Fundacion y Tierra

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4.2
(2776)

Language: Español | Number of Pages: 402 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Italian , French , Swedish , German , Dutch , Czech , Polish , Portuguese

Isbn-10: 8401324599 | Isbn-13: 9788401324598 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    E così è finito.
    Molta più azione che nei romanzi precedenti, molta più filosofia (il dibattito sul libero arbitrio è ricorrente) e un bel po' di malinconici colpi di scena.
    Un bel finale, come ne ho ...continue

    E così è finito.
    Molta più azione che nei romanzi precedenti, molta più filosofia (il dibattito sul libero arbitrio è ricorrente) e un bel po' di malinconici colpi di scena.
    Un bel finale, come ne ho trovati pochi fino ad ora.
    Mi prendo una pausa poi attacco col ciclo A. Daniel Olivaw che male non mi farà :)

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  • 4

    I MONDI ASIMOVIANI A RITROSO VERSO LA GRANDE UTOPIA

    Con “Fondazione e Terra” si conclude l’esalogia del Ciclo della Fondazione, il terzo e ultimo dei cicli asimoviani che descrivono la storia della Galassia e dunque anche tale insieme di romanzi e racc ...continue

    Con “Fondazione e Terra” si conclude l’esalogia del Ciclo della Fondazione, il terzo e ultimo dei cicli asimoviani che descrivono la storia della Galassia e dunque anche tale insieme di romanzi e racconti. Si tratta del sequel pubblicato nel 1986, vari decenni dopo la trilogia originale della Fondazione, e dato che purtroppo ormai Isaac Asimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992) non potrà scriverne altri, “Fondazione e Terra” è davvero il volume conclusivo di questi cicli che coprono due o tre decine di migliaia di anni di vicende.
    Con “Fondazione e Terra” lo scrittore russo-americano Isaac Asimov ci fa rivedere, a ritroso, alcuni dei mondi che abbiamo incontrato nelle opere precedenti.
    In questo romanzo incontriamo Golan Trevize e il professor Pelorat, già conosciuti nel precedente “L’Orlo della Fondazione” intenti nella ricerca della Terra, grazie alla cui scoperta Golan Trevize spera di trovare una spiegazione alla scelta da lui fatta nel precedente romanzo, tra il modello di Galassia fornito dalla psicostoria di Hari Seldon, con le sue Fondazioni, e il modello (Galaxia) preconizzato dal pianeta senziente Gaia: una Galassia in cui tutti i milioni di mondi popolati dall’umanità siano uniti come in un unico organismo autocosciente, dove ogni individuo, animale, pianta o minerale sia una cellula di un immenso organismo. Trevize, nel precedente volume, ha scelto il modello Galaxia al Secondo Impero verso cui tendono le Fondazioni e la psicostoria, eppure non si dà pace, incerto sulla validità della propria scelta.
    Con l’aiuto del mitologo Pelorat cercano di risalire alle origini dell’umanità, forse sperando che, conoscendone l’inizio, possano poi scoprire in quale direzione debba orientarsi.
    Si parte così da Terminus, sede della Prima Fondazione e centro del Secondo Impero in formazione (visti nel Ciclo della Fondazione) in un viaggio a ritroso per i luoghi già conosciuti nelle opere precedenti, per sfiorare Trantor, il pianeta d’acciaio ormai decaduto, che fu capitale del Primo Impero ed è la sede segreta della Seconda Fondazione (conosciuto nel Ciclo dell’Impero), per arrivare a Baleyworld (ora ridenominato Comporellen), il primo pianeta di Coloni della Seconda Ondata, fondato da Ben Baley, il figlio di Elijah Baley (conosciuto ne “I robot e l’Impero” romanzo di congiunzione dei primi due Cicli), quindi su Aurora, ormai un mondo abitato solo da cani selvaggi, e su Solaria, l’ultimo dei 50 Mondi Spaziali (quelli che furono colonizzati dalla Prima Ondata), il solo ancora abitato, con una piccola popolazione di mutanti ermafroditi e misantropi, discendenti dal primo gruppo di coloni della Terra (mondi entrambi incontrati nel Ciclo dei Robot). Grazie alle informazioni raccolte i due amici, accompagnati da Bliss, un’abitante di Gaia, in continuo collegamento telepatico con il mondo pensante di cui è parte integrante e (dopo l’atterraggio su Solaria) da Fallon, un/a bambino/a ermafrodita solariano.
    Solaria è un altro dei mondi utopico / distopici descritti da Asimov. Utopico almeno dal punto di vista dei suoi abitanti che lo considerano il mondo ideale e vivono in totale isolamento gli uni dagli altri, al punto di essersi trasformati in ermafroditi per non avere neppure più contatti sessuali, sono assistiti da centinaia di robot e dispongono di enormi appezzamenti di terreno. Il loro isolazionismo e la loro totale mancanza di altruismo sono l’aspetto distopico.
