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Fuori gioco

Calcio e potere. Da Della Valle a Berlusconi, da Preziosi a Moratti. La vera storia dei presidenti di serie A

Di

Editore: Chiarelettere

3.8
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861902235 | Isbn-13: 9788861902237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
In tribuna come nei salotti buoni del potere. FUORI GIOCO è il ritratto dell’oligarchia italiana vista attraverso il calcio di serie A e la storia dei suoi presidenti. Una galleria di dieci personaggi (il nuovo arrivato Thomas Di Benedetto, Claudio Lotito e la Lazio del dopo-Cragnotti, i gemelli diversi Enrico Preziosi e Silvio Berlusconi, gli Agnelli e Diego Della Valle, ovvero la scalata di un parvenu con il mito dell’Avvocato...), quasi una squadra. Senza dimenticare i potenti del tempo che fu, che accompagnano ciascun capitolo, da Ferlaino a Cecchi Gori, da Sensi a Tanzi. E con due storie poco note ma molto significative: il re dei supermercati Maurizio Zamparini alla guida del Palermo e il patron dell’Udinese Giampaolo Pozzo.
I presidenti sgomitano, attaccano, fanno gol o li subiscono (vedi l’abisso finanziario dell’Inter di Moratti, 1351 milioni di euro di perdite in diciassette stagioni, un record assoluto), tra affari, cordate e lobby, patti di sindacato, banche e giornali, operazioni immobiliari e finanziarie, rapporti con la politica, in tribuna e fuori dallo stadio.
La trama del potere vista attraverso il calcio passa dalla Prima e la Seconda Repubblica, da Andreotti a Berlusconi, da Geronzi a Profumo. In queste dieci storie c’è l’Italia. Ci sono i banchieri e i furbetti del quartierino, la Tangentopoli di ieri e quella di oggi, bancarotta, evasione fiscale e criminalità organizzata. Una trama senza soluzione di continuità, che arriva fino ai giorni nostri, all’ondata d’indignazione che attraversa il paese e aggredisce il Palazzo, la classe politica e quella economica, ma guai a chi tocca il calcio e la squadra del cuore. C’è chi l’ha capito e continua indisturbato a giocare la propria partita.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Da anni imprenditori più o meno facoltosi dell’Italia “per bene” hanno dirottato il loro interesse sul palcoscenico del campionato di calcio. Tale vetrina che negli ultimi anni si è sempre più ingrandita grazie alle riforme salva stadi e alle liberalizzazioni delle televisioni private che, con i ...continua

    Da anni imprenditori più o meno facoltosi dell’Italia “per bene” hanno dirottato il loro interesse sul palcoscenico del campionato di calcio. Tale vetrina che negli ultimi anni si è sempre più ingrandita grazie alle riforme salva stadi e alle liberalizzazioni delle televisioni private che, con i loro pacchetti promozionali offrono la visione in diretta del match della squadra del cuore, ha fatto gola a molti investitori i quali, al contempo, dichiarano che per colpa del pallone hanno buttato via troppo denaro e vivono ricoperti di debiti.
    La domanda è: sono dei mentecatti a voler continuare a finanziare questo tipo di investimento “a perdere” o c’è
    qualcosa sotto che a noi comuni mortali non è dato conoscere???
    10 presidenti di serie A, 10 prestigiosi club e numerosi intrecci politico-economici che attraversano lo scenario economico e sociale dell’Italia degli ultimi 20 anni, dalle sponsorizzazioni per il mondiale del 1990 fino ai grandi crediti che le banche vantano con molti club grandi e piccoli in un’Italia sempre più oppressa da una crisi finanziaria che non sembra avere fine.
    In fuori gioco vengono elencate le “prodezze” finanziarie di Moratti e soci per coprire gli oltre 140 milioni di debiti l’anno che l’Inter fattura a fine stagione, il grande feeling politico-commerciale che ha portato Della valle e Montezemolo ad essere oggi al vertice del made in Italy imprenditoriale grazie alla pubblicità a costo zero offerta dalla città di Firenze, i comizi politici di Berlusconi dove dichiara che non comprerà Hamsik e i napoletano lo ricambiano con voti e seggi pieni, il patrimonio della famiglia Agnelli diviso tra la Juventus e la FIAT di Marchionne, i ricatti politici di Zamparini e Pozzo che da anni tengono sotto scacco le città di Palermo e Udine con la minaccia di abbandonare le rispettive squadre di calcio se politici locali non dovessero approvare i loro profili di investimento sul territorio (supermercati e capannoni per intenderci) e molto altro ancora.
    Dal crac Cragnotti al processo calciopoli, dalle quotazioni in borsa delle società di calcio ai fallimenti (o presunti tali) di importanti club, Fuorigioco è un libro retroscena importante che vi darà una visione d’insieme molto ben strutturata su cosa sia diventato il calcio negli ultimi anni e perché la figura del presidente, un tempo riservato patron benestante finanziatore e appassionato, sia diventata la vulcanica presenza quotidiana che muove equilibri ben più grossi di quelli che permettono ad un pallone di attraversare una linea bianca.

