tutto in italiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Una sorta di giallo in cui c'è il morto ma non le indagini, mentre alla conclusione si arriva in una tirata mirabolante e con divagazioni estreme (ed alquanto divertenti) del procuratore Stevens. Interessante.

    ha scritto il