Fuoco amico

Duetto

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.8
(586)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 403 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806184334 | Isbn-13: 9788806184339 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Daniela e Amotz Yaari sono una coppia di sessantenni residenti a Tel Aviv. Lui ha ereditato dal padre uno studio di progettazione di ascensori, lei è insegnante di inglese al liceo. Hanno due figli. A dicembre, in occasione degli otto giorni dedicati alla festività di Hannukkah, Daniela decide di partire alla volta della Tanzania per fare visita al cognato Yirmiyahu, da poche settimane rimasto vedovo dopo la morte improvvisa della moglie Shuli, sorella di Daniela. Yirmiyahu è un funzionario del Ministero degli esteri in pensione. Era stato inviato in Tanzania dopo che il figlio Eyal era stato ucciso dal fuoco dei suoi commilitoni durante il servizio militare perché scambiato per un terrorista ricercato. Ora lavora come contabile in una spedizione antropologica.. In Africa Daniela, oltre a rievocare l'amata sorella, scopre il lato sconosciuto della personalità del cognato: Yirmiyahu, dopo l'assurda morte del figlio, non vuole avere più nulla a che fare con la propria identità israeliana ed ebraica. A Tel Aviv Amotz si prende cura di tutti i famigliari.
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  • 4

    Una lezione di ebraismo non ortodosso

    Un romanzo interessante, che partendo da una visione minimalista e quotidiana riesce ad affrontare temi molto importanti e di interesse generale.
    Ho trovato molto interessante, al di là della capacità ...continua

    Un romanzo interessante, che partendo da una visione minimalista e quotidiana riesce ad affrontare temi molto importanti e di interesse generale.
    Ho trovato molto interessante, al di là della capacità di narrazione di Yehoshua, le riflessioni quasi a margine sullo stato di Israele e sulle relazioni tra palestinesi e israeliani.
    Mi ha molto colpito la descrizione dei rapporti con le popolazioni dei territori occupati e soprattutto l'atteggiamento, così come viene descritto, degli israeliani: persone normali, civilissime e perbene quando fanno i progettisti di ascensori e soldati odiati e pericolosi quando indossano la divisa (e che possono morire per mano dei loro commilitoni quando, con indosso la divisa, si comportano da persone civili e perbene).
    Osservo anche la disparità di giudizi e di riflessioni, che mi fa pensare che si tratti di un libro profondo - tale comunque da suscitare reazioni - ma che sia anche uno di qui libri che richiedono sintonia tra autore e lettore, proprio perché non è emotivamente neutro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ah, che nostalgia quelle selve di scaldabagni sui tetti di Israele...

    Questo libro è un classico esempio di come un vero scrittore, da un tema minuscolo, da un pugno di personaggi e da una vicenda minimale riesca a tirar fuori una narrazione di centinaia di pagine che r ...continua

    Questo libro è un classico esempio di come un vero scrittore, da un tema minuscolo, da un pugno di personaggi e da una vicenda minimale riesca a tirar fuori una narrazione di centinaia di pagine che riescono a tenerti avvinto senza mai un calo di attenzione, e ancora a farti rimpiangere che il libro sia giunto alla fine.

    L'ambientazione è nell'Israele di oggi. I personaggi sono fondamentalmente due, e la narrazione si svolge in modo alternato, un capitolo per l'uno e uno per l'altra: due coniugi di circa sessant'anni, lui capo di uno studio che progetta ascensori, lei che parte per l'Africa alla ricerca del ricordo di sua sorella, morta poco tempo prima, nelle parole del cognato, fuggito appunto in Africa pieno di rabbia e di rancore verso Israele e tutto quello che rappresenta dopo la morte del figlio, militare ucciso, appunto, dal "fuoco amico", ovvero dai suoi commilitoni in un incidente durante un'operazione di pattugliamento. Attorno a loro vari altri personaggi: il loro figlio, i nipoti, la bellissima moglie del figlio e madre dei nipoti, e soprattutto il padre di lui, anch'egli progettista di ascensori ormai immobilizzato su una sedia a rotelle ma ancora follemente innamorato di una altrettanto anziana psicologa di Gerusalemme per la quale aveva costruito un ascensore "segreto" per recarsi in terrazza, come da tradizione zeppa di scaldabagni, da dove poter ammirare la città vecchia, oltre tutto rubando all'azienda elettrica la corrente trifase per farlo funzionare... Ma non è l'unico ascensore protagonista della vicenda: un altro è quello di un grattacielo di Tel Aviv, nel quale, a causa di un difetto di costruzione, confluiscono venti ululanti che terrorizzano bambini e esasperano adulti...

    Straordinaria narrazione di piccoli eventi che messi insieme tracciano un grande affresco che non lascia fuori nulla di una terra assurda e contraddittoria. E in cui al dramma e al dolore fa paradossalmente da contraltare un umorismo sottilissimo che s'insinua nelle crepe proprio come il vento nella tromba dell'ascensore... un umorismo, beninteso, che non sembra aver molto a che fare con il Witz ebraico, ma pare decisamente più di stampo anglosassone. Gran libro, grande autore, certamente da approfondire.

    ha scritto il 

  • 5

    Quattro e mezzo

    Nonostante il finale non mi sia piaciuto affatto, non me la sono sentita di dare un voto più basso a un romanzo che mi ha decisamente incantato con le sue descrizioni così precise, profonde e toccanti ...continua