    ha scritto il 

  • 4

    recensito per mangialibri

    http://mangialibri.com/node/10635
    Nel 1992, in piena Tangentopoli, sul quotidiano “Il Messaggero” viene riportata la notizia dell'arresto di un giovane imprenditore romano. L'accusa è "turbativa d'asta e violazione di segreti d'ufficio". La descrizione della foto segnaletica recita: “«Bella ...continua

    http://mangialibri.com/node/10635
    Nel 1992, in piena Tangentopoli, sul quotidiano “Il Messaggero” viene riportata la notizia dell'arresto di un giovane imprenditore romano. L'accusa è "turbativa d'asta e violazione di segreti d'ufficio". La descrizione della foto segnaletica recita: “«Bella presenza, trentacinque anni, pistola in tasca, telefonino, è fidanzato con una delle figlie del costruttore Gianni Mezzaroma». L'arrestato di bella presenza è Claudio Lotito, che nel luglio del 2004 diventerà proprietario della SS Lazio. Lotito, vero self-made man, a ventotto anni fonda già la sua prima impresa, la “Snam Sud”, un'impresa di pulizie che dopo poco verrà affiancata dalla “Linda”. Le due aziende si procurano la maggior parte del fatturato grazie agli appalti degli enti locali. Regione, provincia, comune, unità sanitarie locali, ospedali. Per completare l'offerta dopo poco l'imprenditore si attrezzerà anche per offrire servizio mensa – grazie alla “Bona Dea” - e vigilanza, attraverso la sua “Roma Union Security”. Le sue guardie giurate, a testimoniare un destino segnato nel dna, hanno sulla divisa un'aquila dorata... Nel 1963, due anni dopo aver fondato la “Cantieri riuniti milanesi” e aver costruito il suo primo palazzo, il ventisettenne Silvio Berlusconi conosce uno studente palermitano nato nel '41 che si chiama Marcello Dell'Utri. Il ragazzo studia giurisprudenza ed è appassionato di calcio, tanto da aver ottenuto il patentino di terza categoria dal centro federale di Coverciano, a soli diciannove anni. Dell'Utri e Berlusconi diventano presto amici e riescono a fondere insieme le loro due passioni. Il calcio e le costruzioni. Negli anni del boom edilizio infatti, di fronte alla valanga di immigrati in arrivo dal Sud, Berlusconi fonda la “Edilnord Sas”, che diviene lo sponsor della Torrescalla, la squadra locale di cui è allenatore il suo fidato compagno...
    Il giornalista del settimanale "l'Espresso", Gianfrancesco Turano, prosegue la nobile tradizione delle inchieste a tutto campo, un tempo appannaggio del giornalismo vero, oggi affidate quasi esclusivamente alle sapienti mani dell'editore Chiarelettere, con un imperdibile volume sulle (alterne) fortune dei nababbi del pallone, i presidentissimi di calcio. Turano compie un lavoro impeccabile andando a fare le pulci a quasi tutti i chairman delle più importanti squadre di serie A. Quello che emerge è un labirinto (non solo pallonaro) quasi impossibile da districare fino in fondo, fatto di società offshore, di cordate, di lobby, di prestanomi, di fondi neri, di giochi di potere, di alleanze politiche strategiche e sotterranee, per un hobby, quello del calcio, che di giuoco e di sportivo ha davvero poco. Dalla voragine finanziaria senza precedenti di 1351 milioni di euro accumulata in diciassette stagioni dal presidentissimo dell'Inter Moratti, al calcio vissuto come business capace di bilanciare le perdite del settore cinematografico in debito d'ossigeno del napoletano d'adozione De Laurentis, fino alla famiglia reale della Juventus, alla testa della squadra, unico caso planetario, fin dal 1923, passando dalle ormai note sante alleanze di Berlusconi con politici, banchieri e poteri finanziari. Ma non mancano personaggi meno in vista dei soliti noti, come il patron dell'Udinese Pozzo o il re dei “Gormiti” e del Genoa, Enrico Preziosi. Tutti uniti sotto il segno del calcio vissuto come sponsor e rivitalizzatore – anche se spesso in rosso – di bilanci e sopratutto di immagine. Dalla prima alla seconda Repubblica, da Nord a Sud, attraverso corruzione, furbetti del quartierino, cordate spericolate, conti lussemburghesi e società fantasma, i mammasantissima del pallone tirano le fila del giocattolo più bello e redditizio del mondo ben consapevoli che l'Italia pallonara sa indignarsi di tutto tranne degli sprechi e dei caché a sette zeri dei loro viziati beniamini, perché seppure c'è la crisi e fine mese non si arriva, l'importante è che la domenica sia tutto pronto e apparecchiato per l'immancabile e imprescindibile triplice fischio

