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Gülün adı

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Publisher: Can yayınları

4.4
(22431)

Language:Türkçe | Number of Pages: 606 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Italian , German , French , Catalan , Russian , Finnish , Polish , Dutch , Portuguese , Hungarian , Norwegian , Slovak , Slovenian , Swedish , Czech , Greek , Romanian , Korean

Isbn-10: 9755102450 | Isbn-13: 9789755102450 | Publish date: 

Translator: Şadan Karadeniz

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
"Gülün Adı" adlı bu dev romanıyla bir anda dünyanın dört bir yanında ünlenen İtalyan yazarı Umberto Eco, aslında çok yönlü bir bilimadamı. İtalya'da, Bologna Üniversitesinde öğretim üyesi, semiolog, tarihçi; filozof, estetikçi, ortaçağ uzmanı ve James Joyce üzerine derin araştırmalar yapmış biri. Umberto Eco'nun bu ilk romanı, 1980'de İtalya'da ilk yayımlanışından bu yana sayısız basım yaptı ve dünyanın pek çok diline çevrildi. Dünyada olağanüstü bir ilgi uyandıran bu romanın yankıları hala sürüyor. Filmi de dünyada büyük yankılar uyandırdı. Bu romanın başarısında, kuşkusuz, yazarın ortaçağ konusunda derin ve dolaysız bilgisinin büyük payı var. Tam anlamıyla ve her bakımdan ortaçağ dünyasını yansıtmakla birlikte "Gülün Adı" kesinlikle çağdaş bir roman; çağdaş romana yepyeni ve uzun soluk getiren özgün bir roman. Bir anlamda ortaçağda geçen, Hıristiyanlık düşüncesini tartışan tarihsel bir roman, bir anlamda da ustaca kurulmuş polisiye ve sürükleyici bir öykü. Ve en önemlisi olağanüstü bir dil ve benzeri az bulunur bir sanat yapıtı. Bu ünlü romanı İtalyanca aslından başarıyla Türkçeye çeviren Şadan Karadeniz'in titiz ve uzun çalışmasını da burada hayranlıkla belirtmemiz gerekiyor.
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  • 4

    L'anacronistica citazione di Wittgenstein sulle labbra di Guglielmo è un tipico esempio di stile post-moderno. Ma la questione dello stile e della lingua nel romanzo è molto complessa. Se ne rende conto Eco nell'introduzione, quando scrive: «Anzitutto, quale stile adottare? La tentazione di rifar ...continue

    L'anacronistica citazione di Wittgenstein sulle labbra di Guglielmo è un tipico esempio di stile post-moderno. Ma la questione dello stile e della lingua nel romanzo è molto complessa. Se ne rende conto Eco nell'introduzione, quando scrive: «Anzitutto, quale stile adottare? La tentazione di rifarmi a modelli italiani dell'epoca andava respinta come del tutto ingiustificata: non solo Adso scrive in latino, ma è chiaro da tutto l'andamento del testo che la sua cultura (o la cultura dell'abbazia che così chiaramente lo influenza) è molto più datata; si tratta chiaramente di una somma plurisecolare di conoscenze e di vezzi stilistici che si collegano alla tradizione basso medievale latina. Adso pensa e scrive come un monaco rimasto impermeabile alla rivoluzione del volgare, legato alle pagine ospitate nella biblioteca di cui narra, formatosi su temi patristico-scolastici, e la sua storia [...] avrebbe potuto essere scritta, quanto a lingua e a citazioni erudite, nel XII e nel XIII secolo».
    Il pluralismo tematico del romanzo si riverbera anche sul piano linguistico: il Nome della rosa appare come un vistoso collage di gusto post-moderno, che, nel caso di Adso, passa dal tono lirico e immaginifico del Cantico dei Cantici nell'episodio della scoperta dell'amore al tono parodistico e goliardico dell'episodio del sogno che riproduce in filigrana il testo latino medievale della Cena di Cipriano. Quanto agli altri personaggi, spettacolare è l'escursione linguistica dalla raffinata retorica della predica di Jorge sull'Anticristo alla lingua babelica e pressoché incomprensibile di Salvatore, un misto di antico francese, di spagnolo, di provenzale. Non manca certo lo sforzo, da parte dello scrittore, di amalgamare linguaggi così diversi, ma l'esito è discontinuo: del tutto riuscito sul versante del pastiche parodico, ma non sempre in grado di connettere le diverse componenti di un complesso discorso culturale, teologico ed erudito. Occorre però riconoscere che Eco sa superare i rischi del Kitsch grazie al ricorso all'ironia: si parli pure di gioco d'astuzia, ma si riconosca, con Alberto Asor Rosa, che «Eco di ironia ne ha da vendere».

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  • 3

    Storia avvincente fallata da un punteggiatura da incubo

    La storia parte molto lenta e, a meno che il lettore non sia un appassionato di gialli ambientati nel medioevo, può risultare piuttosto noiosa. Man mano che si prosegue nella lettura la trama si fa più avvincente e ricca di colpi di scena tra omicidi, sospetti e misteriose figure. Il libro potreb ...continue

    La storia parte molto lenta e, a meno che il lettore non sia un appassionato di gialli ambientati nel medioevo, può risultare piuttosto noiosa. Man mano che si prosegue nella lettura la trama si fa più avvincente e ricca di colpi di scena tra omicidi, sospetti e misteriose figure. Il libro potrebbe anche meritare le 5 stelle che, per quanto mi riguarda, Eco può solo vedere nei suoi sogni più reconditi per colpa del suo utilizzo, anzi NON utilizzo, assolutamente scandaloso della punteggiatura, questa grande sconosciuta! Scrive dei periodi che durano per più di mezza pagina rendendo estremamente difficoltosa la lettura del libro soprattutto in alcune parti essenziali per la comprensione della trama. Se alle superiori in un compito in classe di italiano mi fossi permessa di ignorare in modo così plateale la punteggiatura la prof mi avrebbe stracciato il compito senza pietà ne misericordia. E meno male che è pure un docente di lettere... ma mi faccia il piacere, Prof Umberto Eco: bocciato!!!