    Nonostante il finale non mi sia piaciuto affatto, non me la sono sentita di dare un voto più basso a un romanzo che mi ha decisamente incantato con le sue descrizioni così precise, profonde e toccanti, quasi ipnotiche, facendomi anche conoscere un po' di cultura e tradizioni israeliana.
    Amots Yaari e Daniela, sposati da molti anni, si separano per una settimana quando lei va a trovare Yirmiyahu, vedovo di sua sorella, per cercare di elaborare il lutto. Il racconto passa dalla narrazione del viaggio di Daniela e l'attesa del marito rimasto a Tel Aviv intento a risolvere un problema di lavoro ma anche ad occuparsi dei suoi famigliari fra cui il padre alle prese con una vecchia fiamma.
    Il fuoco amico è quello che ha ucciso per sbaglio il figlio della sorella, ossessiona la vita di Yirmiyahu e che lo porta al rifiuto del mondo israeliano.
    Con una meccanica inconsueta scandita dalle fiammelle di Hanukkah e con perfetto dualismo di voci Yehoshua analizza i sentimenti profondi dei personaggi, le loro relazioni familiari, con sobrietà, semplicità e comprensione, senza grossi scossoni emotivi o di ritmo, per questo potrebbe anche non piacere a chi, magari, è abituato o ama altro di più forte.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro capace di raccontare l'ordinario in maniera straordinaria, mettendo in risalto la successione di eventi che si vivono nel quotidiano.

    Daniela decide di andare in Africa a trovare suo cognato ...continua

    Un libro capace di raccontare l'ordinario in maniera straordinaria, mettendo in risalto la successione di eventi che si vivono nel quotidiano.

    Daniela decide di andare in Africa a trovare suo cognato a cui sono morti moglie e figlio. Qui a Morogoro Daniela ripercorrerà i momenti più belli vissuti con sua sorella. Nello stesso momento si descrive la settimana vissuta dal marito di Daniela, Amotz, ingegnere responsabile di ascensori, al quale gliene capitano di tutti i colori: prima il figlio lo richiamano al militare, poi suo padre vuole rivedere la sua amante ottantenne, poi deve trovare il guasto di quattro ascensori di un grande grattacielo e per finire deve anche badare ai suoi nipotini che sembrano usciti dal film Piccola Peste.

    Abraham è uno scrittore ebraico davvero straordinario, e non vedo l'ora di leggere altre sue opere.

    ha scritto il 

  • 0

    Fuoco Amico di Abraham B. Yehoshua

    Mi è piaciuto molto questo romanzo e più volte sono stato tentato dall’assegnargli 4 stelli-ne.
    Da un punto di vista emotivo di stelline ne avrebbe meritate addirittura 5: è in assoluto il primo roman ...continua

    Mi è piaciuto molto questo romanzo e più volte sono stato tentato dall’assegnargli 4 stelli-ne.
    Da un punto di vista emotivo di stelline ne avrebbe meritate addirittura 5: è in assoluto il primo romanzo che ho letto in compagnia di un favoloso gruppo di lettura aNobiiano. Di tanto in tanto vado a rileggere i commenti pubblicati sull’apposito thread e ciò rende sem-pre più vivo il ricordo non solo delle emozioni provate durante la lettura ma anche di quelle provate quando scrivevo le mie impressioni o leggevo quelle dei miei compagni di viaggio.
    Ho scoperto Yahoshua da poco, in meno di 18 mesi ho letto ben 13 opere. Leggendo i commenti agli altri romanzi si capisce subito che lo adoro. Yehoshua lo vedo come un sa-piente ipnotista. Mi rilassa con dettagli, immagini e pensieri che sembrano andare lenti e poi all’improvviso cambia repentinamente il ritmo; riesce ad alterare i miei stati di coscien-za e a farmi vivere come i suoi personaggi nelle sue storie. Questo, pur non essendo uno dei suoi migliori, è pur sempre un Yehoshua e ne consiglio vivamente la lettura.
    In questa storia la morte di un soldato a causa del fuoco amico dei suoi commilitoni viene raccontata un po’ alla volta da persone diverse ognuna delle quali aggiunge nuovi partico-lari e un nuovo punto di vista. E’ come se Yehoshua volesse esprimere il concetto di realtà attraverso la somma delle parziali esperienze di tutti quelli che vi partecipano.
    Anche in questo romanzo un viaggio è l’occasione per scoprire e per esplorare alcuni ele-menti fondamentali nei romanzi di Yehoshua: la solitudine, la follia e la morte.
    In Fuoco Amico la follia è un po’ sullo sfondo; la morte - che sembra l’elemento principale - è solo un mezzo per presentare la vera protagonista della storia: la solitudine. Tutti i per-sonaggi del romanzo vivono la solitudine in modo diverso; di grande effetto è il confronto tra la solitudine involontaria in cui ci si ritrova senza volerlo e di quella cercata con acuta disperazione.
    Quale frase ricorderò più di ogni altra?
    … boicotterà ogni luce di gioia finché non supererà il dolore che ha nel cuore.

    ha scritto il 

  • 1

    Non sono riuscita a finirlo

    Sapere che una persona sia riuscita a finire un libro può essere un "commmento" normale, ma se vi dicessi che non mi era mai successo di lasciare un libro incompleto perchè detesto lasciare le cose a ...continua

    Sapere che una persona sia riuscita a finire un libro può essere un "commmento" normale, ma se vi dicessi che non mi era mai successo di lasciare un libro incompleto perchè detesto lasciare le cose a emtà e mi sforzo di finire tutti i libri che ho, vi cambierebbe qualcosa? Eh sì, è stato troppo. Continuavo a scorrere le pagine senza leggerle, pregando di giungere al termine, di riuscire a sapere tutto senza fare quello sforzo. Libro sbagliato nel momento sbagliato, è possibile, ma non lo sapremo mai. L'ho dato via perchè era diventato un tormento anche per gli occhi. Spero di aver reso l'idea

    ha scritto il 

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