    Dopo una tappa sul desertico mondo spaziale Melpomenia, dove saranno aggrediti dalla forma di vita locale più evoluta, le muffe arrivano così sulla stella più vicina alla Terra, Alpha Centauri e scoprono che un suo pianeta ricoperto di acqua è stato terraformato dall’Impero per consentire agli ultimi abitanti della Terra di emigrarvi per abbandonare il pianeta d’origine dell’umanità ormai morente.
    Alfa rappresenta, come altri pianeti asimoviani, un’utopia imperfetta. Ricoperto da un immenso oceano ha una sola grande isola artificiale, su cui vivono circa 25.000 persone in un misto di ritorno ai vecchi tempi andati (vivono di pesca e agricoltura) e di tecnologia evoluta che consente loro di controllare la pioggia e il clima e di aspirare alla trasformazione in anfibi. Per quanto piccolo e isolato, il loro mondo ha una vita semplice e serena. L’accoglienza cordiale dei suoi pochi abitanti nasconderà però un’insidia che costringerà i protagonisti a fuggirne in fretta. Giungono infine nei dintorni della Terra ma scoprono che le leggende sono vere e il pianeta è ormai abbandonato e inabitabile per le radiazioni. Eppure se tutte le sue tracce sono state cancellate in modo da non farlo trovare ci deve essere un motivo. I viaggiatori avranno allora l’intuizione di scendere sulla Luna e lì troveremo l’anello mancante dei tre cicli asimoviani e la risposta a tutti i quesiti. (CHI NON VUOL CONOSCERE IL FINALE SI FERMI QUI.) Per l’appunto mentre leggevo e commentavo “L’Orlo della Fondazione” mi ero chiesto se nella creazione di Gaia, il “pianeta pensante” da cui viene Bliss, che si dice creato dai robot, non ci fosse per caso lo zampino di quel A. Daniel Olivaw che era scomparso così repentinamente, cedendo il ruolo di consigliere dell’Imperatore della Galassia a Hari Seldon in “Fondazione Anno Zero”. Da allora ne attendevo la ricomparsa, pur sapendo che nella Trilogia originale difficilmente sarebbe potuto comparire essendo l’idea di collegare i tre Cicli successiva e non prevedendo, all’inizio, i due Cicli finali la presenza di alcun robot. Come nei prequel della Fondazione avevamo scoperto che la psicostoria era guidata da questo robot telepate, a sua volta diretto dalla Legge Zero della Robotica che gli impone di fare il bene dell’umanità e come nei due prequel della Fondazione lo abbiamo visto fingersi umano, con altro nome e guidare l’Impero come consigliere dell’imperatore, così, in quest’opera conclusiva, comprendiamo come per A. Daniel Olivaw, questo automa autorigenerato e vecchio ormai di oltre 20.000 anni, la psicostoria non sia sufficiente a creare una Galassia pacifica e sana e che il nuovo e superiore modello sia quello preconizzato dal pianeta pensante Gaia (da lui creato) e quindi dal Progetto Galaxia, la più grande delle utopie asimoviane: un’intera Galassia in collegamento telepatico, in cui ogni parte si muova per il bene comune, sia essa umana, animale, vegetale o minerale. A. Daniel Olivaw è esso stesso parte dell’utopia: un robot telepate ultraintelligente, guidato da delle leggi che lo spingono solo fare il bene e che veglia per decine di migliaia di anni sulle sorti dell’umanità!
    “Fondazione e Terra”, come alcuni dei romanzi scritti da Asimov nella seconda fase (quando, negli anni 1980-90 cioè creava delle storie di collegamento tra i vari cicli scritti negli anni 1940-50) si presenta più spigliato e unitario dei romanzi “classici”. Occorre dire che la mancata unitarietà delle storie originarie nasceva dal fatto di essere state concepite per le pubblicazioni a puntate sulle riviste di fantascienza dell’epoca sotto forma di racconti e solo in seguito riunite in romanzi, mentre i nuovi romanzi nascono già come tali e forti di un progetto ormai chiaro e delineato.
    Come tutti i romanzi e i racconti della storia della galassia anche “Fondazione e Terra” è leggibile autonomamente dalle altre opere, ma caratterizzandosi come opera conclusiva ed esplicativa, è quella che maggiormente aiuta a comprendere la visione di Asimov della storia dell’umanità nei prossimi 20-30.000 anni. Troppi sono i presupposti (salti nell’iperspazio che fanno superare il limite della velocità della luce, una Galassia piena di pianeti abitabili ma priva di altre razze intelligenti, telepatia) su cui si basa che ci fanno capire che le cose non andranno mai come il grande maestro della fantascienza le ha sognate, ma fa comunque piacere che esista un’opera così ampia che tenti di raccontare il futuro come una grande avventura o meglio come un’imponente raccolta di avventure.