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  • 5

    Splendido Romanzo dove all'interno c'è tutto quello che non ti aspetti di trovare. Un libro che ti arricchisce con le sue colte disgressioni su teologia, religione, filosofia, e non si ferma, perchè ti offre anche un giallo fitto di enigmi e colmo di fascino.
    Non una pagina tediosa, e rifl ...continue

    Splendido Romanzo dove all'interno c'è tutto quello che non ti aspetti di trovare. Un libro che ti arricchisce con le sue colte disgressioni su teologia, religione, filosofia, e non si ferma, perchè ti offre anche un giallo fitto di enigmi e colmo di fascino.
    Non una pagina tediosa, e rifletti sul narrare delle vicende anche quando non sei impegnato nella lettura.

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  • 3

    Il velo del mistero...

    Scaturita dalla narrazione di un vecchio frate che ricorda il suo soggiorno in un monastero Benedettino insieme al suo maestro, la storia è articolata e interessante.
    Ambientata nell'Oscuro Medioevo, in cui la Chiesa Cattolica domina le menti e i cuori del popolo, in cui viene soppresso ogn ...continue

    Scaturita dalla narrazione di un vecchio frate che ricorda il suo soggiorno in un monastero Benedettino insieme al suo maestro, la storia è articolata e interessante.
    Ambientata nell'Oscuro Medioevo, in cui la Chiesa Cattolica domina le menti e i cuori del popolo, in cui viene soppresso ogni tentativo di idee progressiste, in questo convento avvengono dei delitti.
    E alla fine si strapperà il velo al mistero di queste morti, mettendo in luce una verità scomoda e oltremodo indecente se riferita a dei frati che dovrebbero vivere nella castità...
    Ma...in fondo l'autore non fa altro che dire una verità che per alcuni è scomoda...Cioè che la Chiesa non è stata poi quella Santa Istituzione che vorrebbe sembrare.
    E ciò nonostante l'Inquisizione, il rogo per le streghe e tutte le altre istituzioni fondate per addormentare le coscienze umane.
    Un elogio particolare a questo autore.
    Saluti.
    Ginseng666

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  • 5

    Lo si deve leggere per capire

    E' un giallo. E' un trattato filosofico. E' un libro sulla religione. E' un saggio storico sul Medioevo. E' un trattato di semiotica. Un compendio di letteratura cristiana antica.
    E soprattutto è una scrittura complessa ma non noiosa. Bellissimo, avvincente, istruttivo, inimitabile.

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  • 5

    Ormai un classico della letteratura italiana

    Questo libro, che ha avuto un largo e meritato successo, è ormai a tutti gli effetti un "classico" della letteratura italiana.
    Non è certo una lettura agevole, soprattutto nella parti in cui Eco approfondisce - con dovizia di particolari - le dispute politiche e teologiche dell'epoca, ma va ...continue

    Questo libro, che ha avuto un largo e meritato successo, è ormai a tutti gli effetti un "classico" della letteratura italiana.
    Non è certo una lettura agevole, soprattutto nella parti in cui Eco approfondisce - con dovizia di particolari - le dispute politiche e teologiche dell'epoca, ma vale la pena di fare lo sforzo.
    Inoltre, il giallo è portato avanti con grande maestria.
    Mi lascia solo un po' perplesso la spiegazione finale: tanti morti, misteri, intrighi per un segreto che non sembra poi così determinante.

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  • 4

    Omicidi all'abbazia

    Mi sono accostata a questo libro con un certo timore vista la fama di Eco. Devo dire che il libro complessivamente mi è piaciuto molto anche se non gli dò il massimo punteggio poiché la narrazione è rallentata da troppe descrizioni e digressioni colte, molto lunghe e, dal mio punto di vista, fine ...continue

    Mi sono accostata a questo libro con un certo timore vista la fama di Eco. Devo dire che il libro complessivamente mi è piaciuto molto anche se non gli dò il massimo punteggio poiché la narrazione è rallentata da troppe descrizioni e digressioni colte, molto lunghe e, dal mio punto di vista, fine a se stesse (insomma 6 pagine di descrizione del portale della cattedrale del monastero oppure 3 sul significato delle pietre degli anelli dei porporati sono davvero un po’ troppe!). Ho apprezzato, invece, forse anche perché più funzionali alla narrazione, le parti storiche sugli eretici e su fra Dolcino.
    Eco è un grande narratore. Quando racconta gli eventi, i delitti o nei dialoghi tra personaggi fa davvero un ottimo lavoro. L’evoluzione dei due personaggi principali, Adso, giovane voce narrante, e Guglielmo, frate dalle grandi capacità deduttive, è interessante soprattutto in relazione a come entrambi reagiscono alla soluzione del mistero dei delitti dell’abazia.
    Lo consiglio assolutamente… magari con l’astuzia di saltare qualche pagina qua e là :-PPP

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