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Fuoco centrale e altre poesie per il teatro

Di

Editore: Einaudi

4.4
(148)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806164686 | Isbn-13: 9788806164683 | Data di pubblicazione: 

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Quasi fosse una rabdomante della parola, Mariangela Gualtieri oltrepassa lasembianza razionale delle cose e i confini della psiche individuale, in unabbandono vigile e teso a cogliere l'essenza di stati d'animo e corrispondenzecol mondo. E dalla capacità di osservazione stupita del mondo, unita a quelladi ascolto delle risonanze interiori, nascono le sue poesie che conducono illettore nel territorio ibrido che sta tra infanzia e crudeltà, bellezza edolore.
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  • 0

    ... è tutta avvolta nella coperta di lana

    La sostanza dove io manco è tutta avvolta nella coperta di lana. Di quelli che più volte ho toccato ricordo le mani le facce le pance le voci le pettinature. Mi stanno aiutando. (Enigma: io sono la mancanza – la mancanza che sono – sono ciò da cui manco – sono tutta mancanza – e non c'è nostalgia ...continua

    La sostanza dove io manco è tutta avvolta nella coperta di lana. Di quelli che più volte ho toccato ricordo le mani le facce le pance le voci le pettinature. Mi stanno aiutando. (Enigma: io sono la mancanza – la mancanza che sono – sono ciò da cui manco – sono tutta mancanza – e non c'è nostalgia – neppure lontananza – essendo ciò che manca – adesso e sempre – io)

    ha scritto il 

  • 5

    "Il paradosso della mia scrittura sta nel voler essere affermativa, nel voler caparbiamente trovare armonia in mezzo a questi cocci. Si è sempre a un centimetro dalla retorica e questo è il prezzo da pagare se si vuole tentare una scrittura esortativa. Non è un tentativo, in realtà, è piuttosto u ...continua

    "Il paradosso della mia scrittura sta nel voler essere affermativa, nel voler caparbiamente trovare armonia in mezzo a questi cocci. Si è sempre a un centimetro dalla retorica e questo è il prezzo da pagare se si vuole tentare una scrittura esortativa. Non è un tentativo, in realtà, è piuttosto un destino: io non posso fare altro che questo".

    ha scritto il 

  • 5

    Finisce direttamente nella mia lista dei libri preferiti

    Letto e riletto, come lei nessun altro usa le parole. Sono vive, taglienti, ruvide. L'ho apprezzato in ogni sfumatura.

    ha scritto il 

  • 5

    "Nome che stai al centro,
    il tuo suono ciocca e s'imperla di voci
    ma nessuna ti tiene, nessuna ti osa in
    suono, in lettera e cifra. Nelle tue solitudini
    di mai chiamato. Come tutto è assai strano.
    A me sembra. Assai strano.
    Ti piantóno, ti indago, mi avvicino in
    millimetri. Ti ho nella voce
    senz ...continua

    "Nome che stai al centro, il tuo suono ciocca e s'imperla di voci ma nessuna ti tiene, nessuna ti osa in suono, in lettera e cifra. Nelle tue solitudini di mai chiamato. Come tutto è assai strano. A me sembra. Assai strano. Ti piantóno, ti indago, mi avvicino in millimetri. Ti ho nella voce senza che esca in suono."

    ha scritto il 

  • 5

    A che serve scrivere qui della mirabile tua forma: mi limiterei alla capacità di percepire le cose, all’osservazione del mondo.
    Tu hai sempre saputo che esiste un altro linguaggio, quello fra le nostre anime e l’universo che chiami paesaggio, un’interiorità parlante, non sondabile, ma constatabil ...continua

    A che serve scrivere qui della mirabile tua forma: mi limiterei alla capacità di percepire le cose, all’osservazione del mondo. Tu hai sempre saputo che esiste un altro linguaggio, quello fra le nostre anime e l’universo che chiami paesaggio, un’interiorità parlante, non sondabile, ma constatabile. Sono tue parole. Eppure, ha veramente senso servirsi della parola per cercare, inseguire sempre l’armonia, in un mondo così arido, duro e che comunque presenta una fine? Davvero non si può e non posso fare altro? Prima sarebbe stato più facile scoprirlo. Oggi un mondo popolato da tutor e guide robotiche ha spazzato via auruspici ed indovini, sibille ed oracoli, il modo più diretto per ascoltare e parlare con il paesaggio, con i cieli. I grandi alberi. Ecco, io voglio raccontare altro, voglio dire che non sapevo… Non sapevo di aspettare le parole, i pensieri, la voce. Non sapevo che mi sarei riscoperto, ritrovato nello stupore. Soprattutto, non sapevo dell’attesa… sì, ti stavo aspettando, da lungo tempo sai? Fin dai giorni in cui raccoglievamo, perché di sicuro anche tu lo facevi, minuscole conchiglie, credendole parti di un immenso tesoro. Tu hai reso il linguaggio dell’amore vento, a volte delicato, più spesso tempesta, così da superare le distanze, le vette ed i baratri, per far sì che ci raccontassimo di gioie e ferite. Perché il bello della vita arriva sempre tardi? Ora, sotto pensiline fatte di nuvole, posso dire di aver afferrato il tuo colore puro, mentre treni di parole silenziose continuano a viaggiare da me a te abbracciati, dentro l’indaco che non è forma nel cielo, ma sfuma già nel viola più tenue. E nel tiepido sole d’autunno siamo ormai raggi sfuggenti di un sentimento che dura.

    ha scritto il 

  • 3

    Complesso

    L'altissimo livello della prosa di Mariangela Gualtieri è un'estasi letteraria e poetica. Non si smentisce dunque, nemmeno questa raccolta, ricca di simbolismi e permeata sulla metaforica metamorfosi dell'Io attraverso la comprensione della vita e l'accettazione del Destino. Mariangela Gualtieri ...continua

    L'altissimo livello della prosa di Mariangela Gualtieri è un'estasi letteraria e poetica. Non si smentisce dunque, nemmeno questa raccolta, ricca di simbolismi e permeata sulla metaforica metamorfosi dell'Io attraverso la comprensione della vita e l'accettazione del Destino. Mariangela Gualtieri è una combattente, non sa accettare passivamente, dunque - come lei stessa si definisce - diventa affermativa, in un'esortazione che diventa un fortissimo inno alla vita. Nonostante ciò, la lettura a volte risulta pesante, nonostante le poesie siano stilisticamente meno complesse rispetto ad altre opere dell'autrice, come ad esempio "Caino".

    ha scritto il