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Fuoco persiano

Il primo grande scontro tra Oriente e Occidente

Di

Editore: Il Saggiatore

3.9
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 412 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842813877 | Isbn-13: 9788842813873 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. E. Morin

Genere: History

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Descrizione del libro
Perché i popoli dell'Est e dell'Ovest trovano tanto difficile vivere in pace? Questa domanda, per noi di bruciante attualità, era un assillo costante di Erodoto che andava alla ricerca delle ragioni vere, storiche, per un'inimicizia già antica a quel tempo. Lo sforzo originario di trovare le cause delle guerre persiane al di fuori del mito non è valso a scoraggiare in Occidente, nei millenni successivi, una produzione mitologica intorno alle vittorie greche di Maratona e Salamina, e persino intorno alla tragica sconfitta delle Termopili; non ha impedito di rivivere come mito fondativo della civiltà dell'Ovest questi eventi storici. Questo studio non descrive solo le le grandi battaglie antiche, rivissute con una vivacità aneddotica quasi da guerra moderna, ma viene anche ricostruito l'intero panorama sociale Est-Ovest di quel periodo remoto, dai sacerdoti di Babilonia alla polizia segreta spartana, dalla quotidianità nei giardini di Persia alle pratiche amorose degli ateniesi. A conclusione di lunghe ricerche, molte condotte su fonti orientali mai attentamente considerate, il testo viene pubblicato in un periodo in cui il millenario confronto Oriente-Occidente conosce una delle fasi più drammatiche, una fase che alcuni pretendono debba essere "finale". Un libro aperto alle forme e alle formazioni culturali; un libro per il quale, come pensava Edward Gibbon: "la differenza tra Est e Ovest è arbitraria e si sposta intorno al globo".
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    Gli spartani alle Termopili sono oramai famosissimi e, alla fine, poco importa che i soldati greci il primo giorno fossero circa cinquemila e non trecento: l'eroismo degli uomini e la forza del ...continua

    Gli spartani alle Termopili sono oramai famosissimi e, alla fine, poco importa che i soldati greci il primo giorno fossero circa cinquemila e non trecento: l'eroismo degli uomini e la forza del bronzo sono arrivati indenni ai giorni nostri e rappresentano non solo una semplice battaglia, ma il confine tra l'avanzante impero persiano e la civiltà greca. Il libro parte dalla fine dell'impero degli assiri per ripercorrere la storia dei grandi Re medi e persiani, soprattutto Ciro, Dario e Serse, tra complotti, omicidi, magi, ma anche grandi opere archittoniche e ubanistiche e una organizzazione burocratica che arrivava a censire persino le anatre. Poi passa alle due grandi città greche, Sparta e Atene. Il racconto che ne esce non è sempre rassicurante: del resto le città greche erano probabilmente famose più per la loro litigiosità che per la loro cultura... Comunque, tra lotte intestine, oracoli "corrotti" e opinioni altalenanti le città (o almeno alcune di esse) trovarono la forza di unirsi per combattere i persiani, nelle quattro battaglie principali tra i due opposti schieramenti: Maratona, Termopili, Salamina e Platea. Il sottotitolo cita "Il primo grande scontro tra oriente e occidente". In effetti spesso si è dibattuto su quale Europa sarebbe nata nel caso avessero vinto i persiani a Maratona, nella prima grande battaglia: le città greche non avrebbero sviluppato la loro cultura democratica, questa non sarebbe andata in eredità a Roma e trasmessa poi all'intero occidente che, insomma, avrebbe perso subito la propria indipendenza per quanto, a voler vedere, l'impero persiano non fosse certo peggiore o più violento di altri. Tom Holland non è uno storico ma il libro è ben documentato e, cosa altrettanto importante, scritto bene e a tratti persino divertente, L'autore, insomma, cerca di entusiasmarci all'argomento citanto anche aneddoti e usando uno stile di scrittura molto scorrevole. Tra gli aneddoti, ricordiamo come andò la storia della "Maratona", intesa come corsa. Nonostante la verità sia nota da tempo, il racconto di Filippide che, dopo aver corso da Maratona ad Atene muore dopo aver detto "Abbiamo vinto!" è duro da sradicare. Filippide in realtà corse molto di più: prima andò da Atene a Sparta (220 km) per chiedere aiuto agli spartani, che in realtà risposero che non potevano muoversi per almeno una settimana, visto che era in pieno svolgimento la loro festa preferita, la Carneia. Quindi tornò ad Atene (di nuovo 220 km) per avvisare la città e proseguì poi per Maratona (altri 42 km) per dire ai soldati di tener duro. Dopo la vittoria, invece, l'esercito greco, preoccupato che la cavalleria persiana sopravvissuta puntasse direttamente su Atene, intraprese una marcia a tappe forzate per tornare in città in giornata. Fu questa marcia a ispirare l'inserimento della "maratona" nei giochi olimpici.

    ha scritto il 

  • 2

    IL PRIMO GRANDE SCONTRO TRA ORIENTE E OCCIDENTE

    Il Saggiatore, collana "Nuovi saggi", 2007. Traduzione di Maria Eugenia Morin.

    Perchè i popoli dell'Est e dell' Ovest trovano tanto difficile vivere in pace ? Questa domanda, oggi di bruciante ...continua

    Il Saggiatore, collana "Nuovi saggi", 2007. Traduzione di Maria Eugenia Morin.

    Perchè i popoli dell'Est e dell' Ovest trovano tanto difficile vivere in pace ? Questa domanda, oggi di bruciante attualità, è la stessa che si poneva Erodoto, che andava alla ricerca delle ragioni storiche di un' inimicizia già antica a quei tempi. Tom Holland non è certamente Erodoto ma è un discreto divulgatore. Siamo di nuovo in una fase drammatica per quel che riguarda i rapporti Oriente-Occidente, una fase che alcuni pretendono "finale". E se devo saltare per aria voglio sapere il perchè. E' proprio vero che in fatto di illusioni sono una specialista...

    ha scritto il