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Fuorimondo

Storia di una ragazza di oggi

Di

Editore: Einaudi (L'Arcipelago Einaudi)

3.8
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806210157 | Isbn-13: 9788806210151 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Quello che dà forma alla nostra vita è ciò che piú ci manca. Lo sa bene Dolfi, che riceve ogni giorno una lettera senza parole, lo sa Esmé, la madre eterna, che si consuma in un rituale di appuntamenti mancati, lo sa la fragilissima zia-Lali-dai-polsi-rotti, che vive di seduzione e che forse un giorno morirà di risate. La mancanza che modella la vita di Tamar, ragazza trasparente, è cosí grande da portarla fuorimondo. Con la sua scrittura unica, che sembra nominare ogni cosa per la prima volta, Ornela Vorpsi disegna in questo romanzo le infinite declinazioni della nostra fame, il «fiore carnivoro» che ci divora e non è mai sazio di bellezza, di amore, di assoluto.
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  • 5

    bellissimo.
    straziante.
    un dolore dalla prima all'ultima pagina.
    non c'e' una riga che non faccia male.
    una tensione altissima.
    mi ha scavato una voragine, come se avessi masticato pezzi di vetro.
    letto mentre fuorimondo ci andavo io stesso, poco prima di dover correre a farmi spegnere l'anima pe ...continua

    bellissimo. straziante. un dolore dalla prima all'ultima pagina. non c'e' una riga che non faccia male. una tensione altissima. mi ha scavato una voragine, come se avessi masticato pezzi di vetro. letto mentre fuorimondo ci andavo io stesso, poco prima di dover correre a farmi spegnere l'anima per un po'. un libro dolorosissimo, letto in un periodo dolorosissimo. non lo dimenticherò mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinaria scrittrice

    Non capita tutti i giorni che uno scrittore inventi un linguaggio suo, uno stile così personale, che abbia una tale forza nel raccontare i suoi personaggi. Ogni pagina è una meraviglia, piena di invenzioni eppure così leggibile allo stesso tempo e con un ritmo perfetto.
    Dice molto bene la quarta ...continua

    Non capita tutti i giorni che uno scrittore inventi un linguaggio suo, uno stile così personale, che abbia una tale forza nel raccontare i suoi personaggi. Ogni pagina è una meraviglia, piena di invenzioni eppure così leggibile allo stesso tempo e con un ritmo perfetto. Dice molto bene la quarta di copertina "con la sua scrittura unica, che sembra nominare ogni cosa per la prima volta..."

    ha scritto il 

  • 4

    non calpestare la mia ombra, tamar

    tamar fabbrica lenti per occhiali perché "nella tomba puoi portare solo quel che hai visto". indossa i sandali della sua giovane amica manuela, suicida per amore. vive la morte del fratellino rafi, inducendolo a metterla in atto. spia le seduzioni della bella zia lali-dai-polsi-rotti, che collezi ...continua

    tamar fabbrica lenti per occhiali perché "nella tomba puoi portare solo quel che hai visto". indossa i sandali della sua giovane amica manuela, suicida per amore. vive la morte del fratellino rafi, inducendolo a metterla in atto. spia le seduzioni della bella zia lali-dai-polsi-rotti, che colleziona cuori perché "non li puoi avere per sempre, è un lavoro continuo, un bel giorno scappano e tutti prima o poi tornano al loro proprietario interi o a pezzi". tamar contempla la bellezza del giovane dolfi, per il quale si getterebbe da un ponte, se solo lui glielo chiedesse anche per gioco. ammira il lavoro di nikolin, calzolaio in un mondo dove ormai ci sono "pochissime scarpe, e quante spaiate". vorrebbe dire alla madre esmé di buttarsi dalla finestra ogni qual volta lei glielo minaccia, se questo è davvero ciò che vuole. tamar spedisce lettere in bianco e mute. è "nata sotto il segno del tormento". vive in disparte, lontana da tutti. è trasparente, la gente le passa attorno e l'attraversa, senza vederla. e poi ascolta rapita la storia del re e del suo visir, che aveva l'abitudine di dire "tutto quello che dio fa, è per il meglio". ornela vorpsi è il meglio che si può leggere in questi tempi: onirica, spiazzante, prepotente e vivida.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando è apparso per la prima volta sulla porta del soggiorno usciva direttamente dal fuoco, e io ho sentito i campanelli di un grande pericolo suonare all'impazzata.

    Ecco. Mi è piaciuta tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    “Io Tamar sono nata sotto il segno del tormento.” L’incipit di “Fuorimondo” promette quello che la narrazione sosterrà per tutto il corso del breve romanzo, una sofferta e lucida descrizione di legami segnati dall’impossibilità di corrispondenza, dove il fuorimondo è quella terra indistinta in c ...continua

