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Futuro

Di

Editore: Bollati Boringhieri (I sampietrini)

3.3
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8833922634 | Isbn-13: 9788833922638 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: C. Tartarini

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Nel mondo che conosciamo l'idea di futuro è ipotecata dalle carenze e dalle paure del presente. Sul futuro proiettiamo speranze di riscatto e attese di progresso; dal futuro temiamo qualche apocalisse. Forse, però, esiste un modo meno pregiudicato di guardare al tempo che verrà, liberandolo dai tanti chiaroscuri che finora si sono rivelati solo dei gravami, senza propiziare o sventare alcunché. Dopo tutto, il mito del futuro è speculare a quello delle origini. Da antropologo, Marc Auge ha dimestichezza con una pluralità di luoghi e di tempi, e proprio per questo sa riconoscere i nonluoghi e il nontempo che ogni giorno attraversiamo. Chi, come lui, è abituato a confrontarsi sia con la pienezza sia con la bassa intensità di senso, ragiona sul futuro da una prospettiva diversa: è l'eccesso di visione, di rappresentazioni precostituite che impedisce di concepire il cambiamento a partire dall'esperienza storica concreta. Con un vero colpo d'ala, Auge coniuga scienza e futuro, ossia rimette in onore l'aspetto della scienza che più si discosta dalla tracotanza e dalla dismisura, e dai loro guasti planetari. Solo la sistematica messa in dubbio delle nozioni di certezza, verità e totalità permette infatti di rompere il cerchio magico che appiattisce l'avvenire su un eterno, allucinato presente.
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  • 3

    Premetto che non sono un’esperta di antropologia ma imbattendomi per puro caso in Marc Augè mi ha incuriosito molto il suo concetto di tempo e di non-luogo … di certo una lettura molto tecnica, poco accessibile per un profano della materia … tre stelline ... ma per mea culpa.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante le piccole dimensioni ho impiegato più di un mese a finire questo libro assai poco accattivante. Sommate alla complessità della scrittura un miscuglio di pensieri che a ben guardare hanno poco a che fare sia col titolo che tra loro. Opera indigesta.

    ha scritto il 

  • 2

    Di tutto un pò, di tutto niente

    Ho sempre rispettato Marc Augé e anche la sua non sempre limpida scrittura. C'e' un limite a tutto però, nelle pagine di questo piccolo libro fa seguire pensieri e costruisce relazioni in alcuni casi interessanti, ma per quanto mi riguarda in grande maggioranza abbozzati, grezzi, non approfonditi ...continua

    Ho sempre rispettato Marc Augé e anche la sua non sempre limpida scrittura. C'e' un limite a tutto però, nelle pagine di questo piccolo libro fa seguire pensieri e costruisce relazioni in alcuni casi interessanti, ma per quanto mi riguarda in grande maggioranza abbozzati, grezzi, non approfonditi. Un libro pieno di commenti in alcuni casi anche sorprendentemente superficiali e poco pregnanti, a fronte di una scrittura a volte insopportabilmente contorta (poi magari sono io che sto perdendo colpi, ma è una scusa che regge fino a un certo punto). Sembra più la prima stesura di un lavoro che va poi ampliato più che un libro finito. Augé ha scritto sicuramente di meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro importante

    Augè sorprende sempre. Questa è una delle letture più importanti che ho fatto negli ultimi anni. Ho apprezzato davvero la ridiscussione del concetto sartriano di singolare e universale nell'individuo e soprattutto il progetto dell'utopia dell'educazione. Pensare che ho incontrato per caso in una ...continua

    Augè sorprende sempre. Questa è una delle letture più importanti che ho fatto negli ultimi anni. Ho apprezzato davvero la ridiscussione del concetto sartriano di singolare e universale nell'individuo e soprattutto il progetto dell'utopia dell'educazione. Pensare che ho incontrato per caso in una piccola libreria di Pisa dov'ero per lavoro. E forse non è stato una caso.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libretto tutto sommato inutile, perché in realtà il suo scopo non è farsi capire. Parlare del futuro, dell'educazione, della ricerca di senso da parte dell'uomo come di qualcosa di urgente (come sembra sostenere Augé) comporta, invece, sempre essenzialità e comprensibilità. Altrimenti il messa ...continua

    Un libretto tutto sommato inutile, perché in realtà il suo scopo non è farsi capire. Parlare del futuro, dell'educazione, della ricerca di senso da parte dell'uomo come di qualcosa di urgente (come sembra sostenere Augé) comporta, invece, sempre essenzialità e comprensibilità. Altrimenti il messaggio fallisce.

    ha scritto il 

  • 4

    Una frittata appetitosa

    Ormai Augé è così: in questo libro c'è di tutto un po', e così a occhio direi contiene anche qualche bel riciclo; il capitolo su Madame Bovary, per esempio, direi che potrebbe stare benissimo a parte. Il discorso non è affatto lineare, e forse il libriccino nel suo complesso si sarebbe giovato di ...continua

    Ormai Augé è così: in questo libro c'è di tutto un po', e così a occhio direi contiene anche qualche bel riciclo; il capitolo su Madame Bovary, per esempio, direi che potrebbe stare benissimo a parte. Il discorso non è affatto lineare, e forse il libriccino nel suo complesso si sarebbe giovato di qualche scrupolo in più nell'editing. Rimane il fatto che in questa frittata ci sono tanti sapori interessanti e ricchi, e che se nulla è chiarissimo, si chiude il libro con la voglia di approfondire tanti spunti brillanti e intelligenti. Forse, a dirla tutta, finale un po' moscio, che per un libro sul futuro non è il massimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura abbastanza difficoltosa, almeno fino alla metà del libro, per la forma non proprio lineare ed il protrarsi di argomenti non sempre strettamente inerenti che l'autore poteva risolvere con delle sintesi più efficaci.
    D'altronde è indispensabile leggere tutta questa lunga premessa per ...continua

    Lettura abbastanza difficoltosa, almeno fino alla metà del libro, per la forma non proprio lineare ed il protrarsi di argomenti non sempre strettamente inerenti che l'autore poteva risolvere con delle sintesi più efficaci.
    D'altronde è indispensabile leggere tutta questa lunga premessa per capire la seconda metà del libro dove i capitoli sono più sciolti ed anche operativi specialmente in ordine all'innovazione e all'educazione. Per l'autore che è un etnologo, infatti, sono capisaldi indispensabili affiché si affronti il futuro con la possibilità di soluzioni originali, impreviste, creative e non solo come conseguenza "intrigante" della lettura che ci viene imposta del presente.

    ha scritto il