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  • 3

    Tra le 3 e le 4 stelline, non mi ha colpito come il ciclo della Fondazione, ma forse lì ci ha messo del suo anche lo stupore iniziale di chi non ha mai letto fantascienza. Questo è bello, forse un po' ...continue

    Tra le 3 e le 4 stelline, non mi ha colpito come il ciclo della Fondazione, ma forse lì ci ha messo del suo anche lo stupore iniziale di chi non ha mai letto fantascienza. Questo è bello, forse un po' più prevedibile.

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  • 3

    Ciclo della Fondazione

    Preludio alla fondazione
    Fondazione anno zero
    L'Orlo della fondazione
    Fondazione e Terra

    Questi quattro libri sono stati scritti da Asimov molti anni dopo la pubblicazione della famosissima "Trilogia ...continue

    Preludio alla fondazione
    Fondazione anno zero
    L'Orlo della fondazione
    Fondazione e Terra

    Questi quattro libri sono stati scritti da Asimov molti anni dopo la pubblicazione della famosissima "Trilogia della Fondazione" e dal punto di vista cronologico sono ambientati due prima e due dopo tale trilogia.

    Si sente la differenza di scrittura, qui abbiamo un Asimov sicuramente più maturo, però le storie raccontate non riescono ovviamente a raggiungere l'originalità data dalla trilogia precedente.

    In ogni caso sono degli importanti corollari, che portano emozioni ai lettori e che dirigono la saga galattica creata da Asimov verso nuovi orizzonti pieni di fascino.

    Peccato che Asimov se ne sia andato, sicuramente avrebbe potuto regalarci anche un magico seguito di "Fondazione e Terra".

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  • 2

    I signori editori e i signori lettori dovrebbero capire che quando un signore scrittore non ha voglia di scrivere un libro dovrebbero semplicemente lasciarlo stare. Altrimenti il risultato è questo: u ...continue

    I signori editori e i signori lettori dovrebbero capire che quando un signore scrittore non ha voglia di scrivere un libro dovrebbero semplicemente lasciarlo stare. Altrimenti il risultato è questo: un libro abbastanza deboluccio dal punto di vista della trama, con un viaggio che si deve fare perché sì (perché bisogna fare tutti contenti, perché tutti vogliono che si riscopri la Terra), con dialoghi dinamiche e scene che si ripetono sempre uguali (un esempio per tutti, le discussioni tra Trevize e Bliss) e una Galassia che improvvisamente, dopo quattro libri di praticamente completa e assoluta astinenza, si riscopre arrapata di sesso (quando non si sa che scrivere va sempre bene come riempitivo).
    Veramente un gran peccato, questo viaggio poteva essere un altro grandioso capitolo della saga.

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  • 3

    3.5

    Parte lento, noioso, ripetendo nozioni del precedente, poi prende un ritmo più interessante. I tre protagonisti sono tutti insopportabili e incredibilmente superficiali (ancora mi sto chiedendo cosa a ...continue

    Parte lento, noioso, ripetendo nozioni del precedente, poi prende un ritmo più interessante. I tre protagonisti sono tutti insopportabili e incredibilmente superficiali (ancora mi sto chiedendo cosa avesse Trevize di così tanto speciale da essere "il prescelto", non ha mai fatto nulla di così eclatante). La parte di esplorazione galattica è quella migliore, in linea con altri libri della serie e un ottimo modo per chiudere il cerchio apertosi col ciclo dei Robot. La motivazione finale del viaggio (iniziato pure molto a caso nell'Orlo della fondazione) l'ho trovata un po' debole, così come le falle nella psicostoria pensate da Trevize.
    In definitiva, meglio dell'interminabile libro precedente, ma la piega fantastica presa rimane un elemento che stona profondamente col resto della saga.

