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Gödel, Escher, Bach

Un'eterna ghirlanda brillante

By Douglas R. Hofstadter

(1211)

| Others | 9788845905933

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  • AAA Cercasi lettori avventati

    Non ho ancora iniziato il libro..
    Pubblico questo "commento" per chiedere ai miei vicini (e a chiunque altro fosse interessato, è ovvio!) se vogliono farmi compagnia in questa che potrebbe essere un'avventura memorabile! ;)
    Ho aperto una discussione qui
    http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=318 ... (continue)

    Non ho ancora iniziato il libro..
    Pubblico questo "commento" per chiedere ai miei vicini (e a chiunque altro fosse interessato, è ovvio!) se vogliono farmi compagnia in questa che potrebbe essere un'avventura memorabile! ;)
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    Genji said on Jan 22, 2012 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • Uno dei libri più belli che io abbia mai letto!
    Probabilmente l'averlo letto oggi mi ha permesso di apprezzarlo maggiormente di quanto avrei potuto fare dieci o addirittura venti anni fa; il libro è del 1979, forse non attualissimo in tutti i suoi contenuti, ma davvero pieno di nozioni e contenuti t ... (continue)

    Uno dei libri più belli che io abbia mai letto!
    Probabilmente l'averlo letto oggi mi ha permesso di apprezzarlo maggiormente di quanto avrei potuto fare dieci o addirittura venti anni fa; il libro è del 1979, forse non attualissimo in tutti i suoi contenuti, ma davvero pieno di nozioni e contenuti tali da poter soddisfare più categorie di lettori.

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    SergioCosi said on Jan 6, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

  • Pag. 412 - Coscienza, autocoscienza

    Quando per la prima volta e nel modo più semplice si tenta di filosofare, ci si impegola nel problema se, quando si sa una cosa, si sappia di saperla e quale sia l’oggetto di riflessione quando si riflette su se stessi e da che cosa sia condotta questa riflessione. Dopo essere stati a lungo sconcert ... (continue)

    Quando per la prima volta e nel modo più semplice si tenta di filosofare, ci si impegola nel problema se, quando si sa una cosa, si sappia di saperla e quale sia l’oggetto di riflessione quando si riflette su se stessi e da che cosa sia condotta questa riflessione. Dopo essere stati a lungo sconcertati e tormentati da questo problema, s’impara a non insistere su tali domande: ci si rende implicitamente conto che il concetto di un essere cosciente è diverso da quello di un oggetto privo di coscienza. Dicendo che un essere cosciente sa una cosa, non solo si dice che esso la sa, ma che sa di saperla e che sa di sapere di saperla, e così via, per tutte le volte che piaccia porre la domanda: si riconosce di essere di fronte a un’infinità, ma non si tratta di un regresso all’infinito nel senso negativo, poiché sono le domande e non le risposte che si esauriscono, dato che sono inutili. Si sente che le domande sono inutili perché il concetto contiene in sé l’idea della capacità di continuare all’infinito a rispondere a siffatte domande. Benché gli esseri coscienti abbiano la capacità di continuare, non desideriamo che questa capacità appaia semplicemente come una successione di compiti che essi riescono ad eseguire e neppure concepiamo la mente come una successione infinita di sé e di super-sé e di super-super-sé. Anzi, l’accento vien posto sul fatto che l’essere cosciente è un’unità e, benché si parli di parti della mente, lo si fa solo metaforicamente e non vorremmo che ciò venisse preso alla lettera.
    I paradossi della coscienza nascono perché un essere cosciente può essere consapevole di se stesso, come di altre cose, eppure non può essere realmente interpretato come fosse divisibile in parti. Ciò significa che un essere cosciente riesce ad affrontare i problemi gödeliani in un modo che alla macchina è precluso, poiché un essere cosciente può prendere in considerazione tanto se stesso quanto le proprie operazioni e nello stesso tempo non essere diverso da ciò che ha compiuto quelle operazioni. Una macchina può essere costruita, per così dire, in modo da “prendere in considerazione” le proprie operazioni, ma non può farlo senza diventare con questo una macchina diversa, cioè la vecchia macchina con in più una “parte nuova”. Viceversa, nell’idea che possediamo di una mente cosciente è implicito che essa può riflettere su se stessa e criticare le proprie operazioni, e a questo scopo non ha bisogno di alcuna parte in più: essa è già completa, e non ha nessun tallone d’Achille.

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    Ermetis said on Dec 8, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • cosa possono avere in comune il logico gödel, l'artista escher e il musicista bach?<br />per scoprirlo basta leggere questo bel volumone,<br />un testo in cui si intrecciano in una ghirlanda dorata i fili della logica contemporanea e dell'intelligenza artificiale, della musica, dell'arte ... (continue)

    cosa possono avere in comune il logico gödel, l'artista escher e il musicista bach?<br />per scoprirlo basta leggere questo bel volumone,<br />un testo in cui si intrecciano in una ghirlanda dorata i fili della logica contemporanea e dell'intelligenza artificiale, della musica, dell'arte bizzarra, il tutto poi intermezzato dalle avventurose storielle di achille e la tartaruga.</p><p>ne ho parlato anche qui: http://aenigmata.splinder.com/post/8967620/eterna+ghirlanda+brillante

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    nicce said on Nov 5, 2011 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

  • An Enthousiastic Great Bacchanal

    Fantastic book. The best reading this year so far. The book is centered around recursive auto references; those generates twisted hierarchies, which, according to the author, can explain much about Intelligence, Consciousness, DNA, symbols and meaning. The book spans over Zen and Zenone, Bach and Ca ... (continue)

    Fantastic book. The best reading this year so far. The book is centered around recursive auto references; those generates twisted hierarchies, which, according to the author, can explain much about Intelligence, Consciousness, DNA, symbols and meaning. The book spans over Zen and Zenone, Bach and Cage, Escher and Magritte, Gödel and Turing, Cantor and Russel; I loved every-single page. Hofstadter investigates all these aspects (and more even) at very different levels. The auto-references allow him to jump up and down, and move in stimulating vortexes, culminating, right before a Ricercar in 6 voices, in a digression about free will, life and death at various levels. How great it would be to have a digression of the very same type on sex!! A Recursive Iterative Compulsory Excitation Running Circles And Repeating

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    Peppuzzo said on Apr 12, 2010 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

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