    ha scritto il 

  • 4

    Il lato (non tanto) oscuro del calcio

    Gettando luce sulle ombre del nostro calcio, il libro, riesce a raggiungere il suo obiettivo ovvero raccontare il mondo "pallonaro" italiano. Attraverso i suoi veri protagonisti (i presidenti delle squadre di club), coloro che fanno girare il denaro (sporco) in un universo, quello calcistico (anc ...continua

    Gettando luce sulle ombre del nostro calcio, il libro, riesce a raggiungere il suo obiettivo ovvero raccontare il mondo "pallonaro" italiano. Attraverso i suoi veri protagonisti (i presidenti delle squadre di club), coloro che fanno girare il denaro (sporco) in un universo, quello calcistico (ancora più sporco).
    Tra contatti con banche, banchieri, finanza, borsa, politica e mafia, il quadro che ne viene fuori è un mondo che non ha più nulla di pulito, come era facile aspettarsi, e in cui non si riesce a intravedere nemmeno una flebile luce, speranza di "redenzione", alla fine del tunnel.
    Il libro va ad analizzare la biografia di alcuni dei presidenti di club italiani (Di Benedetto, Lotito, Pozzo, Della Valle, Moratti, Preziosi, Zamparini, Berlusconi) per riuscire a capire chi siano e come agiscano, non solo nell'universo calcio, ma in generale nell'universo finanza.
    Scritto molto bene, molto interessante e consigliato a tutti coloro che vogliono far luce sui milioni di euro che vengono guadagnati e sperperati dalle squadre di calcio.

    ha scritto il 

  • 5

    Fuori gioco, ma proprio fuori

    Verrebbe da pensar, il più bravo (dei presidenti di società professionistiche di calcio italiane) ha la rogna.
    Il fatto è che la rogna è poco, ci vorrebbe il penale, ma misteriosamente ne escono tutti quasi indenni, ed anche chi è condannato tornba preside ...continua

    Verrebbe da pensar, il più bravo (dei presidenti di società professionistiche di calcio italiane) ha la rogna.
    Il fatto è che la rogna è poco, ci vorrebbe il penale, ma misteriosamente ne escono tutti quasi indenni, ed anche chi è condannato tornba presidente in tempi record.
    Se volete non seguire il calcio per un po' di tempo e seguire un altro sport è il libro ideale.
    Approfitto per ringraziare Moratti e Garrone per il contenimento dei costi della benzina, meno male che non esistono i monopoli collusivi, il garante non ne ha mai trovati.