    said on 

  • 5

    Il primo ciclo della Fondazione è e sarà sempre un capolavoro della fantascienza e della narrativa. Rompe il confine del genere ridefinendolo e cementandone le basi, influenzando generazioni di scritt ...continue

    Il primo ciclo della Fondazione è e sarà sempre un capolavoro della fantascienza e della narrativa. Rompe il confine del genere ridefinendolo e cementandone le basi, influenzando generazioni di scrittori non propriamente della stessa materia d'appartenenza. Inutile dire quanto Asimov sia importante e necessario a qualsiasi lettore. Indipendentemente dai propri gusti soggettivi, l'approcciarsi all'universo della Fondazione diventa un must per quantità e qualità di contenuti.
    Sarebbe superficiale non introdurre questo romanzo con questo incipit. Perché "Fondazione e Terra" rappresenta la chiusura del cerchio. Questo romanzo conclude il primo ciclo della Fondazione che per troppi anni era rimasto aperto. Lo scrittore quindi riprende dall'ultimo capitolo riuscendo nell'impresa complessa di confezionare un seguito coerente e necessario a chi come me ha considerato i due prequel inutili. Le avventure di Seldon in solitaria non sono propriamente ascrivibili come romanzi imperdibili. Godibili, divertenti con all'interno interessanti spunti di riflessione ma con quel senso generale di mancanza di verve e di imprinting verso il lettore. Le avventure, dicevamo, riprendono con la scelta di Trevize di consegnare il futuro dell'umanità a Gaia, un pianeta senziente collegato simbioticamente con tutti i suoi abitanti. Il protagonista però non è sicuro della sua scelta. Dopo aver sacrificato il piano Seldon, dove solo la Fondazione tramite calcoli matematici avrebbe potuto guidare l'umanità, Trevize capisce che anche Gaia nasconde degli aspetti negativi. Anche Gaia così come la Fondazione si antepone sul libero arbitrio degli uomini.Si tratta sempre di scegliere una condizione morale in cui l'umanità può o non può essere padrona del proprio destino. Asimov mette in dubbio anche la sua idea di come una società si può regolamentare. Partito da un oligarchia illuminata a un sistema in armonia che sà tanto di figli dei fiori, in "Fondazione e Terra" viene rimesso tutto in discussione. Per comprendere qual'è la scelta giusta Trevize partirà alla ricerca del pianeta d'origine quella Terra abbandonata al proprio destino dalle colonie spaziali.
    La struttura del romanzo è molto simile al preludio.Così come Seldon viaggiava per i diversi distretti di Tranton incontrando società e abitanti diversi, così Trevize viaggerà per sistemi diversi incontrando pianeti più o meno abitabili, ostili o amichevoli per un viaggio di maturazione verso la scelta finale. Come al solito non è importante la meta ma il viaggio in sè che pone quesiti importantissimi che danno materiale per riflettere in un contesto semplice e avventuroso.
    Libri del genere ne sono stati scritti pochissimi e la Fondazione è uno di questi. Che vi sia di sprone a recuperare la saga, nei suoi alti e nei suoi bassi come dicevo nell'introduzione non si può prescindere. Il cerchio si chiude.

    said on 

  • 5

    Fine di un lungo viaggio

    E con questo ho terminato di leggere tutti i cicli fantascientifici di Asimov assieme a vari libri singoli. È stato un lungo e meraviglioso viaggio in compagnia di un autore che non cesserà mai di stu ...continue

    E con questo ho terminato di leggere tutti i cicli fantascientifici di Asimov assieme a vari libri singoli. È stato un lungo e meraviglioso viaggio in compagnia di un autore che non cesserà mai di stupirmi per il suo genio.
    Come farò adesso ?
    Posso sempre rileggere tutto e già non vedo l'ora di ricominciare.

    said on 

  • 5

    Gran finale per la più bella saga di Fantascienza

    Questa è la prima volta che leggo una saga molto lentamente. Dapprima la trilogia, poi i primi due capitoli e infine l'ultimo. Nell'ordine di uscita. E penso sia questo il giusto modo di leggere quest ...continue

    Questa è la prima volta che leggo una saga molto lentamente. Dapprima la trilogia, poi i primi due capitoli e infine l'ultimo. Nell'ordine di uscita. E penso sia questo il giusto modo di leggere questa fantastica saga. L'ho letta molto lentamente proprio perché volevo che non finisse mai!! Ho incontrato parecchi personaggi. E li ricorderò tutti, almeno quelli principali. Mi sarebbe piaciuto poter nascere diversi anni fa per riuscire ad incontrare questo MAESTRO della FANTASCIENZA.

    said on 

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