    “Io Tamar sono nata sotto il segno del tormento.” L’incipit di “Fuorimondo” promette quello che la narrazione sosterrà per tutto il corso del breve romanzo, una sofferta e lucida descrizione di legami segnati dall’impossibilità di corrispondenza, dove il fuorimondo è quella terra indistinta in cui follia e morte si intrecciano fondendosi e i protagonisti si ritrovano, loro malgrado, come attori o come spettatori, senza apparente possibilità di modificare il ruolo che la sorte ha deciso per loro. Nel suo piccolo negozio di ottica, Tamar fabbrica lenti che permettono di vedere, per “riempirmi del mondo. Nella tomba puoi portare solo quello che hai visto”, ma può costruire anche occhiali che “appannano le forme e vedere solo chiazze di colore”, “per non vedere quello che non voglio vedere”. Ornela Vorpsi con una scrittura precisa e decisamente vivace e suggestiva, con affondi di introspezione, affronta il tema della mancanza (quello che dà forma alla nostra vita è ciò che più ci manca) e della morte, mi si perdoni il bisticcio, come scelta di vita. “Io Tamar” è ripetuto ossessivamente, quasi dovesse diventare un’attestazione di esistenza quando tutto e tutti sembrano rendere trasparente la protagonista (Esmé , la madre, che vive per Rafi, il figlio che si è lasciato prendere dall’acqua del mare; Dolfi, annullato dalla perdita dell’ambizione che lo ha privato dell’amore per il suo violino; Manuela, l’amica che decide di togliersi la vita perché la morte è l’unica cosa che può donare a Dolfi in modo definitivo). “Io Tamar, così trasparente che i miei simili mi attraversavano rompendomi tutta, quando salivo su quei sandali diventavo opaca, prendevo consistenza, impugnavo un corpo…” I sandali sono quelli di Manuela di cui Tamar si appropria dopo la morte della ragazza, sono lo strumento attraverso il quale cerca di trovare se stessa e la femminilità vivendo una vita altrui, cercando di sfuggire al fuorimondo che la spinge al supplizio eterno del senso di colpa per avere “visto” in anticipo la morte di Rafi e Manuela, aiutandoli nel metterla in atto, proprio lei, Tamar, che è “senza morte”, condannata a un’erranza perpetua, quella dello “sconosciuto infelice”. “Impugnavo un corpo”, per esempio. In espressioni come queste sta la semplicità e l’efficacia della scrittura di questa autrice, dove l’impugnare apre a diverse interpretazioni. Tenere in pugno nel senso di possedere, dominare, controllare il corpo, avendo necessità di trovare un centro di gravità attraverso cui contrastare il fuorimondo che è in agguato. Oppure l’impugnare che fa riferimento all’elsa di una spada ed evoca il modo attraverso cui si è disposti a combattere per ottenere ciò che spetta, nella fattispecie l’amore mancato. Ma sempre “impugnare un corpo” dà l’idea di un oggetto estraneo al sé, un’appendice rispetto al magma interiore.

    ha scritto il 

  • 1

    Ornela tratta in questo libro dei temi che meritano il massimo rispetto, però c'è della presunzione nel pensare di poter infliggere al lettore 150 pagine di autoanalisi psicologica senza un minimo di trama. Sicuramente i primi libri (di racconti) sono molto meglio e penso che li leggerò.

    ha scritto il 

  • 3

    Fuorimondo

    in realtà è meglio di "così così", anzi, credo sia un libro destinato a restarmi dentro, ma non tanto per la trama, la storia in sé, che non ha suscitato in me grande interesse, quanto per il modo in cui l'autrice scrive, modo quasi onirico, sospeso nel tempo, in un limbo direi poetico.

    ha scritto il 

  • 5

    Con questo libro Ornela Vorpsi è finalmente approdata ad un romanzo, pur breve, ma perfettamente compiuto, equilibrato e profondo nello scavo dei personaggi: Tamar, la protagonista e narratrice di questa storia (lei, che fabbrica occhiali per chi si accorge di "voler vedere", ma anche per chi, at ...continua

    Con questo libro Ornela Vorpsi è finalmente approdata ad un romanzo, pur breve, ma perfettamente compiuto, equilibrato e profondo nello scavo dei personaggi: Tamar, la protagonista e narratrice di questa storia (lei, che fabbrica occhiali per chi si accorge di "voler vedere", ma anche per chi, attraverso i colori "vuole nascondere")e che attraverso le crepe di un muro, che forse rappresentano quelle apertesi nella sua mente dopo la morte del fratellino Rafi, penetra in una via che la conduce "fuorimondo", forse il luogo dove si rasenta la follia, sicuramente dove non è difficile entrare in contatto anche con l'aldilà. E gli altri: la madre Esmè, orfana del proprio figlio (per il quale esclusivamente il suo nome era Anastasia); Manuela, la suicida per amore, dai sandali incantati; il bel Dolfi, che ha compreso il vuoto che deriva dal suo fallimento artistico e dalla sua incapacità emozionale e che passa le giornate davanti ad uno schermo acceso senza sonoro. Ma anche quelli appena abbozzati della prorompente zia Lali, o del ciabattino Nikolin, che paiono usciti dalle raccolte precedenti di suoi racconti ambientati nella nativa Albania. Ma soprattutto mi piace il modo in cui scrive Vorpsi, le parole che sceglie per creare immagini e atmosfere in modo essenziale ma efficace. Forse lo ha imparato dalla pratica dell'arte figurativa (pittura e fotografia), dal modo in cui si selezionano espressioni ed oggetti per dare forza e significato ad una sola immagine. Un'albanese che vive a Parigi, ma che ha scelto l'italiano come lingua di adozione, dando punti da vendere a tanti "scrittori" del nostro Paese. Una tra le voci nuove più interessanti del nostro panorama letterario. A mio parere da seguire con molta attenzione.

    ha scritto il