    ha scritto il 

  • 0

    PRIMO CAPITOLO

    http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/fuori-gioco-calcio-e-potere
    Un debutto sfortunato
    Nel novembre del 1992, nove mesi dopo l’arresto di Mario Chiesa a Milano che ha fatto partire la sarabanda di Tangentopoli,
    «Il Messaggero» titola: «Arrestato un imprenditore, appalti mi ...continua

    http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/fuori-gioco-calcio-e-potere
    Un debutto sfortunato
    Nel novembre del 1992, nove mesi dopo l’arresto di Mario Chiesa a Milano che ha fatto partire la sarabanda di Tangentopoli,
    «Il Messaggero» titola: «Arrestato un imprenditore, appalti miliardari». La descrizione, illustrata da foto segnaletica, recita:
    «Bella presenza, trentacinque anni, pistola in tasca, telefonino, è fidanzato con una delle figlie del costruttore Gianni Mezzaroma;
    l’ordine di cattura parla di turbativa d’asta e violazione di segreti d’ufficio».

    ha scritto il 

  • 4

    Calcio e potere, un'indagine sui presidenti

    Gianfrancesco Turano, scrittore, traduttore e giornalista, ci regala un quadro lucido e non scevro di ironia (sdrammatizzare è d’obbligo, vista la materia) dei presidenti delle più importanti squadre di serie A. Il filo rosso che lega questi personaggi è la ricerca di un riconoscimento politico e ...continua

    Gianfrancesco Turano, scrittore, traduttore e giornalista, ci regala un quadro lucido e non scevro di ironia (sdrammatizzare è d’obbligo, vista la materia) dei presidenti delle più importanti squadre di serie A. Il filo rosso che lega questi personaggi è la ricerca di un riconoscimento politico e sociale, della visibilità che il calcio di massima serie senz’altro dà. La galleria è mol-to ricca: dalla cordata dello zio d’America Tom Di Benedetto, new entry nel panorama calcistico italiano (ha acquistato l’AS Roma ad Agosto del 2011) e primo presidente straniero, alle dotte citazioni del self made man (con matrimonio strategico) Lotito; dal re dei cinepanettoni, De Laurentiis, che ha fallito con il bingo, allo scarparo, e fiero di esserlo, Della Valle, mecenate per business; dall’industriale che fa del calcio il suo scopo d’imprenditore e gestisce la sua squadra come un osservatorio per i giovani talenti (Pozzo e la sua Udinese) al giovane ‘principe’, il nipote dell’Avvocato Andrea Agnelli, amatissimo proprio perché Agnelli di nome e di fatto; dal caso unico di Massimo Moratti, che riesce ad accumulare l’incredibile cifra di 1.351 milioni di euro di perdite in 17 stagioni, al friulano Zamparini, sanguigno e un po’ esoterico, che tenta l’impresa del Palermo; da ultimi, l’imprenditore dei giocattoli Preziosi, che risolleva le sorti della sua azienda e del ‘suo’ Genoa grazie ai Gormiti e Lui, Berlusconi, l’ormai mitologico ex patron dell’Edilnord, presidente rossonero ma con qualche simpatia interista, colui che, se le cose vanno male, può sempre dire: “è colpa dell’arbitro”. Comuni a ciascuno, sono i rapporti conflittuali con il fisco e la gestione di una finanza giustamente definita creativa. Così fan tutti, insomma. E non stupisce che il potere del tifo organizzato sia talmente forte che, quando gli agenti delle tasse si fanno troppo pressanti, basti minacciare l’uscita della squadra dal mercato del calcio: i tifosi si angustiano, i politici si mettono all'opera e “lo sconto diventa di rigore”. Sullo sfondo, personaggi che hanno fatto la storia del calcio: Agnelli, Andreotti, Sensi, Tanzi, in un intreccio di sport e politica che mai è mancato nello scenario del calcio d’Italia.

    ha scritto il